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Volkswagen, aggiornamenti OTA ogni 3 mesi per le sue elettriche

A partire dall'estate, Volkswagen inizierà a distribuire aggiornamenti OTA per le elettriche della famiglia ID. Gli update arriveranno, poi, ogni tre mesi.

Volkswagen, aggiornamenti OTA ogni 3 mesi per le sue elettriche
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 4 mar 2021

Finalmente sono in arrivo gli attesi aggiornamenti OTA sui veicoli elettrici della famiglia ID di Volkswagen. L'obiettivo del costruttore tedesco è quello di rilasciare costanti update che vadano a migliorare le funzionalità delle auto nel corso del tempo. Si partirà dall'estate, anche se una data precisa non è stata comunicata. Gli aggiornamenti saranno poi distribuiti ogni 3 mesi. Questa importante novità riguarda le ID.3 (Qui la nostra prova) e le ID.4.

Bisogna però evidenziare un aspetto importante, Volkswagen sottolinea che le auto già abilitate agli aggiornamenti OTA sono quelle che sono state prodotte dall'ottava settimana del 2021 (release ID.Software 2.1). Quelle prodotte prima, sostanzialmente si parla quasi esclusivamente delle ID.3, dovranno recarsi in concessionaria per effettuare manualmente un update che abiliterà questa importante funzione.

Grazie alla possibilità di poter ricevere gli aggiornamenti OTA, i proprietari delle elettriche tedesche non avranno più alcuna necessità di doversi recare in un concessionario per effettuare gli update della vettura che riguardano non solo la gestione del powertrain (miglioramenti di efficienza e autonomia) ma anche le funzioni dell'infotainment. Tale caratteristica diventerà una presenza costante in tutti i futuri nuovi modelli a batteria della casa automobilistica tedesca.

L'evoluzione del software sarà sempre più importante in futuro. Lo ha già dimostrato Tesla che da diverso tempo offre ai clienti costanti miglioramenti alle vetture attraverso update OTA. Auto che come smartphone migliorano nel corso del tempo. Anche Volkswagen punta a seguire questa stessa strada. A questo punto sarà interessante scoprire quali novità porterà il primo aggiornamento per la famiglia delle elettriche ID. 

Sicuramente, prima dell'inizio della distribuzione, il marchio tedesco offrirà maggiori dettagli.

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Commenti Regolamento
B
Bistecca 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli aggiornamenti OTA li manda la casa produttrice da server di sua proprietà, non è che devi andare su internet con winzoz a scaricare
Ti arriva il messaggio aggiorni. Stop.

V
Viaggiatore70 01 Jan 1970 @ 00:00

Non hai capito, i freni della id3, non li utilizzi, perché l'effetto frenante viene creato dal motore elettrico. In caso di frenata di emergenza, allora entra in funzione anche l'impianto idraulico, ma sul retrotreno è in funzione comunque sempre anche quello elettrico. Di fatto i tamburi posteriori, servono per il freno di stazionamento e basta

ᴍɪɴɪ 01 Jan 1970 @ 00:00

Non funzionano in quel modo i freni.
E' chiaro che quelli anteriori hanno un ruolo diverso e ben più importante di quelli posteriori, sia su EV che non.
Il punto è che quelli posteriori ci sono e sono fondamentali per la stabilità e per l'efficienza della frenata. E dal momento che ci sono, su una vettura di questo valore, nel 2021, non mi aspetto i tamburi con tutte le loro problematiche e limitazioni.
Non è la forza frenante il problema, posto che i freni di questa vettura non sono certamente sovradimensionati.

V
Viaggiatore70 01 Jan 1970 @ 00:00

E per quale motivo non li sopporteresti?
La ID3 ha già un freno della potenza di 15okW sull'asse posteriore.
Chi ti ha detto che i tamburi frenino peggio di quelli a disco?
Già sulle auto termiche, che hanno spostamenti di carico in frenata, normalmente i freni anteriori sono autoventilati, mentre quelli dietro no, ci sarà mai un motivo?
Sulle elettriche, dove il baricentro è già molto basso per via delle batterie, gli spostamenti di carico verso l'avantreno sono molto più limitati, quindi il retrotreno garantisce un'aderenza migliore ed il motore elettrico riesce a frenare la vettura fino a fermarsi.

