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Stellantis, via Tavares nel 2026. Ecco il rimpasto del management

Tavares lascerà il ruolo di CEO a fine mandato. Ecco come cambia il management di Stellantis dopo il rimpasto dei vertici

Stellantis, via Tavares nel 2026. Ecco il rimpasto del management
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 11 ott 2024

Alcune indiscrezioni parlavano della volontà di Tavares di effettuare un rimpasto del management per rilanciare Stellantis che sta affrontando un momento complesso. A quanto pare non si è perso tempo perché attraverso un comunicato, il Gruppo automobilistico ha annunciato una serie di importanti cambiamenti ai vertici.

L'obiettivo è quello di "rafforzare l’impegno dell’azienda sulle priorità del business e di affrontare con decisione le sfide globali che il settore si trova a fronteggiare". Entriamo più nei dettagli.

TAVARES VIA A FINE MANDATO

Sapevamo che Stellantis aveva già iniziato a cercare un erede di Tavares il cui contratto scade ad inizio 2026. Adesso, arriva la conferma che a fine mandato il manager portoghese lascerà il suo ruolo di CEO.

La Società ha inoltre confermato che è già in corso il processo formale per identificare il successore di Carlos Tavares, quando lascerà l'incarico al termine del suo mandato di CEO, all’inizio del 2026. Questo processo, guidato da un Comitato Speciale del Consiglio di Amministrazione presieduto da John Elkann, completerà il proprio lavoro entro il quarto trimestre del 2025.

Ci vorrà quindi ancora diverso tempo per scoprire chi succederà a Tavares anche se è probabile che ben prima inizino ad emergere indiscrezioni.

I CAMBIAMENTI DEL MANAGEMENT

Il rimpasto dei vertici di Stellantis ha effetto immediato, almeno così leggiamo nel comunicato. Dunque, cosa cambia? Antonio Filosa, oltre a mantenere il ruolo di CEO del marchio Jeep, viene nominato Chief Operating Officer per il Nord America succedendo a Carlos Zarlenga, il cui prossimo incarico sarà oggetto di un ulteriore annuncio.

Jean-Philippe Imparato, oltre a mantenere il ruolo di CEO di Pro One, viene nominato Chief Operating Officer Enlarged Europe, succedendo a Uwe Hochgeschurtz, che lascerà l’azienda. Doug Ostermann viene nominato Chief Financial Officer, succedendo a Natalie Knight, che lascerà l’azienda. Gregoire Olivier, viene nominato Chief Operating Officer per la Cina oltre a mantenere il ruolo di Liaison Officer di Leapmotor.

Molto interessante questo ulteriore cambiamento. Santo Ficili viene nominato CEO di Maserati e Alfa Romeo e membro del Top Executive Team. Infine, per migliorare le performance commerciali, l’organizzazione della Supply Chain sarà trasferita dalla Divisione Acquisti guidata da Maxime Picat alla Divisione Manufacturing, sotto la guida di Arnaud Deboeuf. Picat si dedicherà con ancora maggiore attenzione ai miglioramenti delle performance da ottenere grazie al lavoro con i fornitori.

Su questo importante cambiamento per il Gruppo Stellantis, Carlos Tavares ha commentato:

In questo momento darwiniano per l’industria automobilistica, il nostro dovere e responsabilità etica è di adattarci e prepararci per il futuro, agendo meglio e più velocemente dei nostri concorrenti, per offrire una mobilità sostenibile, sicura e accessibile. I nuovi membri del leadership team contribuiranno alla determinazione di tutta la squadra nell’affrontare le sfide future, rafforzando e accelerando il nostro percorso di trasformazione per diventare la mobility tech company di riferimento. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a porre le basi per il futuro successo di Stellantis.

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Commenti Regolamento
S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Di tutto questo che hai detto ti rispondo su un punto ben preciso: Il leone non è entrato nel recinto, perché il recinto in globalizzazione non esiste più.

Il leone è arrivato... Punto e il resto pensava ancora di non doverci fare i conti.

La buona Europa invece cosa ha fatto: In NOME della sostenibilità ambientale (ma sappiamo che non è la sostenibilità ambientale la vera causa) ha preso le misure per dire che se non vogliamo essere sbranati tutti è tempo di prepararsi contro il leone.

