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Porsche, elettrico in stand-by: ecco quando torna la Macan a benzina

Un giorno forse arriverà sul mercato una Porsche 911 elettrica, ma quel giorno non è ancora arrivato. Scopriamo le ultime novità da Stoccarda sulla Macan.

Porsche, elettrico in stand-by: ecco quando torna la Macan a benzina
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 5 ott 2026

Nel quartiere di Zuffenhausen non hanno perso il gusto di costruire auto termiche. I numeri a ribasso dell’ultimo anno hanno spinto i vertici di Porsche a rivalutare la strategia futura delle BEV. Il CEO Leiters ha confermato il ritorno di una Macan a benzina nel 2028, palesando un netto cambio di rotta rispetto al passato.

I clienti del marchio tedesco hanno manifestato un chiaro attaccamento ai motori a combustione interna e d’ora in avanti si lavorerà sodo per rimpolpare la gamma di proposte in linea con la tradizione. Del resto il DNA non mente e la tecnologia elettrica potrà affiancare quella termica, ma non sostituirla. Aspettiamoci di vedere nel 2028 una doppia scelta per coloro che desiderano una Macan.

Le ragioni del ritorno del termico

Nel 2025, le vendite globali di Porsche e i modelli con tecnologia elettrica (BEV) hanno marcato un netto rallentamento (-10% rispetto al 2024) a causa di un calo generale. Una volta terminato l’effetto novità diversi costruttori hanno iniziato a pagare il prezzo di una politica troppo incentrata sulla mobilità a zero emissioni, condizionata anche dalla crescita della diretta concorrenza.

Il passaggio verso la sola Macan 100% elettrica si è scontrato con una risposta del mercato tiepida. Il 2026 si è confermato un anno molto complesso per il brand di Stoccarda, certificato dal crollo delle consegne della Macan EV del 40%, mentre sul mercato cinese le vendite complessive di Porsche hanno registrato un -32%. La clientela progressista del Paese del Dragone Rosso sta optando per soluzioni interne, dato il boom esponenziale di nuovi costruttori. La Macan a combustione condividerà la struttura fondamentale con la nuova Audi Q5, magari con un motore 2.0 turbo quattro cilindri o un V6 3.0 biturbo.

I tempi non sono maturi

Il Vecchio Continente tra 9 anni avrebbe dovuto, in teoria, farsi trovare pronto a rinunciare alla tecnologia termica, in favore della transizione green. Ora tutti i top brand sono pronti a offrire l’alimentazione più adatta alle esigenze dei clienti senza sovrapposizioni d’investimento inutili. Permane un certo scetticismo, del tutto giustificato, anche dalla valutazione sul lungo periodo delle auto elettriche.

Per tenere in piedi una gamma multi-energica i vertici di Porsche hanno deciso di vendere le quote in Bugatti Rimac e Rimac Group, incassando circa 1 miliardo di euro di liquidità. Inoltre, c’è stato un netto taglio del personale, con un graduale ridimensionamento di 9.000 posti di lavoro entro il 2035. Si è optato per la chiusura dei rami d’azienda secondari dedicati alle e-bike, allo sviluppo di batterie e al software proprietario. Grazie a Volkswagen, Porsche potrà contenere i costi di sviluppo per le piattaforme elettriche, continuando a offrire opzioni a zero emissioni, in aggiunta a varianti Plug-in Hybrid e 100% termiche. La Porsche 911 non sarà silenziosa, mentre per le piccole Porsche 718 (Boxster e Cayman), il progetto a batteria proseguirà secondo i piani iniziali. L’impostazione alla spina è ritenuta infatti coerente con l’evoluzione del modello.

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