Waymo vuole lanciare il servizio robotaxi a Londra entro la fine del 2026
Nel frattempo il governo britannico sta sviluppando un quadro normativo dedicato alla guida autonoma.
La notizia era stata anticipata verso la fine dello scorso anno: Waymo (società controllata da Alphabet) lancerà il suo primo servizio di ride-hailing senza conducente a Londra entro la fine del 2026. Ora emergono tempistiche più precise. È il quarto trimestre dell’anno il periodo in cui l’azienda statunitense dovrebbe riuscire ad avviare il servizio nella capitale britannica.
Una precisazione che arriva da Ben Loewenstein, responsabile delle relazioni governative per il Regno Unito e l’Europa, durante un incontro a Londra. Le sue parole confermano l’avanzamento di un progetto che è sotto gli occhi di tutti. È infatti seguito con attenzione non solo dagli utenti, ma anche e soprattutto dalle istituzioni e dagli investitori.
L’arrivo dei robotaxi Waymo a Londra
Nonostante negli Stati Uniti la crescita di Waymo procede con prudenza (tra normative complesse, test estesi e costi di sviluppo che restano elevati), la società è riuscita a consolidare la propria presenza in città come Phoenix, San Francisco e Los Angeles, dimostrando la maturità del proprio sistema di guida senza conducente. Londra rappresenta quindi il passo successivo. Una città densa, imprevedibile, ricca di scenari differenti. Ma anche una città iconica e ideale per l’avvio di un progetto potenzialmente così rivoluzionario per la mobilità.
Il governo britannico è, come detto, tra gli osservatori più interessati. Ma è anche attivo nel cercare di diventare un riferimento legislativo per l’Europa intera. Westminster sta lavorando a un quadro normativo specifico per regolare i veicoli autonomi e aprire la strada agli investimenti necessari alla loro diffusione. La posta in gioco è alta. Le stime parlano di un potenziale economico che potrebbe sfiorare i 50 miliardi di euro (42 miliardi di sterline) entro il 2035. Ma non solo. A risentirne (in positivo) è anche l’occupazione con un indotto che potrebbe creare fino a 38.000 posti di lavoro. Cifre che spiegano l’interesse crescente nel settore e gli interessi in materia del Regno Unito.
Non a caso non è solo Waymo a guardare a Londra con interesse. Wayve, startup sostenuta da Uber e da vari fondi internazionali, punta a debuttare nella capitale britannica già quest’anno. Il confronto è diretto e aggiunge un ulteriore livello di pressione a un mercato che sta cambiando rapidamente. Non si tratta solo di primeggiare nel calendario dei lanci, ma di definire chi sarà in grado di proporre un servizio realmente affidabile, capace di inserirsi nel sistema dei trasporti urbani senza compromessi sulla sicurezza.
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