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sono le versioni nuove, NB-IoT e LTE-M v2 che se non sbaglio sono sempre basate sul 4G ma è molto probabile che in futuro convivano in parallelo con il 5G puntando su use case differenti (prestazioni/latenza vs basso consumo e costo)

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Da noi hanno messo qualche anno fa i contatori con telelettura del gas, credo siano basati sul NB-IoT...
gli equivalenti basati su 5G come si chiamano?

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono tecnologie sviluppate apposte per device connessi a basso consumo, una per i dispositivi prevalentemente statici (NB-IoT) e una per quelli anche mobili tipo bici e monopattini (LTE-M), entrambe basate sul 4G.
Esistono già dispositivi in commercio e alcuni esperimenti per contatori connessi e cose del genere, al momento in Italia a livello rete c'è solo il NB-IoT ma la diffusione è abbastanza veloce basandosi sulle antenne 4G con SW aggiornato.
Il problema sarà convincere le aziende a fare l'upgrade dai vecchi device 2G a quelli nuovi, ma avendo dei vantaggi tecnici non da poco chi è sveglio capirà. Anche solo l'essere completamente indipendenti dalla rete elettrica avendo batterie da 10/15 anni

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

cosa sono NB-IoT e LTE-M?
Quest'ultimo è simile al 4G?
Quanto ci vorrà perché si diffondano?

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia verrò spento sicuramente fra molto molto tempo, ci sono troppi dispositivi connessi solo in 2G (anche cose come cancelli, allarmi ecc) che non possono essere sostituiti a breve.
Quelli utilizzeranno in futuro le tecnologie NB-IoT e LTE-M che sono fatte apposta per l'IoT a basso consumo energetico, robe che la batteria dura 10 anni. Tutto su reti compatibili col 4G, che dovrà quindi andare ad avere una copertura come quella che oggi ha il 2G.

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

il 2G in Italia non verrà dismesso?
E come pensano di fare suddetti paesi a garantire una copertura equivalente anche per il 5G quando il 2G sarà spento?

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Quello sicuro ma inevitabile, con le complessità dell'automotive e i tempi in gioco (almeno 4/5 anni di sviluppo di un nuovo modello + test, omologazioni e requirement legislativi vari), è matematico che si arrivi con qualche anno di distacco dal mondo mobile.
Se i telefoni dovessero sottostare ai requisiti di sicurezza/regolamentari delle auto i tempi sarebbero gli stessi anche lì.
L'importante comunque è passare dalla voce su canale dedicato attuale alla voce su IP, da lì in avanti passare da VoLTE a VoNR (5G) sarà sicuramente molto più semplice perchè a livello tecnologico siamo quasi allo stesso livello.
C'è da considerare anche la copertura: al momento conviene restare su 2G perchè garantisce più sicurezza in caso di incidenza in zone rurali, tenendo conto però dei Paesi che lo stanno chiudendo (Svizzera, Norvergia, America ecc)

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Adotteranno il 4G (con VoLTE) in tempo per quando il 5G (con l'equivalente per il 5G del VoLTE) sarà diffuso...

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Si con la eCall hanno rinviato in quanto il termine originale era il 2015, poi in realta è obbligatoria solo per i nuovi omologati (type approval).
Quindi anche per restyling o nuove versioni di modelli omologati prima del Marzo 2018 in realtà non è obbligatoria, che è stato un po' il magheggio per dar tempo ai produttori (diversamente dalla versione russa dove sono stati più stringenti).
Salva migliaia di vite ogni anno comunque, concordo che sarebbe dovuta essere obbligatoria già da tempo e testata con periodicità per verificarne il funzionamento corretto nel tempo.
Adesso è in fase di studio l'aggiornamento "NextGen eCall" basato su 4G e VoLTE

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

ah, comunque, visto che l'hai citato, eCall è obbligatorio dal 2018 eppure io lo vedo su pochissime macchine in giro (e non neanche se in Italia funzioni correttamente la geolocalizzazione automatica).
Sai quanto ci vorrà perché il C-V2X si diffonda...

