Volkswagen: e se aiutasse i cinesi a costruire auto in Europa?
Per salvare le fabbriche si potrebbe arrivare ad una joint venture con marchi cinesi
Il 2024 per Volkswagen è stato molto difficile, lo sappiamo bene. Qualche giorno fa, Reuters ha ripotato l'indiscrezione che i costruttori cinesi avrebbero messo nel mirino le fabbriche che l'azienda tedesca potrebbe dismettere in Germania nei prossimi anni come parte del suo piano di ristrutturazione. Parliamo dei siti di Dresda e Osnabrück la cui produzione è destinata a terminare, rispettivamente, alla fine del 2025 e del 2027. Per questi impianti si stanno valutando diverse opzioni e secondo il rapporto di Reuters, uno scenario possibile è quello della vendita.
La prospettiva che le fabbriche possano passare in mani cinesi ovviamente non piace ai tedeschi. Tuttavia, un rapporto di Manager Magazin racconta uno scenario differente che potrebbe aggirare le preoccupazione dei tedeschi visto che consentirebbe a Volkswagen di mantenere il controllo delle fabbriche. Di cosa parliamo? Della possibilità che Volkswagen vada a creare una joint venture con un costruttore cinese.
TRATTATIVE IN CORSO
Secondo quanto raccontano le fonti tedesche, l'idea sarebbe appunto di andare a creare una joint venture con un costruttore cinese per poi utilizzare tali impianti per produrre le auto elettriche di questa casa automobilistiche. In tal modo, Volkswagen manterrebbe il controllo delle fabbriche, aumentando il loro tasso di utilizzo. Allo stesso tempo, la società potrebbe beneficiare dell'esperienza della Cina in materia di mobilità elettrica, mentre il produttore cinese eviterebbe le tariffe doganali imposte dall'UE sulle auto elettriche costruite in Cina.
Si tratterebbe sostanzialmente di una joint venture su modello di quella realizzata da Stellantis con Leapmotor. Con chi sta trattando Volkswagen? Un nome non c'è ma stando a quanto riporta la stampa tedesca, ci sarebbero delle trattative. In particolare, si sarebbe parlato di una produzione congiunta nello stabilimento di Emden, dove la casa automobilistica tedesca costruisce ID.4 e ID.7.
Tuttavia, la struttura dei costi non andava bene ai partner cinesi, scrive Manager Magazin, citando un rappresentante del top management del Gruppo tedesco. Vedremo cosa succederà e come evolverà questo progetto. Stando a quanto filtrato, comunque, i vertici Volkswagen pare che non escludano né l'ipotesi di cedere un impianto, né la possibilità di progetti di collaborazione congiunta con marchi cinesi.
Il tuo ultimo post ti (s)qualifica esattamente per quello che sei. Ti segnalo e provvederò a bloccarti appena avrai letto, non ti affannare a cercare di scrivere qualcosa di intelligente che tanto non ce la fai
il filtro serve a te tra testa e bocca. Anzi un tappo
Quindi secondo te chi ha visto le auto elettriche solo in foto non può sapere che non adoperano il filtro dell'olio?
G E N I O !
Quindi torniamo a quello che ti ho scritto prima, "temporaneamente" e "non è quello che gli interessa vendere"
Cambierei nome in Porkswagen.
La Volkswagen fu già salvata a metà anni 70 da noi Italiani ( per la precisione fu Giugiaro con la golf ) . Adesso saranno i Cinesi. Conclusione i Tedeschi non sono capaci a fare un cazzo senza aiuti
è tornato quello che la macchina elettrica l’ha vista solo in foto
Puoi anche insegnare ai tedeschi di vw come assemblare una auto elettrica ma finché i cinesi avranno il dominio totale sulle batterie continueranno a mangiarti in testa
Per ogni, eventuale ed ipotetico, problema dei cinesi esiste un ampio ventaglio di soluzioni per risolverlo.
Le industrie europee invece danno l’impressione di essere sempre di più chiuse all’angolo e destinate ad essere ridimensionate rapidamente
Ci stiamo avviando anche abbastanza rapidamente allo “scacco matto” cinese
quindi torniamo al punto di partenza, a BYD interessa vendere anche le PHEV
Sarebbe patetico.
Ah, certo . Sperare non costa niente . Ma degli "speed dating" così mi ricordano altri ambiti .
Nel settore automotive mi sembra più una situazione tipo Stellantis-Algeria :" Volete lavorare con noi ? Questo è il prezzo e li dovete produrre vicino alla nostra fabbrica in Ungheria/Turchia " .
