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Auto ibride, tipologie e vantaggi fiscali: bollo e fringe benefit

Vediamo quali sono le diverse tipologie di auto ibride e quali sono le agevolazioni fiscali per i privati e per le aziende.

Auto ibride, tipologie e vantaggi fiscali: bollo e fringe benefit
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 26 feb 2026

In questi anni di transizione energetica, le auto ibride rappresentano la scelta preferita dagli italiani quando si tratta di acquistare un’auto nuove o usate. Lo confermano le più recenti rilevazioni Unrae, che attestano la quota delle hybrid in Italia nel 2025 al 44,3% per le nuove immatricolazioni e al 10,2% per l’usato.

La prima cosa che un acquirente interessato a questa tipologia di auto si trova a dover decidere è quale tipologia di ibrido è meglio per sé. Sì, perché non tutti gli ibridi sono uguali: le tecnologie sono fondamentalmente tre e rimangono tali dal punto di vista tecnico, anche se per quanto riguarda l’efficienza le auto di ultima generazione hanno ridotto le differenze rispetto a qualche anno fa. Vediamo meglio le differenze e le agevolazioni fiscali che sono presenti in Italia nel 2026.

Tre tipi di ibrido

Per definizione un’auto ibrida prevede l’abbinamento di un motore a combustione interna con uno o più motori elettrici alimentati da una batteria. Tra le varie tecnologie, a cambiare è la prevalenza della parte termica o di quella elettrica e l’interazione tra le varie componenti, con notevoli differenze nell’utilizzo quotidiano e nei consumi reali.

In ogni caso, questa tecnologia in tutte le sue declinazioni consente di migliorare l’efficienza complessiva del sistema, riducendo i consumi e le emissioni. Le tre principali tipologie di ibrido sono: mild hybrid, full hybrid e plug-in hybrid.

Mild Hybrid (MHEV)

È il sistema più semplice ed economico, nel quale il motore elettrico assiste il termico in partenza e in accelerazione e recupera energia nelle fasi di rallentamento. I sistemi più diffusi sono a 12V o 48V e consentono una riduzione dei consumi che può arrivare fino al 10%. Solitamente non consentono alla vettura di muoversi in modalità 100% elettrica; solo l’ultima generazione di impianti a 48V con batterie maggiorate riesce a spostare l’auto per brevi tratti. Si può affermare in questo caso che la differenza tra mild hybrid 48V di nuova concezione e il classico full hybrid si sia assottigliata, fermo restando la diversa impostazione tecnica. Il mild hybrid ha generalmente costi più contenuti rispetto alle altre tecnolgie, pertanto è il più accessibile, garantendo comunque un risparmio di carburante.

Full Hybrid (HEV)

In questo caso il motore elettrico ha una potenza maggiore rispetto al mild hybrid e la batteria è di capacità superiore. La completa integrazione dei due motori, termico ed elettrico, consente una riduzione dei consumi nell’ordine del 20-40% rispetto alla motorizzazione a combustione. Il sistema si gestisce in autonomia e il guidatore non deve mai ricaricare la batteria, perché questa viene ricaricata nelle decelerazioni o comunque grazie al funzionamento del termico (quando la batteria si scarica troppo). La vettura più percorrere dei tratti in modalità elettrica e può funzionare con il motore a combustione spento per una buona percentuale di tempo (fino all’80% in città sui modelli di ultima generazione). Questa tipologia di ibrido è ideale per chi vuole un importante risparmio alla voce consumi e non vuole problemi di ricarica (si fa solo il normale rifornimento di benzina).

Plug-in Hybrid (PHEV)

Il sistema abbina un motore elettrico di maggiore potenza e, soprattutto, un pacco batterie di maggiore capacità, che non viene ricaricato solo dal motore termico, ma che si avvale della ricarica esterna (colonnina, wallbox o presa domestica). L’ibrido plug-in presenta l’autonomia in elettrico più elevata in assoluto – i modelli di ultima generazione superano i 100 chilometri – e rappresenta la soluzione più vicina all’elettrico puro (BEV). Il risparmio di carburante è elevato, a condizione di ricaricare frequentemente da fonte esterna la batteria. In caso contrario, l’incremento di massa del pacco batterie può ridurre l’efficienza complessiva nell’utilizzo reale. Questa tipologia è indicata in particolare per chi vuole “un assaggio" di elettrico ma non si sente ancora pronto per un’elettrica pura o per chi fa commuting quotidiano e vuole viaggiare a zero emissioni. Da non sottovalutare le agevolazioni fiscali per uso aziendale, come vedremo tra poco.

I vantaggi dell’ibrido in Italia

Nel nostro Paese le auto ibride permettono di accedere a numerosi vantaggi fiscali, che sono differenziati a livello nazionale, regionale e locale. Vediamo quali sono.

  • Ecobonus: quando vengono stanziati, e fino a esaurimento, gli incentivi statali possono riguardare le auto ibride, in particolare le plug-in hybrid. Nel 2026, al momento in cui scriviamo, non sono previsti ecobonus per auto ibride.
  • Fringe benefit aziendali: nel 2026 i cosiddetti fringe benefit per le auto aziendali ibride in uso promiscuo consentono di beneficiare di una tassazione ridotta. Il vantaggio, però, è riservato unicamente alle ibride plug-in (PHEV) con emissioni nella fascia 21-60 g/km, che permettono una tassazione agevolata al 20% del costo chilometrico ACI. Le mild-hybrid e le full-hybrid con emissioni inferiori a 60 g/km prevedono invece una tassazione al 50% del costo chilometrico, equiparata alle auto con motore termico tradizionale (benzina e diesel).
  • Esenzione bollo: il principale vantaggio fiscale dell’ibrido per i privati – accessibile con tutte e tre le tipologie di ibrido – è l’esenzione totale o parziale della tassa di possesso. Questo beneficio è su base regionale, dato che il bollo auto è un tributo gestito e riscosso dalle singole regioni. L’esenzione varia solitamente dai 3 ai 5 anni dalla prima immatricolazione: ad esempio, in Veneto l’esenzione è totale per 3 anni, in Lombardia e Piemonte è parziale al 50% per 5 anni, mentre nel Lazio l’esenzione è stata abolita dal 2023.
  • Altre agevolazioni locali: diversi comuni prevedono delle agevolazioni per le auto ibride quali l’accesso gratuito o a tariffa ridotta nelle ZTL (Zone a Traffico Limitato) e la sosta gratuita sulle strisce blu.

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