Volkswagen archivia l'era dei motori a tre cilindri: si torna ai quattro
Fine del downsizing per il Gruppo Volkswagen: entro il 2027 il 1.0 turbo lascia il posto a cubature maggiori e al debutto del Full Hybrid
Per tanti anni l’umile sound del 1.0 turbo a tre cilindri di Volkswagen è stato uno dei più ascoltati nel traffico delle nostre città. Grazie alle sue caratteristiche è stato il motore simbolo dell’epoca del downsizing, quella della riduzione, che nonostante una cubatura non certamente generosa poteva offrire spunto, efficienza e versatilità. Non a caso, la lista di modelli che lo hanno sfruttato è lunga. Tuttavia, ogni stagione ha il suo epilogo e, con l’avvicinarsi della normativa Euro 7, questo propulsore compatto si appresta a uscire di scena, lasciando il posto a una nuova filosofia progettuale che segna il ritorno al quattro cilindri.
Cala il sipario su un’epoca lunga
Il Gruppo Volkswagen ha designato una rotta ben precisa per il futuro prossimo: a cominciare dai restyling previsti intorno al 2027, tutte le vetture con motore trasversale del Gruppo adotteranno esclusivamente unità da 1.5 o 2.0 litri. Questa decisione sancisce il pensionamento non solo del 1.0 a tre cilindri — oggi colonna portante di modelli come VW Polo e T-Cross, Seat Ibiza e Arona, Škoda Fabia e Kamiq — ma anche del leggendario 2.5 litri a cinque cilindri dell’Audi RS3.
Tornando al “mille”, questa opera ingegneristica è stata un pilastro perché ha permesso di conservare elevate le prestazioni riducendo drasticamente pesi ed ingombri, diventando la scelta d’elezione per utilitarie e crossover compatti. Tuttavia, le stringenti regole sulle emissioni rendono adesso più vantaggioso puntare su motori di cilindrata maggiore ma più raffinati tecnologicamente, capaci di gestire meglio i cicli di combustione necessari per l’omologazione Euro 7.
Il 1.5 TFSI: l’erede universale
Il testimone passerà nelle mani del raffinato 1.5 litri TFSI, un motore che rappresenta il vertice della tecnologia a benzina di VW. Questa unità è dotata di turbo a geometria variabile e opera secondo il ciclo Miller, una soluzione che ottimizza il rendimento rispetto al tradizionale ciclo Otto.
La flessibilità del 1.5 è tale da permettergli di coprire potenze che vanno da poco meno di 100 CV fino a circa 150 CV. Un esempio concreto di questa transizione è già ammirabile sulla nuova generazione di Volkswagen T-Roc, nella quale il 1.5 viene offerto nella variante da 116 CV, la stessa potenza che fino a ieri era l’apice prestazionale del “mille” su modelli come Polo e Taigo. Per chi cerca prestazioni superiori, la stella polare resterà il 2.0 TSI, capace di spingersi fino ai 333 CV della Golf R.
La rivoluzione Full Hybrid
Questi nuovi quattro cilindri non cammineranno da soli. Se oggi il 1.5 è già disponibile come mild hybrid e plug-in, il domani vedrà il debutto di una variante full hybrid. Le indiscrezioni parlano di un sistema avanzato con trasmissione a rotismi epicicloidali, concettualmente simile a quello utilizzato da Toyota, ma con un tocco distintivo: la capacità di simulare la presenza delle marce.
Questa innovazione mira a eliminare in poco piacevole “effetto scooter” tipico di queste trasmissioni, offrendo una sensazione di guida più naturale e sportiva. Tale tecnologia potrà essere abbinata anche al 2.0 turbo a benzina per muovere con efficienza le vetture più grandi e massicce della gamma. Anche sul fronte diesel, la razionalizzazione sarà totale, con il solo 2.0 TDI a presidiare il listino, pur con una possibile leggera riduzione di potenza per rientrare nei nuovi limiti ambientali.