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Crisi dell'auto in Germania: anche BMW ridurrà il numero di modelli?

La Casa bavarese sembrava non essere intaccata dalla crisi, ma il lancio della rivoluzionaria piattaforma Neue Klasse impatterà il listino futuro?

Crisi dell'auto in Germania: anche BMW ridurrà il numero di modelli?
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 21 ago 2026

Nel primo semestre del 2026 BMW ha marcato un utile ante imposte (EBT) di gruppo pari a 4.045 milioni di euro (-29,4%), con un margine EBT del 6,5%. Sono state consegnate 1,15 milioni di unità nei primi sei mesi, in calo del 4,2%. In Italia il marchio dell’Elica continua a volare, avendo chiuso un semestre positivo, facendo registrare una rialzo del 6,2% a livello di gruppo.

Nei primi sei mesi, infatti, sono state immatricolate 50.410 unità dei marchi BMW e MINI suddivise in 40.684 BMW (+2,4%) e 9.726 MINI (+25,6%). Il problema è a livello globale, dove il brand tedesco ha scelto di rinunciare a una erede a modelli iconici come X4, Serie 8 nelle versioni coupé, cabrio e gran coupé ma soprattutto la storica sportiva Z4. Il mercato negli ultimi anni è cambiato tantissimo, con una lenta ma inesorabile sparizione di auto che avevano segnato un’epoca.

A rischio altri modelli

A breve la Casa teutonica potrebbe decidere di pensionare due maxi SUV che non stanno ottenendo risultati in linea con le aspettative iniziali, come l’elettrica iX e la plug-in XM. Verrebbero sacrificate in ragione di un listino che dovrebbe essere ridisegnato dall’avvento della famiglia Neue Klasse, la nuova piattaforma che ha portato al debutto l’elettrica iX3 e ora arrivata in versione multienergia sull’ultima serie di X5.

BMW, come già è avvenuto ad altri colossi europei come Volkswagen, ha annunciato che la gamma di modelli sarà razionalizzata fino al 50% e concentrata nei segmenti di mercato più rilevanti. Tradotto: in termini di configurazioni e dotazioni la disponibilità sarà ridotta fino al 75%. Un campanello d’allarme per BMW, certificato da un piano per tagliare circa 8.000 posti di lavoro in tutto il mondo entro la fine del 2027.

Crisi generalizzata

In Europa sono numerosi i marchi che stanno vivendo una fase difficile con una netta contrazione dei numeri. Audi e Porsche stanno ridefinendo le proprie strategie commerciali, sperando di tornare a ottenere buoni riscontri in Cina. La situazione del Gruppo Volkswagen è critica, con un passaggio obbligato da una capacità produttiva pensata per costruire 12 milioni di veicoli pre-Covid agli attuali 9 milioni.

C’è stata una progressiva riduzione di circa 2 milioni di veicoli in termini di capacità produttiva nel Vecchio Continente e ulteriori interventi avverranno in Cina. Ci sarà una produzione a ribasso, ma non c’è tanta alternativa per ovviare ai buchi creati dalla spinta green e dai flop dell’ultima generazione. Interventi mirati risulteranno indispensabili per la salvaguardia l’intera industria automotive tedesca.

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