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Guida autonoma: l'Università di Trento ha sviluppato un'auto che impara sognando

L'Università di Trento ha sviluppato un prototipo di una piattaforma di guida autonoma che permette all'auto di imparare durante i suoi periodi di inattività.

Guida autonoma: l'Università di Trento ha sviluppato un'auto che impara sognando
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 19 giu 2020

La guida autonoma è un settore in cui molte realtà stanno investendo tempo e risorse. La strada da fare è, però, ancora lunga prima che i veicoli possano davvero guidare da soli. Dall'Università di Trento arriva un progetto molto interessante che potrebbe dare un importante aiuto allo sviluppo di questo mondo. L'Ateneo, infatti, ha costruito un'auto che "impara sognando". Si tratta di un progetto innovativo chiamato "Dreams4Cars" che ha già dimostrato le sue potenzialità e che potrebbe essere quasi pronto per il mercato.

Un sistema che adotta un approccio completamente differente rispetto a quelli visti sino ad ora e che è stato sviluppato negli ultimi 3 anni all'interno del progetto Horizon2020. Come funziona questa tecnologia? Il sistema cognitivo artificiale creato imita il comportamento umano e permette al veicolo di elaborare strategie di comportamento per affrontare situazioni impreviste sulle strade durante i suoi momenti di inattività, cioè quando l'auto "dorme".

La tecnologia robotica di Dreams4Cars, come un “cervello artificiale” molto rudimentale, si ispira alla biologia e simula processi cognitivi umani sia durante la guida sia nella successiva rielaborazione, la fase che nell’uomo corrisponde al sonno e al sogno. In questo modo il guidatore artificiale intende addestrare se stesso a situazioni critiche e a scenari immaginari, ottenuti ricombinando esperienze reali e che si potrebbero presentare sulla strada. Lo scopo è far evolvere il sistema cognitivo artificiale di queste auto, quando non sono in esercizio. Il progetto adotta un approccio innovativo, ispirato a recenti ipotesi secondo cui il pensiero sarebbe una simulazione mentale di progressive azioni e conseguenti percezioni. Dreams4Cars si prefiggeva, infatti, di accrescere la capacità dei veicoli intelligenti di operare correttamente anche in situazioni rare, quelle che portano a incidenti stradali.

Uno degli attuali limiti delle piattaforme di guida autonoma è la mancanza di flessibilità nel gestire situazioni impreviste e quindi sconosciute al progettista. Al riguardo, l'Ateneo cita l'incidente di un'auto di Uber che pur riconoscendo l'ostacolo non ha saputo reagire. Il funzionamento del sistema cognitivo artificiale è stato dimostrato su due modelli reali. Tuttavia, trattandosi di un sistema fortemente innovativo fa fatica a venire accolto, in quanto si tende infatti a preferire tecnologie consolidate.

Negli anni finali del progetto Dreams4Cars abbiamo elaborato un piano di trasferimento tecnologico da cui emerge che il carattere fortemente innovativo di Dreams4Cars ne rende non immediata la penetrazione nel mercato automotive. In ingegneria si tende infatti a preferire tecnologie consolidate, ma a rendere la nostra metodologia vincente potrebbero essere la richiesta di nuove idee che deriva dai limiti sempre più evidenti degli approcci tradizionali, rigidamente programmati, della guida autonoma.

Ma le cose potrebbero cambiare visto che questa piattaforma è stato ammessa a IP Booster, un programma europeo che fornisce gratuitamente consulenza professionale e specializzata sulla proprietà intellettuale per sviluppare le migliori strategie di valorizzazione delle tecnologie.

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Commenti Regolamento
E
Emanuele 01 Jan 1970 @ 00:00

Fategli provare GTA... se impara a superare gli imprevisti li, sarà pronta per tutto.

B
Babi 01 Jan 1970 @ 00:00

Speriamo non sogni i porno😅

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo software crea degli scenari nuovi combinando pezzi di scenari reali. Ad esempio il software identifica un camion che sta percorrendo una via di Napoli. Lo fotografa, ruota l'immagine e lo posiziona in mezzo a una autostrada che ha "fotografato" a Milano.
Questo nuovo scenario inventato servirà per insegnare alla rete neurale ad evitare il camion ribaltato.