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Ni, anche perchè arrivano sempre dopo quelli per il mobile, per ovvie ragioni di volumi., e quindi lo sviluppo è sempre un derivato dei modem mobile.
In auto devi tener conto di supportare temperature, umidità e vibrazioni non richieste ai telefoni, oltre a tutte le varie omologazioni/certificazioni. A quello hanno dato un grande aiuto le eSIM, per evitare figuracce come quella di Volvo con le SIM di plastica sciolte dal caldo nello slot.
Generalmente questi componenti hanno i gradi consumer / industrial / automotive, con severità e complessità crescenti.
Per le antenne c'è anche il problema del piazzamento, dovendo tener conto di tantissime situazioni (come in caso di incidente, per poter chiamare il 112 tramite Ecall anche con l'auto magari ribaltata in un fosso) e la stessa quantità di antenne che ormai stanno proliferando.
Stesso discorso sulla dissipazione del calore, contando che le box telematiche devono essere nascoste per evitarne una facile rimozione in caso di furto (essendo la base degli antifurti satellitari), e quindi un surriscaldamento può avere impatti su altri componenti del veicolo.
Oltre chiaramente al fattore economico, dovendo per forza costare molto meno di un cellulare e dovendone garantire l'operatività per decenni - almeno provando a progettarle nel modo più future-proof possibile.
E' comunque una scienza relativamente nuova, c'è ancora tanto da imparare e sperimentare

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

2022/2023, quindi 2025/2026 minimo per i modelli economici e altri 7/8 anni per un ricambio completo...
Mi sa che il 2030 è una previsione un po' ottimista.
I modem 5G per macchine non dovrebbero essere più semplici di quelli per smartphone? (più spazio per i chip, antenne più grosse, maggiore disponibilità energetica e migliore dissipazione del calore)

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Aspe' forse mi sono spiegato male, VW sta usando Audi (e anche Ducati) per fare dei test sul C-V2X, ma non c'è ancora nulla in produzione.
Anche perchè proprio i modem 5G automotive devono ancora raggiungere un grado di maturità sufficiente, i primi veicoli dovrebbero arrivare in commercio tra il 2022 e il 2023.
Giustamente servirebbe un'adozione di massa, per cui la Cina sta pensando di rendere questa tecnologia obbligatoria su tutti i veicoli nuovi, idealmente dal 2022 o comunque appena possibile.
Hanno già fatto un mega test in campo a Wuxi City con migliaia di auto e altri oggetti connessi, su questo tema sono molto più avanti di Europa e America (anche se i chip erano tutti Qualcomm che è praticamente monopolista nel settore)

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Per l'adozione da parte dei produttori di smartphone credo che valga il vecchio adagio "dove va Apple van tutti" (quindi speriamo che la Apple si sbrighi); sono sorpreso che su queste ID, che dovrebbero essere tecnologicamente avanzate, VW non abbia messo il C-V2X ma sulle Audi sì...
Comunque questa tecnologia inizierà ad essere veramente utile quando sarà ampiamente diffusa, e per far ciò bisogna che:
1. sia diffusa anche sulle macchine di fascia bassa;
2. i ceti meno abbienti ricambino auto ( e ciò non considerando che in quelle fasce molti vanno di usato).
Quindi prevedo che ci vorranno almeno altri 10 anni perché inizi ad essere abbastanza diffuso (a meno che non ci siano interventi pesanti di governi nazionali o UE).

