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Ferrari Luce, da flop mediatico al boom di ordini: sold out sino al 2028

Il titolo Ferrari è tornato a volare in borsa, anche grazie alle prenotazioni della Luce. Gli ordini sono esauriti sino al 2028

Ferrari Luce, da flop mediatico al boom di ordini: sold out sino al 2028
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 4 nov 2026

Il giorno della presentazione la Ferrari Luce ha lasciato perplessi appassionati e addetti ai lavori. Subito dopo l’unveiling del primo modello full electric della storia della Casa modenese si era registrato un tracollo in borsa, fisiologico secondo gli analisti, dato il lancio di una proposta divisiva e di rottura rispetto alla tradizione storica del marchio.

In seguito il Cavallino è tornato a correre ad alta velocità anche nel mercato azionario, trovando nuova linfa proprio dalla passione per il green di una nuova clientela. In Cina, ad esempio, la Luce è stata accolta in modo favorevole con una pioggia di pre-ordini, dato anche lo stato di avanzamento del Gigante asiatico nella tecnologia elettrica. In una fase in cui l’industria delle quattro ruote europea arranca tra dazi e incertezze, Ferrari ha registrato un balzo in avanti notevole nei primi nove mesi del 2026 con un utile netto di 1,307 miliardi di euro (+7%), con ricavi a 5,68 miliardi (+6%).

La spinta dell’elettrico

La Luce, uno dei progetti più controversi della storia dell’automotive, è piaciuta ai progressisti dal palato fine che non si sono lasciati intimorire dal prezzo esorbitante. Le assegnazioni per il 2027 sono già totalmente esaurite. “Chi viene a ordinare ora dovrà aspettare almeno un anno”, ha assicurato Vigna. I clienti hanno apprezzato l’audacia del gruppo di designer, guidati dall’ex Apple Jony Ive. LoveFrom, il collettivo americano di creativi che ha sviluppato il progetto ha scelto di andare oltre i canoni classici del Cavallino.

Se per molti la Luce è un oggetto misterioso, frutto solo della deriva green imposta dai burocrati di Bruxelles, per chi ha lavorato al progetto è il punto di arrivo di una idea nata da una conversazione tra Jeff Bezos, numero 1 di Amazon, e John Elkann, presidente della Ferrari. L’inserimento di Marc Newson, designer industriale noto per le sue sedie, ha portato alla nascita di un abitacolo diverso dalle sorelle sportive in gamma. Le opere dell’australiano sono conservate al Museum of Modern Art di New York e al Centro Pompidou di Parigi. Marc Newson è stato incluso nelle 100 persone più influenti della rivista TIME ed è stato omaggiato con numerosi riconoscimenti internazionali.

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Le goffe forme della Luce, insieme al successo della supercar F80 e alle personalizzazioni su misura, hanno favorito il superamento del 21% dei ricavi totali legati a vetture e ricambi. “Unicità, innovazione e focus sono i fattori che sostengono questi risultati – ha commentato l’a.d. Vigna – Vediamo una domanda solida su tutti i modelli e in tutte le aree geografiche”.

Il titolo a Piazza Affari a +4,5% (375 euro) ha raggiunto i massimi da oltre un anno. I margini record del brand emiliano (Ebitda al 39,2% nei primi 9 mesi del 2026 con il 39,7% nel terzo trimestre) sono dettati dai volumi di vendita puri. Le consegne sono state 3.368, in linea con l’anno precedente. Elkann e Vigna staranno gongolando, sebbene ci vorranno anni per i puristi ad accettare l’esistenza di silenziose Ferrari in giro per il mondo.

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