Anche il Canada è della partita, mostrate le prime auto elettriche
Il Canada mostra due concept avveniristici, due auto elettriche che potrebbero guidare la mobilità del domani
I confini del pianeta auto non sono mai stati così dilatati come in questi ultimi anni. L’avvicendarsi e l’affermarsi sul mercato globale di realtà sempre più disparate e provenienti da luoghi inconsueti, quanto meno per tradizione, all’industria delle quattro ruote non fa quasi più notizia. A questo appello ha risposto anche il Canada, che ha mostrato per la prima volta il musetto due concept alla spina. Queste vetture elettriche, che si chiamano Vector e Borealis, rappresentano un bello scatto d’orgoglio per il paese nordamericano, adesso pronto a dimostrare di avere una filiera moderna e competitiva. Dunque, non più solo acquirente, ma anche produttore di veicoli.
Vector cerca di stupire
L’”Automotive Parts Manufacturers Association” (APMA) ha optato per il palcoscenico del Canadian International AutoShow 2026 per svelare i frutti dell’iniziativa Project Arrow, avviata nel 2023, ovvero le già nominate Vector e Borealis. La prima si presenta come l’evoluzione diretta del prototipo rivelato tre anni fa. I cambiamenti però ci sono e si vedono. La carrozzeria è diventata più vistosa e in linea con una potenza monstre, salita a 650 CV, segnando un netto incremento rispetto ai 550 CV delle origini. Tuttavia, è sotto la veste che la Vector nasconde la sua anima tecnologica più raffinata.
Il telaio è stato sviluppato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale e successivamente realizzato tramite stampa 3D, utilizzando una sofisticata miscela di polimeri e alluminio. Con un’autonomia stimata di 550 chilometri (341 miglia), la Vector non si professa come un semplice esercizio di stile, ma una piattaforma di innovazione a breve termine. È dotata di una guida autonoma di Livello 3 che permette al conducente di vivere un’esperienza “hands-off" ed “eyes-off", delegando il controllo alla vettura in contesti determinati.
Borealis: uno sguardo al domani
Se Vector guarda come orizzonte il 2030, Borealis sposta lo sguardo ancora più lontano. Questa concept stupisce per il suo essere un laboratorio “a cielo aperto” e una finestra aperta sulle potenzialità della filiera componentistica del Canada. Su questo veicolo, la stampa 3D tocca nuove vette di complessità: sia il telaio che il powertrain sono fatti in una speciale lega metallica.
Anche la filosofia che si nasconde dietro a quest’auto è interessante, perché Borealis rappresenta una promessa di libertà totale, per non dire assoluta. I suoi creatori hanno ipotizzato per lei una guida completamente autonoma di Livello 5, il grado più elevato possibile, che non richiede alcun intervento di tipo umano. Non solo, questo veicolo è progettato per interagire in modo trasparente e senza filtri con l’ambiente circostante, integrandosi in modo armonico con le infrastrutture intelligenti delle città del futuro. Tuttavia, il dato che più colpisce è quello riguardante la batteria: l’autonomia sognata per la Borealis raggiunge le 932 miglia, ovvero l’iperbolico traguardo dei 1.500 chilometri con una sola ricarica.
Grazie a queste due visioni, il Canada si mette in mostra in modo inedito, perché non solo palesa di possedere le materie prime, ma anche l’ingegno e la capacità produttiva necessari per guidare la rivoluzione elettrica, trasformando una rete di fornitori in un ecosistema industriale in grado di produrre autovetture complete, intelligenti e incredibilmente ambiziose.