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Dongfeng, ecco le richieste per investire in Italia: una strada in salita

Ecco quali sarebbero le pesanti richieste del marchio per investire in Italia. Condizioni anche di carattere politico

Dongfeng, ecco le richieste per investire in Italia: una strada in salita
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 27 set 2024

Sappiamo che il Governo italiano punta a portare una nuova casa automobilistica in Italia per aumentare la produzione nazionale e rilanciare il settore automotive. Non è un mistero che si stia dialogando con i marchi cinesi e negli ultimi tempi sappiamo che sarebbero in corso trattative avanzate con Dongfeng che è da poco sbarcato ufficialmente nel nostro Paese. La casa automobilistica, pur confermando le discussioni, ha comunque aggiunto che una fabbrica in Italia non sarebbe una priorità.

Tra le parti il dialogo va comunque avanti e di queste discussioni se ne è occupato il Corriere della Sera che ha raccontato quale sarebbero le richieste di Dongfeng per investire in Italia. Richieste mica da poco, visto che non sono solo di carattere industriale, anzi, ci sono anche diverse richieste di carattere politico.

Ma andiamo con ordine.

LE CONDZIONI DI DONGFENG

Ricordiamo che Dongfeng non è una semplice casa automobilistica in quanto è controllata al 100% dal Governo cinese. Dunque, stando alla ricostruzione del Corriere della Sera, la Cina avrebbe posto delle condizioni ben chiare e di natura strategica.

A quanto pare, parlando dell'eventuale investimento industriale, Dongfeng avrebbe iniziato a sollecitare il Governo su di un ruolo di Huawei nelle infrastrutture di telecomunicazioni in Italia. Come sappiamo, il colosso dell'elettronica, da tempo è finito del mirino di Washington e Bruxelles per i sospetti legami con il partito comunista e l’intelligence di Pechino. Proprio per tale motivo, i suoi servizi di rete sono oramai proibiti da vari Paesi, a partire da Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna e Nuova Zelanda.

Ma c'è di più perché le richieste non finiscono qui. Infatti, sul tavolo delle trattative è finita anche l'intelligenza artificiale, proprio uno dei temi di cui la Premier Giorgia Meloni si era occupata durante un recente vertice con il presidente cinese Xi Jinping. Come ricorda il Corriere della Sera, nel comunicato ufficiale si leggeva che i leader di Roma e di Pechino si erano "concentrati su alcune delle grandi questioni di interesse comune, inclusa l’intelligenza artificiale".

A quanto pare, "i negoziatori cinesi hanno chiesto all’Italia di attivare una mappatura della nuova tecnologia nel Paese, ufficialmente per capire dove e come si potrebbe approfondire la cooperazione bilaterale in proposito".

Infine, non potevano mancare i dazi che la Commissione Europea ha deciso di istituire per la auto elettriche prodotte in Cina. A quanto pare, il ministro del Commercio, Wang Wentao avrebbe messo pressione al Governo italiano affinché si opponesse ai dazi. Il Governo italiano, però, avrebbe tirato dritto, facendo sapere al ministro cinese che l'Italia aderisce alla linea europea e che, semmai, se ne sarebbe discusso all’Organizzazione mondiale del commercio.

Il Corriere della Sera conclude che il progetto del marchio cinese per l'Italia sembrerebbe essere sempre più in salita, anche per i dubbi del costruttore stesso. Non sarebbe, comunque, un grande danno visto che la casa automobilistica intendeva realizzare centri di assemblaggio di pezzi "made in China", volti ad aggirare i dazi europei, con una quota di componenti italiane ridotta e a basso valore aggiunto.

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Commenti Regolamento
F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

Dongfeng è controllata al 100% dal PCC

G
Ganzo12 01 Jan 1970 @ 00:00

Poco cambia, resta il problema di fondo. Non si potrà mai competere con aziende a cui è concesso di lavorare praticamente senza leggi e calpestando i diritti dell'uomo.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma che c'entra? Come autoveicoli siamo a circa mezzo milione

m
meyinu 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma insieme fanno centomila auto prodotte in un anno?

