Cerca

Basta restomod, ora Totem sviluppa un inedito progetto con un V12 aspirato

Fondata da Riccardo Quaggio, ex designer automotive, Totem Automobili vuole ridefinire il concetto di supercar con i V12.

Basta restomod, ora Totem sviluppa un inedito progetto con un V12 aspirato
Vai ai commenti
Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 21 ago 2026

Le sensazioni di un’auto da corsa sono uniche e speciali perché danno quel senso di onnipotenza nel controllo di poter fare qualsiasi cosa. Specializzata in restomod, l’azienda ha puntato su scocche in fibra di carbonio che mirano a contenere il peso e attribuire performance da brividi. All’evento Pebble Beach 2026 Totem Automobili ha svelato Tiziano, architettura modulare in fibra di carbonio pronta ad accogliere un V12 aspirato per performance da brividi.

L’azienda artigianale italiana, nata nel 2018 a Venezia, è nota per la re-interpretazione moderna in chiave restomod delle classiche Alfa Romeo Giulia GT degli anni ’60. Nell’epoca del collezionismo mondiale di vetture personalizzate Totem Automobili ha deciso di cambiare marcia, offrendo un progetto che rimarca il valore della lavorazione artigianale.

Alla scoperta di Tiziano

Totem Automobili diventa una Boutique Manufacturer, sfruttando un’architettura tecnica inedita e proprietaria che definisce l’addio del concetto di soli restomod. Partire da zero nella creazione di un’auto non è cosa da poco. I tecnici lavoreranno su monoscocca, sospensioni e powertrain per sfidare i principali competitor dell’alta sartoria meccanica mondiale.

Il progetto Tiziano ha un’impostazione concettuale Made in Italy, potendo garantire una struttura all’avanguardia. La piattaforma si basa su una monoscocca centrale in fibra di carbonio, abbracciata da due telai ausiliari in alluminio e unita da una struttura tubolare superiore. Lo schema darà la possibilità di creare carrozzerie chiuse o scoperte senza toccare la rigidità o la geometria del telaio. Il punto forte? La flessibilità propulsiva perché l’architettura permetterà l’adozione di un V12 aspirato, un V6 biturbo oppure una motore 100% elettrico.

Esperienza per progressisti e puristi

Il lavoro dei tecnici si sostanzia nella Serie T12 con un potente motore V12 aspirato firmato Italtecnica. Trasmissione automatica? Neanche per sogno, la potenza viene scaricata a terra tramite un classico cambio manuale a 6 marce in configurazione transaxle al posteriore, associato a un differenziale autobloccante e a una frizione idraulica bidisco.

Dal know-how racing emergono alcuni componenti, come lo schema pushrod e rocker su entrambi gli assi, prodotto in ERGAL 7075 T6. Gli ammortizzatori sono regolabili elettronicamente direttamente dal posto guida, mentre la distribuzione dei pesi avviene con un bilanciamento 45% all’anteriore e 55% al posteriore. Brembo, con pinze fisse a sei pistoncini davanti e quattro dietro, abbinate a dischi in acciaio o in materiale carboceramico, è garanzia di eccellenza.

Arriveranno 3 diversi modelli: T12 Corsa: linee spigolose con aerodinamica estrema ed elementi meccanici a vista; T12 Lunga: ispirata alle grandi sportive endurance, con proporzioni robuste; T12 Turismo: la reinterpretazione delle GT all’italiana, basate sul fascino retrò. I primi risultati su strada li vedremo nel 2027.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento