Il Cavatappi di Laguna Seca intitolato a Zanardi: tributo da brividi
Trent’anni fa la manovra di Zanardi su Herta venne ribattezzata "The Pass" dagli americani. Il Cavatappi rende omaggio al compianto pilota bolognese
Sono passati 30 anni dall’immortale sorpasso di Alex Zanardi su Bryan Herta sull’iconico “Cavatappi” di Laguna Seca, dove negli anni si sono scritte tante pagini memorabili di Motorsport. Una delle “S” più note al mondo dagli appassionati di automobilismo e motociclismo ha reso leggendario il pilota italiano.
Con una pendenza del 13,1% la manovra del bolognese che proponiamo nel video in basso del canale YouTube Envysoft ha segnato un’epoca, anticipando di molti anni il sorpasso di Valentino Rossi su Casey Stoner in MotoGP. Alla cerimonia di dedica ci saranno molti protagonisti della storia dell’IndyCar, da Chip Ganassi a Max Papis, per svelare una targa commemorativa che legherà il nome di Zanardi a uno dei luoghi di culto del Motorsport a stelle e strisce.
Il celebre “Corkscrew”
Il Cavatappi porterà ufficialmente il nome del driver emiliano, autore di uno dei sorpassi più coraggiosi della storia delle corse. Vi sono piloti che hanno vinto molto meno di quello che avrebbero meritato, ma hanno lasciato un ricordo profondo nella mente dei fan. Lo storico circuito californiano ha deciso di rendere eterno quel gesto tecnico geniale. Il tracciato si trova a 250 metri sul livello del mare a circa 12 km da Monterey e ha una lunghezza pari a 3610 metri ed è stato costruito nel lontano 1957.
L’intitolazione della curva più nota del Cavatappi ad Alex non è un gesto dovuto. Nemo propheta in patria oseremo dire. L’ultimo giro della gara conclusiva della stagione CART a Laguna Seca non è stato dimenticato dagli americani, sebbene siano tanti gli italiani che tendono a ricordarsi dei passaggi a vuoto di Zanardi in Formula 1, a causa anche di monoposto non all’altezza del suo talento.
Un tributo al coraggio
Il tuffo all’interno del rapido cambio di pendenza in discesa, a rivederlo oggi, appare ancora più impressionante. In un Motorsport dove i rischi presi dai piloti sono sempre meno, a causa anche di regole astruse, un taglio nella sabbia oggi sarebbe condannato. A Zanardi gli valse la vittoria della corsa e spinse in seguito gli organizzatori del campionato a modificare le regole negli anni successivi per vietare manovre simili.
Anche per questo il fuoripista dell’italiano rimarrà immortale. Zanardi rappresenterà sempre un simbolo di forza e coraggio indomabile. Nell’automobilismo si è laureato campione CART nel 1997 e 1998 e campione italiano superturismo nel 2005. Nel paraciclismo, dopo il tragico incidente che lo ha portato su una sedia a rotelle, ha conquistato quattro medaglie d’oro nei Giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016 e dodici titoli ai campionati mondiali su strada. Alex è scomparso il primo maggio scorso, come Ayrton Senna, all’età di 59 anni.