Second life e riciclo delle batterie. Ne parliamo con Alberto Stecca, CEO di Silla

16 Marzo 2022 28

Second life e riciclo delle batterie. Si tratta di tematiche estremamente attuali. Con la crescita della mobilità elettrica e quindi con il progressivo aumento della produzione delle batterie, sempre di più si parla di come si gestiranno gli accumulatori delle vetture una volta che avranno concluso il loro ciclo di vita. Se da una parte stanno nascendo aziende che intendono occuparsi della possibilità di riciclare le batterie, in modo da poter recuperare le materie prime più importanti da riutilizzare per la produzione di nuove celle, dall'altra si sta lavorando anche per dare una seconda vita agli accumulatori.


Infatti, se ancora in buono stato, questi possono essere sfruttati a lungo in altri ambiti, come in quello dei sistemi di accumulo, dove lo stress di utilizzo è sensibilmente inferiore a quello nelle auto elettriche. Di queste ed altre tematiche abbiamo parlato con Alberto Stecca, CEO e co-fondatore di Silla Industries, startup italiana attiva nel settore delle e-mobility. L'azienda ha sviluppato l'innovativa wallbox "Prism" che nasce con l'intento di essere connessa non solo alle tecnologie dell'IoT, ma anche agli impianti fotovoltaici e ai sistemi di accumulo domestici.

LA DURA VITA DELLA BATTERIA

La batteria all'interno di un'auto elettrica è sottoposta a moltissime sollecitazioni. Come ci racconta Alberto Stecca, gli accumulatori affrontano centinaia di cicli parziali di carica e scarica all'anno. Inoltre, possono dover lavorare a temperature di esercizio particolarmente gravose.

Le batterie agli ioni di litio per i veicoli elettrici si degradano nei primi 5-7 anni di funzionamento e sono progettate per durare un decennio, 10-12 anni di vita utile nella maggior parte dei casi. Durante questo periodo, devono soddisfare dei precisi requisiti di funzionamento. Se scendono al di sotto, devono essere sostituite.

Dopo la loro prima vita nelle auto, le batterie possono vivere una seconda vita, nel senso che possono funzionare a sufficienza per servire applicazioni meno impegnative come all'interno di installazioni stazionarie di accumulo.

TRE VIE DA SEGUIRE

Dunque, secondo il CEO di Silla, quando una batteria di un'auto elettrica termina il suo ciclo di vita all'interno della vettura, ci sono tre opzioni possibili che possono essere seguite: smaltimento, riciclo dei materiali preziosi o il riutilizzo. Per quanto riguarda lo smaltimento, Alberto Stecca ci racconta che si tratta di un'opzione che si verifica più frequentemente se i pacchi batteria sono danneggiati o se si trovano in mercati dove non c’è una struttura che è sensibile al recupero delle batterie. In pratica, vengono smaltite perché in quei mercati non sanno cosa farsene.

Nella maggior parte di queste situazioni manca una regolamentazione che impedisca proprio lo smaltimento massivo o di fare le cose con un certo ordine. In pratica, le batterie vengono buttate. Quando, invece, si pensa al riutilizzo delle batterie, Stecca evidenzia che non tutti gli accumulatori sono uguali. Produttori di batterie e case automobilistiche decidono come realizzarle per le loro necessità, e questa è una variante importante da tenere in considerazione nel momento in cui si pensa di voler dare una seconda vita alle batterie in altri ambiti. Alla fine, bisogna sempre fare i conti con l'equazione economica.

Il riciclo di una batteria diventa molto importante quando si ha la possibilità di poter recuperare materie prime essenziali e preziose. L'idea di riciclarle è dunque molto allettante dal punto di vista del mercato.

Considerando il fatto che nel decennio fino al 2030/2035 si stimano anche delle importanti difficoltà di approvvigionamento sui metalli rari utilizzati dall’industria delle batterie, il riciclaggio diventa assolutamente fondamentale. Il CEO di Silla aggiunge che, purtroppo, in Europa siamo molto indietro da questo punto di vista. Nel Vecchio Continente c'è Volkswagen che ha aperto un impianto pilota e poco altro, ma l'intero settore deve crescere. In altri Paesi, invece, la situazione è ben differente con impianti e tecnologie avanzate.