BMW ha prodotto 200mila auto nel 2023. Di Ferrari e Lamborgini si arriva a 1000 all'anno?

Per Iveco l'Italia un po' si salva.

Edit: leggo adesso che Ferrari ha prodotto nel 2023 13.6 mila auto.

m
meyinu 01 Jan 1970 @ 00:00

Confermo, fonti ufficiali dicono che la Svizzera (l'unica nazione della vecchia Europa) non produce auto in grande serie. Però avrei difficoltà ad accostare la Svizzera ai paesi africani per il costo al ristorante, se non per altro.

Quindi riassumendo i risultati che ho trovato (aggiungo che anche la Russia produce automobili e bene o male fa parte dell'Europa), ne emerge che in Europa chi non produce automobili è:

Svizzera, (9 milioni di abitanti)
Norvegia, (5 milioni di abitanti)
Grecia,
Italia.

Per l'Italia occorre dire: prossimamente sui vostri schermi. Inoltre essere al pari della Grecia mi sembra equo considerando vari aspetti dei due paesi.

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Se ci metti tu qualche centinaio di miliardi di euro subito e fai un piano industriale e di vendita per rientrare in x anni, chiarendo da quando inizieresti ad avere profitto, allora facciamolo. Ma la spesa iniziale per farsi una gamma di auto serie è comprarsi tutto è, ripeto, di qualche centinaio di miliardi, e prima di 4 anni non hai le macchine pronte da vendere.

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

la colpa è dei parlamentari,
non degli imprenditori

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

dazi Doganali a tutto spiano contro i prodotti "Made in China".

S
Sven Goran E. 01 Jan 1970 @ 00:00

Le solite richieste da paese totalitario. Meglio lasciar perdere, l'UE dovrebbe bloccare sul nascere qualunque cooperazione in tal senso, indipendentemente dal paese europeo in trattativa.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Il fatto che si produca in un determinato Paese , non è necessariamente sintomo di ricchezza .

A parte che la manifattura, in Europa, è solo una frazione del PIL/GDP ( intorno al 25% ) , ma quello che è importante mantenere è la ricerca , la progettazione , la parte difficilmente replicabile del ciclo prodotto , non il resto .

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Svizzera ?

T
Taycan 01 Jan 1970 @ 00:00

Ursula non è d'accordo. Chi vuole un auto economica semplice passi al monopattino.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

La vedrei in altro modo.....

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Urso lascia perdere!!!

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Nono, sapevano benissimo come andava il mondo ma facevano credere al popolino cose diverse

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

la richiesta su Huawei arriva dal governo cinese, non da questi che non ha mai sentito nessuno. E palesemente vuol dire che si é fatto bene a non usare i loro apparati

T
Taycan 01 Jan 1970 @ 00:00

Che poi è tutto così ridicolo, vogliono investitori cinesi in Italia, quando nemmeno quelli italiani ci vogliono restare. Europa offre diversi marchi, che strano che nessuno voglia mettere piede da noi... La Spagna produce più auto di noi... La stessa Spagna che vendeva Fiat rimarchiate.
Purtroppo abbiamo avuto 30 anni di parlamentari che non hanno un collegamento con la realtà, che continuano a vivere in un mondo a parte. Tutta colpa nostra.

T
Taycan 01 Jan 1970 @ 00:00

Questi pensano di poter portare i cinesi in Italia per tenere vivo l'indotto. Non hanno capito niente. I cinesi verranno qui, assembleranno e usaranno tutta roba cinese. Non sarà solo il caso Huawei, ma tutto, dalle gomme, ai sedili, all'elettronica ecc ecc. Di europeo forse prenderanno qualcosina Di Bosch perché costretti e stop.

Nemmeno Fiat vuole la roba italiana sulle sue auto, figuriamoci i cinesi. Vedi Fiat che invitó il suo scarso indotto a delocalizzare in Marocco e Polonia...