Bella comunque questa analogia del leone, complimenti, rende abbastanza.

Ora ci troviamo non con i governi, ma con il governo per eccellenza che vuole il nucleare ma non vuole l'elettrico, come se il nucleare producesse solo scorie. Tu pensa che coerenza... E non solo, con il governo che vuole salvaguardare l'industria automotive quando in Italia non abbiamo quasi più nulla da difendere.

s
svkap 01 Jan 1970 @ 00:00

E' confermato! Al suo posto entrerà Isadora Tavares! 😁😁😁

M
Matteo 01 Jan 1970 @ 00:00

Il TFR non esiste nei Paesi Bassi. Avrà probabilmente qualche bonus legato all’andamento, ma non mi sembra sia andato bene 😅

f
ferragno 01 Jan 1970 @ 00:00

se esisterà ancora nel 2026...

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Invece lo cito perché fu il primo a rendersi conto che come formulata la transizione faceva danni incalcolabile.
Che si sia ricreduto.... anche no!!!
Da calcolatore e finanziario si è adeguato.... cominciando a costruire il futuro elettrico di FCA.
Sono sue la 500e, la e Bwide... stoppata da Stellantis... e il progetto FOLGORE poco considerato dal suo successore facendolo diventare non attuale.
I costruttori sono colpevoli perché?
Perché non sono riusciti a far comprendere che il modo di attuazione era sbagliato e che sarebbe diventato pericoloso per l'automotive nella sua interezza.
Si sono preoccupati esclusivamente dell'ambiente dimenticandosi dei lavoratori e mettendo in mano ai cinesi il pallino.
Ora ci ritroviamo con i governi a piangere la fame di lavoro che aumenta e incapaci di scacciare il leone entrato nel recinto che mangerà le bestie una a una.
Per quanto riguarda l'ambiente ad inquinare non è solo l'auto ma dovresti metterci impianti di riscaldamento obsoleti, industrie, grandi navi e altro
Draghi parla bene ma a Bruxelles è pieno di quaquaraqua incompetenti che fanno il paio con Roma.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Per favore non citare Marchionne sull'elettrico che prima di morire si è pure ricreduto che bisognava fare qualcosa considerando i progressi di Tesla che faceva sull'elettrico e i cinesi. E poi, per dirla meglio: Marchionne non vedeva sbagliata la tecnologia BEV che non ha assolutamente nulla di sbagliato, criticava solo che il fatto che se si faceva per la sostenibilità ambientale allora anche la produzione di energia sarebbe dovuta essere COMPLETAMENTE sostenibile, quindi come veniva imposto ai produttori di auto, avrebbe indicato che le centrali a carbone e petrolio avrebbero dovuto ricevere lo stesso trattamento.

Detto questo la colpa sta agli imprenditori che pensano di poter prendere tanto facendo poco io più a lungo possibile, specie quando sei leader nelle tecnologie ma la storia racconta che non si dorme sugli allori nel mercato globale e quando la Cina ti produce in casa non reggeranno nemmeno i dazi.

E l'imposizione, che è corretto come termine, non è perché esiste un tiranno cattivo, esiste invece la salute da tutelare e io e penso anche come te o come tutti, voglio evitare le fumate bianche e nere quando sto dietro un auto o un camion.

In conclusione: Smettiamola di puntare il dito su una tecnologia perché questo errore è stato già fatto diverse volte in passato e in Europa. È tempo come suggerisce Draghi, di riprenderci e investire pesantemente su tecnologie dove noi abbiamo delegato ad altri per il basso costo.

A
Andee Kcapp 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma è nato tutto dalla Fiat ai tempi che furono.

p
pinoc 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma chi? Fiat? Perché Fiat non c'è più da tempo.
C'è questo disastroso pastrocchio mitteleuropeo con un pizzico di USA.

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Verrà ricordato solo per essere un piangina che chiedeva continuamente sussidi. Nel frattempo faceva dimezzare le azioni in borsa.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

La tecnologia elettricità applicata alle auto ha più di cento anni quindi non è una novità per nessuno e delle norme sulle emissioni se ne parlava gia nel 2014.