Nessun altro lo sta facendo.
Tutti fanno machine-learning macinando centinaia di migliaia di km con le auto.
Il problema è che anche percorrendo centinaia di migliaia di km il camion ribaltato non lo incontri mai.
Infatti puntualmente la Tesla ci è andata a sbattere contro.

Questo è solo un esempio, gli attuali sistemi di machine learning sono inefficaci di fronte a qualsiasi situazione diversa dall'ordinario.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Ha fatto bene FCA ad investire nelle ricerche di questa università.

S
Skrrrraah 01 Jan 1970 @ 00:00

Vi sfugge di brutto il concetto di machine learning e il suo funzionamento. Quella che viene chiamata comunemente oggi "intelligenza artificiale" non consiste in una serie di regole prestabilite dal programmatore. Nel machine learning basato su reti neurali, o più precisamente deep learning, vi è una rete neurale artificiale, un complesso oggetto matematico, che sulla base dei dati di input effettua dei calcoli e restituisce un output. Questa rete neurale viene "allenata" nella fase di training a dare risposte corrette, a seconda del tipo di problema da risolvere ci sono tecniche di training diverse.
In pratica più grande è il dataset di casi di input per il training più si riesce ad allenare meglio la rete neurale a dare la risposta corretta nei casi più disparati, ovvero essere in grado di generalizzare.

Il problema attuale della guida autonoma ad esempio è che non è ancora in grado di risolvere correttamente tutti gli stati di pericolo in cui si trova perché le tecniche utilizzate nell'apprendimento non sono ancora abbastanza buone per avere una generalizzazione sufficiente.

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Una vera intelligenza dovrebbe muoversi autonomamente e far fronte a qualsiasi evenienza, direi che siamo molto lontani

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

è un articolo di Vendrame eh...

S
SteDS 01 Jan 1970 @ 00:00

La differenza sta tutta nel saper valutare situazioni sconosciute

P
Pip 01 Jan 1970 @ 00:00

Non strettamente.
Sono "semplici" algoritmi, del tipo "Se succede X allora fai Y"
Certo, sono estremamente complessi, ma vanno nel panico quando si trovano davanti situazioni non previste.
Una vera intelligenza ha la capacità di analizzare e arrivare ad una decisione coerente anche in casi che non ha mai visto prima e non sono stati previsti nella programmazione

R
Riccardo Benzoni™️ 01 Jan 1970 @ 00:00

L'università di Trento deve smetterla di fare la furba pubblicando graduatorie senza dettagli e senza nomi per i dottorati del prossimo anno... altro che l'auto sognante

E
Estiquaatsi 01 Jan 1970 @ 00:00

E se poi ha gli incubi? Meglio se impara giocando.

I
Iba21 01 Jan 1970 @ 00:00

se è audi, certo

I
Iba21 01 Jan 1970 @ 00:00

Il famoso sogno dell'analisi FEM

P
Pip 01 Jan 1970 @ 00:00

Così ad occhio sembra una "banale" simulazione software come quelle che si usano da anni in tutti i campi ingegneristici per verificare la risposta di sistemi di controllo senza doverli effettivamente costruire e testare fisicamente.
Però chiamiamolo "sogno"che fa più figo e attira gli investitori...

Non che sia una brutta cosa e non dubito sia un sistema valido, ma mi prendo istantaneamente di antipatia quando sento termini e frasi senza contesto usate palesemente solo per marketing

S
Stepa 01 Jan 1970 @ 00:00

..."ha sviluppato un'auto che impara sognando"....e finì fuori strada...🤣🤣🤣

F
Fabios112 01 Jan 1970 @ 00:00

Algoritmi e logiche dettati da input non sono definibili come intelligenza?
Quando guidi anche tu immagino che usi delle logiche in base agli input o sbaglio?
Non so prova a guidare con una benda e poi fammi sapere. 😂😂

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sono già diversi studi e prototipi a riguardo, qualche anno fa già si parlava di apprendimento durante la guida nelle lezioni di scienze cognitive e reti neurali, e il processo di apprendimento "nel sonno o sogando" quindi detta così nulla di nuovo se non la naturale evoluzione del progetto Dreams4cars europeo (vado un pò a memoria con il nome).

m
mmhoppure 01 Jan 1970 @ 00:00

ma infatti lo fanno all' "università" di Trento..posti che vivono in un'altra realtà....