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutto questo casino quando alla maggior parte della gente serve un auto semplice ed economica per spostarsi.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma sono messi peggio di noi, non sono case di proprietà di quel paese, possono andarsene da un momento all'altro

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma no, c'è ferrari, lamborghini, vari costrattori minori, iveco, iveco DVD ecc

V
Vince 01 Jan 1970 @ 00:00

Soltanto dei pazzi o degli idioti possono pensare di mettersi in società o fare affari con i cinesi. Per i cinesi l'unica società che conta è quella in cui loro guadagnano e tu ti tiri giù i pantaloni.questo per tutti coloro che pensano ai cinesi come i nuovi fenomeni del mondo..quando parli di Cina sai che non stai parlando con una impresa ma con uno stato imperialista. Alla faccia delle regole del commercio mondiale

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

In Africa ci sono fabbriche di Stellantis, Volkswagen e Ford.
Grazie ai notevoli giacimenti di ferro, carbone e bauxite il continente sta velocemente dotandosi di industrie per l'acciaio e l'alluminio, ed è prevedibile che sarà proprio il settore della produzione di veicoli a beneficiarne maggiormente.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarà un caso che il 92% della popolazione della Cina continentale è Han ? Guarda che non sono io il razzista, se ci pensi un pochetto ....

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

No, gli asset strategici sono sempre protetti da Golden Power o Golden Share.
Il problema nasce quando il Governo autorizza la scalata (Leonardo) o addirittura nega di saperne qualcosa (SACE)

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Trito e ritrito razzismo anti cinese... davvero non avete di meglio?

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

NAZIONALIZZAZIONE di Ferrari Lamborghini Alfa Maserati Aprilia Ducati e ... ovviamente . . . FIAT

M
Moreno 01 Jan 1970 @ 00:00

se fossimo furbi bloccheremmo l'importazione e la vendita di qualsiasi prodotto proveniente dalla Cina. Anzi bloccherei qualsiasi prodotto che contiene componenti prodotti in Cina. Devono essere tutti prodotti in Italia

v
vormir 01 Jan 1970 @ 00:00

E tutti quelli che dicevano "Paròni a casa nostra", adesso non hanno nulla da replicare?

m
meyinu 01 Jan 1970 @ 00:00

Pare che di stabilimenti in Italia oltre a Stellantis ci sia anche DR e quindi ci rimarranno quelli.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

"....un buon viatico per diventare il Paese di riferimento nella UE per la Cina..."

...e fare la fine dei Paesi Africani, indebitati fino al collo , con i terreni dati in cambio delle infrastrutture e la popolazione cinese che va lì a coltivare il cibo da importare in Cina.

A lungo termine , la Cina ha già dimostrato con alcuni suoi vicini come intenda il "processo di integrazione" : basta essere di etnia Han e tutto va bene .

m
meyinu 01 Jan 1970 @ 00:00

La Francia è piena di industrie, come la Germania, la Polonia e la Spagna. L'Austria ha stabilimenti, come la Polonia, l'Ungheria e il Portogallo, Pure il Belgio e la Turchia sono messi bene.

Per non parlare della Gran Bretagna e dell'Irlanda. Repubblica ceca e Slovacchia hanno stabilimenti, compresa l'Olanda (Paesi bassi), Svezia e Finlandia.

Pare che la Norvegia con il suo migliaio di abitanti non abbia stabilimenti e neppure la Grecia.

Ma ci sta battendo la Romania e la Serbia.

Questi dati pubblicati da una rivista di motori nel 2024 non è aggiornata in quanto mancano tutte le industrie cinesi che si stanno impiantando in Europa.

A
Andrearocca 01 Jan 1970 @ 00:00

Se sono fondi americani e inglesi possono entrare dove gli pare gli danno anche il culo 😆

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

No, anche di nazioni come la Spagna (seat è vag)....noi abbiamo perso solo i costruttori generalisti....poi comunque se vai fuori dall'Europa ad esempio in America a parte gli usa, nessun altro ha marchi di proprietà, tra l'altro comunque produciamo, meno di una volta, ma si produce

A
Andrearocca 01 Jan 1970 @ 00:00

Azzo stai dicendo meglio aziende cinesi che gruppo Fiat di merda sono piú seri e hanno piani industriali decenti...

m
meyinu 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse parli di Malta o di San Marino?