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

VW si adatterà al mercato, infatti con Audi sta testando il C-V2X che si spera diventerà lo standard de facto a breve.
Ha voluto anticipare la concorrenza con il 802.11p, ma ha poco senso essendo uno standard vecchio e con prestazioni in termini di copertura e affidabilità dimezzate rispetto al C-V2X. Infatti la SAE (society of automotive engineers) ha fatto fortunatamente cambiare idea all'UE.
Lo standard prevede due modalità di comunicazione, una che si appoggia alla rete cellulare (Uu) per le applicazioni più data-intensive (come il see-through, streaming in real time fra le telecamere dei veicoli durante i sorpassi per evitare i frontali), una invece diretta fra veicoli per le comunicazioni più semplici (PC5), come negli incroci.
Per il momento ci sono un set di applicazioni standard di sicurezza battezzate "Day One", a seguire ne arriveranno altre che si basano sempre sullo stesso standard. Per quelle più complesse ovviamente le prestazioni e la latenza del 5G sarà fondamentale.
Sono previste in futuro comunicazioni anche con altre infrastrutture stradali chiamate RSU (roadside units) tipo i semafori, e pedoni/ciclisti chimati VRU (vulnerable road users), anche se non è ancora chiaro se il C-V2X verrà integrato anche nei cellulari.
Sicuramente avrebbe senso per evitare gli incidenti auto -> pedone/ciclista, ma ad oggi i produttori di smartphone non si sono espressi

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

quindi VW punterà dritto sull'802.11p o adotterà anche il C-V2X?
Un'altra cosa, quest'ultimo (il C-V2X) comprende solo le informazioni tecniche su come i veicoli dovrebbero stabilire fra di loro (e con i dispositivi locali) la connessione o anche come potranno comunicare la situazione stradale?
Grazie per le risposte, mi hai tolto non pochi dubbi

ᴍɪɴɪ 01 Jan 1970 @ 00:00

un motore elettrico non "batte" alcun freno meccanico.
Hanno due funzioni differenti.

Sinceramente non sopporterei due freni a tamburo su una vettura come la id3, almeno nelle sue versioni più accessoriate...
Sulla base capisco, sulle altre no.

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Cellular-V2X, è proprio lo standard id comunicazione diretta fra veicoli o infrastrutture stradali che prenderà piede con il 5G (anche se le versioni iniziali si basano sul 4G).
Ci sono varie applicazioni, per adesso le principali riguardano la sicurezza in situazioni dove c'è il campo visivo oscurato e quindi telecamere e sensori funzionano: incroci con visuale coperta, sorpassi, strada bloccata dopo una curva, ecc, con dati che possono essere trasmessi a quasi 1km di distanza.
Oltre ovviamente ad aiutare gli altri sensori per ADAS normali, come il cruise control adattivo che diventa "cooperative" per migliorarne il funzionamento.
Il consorzio 5GAA (automotive association) promuove questi studi, tra l'altro uno degli eventi principali è stato fatto a Torino l'anno scorso.
Il che si contrappone alla vecchia tecnologia 802.11p, che adotta praticamente solo VW, che ha fatto lobby sull'UE per rendere obbligatoria in Europa (e per fortuna non c'è riuscita)

V
Viaggiatore70 01 Jan 1970 @ 00:00

Davnti a disco e dietro a tamburo. Ma chissenefrega, non li usi, dietro frena il motore elettrico, che con 150kW di potenza batte qualsiasi freno meccanico o idraulico.

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Interessante, il C-V2X cosa sarebbe?
Tipo l’IoT ma per i veicoli?
Se sì, c’è uno standard su come i veicoli devono comunicare fra di loro?

F
Fabio Lombardo 01 Jan 1970 @ 00:00

Che meraviglia, uno smartphone marciante.
Ma quando questi aggiornamenti cesseranno o qualcuno troverà il modo di ficcarci un malware sopra cosa accadrà?

O
Ocra 01 Jan 1970 @ 00:00

Mamma mia..mi spaventa sempre di più il mondo dell'auto.