Quello che è stato sbagliato dalla UE è il metodo applicativo della necessità di diminuire le emissioni messo in piedi.
Marchionne... che non vedeva di buon occhio la tecnologia BEV.... cominciò fin dai primi giorni a dire che passare alle BEV nei tempi imposti sarebbe costato caro al settore in termini di occupazione, redditività.
Tutti quelli come te si rivoltarono contro e oggi cosa succede?
Si piange sui posti di lavoro che vengono persi, si piange sul costo spropositato delle termiche dove hanno caricato i costi degli investimenti BEV.
Il mercato BEV si muove come un pachiderma.
Sappiamo che la batteria della Grande Panda costa più di una Panda 2012 nuova.
Tutti i costruttori... più o meno velatamente.... si lamentano.
Di chi è la colpa?
Dalla a chi vuoi tanto qualunque cosa succede chi paga i cocci son sempre i soliti..... Tu compreso

A
Andee Kcapp 01 Jan 1970 @ 00:00

Dai tempi di Marchionne non si è mai più ripresa. Se danno priorità alla finanza invece che a tecnologia e innovazione andranno sempre peggio.
Ma per dare priorità a tecnologia e innovazione devono investire tanto e la solita famiglia arraffona non lo permetterà.

A
Andee Kcapp 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono strapagati perchè devono rispondere solo ad una nota famiglia arraffona alla quale non importa niente se il prodotto è buono e innovativo, ma vuole solo dividendi fantastici ogni anno. E poi, risparmiando su ingegneri e qualità del prodotto, si ritrovano periodicamente con l'acqua alla gola. E tutto questo si rinnova dai tempi di Romiti .

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Veramente Tavares è odiato da tutti.

S
Simtopia23 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci vorrà un decennio per risanare i suoi danni

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Mannaggement la miseria, stanno facendo fallire tutto il mercato...🤷‍♂️

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti è colpa dell'elettrico se l'Europa (quindi gli stati membri) che avevano deciso nel 2017 che dovevano ridurre le emissioni e di conseguenza anche il settore automobilistico doveva adeguarsi.

Poi dare la colpa all'elettrico perché i prezzi del termico sono aumentati è come dare la colpa alla donna che veste provocante e viene stuprata e si assolve lo stupratore, ma che discorsi...

R
Robby 01 Jan 1970 @ 00:00

Fino al 2026? bene, bene giusto in tempo per far fallire Stellantis , curioso di vedere le vendite della prossima 600 elettrica Abarth ,veramente curioso già rido.

a
alessandro 01 Jan 1970 @ 00:00

Romiti docet

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Il CEO non disegna non progetta ma decide cosa e quando anche a livello di prodotti.
Che Elkann non sia contento di aver perso quasi il 50% del suo capitale investito..... come gli altri investitori é certo.
Fare rimpasto non serve a molto se non rimedi ad errori fatti..... tipo quelli fatti negli USA con JEEP e RAM senza dimenticare Chrysler e Dodge.
Pensi che la chiusura di MIL a Modena sia una decisione dell'ex CEO Maserati?
Pensi che chiudere Grugliasco e metterlo in vendita sia una ancora una idea di quel ex CEO.
Pensi che chiudere la sede Chrysler di Detroit sia una idea del brasiliano spedito lì a guidare le operazioni nordamericane ?
Non è colpa della corsa al BEV?
Allora è colpa di Peppino se le termiche sono aumentate di prezzo in maniera insolita.
È colpa di Peppino se hai visto sparire termici di una certa potenza e carisma...
È tutto legato a quello.
Il mercato non tira e chi ha abbandonato troppo in fretta le termiche.... Tavares....si è trovato da un giorno all'altro in affanno più di altri.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì ma abbiate pazienza... non è che il CEO si mette a disegnare le macchine o progettarle, ci sono anche altri ruoli di responsabilità che lui non ricopre e che ricoprono gli altri. Puoi dare la colpa a Tavares di aver dato una guida errata sugli investimenti da fare (quindi strategie) e sui conti che non tornano ma non su tutto. Il problema infatti è nato perché John Elkann, che è presidente non è contento dei conti di Stellantis e ha puntato il dito su Tavares. Personalmente ritengo che John Elkann è legittimato sul fatto che gli può rodere il chicchero, tuttavia non sta considerando che il mercato è stravolto per tutti e non solo per Stellantis. Anche Volkswagen che sull'elettrico tecnologicamente va un filo meglio rispetto a Stellantis stia messa diversamente, anche Renault che tecnologicamente sta un filo meglio sull'elettrico non se la passa meglio di Stellantis (e ha Nissan in collaborazione e Dacia in pancia).