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma no, di paesi senza la proprietà di industrie automobilistiche è pieno il mondo, tralasciando l'Africa....noi almeno abbiamo ancora qualcosa, anche se abbiamo perso i marchi generalisti

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

"...Sappiamo che il Governo italiano punta a portare una nuova casa automobilistica in Italia ..."

Dall'Inghilterra ci tengo ad informare il governo italiano che il governo Labour inglese sta facendo di tutto per spingere Musk a fare una 2ª possibile Gigafactory europea non sul suolo inglese ....

m
meyinu 01 Jan 1970 @ 00:00

Ho dato una occhiata e pare che l'unica nazione con poche industrie automobilistiche in Europa sia la Bulgaria che però si è accordata con i cinesi. Pare che se chiude Stellantis in Italia, l'Italia sia l'unica nazione senza industria automobilistica.

A
Andrearocca 01 Jan 1970 @ 00:00

Sei rimasto indietro operaio medio cinese guadagna di piú di quello dei paesi Dell est... Infatti quei capitalisti speculatori spostano le fabbriche in India, Thailandia, Bangladesh per risparmiare...

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Si parecchie...

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Io non ho nulla contro la finanza speculativa, non potrei, ma ho TUTTO contro un Governo che permette ad essa di entrare in modo significativo nel capitale di asset strategici.
A quanto pare il nostro governo ne è invece felice 😵‍💫

A
Andrearocca 01 Jan 1970 @ 00:00

Quei fondi speculativi di medda dovrebbero chiuderli tutti, creano solo danni

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Quell'accordo sulla Via della Seta sicuramente non ci avrebbe reso tutti ricchi, ma rappresentava un buon viatico per diventare il Paese di riferimento nella UE per la Cina subito alle spalle della Germania, che in qualità di grande investitore ha ovviamente una posizione di forza.
Gli Stati Uniti... beh a me preoccupano molto gli investimenti che BlackRock sta facendo qui in Italia con la benedizione del nostro governo.
Altro che Cina!

C
Cloud387 01 Jan 1970 @ 00:00

Brutto da dire ma finirà ad un certo punto che gli stati uniti se ne laveranno le mani dell’europa e cercheranno di dare priorità al loro paese che è oltreoceano.
Noi diventeremo un paese che verrà controllato economicamente dai cinesi, perché faremo accordi in fretta e furia dopo che ci avranno lasciati in braghe di tela.

m
meyinu 01 Jan 1970 @ 00:00

A parte gli Stati africani, ci sono altre nazioni senza alcuna industria automobilistica impiantata sul suolo nazionale? Nemmeno una industria che assembla pezzi prodotti all'estero?

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

non ufficialmente :)

h
haru69 01 Jan 1970 @ 00:00

Vallo a dire ai genitori italiani che hanno preso roba italiana per via della qualità 😆

C
Chris 01 Jan 1970 @ 00:00

Su quello posso anche essere d'accordo. Volevo più che altro sottolineare come le condizioni attuali UE non sono quelle anni 70-80 e 90(in Italia nei 90 stava già iniziando la crisi, ma in Media l'UE era in crescita). Che molto è stato sbagliato e che qualcosa di grosso va fatto. Anche perché se continuiamo ad impoverirci verremmo per così dire catturati da loro più avanti. Dobbiamo fare valere le possibilità che derivano da nazioni che non sono né la Cina ma nemmeno gli stati uniti ove il capitalismo liberista senza freni da noi ha distrutto il sistema di welfare state Che si stava creando. Abbiamo scuole pubbliche, università, centri di ricerca in pressoché ogni campo e quindi sfruttiamo sto patrimonio fintanto che siamo impoveriti ma non totalmente scomparsi. Non ci sono decenni e decenni di tempo davanti altrimenti.