Se da un lato non facciamo molto per il riciclo in Europa, dall’altra parte non abbiamo certo abbondanza di questi materiali fondamentali per le batterie. Alberto Stecca evidenzia che dipendiamo e dipenderemo sempre di più dall’estero per importare questi metalli se vogliamo produrre batterie nel Vecchio Continente.

Se non mettiamo in piedi un sistema di riciclo, rischiamo di tornare indietro sulle batterie perché non riusciamo a gestirle.

Il CEO di Silla, comunque, sul tema delle forniture delle materie prime per le batterie, ricorda che European Lithium, una compagnia australiana con base in Europa, ha acquisito dei siti di produzione di litio. Minerale, questo, che dovrebbe essere usato anche per la produzione delle batterie nel Vecchio Continente. Se davvero sarà così, evidenzia Stecca, si tratterà di una buona occasione per diminuire la nostra dipendenza dall'estero.

In ogni caso, attivarsi sul riciclo rimane fondamentale per il futuro.

MANCA UNO STANDARD PER LA SECOND LIFE

Tornando a parlare della "second life", il mercato dei sistemi di accumulo è sicuramente molto importante. Dunque, le batterie delle auto possono trovare una seconda vita in tale settore. Tuttavia, Stecca aggiunge una cosa molto importante: il potenziale per il riutilizzo degli accumulatori delle vetture è sicuramente molto alto, ma molto dipende da come sono fatte e dal loro stato di efficienza. Inoltre, oggi non esiste uno standard ufficiale. Dunque, non ci sono parametri sulle prestazioni che le batterie delle auto devono avere per poter essere utilizzate come sistemi di accumulo.

Questa mancanza di standard scoraggia anche eventuali iniziative imprenditoriali. Molti dei problemi di questo settore, dunque, derivano un immobilismo normativo. Alberto Stecca aggiunge ancora alcuni dettagli sul second life. Solitamente si pensa al riutilizzo delle batterie in sistemi di storage per uso domestico. In realtà, non è così. Infatti, gli accumulatori possono trovare utilizzo anche in altri contesti oltre che in quello domestico. Messi insieme, gli accumulatori possono arrivare a capacità importanti ed essere sfruttati, per esempio, per alleggerire i momenti di picco della rete elettrica. Gli utilizzi sono dunque molteplici. Per il CEO di Silla, il problema non è certamente quello.

LE SFIDE DA SUPERARE

Alberto Stecca si è poi focalizzato sulle criticità da superare per arrivare a creare un mercato di economia circolare delle batterie. La prima riguarda, dunque, l’alto numero di tipologie di batterie che si differenziano per il formato e per la chimica. Ogni pacco di batterie, infatti, è progettato secondo le specifiche del produttore di auto. Alberto continua poi segnalando che, secondo alcune stime, entro il 2025 esisteranno fino a 250 nuovi modelli di veicoli elettrici, con batterie di oltre 15 produttori. Dunque, la frammentazione non potrà che aumentare.

La seconda sfida riguarda i costi delle batterie. Il trend, ovviamente, è quello di un progressivo calo di prezzi. Il differenziale di costo che si va a creare tra il prezzo della batteria nuova e quello di un’eventuale batteria rigenerata va diminuendo se i costi delle batterie rigenerate rimangono gli stessi. Attualmente, però, le cifre sono alte visto che non ci sono tante tecnologie per il riciclo. Dunque, ci potremmo trovare davanti ad un lungo periodo in cui il riciclo non sarà competitivo nei confronti dei materiali nuovi.

Un dettaglio importante visto che l'Unione Europea ha introdotto una proposta in cui vuole obbligare i produttori delle batterie ad utilizzare una certa quantità di materiali rari riciclati. Una proposta che, secondo Stecca, ha lasciato perplessi i produttori delle batterie vista la difficoltà di poter disporre di tali materiali riciclati. Le aziende delle batterie, dunque, dovrebbero occuparsi dell'intera filiera, ma non è così. Infatti, ci sono realtà che si sono specializzate in questo campo come Redwood Materials in America.