E non tirate fuori la che la colpa è dell'elettrico perché non meriterebbe manco una risposta.

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti sei fatto un film extra.
Volevo solo far notare come ci si incensano certe figure

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Hanno messo tutte le attività europee in mano ad Imparato.
Chi guida ogni marchio riferisce a lui e lui riferisce al CEO.
Chi vende.... Fiat per esempio.... ha mantenuto il suo posto

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutta la catena di comando riferisce a lui.
Non credo abbia solo distribuito i soldi ad ogni marchio.
Quindi è in lui che trovi il colpevole.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

E quindi cosa si dovrebbe fare? Decidere per legge lo stipendio di un manager privato?

f
fire_RS 01 Jan 1970 @ 00:00

Praticamente nessun cambiamento in Peugeot / Citroen / Ds...quindi è chiaro che per loro i problemi sono solo nei marchi italiani.

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è mai vero, chissenefrega con queste aziende così grandi come stiamo vedendo in quest'ultimo periodo.
A meno che non paghi la cassa integrazione con la buona uscita

M
Meandmyself 01 Jan 1970 @ 00:00

La cosa che più fa venire il voltastomaco è che questo personaggio se ne andrà con una buona uscita da rendita a vita….cioe lavori male,non ottieni risultati e te ne vai pagato e strapagato….che tristezza

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono strapagati dalle stesse aziende che dirigono, quindi anche chi se ne frega.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

magari vogliono un CEO più tecnico e meno economista per dare una spinta all'innovazione e ai processi.
Ferrari (è 1/50 di Stellantis, più semplice da rimodulare) l'ha fatto con Vigna (per stare sempre nella sfera Exor)

I
Ispanico 01 Jan 1970 @ 00:00

sempre troppo tardi

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me sbagliano a non rinnovare l'accordo con lui. Onestamente non credo che Stellantis sia in cattive acque per colpa sua. Io andrei a puntare il dito su chi ha continuato a fare auto uguali su tutti i fronti come ad esempio Fiat Citroen, Alfa Romeo con la Junior che non serve a nessuno, la nuova Lancia Y uguale alla Peugeot. Onestamente non so se Tavares ha la responsabilità in questo, secondo me i responsabili sono quelli poco sotto di lui che hanno partorito ste cose e non hanno proposto qualcosa di ben diverso tra un marchio e l'altro.

E comunque un altro responsabile della crisi è la garanzia delle auto, non si può più garantire un auto come fosse un telefono o un televisore, quindi due anni, si deve partire da un minimo di 5 anni con possibilità di estensione, diversamente è tutto inutile e mi meraviglio come in molti non l'abbiano capito a parte Pegeout in francia con la garanzia Allure (forse perché lì vendono solo quello...). Polestar è abbastanza imbarazzante da questo punto di vista, 50.000 Euro o più per una loro auto e due anni di garanzia, estendibile... Ma con una compagnia assicurativa e non riescono a capire come mai non vendono. Boh fate voi, spendo 50.000 Euro per avere 2 anni di garanzia... Ma chi è che spende i soldi in questo modo? Ma manco il ceto alto spenderebbe sti soldi quando altrove ci sono garanzie migliori.

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Questi sono i top manager che vengono strapagati perché nel privato rispondono personalmente dei destini aziendali, giusto?

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

La figlia di Michael Knight giusto?

C
Cagnaccio 01 Jan 1970 @ 00:00

Chissa che liquidazione per "poveraccih" si prende...

B
Basualda Grigia 01 Jan 1970 @ 00:00

Tafazzes

R
R3DMIDNIGHT ✔ 01 Jan 1970 @ 00:00

Con natalie knight fuori dureranno due giorni😂

M
Manu 01 Jan 1970 @ 00:00

quindi devono resisitere ancora 1 anno e qualche mese....

F
Fade 01 Jan 1970 @ 00:00

chissà se ci arriva stellantis al 2026

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Finalmente Tavares fuori