S
SteDS 01 Jan 1970 @ 00:00

Nessuno ha sparato me rda sei piuttosto suscettibile. Ho semplicemente scritto quali sono le difficoltà oggi, paesi in concorrenza fra loro, addirittura talvolta si preferisce far valere il gloden power su paesi dell'unione e non su quelli situati dall'altra parte del mondo (vedi Francia caso FCT-STX, coreani si, italiani no). Se vuoi vedere solo arcobaleni e unicorni accomodati ma il risultato della disunita politica europea è evidente, con i giganti asiatici e USA sempre più forti e l'Europa sempre più debole.

G
Gigiobis 01 Jan 1970 @ 00:00

si ma... con stile!

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Al momento è l'unica cosa che possiamo ottenere

h
haru69 01 Jan 1970 @ 00:00

Se non sbaglio uno dei loro seggiolini per auto ha fallito in modo catastrofico un crash test

7
77fabio 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo è il loro modo di prendersi tutto. Io sono convinto che sarebbe un errore enorme dare i nostri operai a queste aziende senza nessun valore aggiunto. Se vuoi fare le auto qui le fai dall'inizio alla fine, non mi fai avvitare 3 pezzi di roba già fatta, altrimenti ciao.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

Avevamo un ottimo accordo, lo abbiamo stracciato... adesso che vogliamo?

C
Chris 01 Jan 1970 @ 00:00

Un'unione europea forte serve eccome ma non potrà mai esserlo quando non si comporta come vera Unione o confederazione di stati paritari e simili. Al momento abbiamo diversi paradisi fiscali all' interno tra cui paesi frugali che non vogliono che gli altri investano. Abbiamo diversi paesi nell' est che fanno concorrenza sleale sul lavoro in maniera non dissimile da come fa la Cina. Poi non c'è nemmeno uniformità sul rispetto dei diritti umani e civili.Ciò negli anni ha portato a trattative al ribasso delle condizioni lavorative e della dignità delle persone nonché ha aperto la strada a debolezze strutturali. Aggiungiamo poi lo scarso ruolo sul piano internazionale, spesso delegando le decisioni ad altri e il gioco è fatto.
L' unione è la via maestra perché solo unendo le forze possiamo competere con le superpotenze ma è quasi tutto da rifare a partire anche dalla percezione della stessa da parte delle gente, che deve essere simile a come gli americani vedono gli States o lo svizzeri la confederazione. Ma con grossissime disparità interne e uno strapotere della BCE rispetto alla istituzioni democratiche diventa tutto difficile. Ed è un peccato perché su tanti aspetti in Europa si vive come da nessun'altra parte del mondo.

C
Chris 01 Jan 1970 @ 00:00

E riescono a farlo poiché ormai abbiamo l'economia a pezzi, poco lavoro e soprattutto produttività scarsissima, aggiungiamo poi che nei decenni abbiamo svenduto grosse fette di know how (non solo nell' auto) e tanti nostri bravi imprenditori hanno iniziato a delocalizzare da una vita.
poi va beh sicuramente far aprire ad un'azienda statale cinese non è il massimo, anzi. Però qualcosa va fatto altrimenti a forza di impoverirsi verrà comunque tutto preso da loro o altri stranieri arricchiti in stile africa.

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

Richieste
Ricatti ✅

Ho visto divorzi con richieste meno pretenziose

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Prima di sparare mer da sul luogo in cui vivi e hai i tuoi diritti garantiti, ti viene in mente un'altra unione di stati sovrani che sia un esempio migliore dell'Europa?

F
Fade 01 Jan 1970 @ 00:00

l'italia non aveva firmato nulla, era un accordo a scadenza che non è stato rinnovato

7
77fabio 01 Jan 1970 @ 00:00

Direi che la cosa migliore sarebbe creare dei posti di lavoro stabili, non essere in mano alle decisioni di un altro governo. Si tratta di fabbriche con 0 valore aggiunto, possono essere chiuse e riaperte altrove senza nessun problema, non credo che sia questo quello di cui abbiamo bisogno.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Un po' come quando non ho voglia/tempo di fare un'attività e sparo altissimo per far dire di no al cliente

S
SteDS 01 Jan 1970 @ 00:00

L'Europa è la classica squadra in cui ogni giocatore pensa alla sua carriera e litiga per prevalere sui compagni. Così non vincerà mai.