La sfida, dunque, è gestire i costi necessari per rendere economiche le batterie riciclate. La numero tre riguarda, invece, la nascita degli standard nelle batterie di seconda vita. E la quarta sfida è il tema normativo della sperimentazione, cioè su tutto quello che è la parte di possibilità di intervenire sul ciclo di gestione della batteria.

ACCUMULO PER LE COLONNINE

Alberto Stecca ci parla poi della possibilità di utilizzare le batterie come sistemi di accumulo per le colonnine adibite alla ricarica delle auto elettriche. Il CEO di Silla spiega che può essere una soluzione utile ma solo laddove ci siano difficoltà per alimentare in maniera sufficiente le postazioni di ricarica. Dove c'è un un impianto servito senza problemi, un sistema di accumulo ha meno importanza perché servirebbe uno storage con molta capacità anche solo per poter ricaricare poche auto.

Per quanto riguarda l'utilizzo nelle abitazioni, l'accumulo va bene per offrire un'indipendenza energetica per un certo tempo più che per alimentare le auto elettriche. Del resto, le batterie per le case dispongono di una capacità molto inferiore a quella media degli accumulatori delle vetture. Per Stecca, in futuro, dovranno essere le auto ad alimentare le case attraverso il V2G, rilasciando energia dalle loro batterie.

E parlando brevemente della possibilità, sulle auto, di poter arrivare a riparare le batterie, il CEO di Silla racconta che, oggi, i pacchi batteria non sono fatti per essere facilmente aperti. Sono procedure molto complesse. Per esempio, nel caso di Tesla, Stecca racconta che per poter accedere alle celle bisogna, comunque, smantellare l'intero involucro. Questo significa che non è possibile, oggi, pensare di poter "rigenerare" le batterie per riutilizzarle, magari, come ricambi.

Per poter far crescere tutti questi settori, serve un maggiore impegno politico, normative precise e un adeguato sostegno per le startup innovative e la ricerca.


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Commenti

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Nello_Roscini

"Ho detto che è difficile e costoso eseguire la riparazione di una batteria"

balle , dicevano lo stesso delle batterie delle auto ibride 20 anni fa

po si è scoperto che erano fatte di celle , e che i guasti spesso riguardavano un numero limitato di celle

e che era possibile acquistare le singole celle

o cedere la propria batteria per averne una rigenerata a prezzi scontati

le celle di una tesla sono complesse da sostituire è vero

ma è anche vero che in media una tesla fa 250000 km prima che la batteria si guasti

poi la batteria è divisa in moduli , quindi è sempre possibile sostituire un modulo guasto

un modulo di batteria vw id.x si trovano sul mercato a meno di 1500 eur Oggi !
figuriamoci tra 10 anni , quando i magazzini dell'usato rigenerato saranno pieni

my 2 cent contro il mito della batteria che costa troppo sostituire

axoduss

Tema in discussione da almeno 15 anni.
Il punto è che le auto con le loro batterie giganti potranno aiutare a stabilizzare la rete elettrica negli orari di picco della domanda quando le rinnovabili discontinue non producono abbastanza (scenario valido per quelle nazioni che insistono ad avere una produzione elettrica quasi completamente rinnovabile).
Di certo non serviranno ad alimentare la propria abitazione

Lolloso

Si ma così distruggeranno il mercato dell'usato. L'usato di 10 anni non varrà nulla ZERO!

Ciccillo73

Fammelo bloccare a Sto Tipo va'...

Ciccillo73

Chicco hai staccato il ciuccio per scrivere cio'?

marcy9487

Quindi far notare che dopo 10 anni devi cambiare la batteria, e che per cambiarla conviene comprare un'auto nuova, è una minxhiata?

marcy9487

"Per Stecca, in futuro, dovranno essere le auto ad alimentare le case attraverso il V2G, rilasciando energia dalle loro batterie."
Quindi come la carico la vettura se è la vettura che deve alimentare la casa??