Poi se penso che alcuni dei top manager BYD arrivano proprio da Stellantis , il dubbio è anciea più forte .
Così invece che darsi solo la zappa ai piedi se la danno pure in testa
Il segreto è usare operai cinesi a basso costo
Alcune zone sì, vai a cercare un punto di ricarica nel deserto della Mongolia interna. Tuttavia le grandi città da sole hanno un PIL superiore a quello dell'intera Europa, e le infrastrutture sono al nostro livello se non migliori
Qualcosa di sottosviluppato lo ho intravisto. Ma non mi pareva nè la Cina nè i tuoi interventi.
;-)
Quindi è sottosviluppata?
La Cina è grande, non credo che abbiano ancora una rete elettrica capillare adatta per le BEV
Ne fanno già di elettriche economiche in Cina, un accordo con VW (come quello di Stellantis con Leapmotor) gli consentirebbe di venderle in Europa senza problemi di dazi
Ah ok
Si certo ma rispondevo a questo
Un articolo che fa paura!!😨
Se e dico se, i cinesi immetteranno sul mercato la “famosa” elettrica economica si potranno permettere di seguire l’esempio di tesla o saranno le stesse concessionarie a correre da loro per vendere i loro prodotti
Per ora*
I PHEV li vende quasi tutti in Cina
Non dimenticare la rete commerciale VW, per i cinesi sarebbe utilissimo potercisi appoggiare per vendere le loro auto. Gli stabilimenti non sono più da tempo la parte principale del business
Io lo spero, per la nostra industria
BYD è il secondo produttore di batterie al mondo, quanto credi che gli interessi vendere auto col motore a pistoni? È una soluzione temporanea per vendere nei Paesi sottosviluppati che non hanno ancora una rete di ricarica sufficiente (ad esempio l'Italia), ma appena gli sarà possibile smetteranno di usarli
Sono prevenuto, ma mi sembra una pia illusione ...
meglio ancora...le fanno chiudere, per poi comprarle a prezzo che vogliono loro
il coltello dalla parte del manico lo hanno i cinesi, quelli in estrema difficoltà sono vw e la Germania…
che saltino posti di lavoro o chiudano stabilimenti in Germania, ai cinesi importa relativamente poco perché possono entrare nel mercato europeo in mille mila modi
ok però dillo anche a loro XD
Nel 2024 BYD ha venduto 4272145 auto e di queste 1764992 erano BEV il resto PHEV
o meglio, i Cinesi insegnano ai tedeschi a costruire auto elettriche
Certo che ci sarà, alla Cina interessa mantenere un mercato per i suoi prodotti
BYD fa principalmente batterie, ibride e plug-in non le interessano più di tanto
Forse aiutarli a venderle, perchè penso che le auto cinesi in europa le costruiranno gli europei.
Siamo già entrati nella fase della Perestrojka Europea, continente che è in declino già da diversi anni e nonostante questo si continua ad insistere sulla strada sbagliata.
Plug In
vw e la Germania non hanno grandi alternative, possono solo sperare nella magnanimità (che probabilmente e giustamente non ci sarà) della Cina.
Lol appena byd vede i prezzi italiani scappa e se ne ritorna in Cina
Vendere filtri dell'olio a chi fa auto elettriche non sarà facile
I cinesi hanno un vantaggio tecnologico sulle batterie (e fatemi dire che ancora non si è pienamente visto, si vedrà con la generazione di batterie LFP che debuttano quest'anno), allora l'unica vera soluzione è allearsi e comprendere come fanno.
VW ha insegnato ai cinesi come costruire auto e ora loro insegnano a VW come costruire auto
cinesielettricheFatemi dire una vergogna l'idea dell'aiutiamoli ad aiutarci, meglio il fallimento!
Al momento è l’unica via percorribile.
Ecco perchè non trovo il filtro dell'olio per la mia.
Cosa si fa per non morire.
OT:
Tra il 20 e il 22 febbraio sono in programma incontri tra aziende italiane che producono componenti per auto e rappresentanti dell’azienda cinese BYD, la prima produttrice di veicoli elettrici al mondo: l’obiettivo di BYD è trovare fornitori pronti a produrre migliaia di componenti di qualità da utilizzare nei nuovi stabilimenti che saranno aperti in Ungheria e Turchia.
Gli incontri sono particolarmente attesi perché si terranno a Torino, dove la crisi di Stellantis ha portato alla chiusura decine di aziende che producono componenti come sedili, filtri dell’olio e dell’aria, tettucci, accessori.