S
SteDS 01 Jan 1970 @ 00:00

MPS lo spero vivamente, banca statalizzata e salvata per questioni politiche, con perdite assurde e gestione da criminali.
Le Poste invece vanno tutelate assolutamente, patrimonio strategico che deve rimanere nelle mani dello stato (anxhe se non si parla di vendita ma cessione di quote con lo stato sempre sopra al 50%, a mio avviso meglio non cedere niente)

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Se neanche Dongfeng vuole venire da noi è finita, si dovrà accettare di dire addio all'industria automotive italiana del tutto

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh dai non essere pessimista, la peg perego continua a essere un fiore all’occhiello dell’industria automotive italica

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema è che non ci cafa nessuno

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

L'Ungheria è la prima che ha dato picche al nostro ministro Urso che voleva ridiscutere date e modi del ban alle auto termiche.

R
Rompiballe 01 Jan 1970 @ 00:00
Ricordiamo che Dongfeng non è una semplice casa automobilistica in quanto è controllata al 100% dal Governo cinese.

Praticamente doveva essere l'ultima da considerare.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Il mio primo commento é semplicemente una constatazione di: come sono andate, come vanno attualmente e, molto probabilmente, come andranno realmente le cose in Europa in futuro
In linea teorica hai ragione tutta la vita sull’Europa forte ma dopo 20 anni direi di metterci una bella pietra sopra a questa speranza.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Che comunque sarebbe meglio degli operai in cassa e con un biglietto per la strada

k
keynes 01 Jan 1970 @ 00:00

Stiamo vendendo tutto tra poco Poste poi MPS e tutto il resto.
Però possiamo chiedere anche se abbiamo passato l'età prevista di zappare per la Patria.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Bella questa....

r
rsMkII 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma perché mai, nell'altro commento sembra che basti uno svantaggio per sfasciare tutto... e invece no, perché uno svantaggio ridicolo non può contrastare un vantaggio enorme. Poi che i singoli politici locali siano dei cani e si attacchino alle piccole cose siamo tutti d'accordo, è sempre stato così.

l
lorenzo68 01 Jan 1970 @ 00:00

Lontani i tempi di quando si veniva in Italia a fotografare fighe e metalmeccanica. Adesso li invitiamo per avere lezione di come organizzare le fabbriche.
Metamorfosi di un paese di pagliacci.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo tuo commento dimostra soltanto quello che ti dicevo…🤷‍♂️
finché si faranno sempre più distinzioni non ci potrà mai essere unità.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

E quale sarebbe il problema? Tanto stiamo privatizzando ogni cosa qui in italia...

r
rsMkII 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sono svantaggi e svantaggi, non sono tutti equiparabili.

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

non credo, le altre non sono del partito comunista cinese

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

ma l'Ungheria è una provincia russa, non conta

M
Manu 01 Jan 1970 @ 00:00

si una bella inchiulata

M
Manu 01 Jan 1970 @ 00:00

certamente.
BYD sta aprendo in Ungheria e li ora avranno tutte le antenne di telecomunicazioni cinesi.

7
77fabio 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh che si tengano il Potere e le loro fabbriche di ASSEMBLAGGIO costruite solo per aggirare i dazi europei. Noi alzeremo i dazi.

7
77fabio 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma io aggiungerei anche una fettina di c u1o, basta che non è il mio. Attendo tutti i pro-ciaina per ascoltare da loro i vantaggi incredibili che ci perderemmo rifiutando questo ricatto... Oh scusate... Questa proposta!

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Basta non accettare.
Dongfeng troverà dove produrre tranquillo, come lo ha trovato Chery, BYD, SAIC (presto dirà dove).
Da noi va di moda la CIG invece.

Ma mai una domanda, mai un dubbio solo "mamma le elettriche" il maximo pensiero.

7
77fabio 01 Jan 1970 @ 00:00

Molto probabile. Sempre considerando che si tratto solo di fabbriche per l'assemblaggio di pezzi creati in cina, quindi qui ZERO know how, solo operai con avvitatori automatici.