Manuel_P

Se parli da un punto di vista statistico, immagino allora che tu abbia dati alla mano. Perché, altrimenti, le tue sono solo chiacchiere da bar. Già parlare di degrado e guasto delle batterie è sintomo di poca conoscenza della materia: il degrado è assodato ma può essere ininfluente per l'utilizzo che se ne fa dell'auto se lo sai; il guasto è un evento accidentale straordinario, ma allora può capitare anche ad un qualsiasi veicolo termico. Stiamo qua a discutere di auto elettrica CONTRO auto termica, ma non è detto che si debba essere tifosi dell'una o dell'altra, anche perché dovranno convivere fianco a fianco ancora per diversi anni.

chicco

Fai troppe asserzioni, mischi troppi argomenti.
Le auto costano quello la gente è disposta a pagarle: domanda e offerta. E questo non è da inputare alla elettrificazione.

"stai sicuro che le aziende faranno di tutto per renderlo più difficile possibile" se ti garantiscono la batteria conviene anche a loro trovare un modo "facile" per sostituirla.

"La storia della tecnologia che va avanti ha stancato. Son 20 anni che leggo di batterie fantastiche e dove trovarle. I costi non calano, salgono, per un motivo o per l'altro" Bella questa, affermare che in 20 le batterie non abbiano fatto passi da gigante in termini di densità e efficienza significa essere proprio in malafede.

Per quanto riguarda le "tue" batterie è un problema di fondo e di normativa, le batterie per i mezzi elettrici andrebbero garantite diversamente e non come se fossero un elettro domestico qualsiasi.

T. P.

speriamo non stecchi è già stato detto? :)

R4gerino

Statisticamente è più probabile che la batteria si degrati o si guasti su una vita di 15 anni dell'auto, rispetto ad avere un guasto catastrofico del motore termico. Semplicemente perche, come detto anche nell'articolo, la batteria ha una vita finita. L'età media delle auto sta aumentando in tutto il mondo occidentale. Why? Perche la gente non ha i soldi. E ne avrà ancora meno per acquistare le 500 da 30k € o segmento C da 40k. E con l'elettrico, alzi ancora di più l'asticella del costo medio dell'auto, eliminando di fatto il mercato dell'usato, o comunque ridimensionandone il prezzo verso l'alto.

Non ho detto che è difficile fare lo swap della batteria. Ho detto che è difficile e costoso eseguire la riparazione di una batteria. Inoltre, la difficoltà dello swap dipende dall'auto: e stai sicuro che le aziende faranno di tutto per renderlo più difficile possibile - Vedi i telefoni cellulari di oggi.

La storia della tecnologia che va avanti ha stancato. Son 20 anni che leggo di batterie fantastiche e dove trovarle. I costi non calano, salgono, per un motivo o per l'altro. Stai sicuro, guidare un auto elettrica tra 10 anni in media ti costerà di più che guidarne una a benzina oggi.

La percentuale delle volte che è a carico del cliente è il 100% fuori dai 2 anni di garanzia. E mediamente sono da buttare dopo 3 anni nella peggiore delle ipotesi, 6 anni nella migliore per quelle più costose. Per le auto, prendo per buona la tesi dell'articolo. Se non ci fosse la garanzia cosi elevata da parte di certi produttori, non ne venderebbero nemmeno una.

chicco

Si, la tua è logica, ma basata su presupporti sbagliati e inoltre mischi 2 argomenti: sostenibilità ecologica e usabilità. E' molto più usabile prendere e cambiare la batteria ma ovviamente non è sostenibile ecologicamente, vice versa riparare è molto meno usabile ma più sostenibile.
Ovviamente sul discorso sostenibilità sono d'accordo con te: allo stato attuale si deve fare di più per rendere accessibile la riparazione e il riciclo.
Per il resto dissento totalmente (sul fatto che sia una in.cul4ta):
1 le batterie non si rompono e non perdono capacità così facilmente, e se si rompono o perdono capacità prima del tempo sono in garanzia e te le cambiano/riparano;
2 non è vero che è difficile sostituirle, pensa al battery swap di nio, pensa al richiamo fatto sulle kona 2020, pensa alle zoe con batterie a noleggio che hanno avuto il cambio dalle 22kWh alle 50kWh (se non ricordo male)
3 le statistiche non mentono, l'utente medio tiene meno 10 anni l'automobile e fa meno 12k km all'anno, l'utente medio è perfettamente adatto per l'auto elettrica.
4 più la tecnologia va avanti più si migliora, lo vedo inutile fare le crociate ora per una tecnologia che non ti tocca.
5 usare il fossile ormai è insostenibile e da trogloditi e per ora l'alternativa è solo l'elettrone,.
Prendendo il tuo cambio, qual è la percentuale di batterie che si rompono e quel è la percentuale di volte che la sostituzione è a carico del cliente?

