Abarth, il ritorno al caro e vecchio termico con la Grande Panda
Dopo il flop dell’elettrico, lo Scorpione torna al motore termico: l'ipotesi di un'Abarth Grande Panda ibrida per riconquistare i fans
Marmitte roboanti, motori che strabordano dai proprio vani, assetti audaci, corse e trofei. Il tutto su vetture marchiate con il veleno dello Scorpione. Queste sono le automobili griffate da Karl Abarth, gioielli nati per battagliare nelle gare, per imporsi con sana sconsideratezza, personalità e molta tecnica. O almeno, queste lo erano alle origini. Sotto l’egida di FCA il brand era tornato ad avere un’anima propria ritornando a dialogare con passione con il pubblico grazie alle varie 500, 595, 695, Grande Punto e 124 Spider equipaggiate con il 1.4 T-Jet. Poi, con le più recenti manovre di Stellantis e il passaggio all’elettrico, lo Scorpione ha smesso di pungere. Ora, però, l’ipotesi di un ritorno all’antica via si fa più insistita e l’auto designata sembra essere la Grande Panda.
L’elettrico non piace
Nel 2025, il verdetto del mercato per Abarth è stato impietoso come una bandiera a scacchi: la strategia “tutto alla spina” non ha portato alcun beneficio, con le vendite dei modelli 500 e 600 ridotte ai minimi termini. I dati UNRAE dipingono un quadro difficile da accettare: meno di 100 vetture vendute in Italia in un anno, un risultato che vede lo Scorpione arrancare dietro a marchi davvero di nicchia.
La consapevolezza di tornare alla precedente rotta è arrivata fino ai vertici di Stellantis. Da qui pare che sia giunta la conferma di rimettere al centro del progetto il motore termico, che deve tornare a ruggire sotto il cofano di un’Abarth. Se fino a ieri la candidata ideale sembrava la nuova 500 Hybrid, oggi le indiscrezioni puntano con forza verso un progetto più audace e inaspettato: la Grande Panda.
Non solo interventi estetici
Secondo quanto trapelato, i tecnici dello Scorpione starebbero già lavorando in modo intenso su una versione ad alte prestazioni del B-SUV del marchio torinese. Sebbene la produzione non sia ancora stata ufficialmente confermata, l’idea di un’Abarth Grande Panda sta già stuzzicando la fantasia degli appassionati. L’estetica dovrebbe seguire il classico “trattamento” del brand: un’immagine più muscolosa e cattiva che trasformi le linee spigolose della Grande Panda in una creatura assetata di strada.
Gli interventi, tuttavia, non si limiterebbero solo all’estetica. Per la prima volta sulla piattaforma Smart Car, verrebbe adoperata una messa a punto tecnica specifica, con l’adozione di freni più potenti e sospensioni rigide, pensate per aggredire le curve anziché assorbire le asperità del pavé. Un cambio di paradigma totale.
Quale motore scegliere
Il vero enigma da sciogliere resta quello del propulsore. Il tre cilindri 1.2 da 101 o 110 CV che equipaggia la versione di Fiat è decisamente troppo poco cattivo per guadagnarsi lo Scorpione sul cofano. La soluzione potrebbe ricadere in un’architettura ibrida evoluta, non diversa da quella prevista per la futura Grande Panda 4×4. In questo contesto, il motore termico anteriore verrebbe supportato da un piccolo modulo elettrico, mentre l’asse posteriore verrebbe azionato da una seconda unità elettrica indipendente.
Questa configurazione a doppia anima non cercherebbe di sfidare i 280 CV delle attuali Abarth elettriche, ma punterebbe a un equilibrio diverso: meno potenza pura, ma più leggerezza, costi decisamente più contenuti e un coinvolgimento di guida superiore. Sarebbe un ritorno alle origini, dove la velocità non era solo una questione di kilowatt, ma di carattere e accessibilità. Per gli appassionati del brand, stanchi di silenziose accelerazioni asettiche, il ritorno del pistone potrebbe essere l’unica cura possibile per salvare lo Scorpione dall’estinzione.