7
77fabio 01 Jan 1970 @ 00:00

Quello che chiedono non è "ottenere garanzie" ma "tenere per le p4 ll3".

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi per l’apertura di altre fabbriche cinesi in altri stati europei potrebbero essere state avanzate le stesse richieste?

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

la conclusione del corriere della sera mi sembra molto: “ho chiesto alla tipa di uscire e la tipa mi ha dato il 2 di picche, ma vabbè alla fine dei conti la tipa era una cozza e non mi piaceva neanche”😂

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Una Unione Europea forte che non esisterà mai, perché alla fine da Malta alla Germania ognuno vuole solo avere i vantaggi e nessuno vuole avere svantaggi

G
Ganzo12 01 Jan 1970 @ 00:00

La cina è una dittatura fondata sul lavoro dove la popolazione è divisa tra pochi ricchissimi e tanti poverissimi che lavorano tutto il giorno per una paga misera sufficiente solo a sopravvivere. A questo aggiungiamo il fatto che non esistono reali normative ambientali e tutto è finalizzato al soldo. Il fatto che si stiano elettrificando più velocemente di tutti gli altri con ingenti investimenti sia nell'automotive sia nelle fonti di energia green è presto spiegato: in cina non c'è nè il petrolio nè il gas....per quello devono dipendere da altri (proprio come l'europa). E' tuttavia ricchissima delle famose terre rare impiegate in tanti componenti elettronici e soprattutto nelle batterie. Passare all'elettrico e spingere affinchè tutto il mondo lo faccia permetterebbe loro non solo di raggiungere l'indipendenza energetica, ma anche di accrescere ulteriormente il proprio potere nello scacchiere mondiale.
In europa (grazie a Dio) non ci sono dittature, i diritti dell'uomo non vengono calpestati ed esistono regolamenti sull'ambiente, sulla sicurezza e quant'altro che tutelano i cittadini e l'ambiente. Tuttte cose belle e sacrosante che tuttavia, purtroppo, rendono praticamente impossibile poter competere con la cina. E quindi ecco spiegati i dazi e tutto il resto.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

per dare seguito alla narrazione del “stiamo facendo e stiamo ottenendo, perché noi siamo i migliori”
Poi, uno dietro l’altro stanno cadendo tutti i GRANDI annunci e sono solo schiaffi e porte chiuse in faccia dappertutto

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando sai di avere il Potere non fai certo la carità

m
momentarybliss 01 Jan 1970 @ 00:00

Chi politicamente osteggia l'Unione europea in realtà vorrebbe governarla per controllare i flussi dei miliardi di euro di fondi

L
Luca Pizzolato 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh dai almeno sappiamo che macchina non comprare

m
momentarybliss 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi perché è stato messo in piedi un inutile teatrino di trattative con Dongfeng?

S
SoUlSnAkE 01 Jan 1970 @ 00:00

In pratica vorrebbero metterci a 90 per una fabbrica cacciavite che non porta nulla a livello di know how in Italia…

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Daltra parte, se un giorno si firma la via della seta ed due anni dopo un altro governo lo stralcia... pure io mi prenderei delle "garanzie".

r
rsMkII 01 Jan 1970 @ 00:00

Ed ecco signori perché è importante un'Unione Europea forte. L'Italia da sola dovrebbe dar via pure il colosseo pur di far aprire uno stabilimento irrisorio di assemblaggio. Da soli non si va da nessuna parte, incredibile che molti ancora non l'abbiano capito

G
GianL 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi pare che la contropartita richiesta sia grottescamente esagerata; credo sia da leggere come: "In questo Paesiello non investiremo mai uno Yuan".

R
Robbie 01 Jan 1970 @ 00:00

Una fettina di cu lo, no?

M
Manu 01 Jan 1970 @ 00:00

Pazzesco. Abbiamo appena dato la rete a KKR (usa) staccandola da TIM e ora i cinesi la rivogliono (tim installava roba loro). Bello.... tutto bellissimo. Nelle mani degli altri proprio..... Il tutto con un governo che vuole l Italia che comanda.
Cmq per farci lavorare stiamo svendendo il paese e la privacy.