R4gerino

Costa meno buttarle nelle discariche cinesi ed africane.

R4gerino

Batterie da eBike. Le top di gamma ormai arrivano al kilowatt. Un prodotto di marca stand alone passa anche i 1000€ di listino. Sai cosa succede se un elemento molla? Che la batteria si butta, perche non la riparano. Ti invito a cercare officine che effettuano riparazioni sulle batterie delle auto elettriche. Non esistono. Negli USA se non sbaglio c'è un azienda che lo fa. I costi sono comunque esorbitanti. Batteria integrata nel pianale? Devi smontare tutta l'automobile.

La mia è logica eh. Fai i conti della manodopera e poi mi racconti quanto si spende a fare interventi simili.

Ginomoscerino

l'idea che ha avuto può essere giusta ma se fatta al momento sbagliato fallisci.
ora può essere il momento giusto, poi dipende dal mercato e politiche che possono cambiare velocemente il mercato.

chicco

Ma se continuate a dire minxhiate.. che vuoi che ti dicono? Forse il prossimo passo è assecondarvi e farvi contenti.

chicco

E' successo anche a mio cugggino. Forse si sono fatti troppa concorrenza.

Ciccillo73

Ho un amico in Australia,che 4 Anni fa' ha avuto l idea di riciclare batterie auto, all epica soprattutto ibride...ha investito 100000$,ipotecato casa .un ingegnere con un gran curriculum.. fallimento, perso casa ed ora fa' il farmer in Queensland...non e' semplice la cosa..

chicco

Certo, come quelli che alla fine del calendario maya avevano pronosticato la fine del mondo.

chicco

Con che tipo di batterie lavori? con quelle delle auto? Cmq nello specifico le batterie non è che dopo 10 anni esplodono e non sono più utilizzabili, "semplicemente" perdono parte della loro capacità iniziale. Dico semplicemente perchè nella maggior parte dei casi questo non è penalizzante.

Ciccillo73

Praticamente quello che dico da un anno su questo blog ed I fan dell'elettrico mi han sempre dato contro.

Ciccillo73

Ha ragione, è cosi.

R4gerino

Ti prego dimmi dov'è che ho sbagliato allora.

Perche con le batterie in un modo o nell'altro ci lavoro comunque, e me ne è capitato di buttare di praticamente nuove: non si prendono la briga di aggiustarle.

chicco

Tu si che hai capito tutto.. non si frega gente come te!

NaXter24R

Quello che la gente non capisce, soprattutto i fanboy dell'elettrico, è che si, l'elettrico è il futuro, ma le batterie, queste batterie, no

Ginomoscerino

consumismo a massimi livelli, coperto dalla scusa del green

R4gerino

Quindi per il cliente è un 1nc.ul4ta in ogni caso, no? Vita utile della batteria, 1 decennio circa. Il costo di sostituzione del pacco è superiore al valore dell'auto. Quindi mentre prima un auto poteva andare avanti anche per 20 anni con manutenzione ordinaria, ora ti tocca buttarla via quando muore la batteria, un'po come con i telefoni moderni.

Inoltre, la batteria fallata non si ripara in genere. Oppure, il costo è talmente alto che non ne vale la pena: se c'è un elemento guasto, devi praticamente smantellare l'auto per arrivarci.

Bello questo futuro, ecologico.

NaXter24R

La plastica dovrebbe insegnare che prima è necessario pensare a cosa fare alla fine del ciclo di un prodotto, invece troppo spesso si parte a spron battuto e si lascia il problema ai posteri

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