ᴍɪɴɪ 01 Jan 1970 @ 00:00

Credo sia con Vodafone, perché vende anche il contratto con gb aggiuntivi per i servizi, ed è di Vodafone

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto, ma VF è abbastanza "snob" nei confronti degli MVNO per motivi commerciali, come tanti altri grandi MNO del resto (soprattutto quelli americani..).
Gli occupano la rete portando spesso guadagni marginali.
Non so' i dettagli del modem della ID3, ma di moduli 5G certificati automotive non penso ce ne siano già stati al momento del lancio (e penso neanche ora, se non in fase di engineering sample). Probabile li vedremo sulle auto lanciate dal 2022 in avanti, anche perchè il C-V2X diventerà obbligatorio in Cina.
Bella mossa dei cinesi, può quasi azzerare gli incidenti

e
efremis 01 Jan 1970 @ 00:00

Spero non vada in bootloop.

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Why?
in teoria più MVNO = maggior uso della rete = maggiori guadagni.
P.s. sai se le ID VW supportano anche il 5G o solo il 3G/4G?

t
teo 01 Jan 1970 @ 00:00

Su tutte le versioni non ci metto le mani ma potrebbe essere... E credo anche sulla id4 😂😂

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Perchè Daimler ha il contratto diretto con Vodafone oppure roaming con altri MNO (probabilmente sarà TMobile)

ᴍɪɴɪ 01 Jan 1970 @ 00:00

Io su Mercedes ho LTE integrato Vodafone.

ᴍɪɴɪ 01 Jan 1970 @ 00:00

id3 ha i freni a tamburo?
Su tutte le versioni?

😳

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

anche Volvo ha iniziato con gli OTA

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ci sono varie strategie di roll-out, anche perchè a differenza dei cellulari quì è il produttore a controllare (e pagare) la connettività.
Solo non sono sicuro ci sia VF comunque, è sempre molto restia a concedere la rete agli MVNO

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Se si affidano a tutte e 4 le reti italiane (W3, TIM, VF e Iliad) credo che anche nelle strade extraurbane almeno uno dei quattro ci sia...
Riguardo all'OTA spero facciano come sui cellulari dove gli aggiornamenti avvengono a scaglioni nell'arco di più giorni...

E
Euforia 01 Jan 1970 @ 00:00

Meglio di lg

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

In generale sì, anche se la copertura sulle strade è spesso molto diversa dalle città. Comunque per OTA ecc è probabile vengano adottate strategie ad hoc per gestire il roll-out in modo efficiente

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

l'ultima patch faceva andar dritta la macchina.

t
teo 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo che regalare 40k e passa euro per un auto plasticosa pesante con freni a tamburo e che raggiungerà la sua forma finale chissà quando è da coraggiosi 😉

J
JakoDel 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando arrivano le patch di marzo? Sono fermo a quelle di gennaio, che servizio penoso... mi sa che dovrò flashare la lineage

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Tesla lo fa di già (e molto meglio).
Poi sono d'accordo che per quantità di auto prodotte VW sia miglia avanti a Tesla.

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Buono allora, ciò dovrebbe garantire una buona copertura nel 90% dei casi...

s
stefano1 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli aggiornamenti ci saranno anche per le golf 8?

S
Super Rich Vintage 01 Jan 1970 @ 00:00

Questa è la strada giusta, VW ha cambiato le carte in tavola, al momento nessun altro costruttore può fare promesse del genere. Con il tempo l'ID.3 migliorerà e raggiungerà la sua forma finale.

P
Pietro Smusi 01 Jan 1970 @ 00:00

cubicubi.cubicubicuuuuuuuu

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Non saprei, ma solitamente questo tipo di MVNO hanno accordi di roaming con quasi tutti gli operatori principali e poi scelgono il migliore in base alla potenza del segnale

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Grazie per la risposta celere.

P.s. Cubic Telecom, in Italia, a quali operatori si appoggia?

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Dovrebbero usare Cubic Telecom di cui sono anche co-proprietari

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

a che rete celulare si appoggiano?

R
R4gerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma ci sono almeno 2 major release, o bisognerà fare il jailbreak?

S
Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì però bisogna sapere quanti major update sono garantiti. 3 anni ?

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

cit "mai preso un virus!"

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

fai come me,metti il firmware di volvo:)

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

E soprattutto le patch di sicurezza

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

sarebbe anche importante capire per quanti anni garantiscono gli update e anche se saranno a pagamento o meno...