Citroën rivendica il suo ruolo anticonformista: "Non siamo come gli altri"
Citroën tiene profondamente al suo ruolo di laboratorio di sperimentazione del design, fattore essenziale per distinguersi all'interno di un mercato competitivo
In un pianeta dell’auto che spesso ha sacrificato fantasia e originalità sull’altare del conformismo, Citroën ha quasi sempre giocato una partita a sé stante. Senza stare a scomodare le tante icone del passato di un marchio con oltre cento anni di storia, quasi tutte caratterizzate da un design di rottura rispetto alle linee convenzionali, anche durante quest’ultima fase sotto l’egida di Stellantis, il Double Chevron si sta smarcando dalla sua concorrenza diretta grazie a veicoli che fanno dello stile “fuori dagli schemi” il proprio marchio di fabbrica. Un’idea, quella di distinguersi da tutti, che piace anche al CEO Xavier Chardon, come ha avuto modo di ribadire in una recente intervista: “Citroën non sarà come Toyota o Volkswagen. Possiamo correre dei rischi. Non mi preoccupa che la gente detesti il nostro design. Ma non voglio che nessuno pensi che siamo convenzionali”. Dunque, che sia proprio l’originalità l’arma per battere la concorrenza?
Un’idea condivisa
Piacere a tutti è pressoché impossibile, quindi, perché non giocare la carta dell’anticonformismo per emergere nel mucchio dei brand generalisti. Anche Pierre Leclerq, responsabile del design del marchio transalpino, non ha dubbi su quella che è la strada da seguire: “Citroën continuerà a voltare pagina a ogni nuovo lancio”. Tradotto: al Double Chevron tocca il compito di essere audace e di sperimentare nuove linee all’interno della galassia di Stellantis. Un esempio calzante di questa filosofia è la nuova generazione di C3, che ha dato un taglio netto al passato: “Guardatela. Non ha nulla a che fare con l’auto che ha sostituito, ma ha ancora senso nella gamma attuale“, ha affermato il numero uno dello stile.
Lo stesso dicasi per la C3 Aircross o per il quadriciclo elettrico Ami, vetture innovative che hanno saputo imboccare una strada vincente, anche a livello commerciale, senza rinunciare alla loro anima originale. Un sentiero che seguirà anche l’attesa e ambiziosa nuova C4.
La nuova C4 sarà spregiudicata
Alla finestra bussa prepotentemente la futura Citroën C4, anche in versione e-C4. Questa vettura potrebbe debuttare già nel corso di quest’anno e intorno a lei c’è grande attesa, anche per scoprire cosa avrà da offrire in termini di design che, garantiscono i vertici del marchio francese, sarà frutto di un’autentica sperimentazione. Per spiccare serve qualcosa di differente, per questo motivo l’auto che si collocherà fra la C3 e la C5 non assomiglierà a niente di già visto.
“Noi ci spingiamo sempre oltre il limite“, ha ribadito Leclerq. Dunque, non resta che attendere con ansia, cerchiandolo in rosso, il giorno del debutto di un modello che tenterà di distinguersi profondamente all’interno di un mercato saturo e ultra competitivo. L’ultimo nodo da sciogliere è quello dell’effettiva produzione della nuova C4. Fino a poco tempo fa sembrava la Spagna (nella fattispecie Villaverde a Madrid) il luogo ideale dove installare le linee produttive, ma ultimamente si vocifera con insistenza di un trasferimento nello stabilimento di Kenitra, in Marocco. Ma poco importa, perché presto tutti i dubbi verranno dissipati.