Mercedes-AMG GT XX, dietro i record le tecnologie che vedremo sulle auto del futuro
Tutte le tecnologie dietro l’impresa della GT XX, dal raffreddamento a immersione al casco con realtà aumentata.

Dopo aver annunciato l’incredibile record di 5.479 km percorsi in 24 ore dalla Mercedes-AMG GT XX, la casa automobilistica tedesca ha svelato i segreti delle tecnologie che hanno reso possibile questa impresa. Alla base della rivoluzione guidata dalla Mercedes-AMG GT XX c’è una combinazione di meccanica e software che rappresentano una dimostrazione concreta della capacità delle auto elettriche di sostenere prestazioni elevate anche in condizioni estreme.
Un sistema di raffreddamento mai visto su un’auto elettrica
La Mercedes-AMG GT XX è un vero banco di prova progettato per testare le tecnologie che verranno poi utilizzate sui futuri modelli elettrici della casa di Affalterbach. In otto giorni di test sul circuito di Nardò, la Mercedes-AMG GT XX ha percorso oltre 40.000 km senza cali di prestazione, mantenendo una velocità media di 300 km/h e fermandosi solo per le ricariche lampo.
Una delle prime novità della Mercedes-AMG GT XX sta nella gestione termica. Per reggere un ritmo del genere, infatti, l’intero powertrain elettrico deve essere mantenuto costantemente entro il proprio range ottimale, sia durante la guida che in fase di ricarica. La GT XX lo fa grazie a un’architettura a immersione in olio, abbinata a un sistema di raffreddamento a liquido diretto che impiega 40 litri di liquido di raffreddamento e un’unità centrale chiamata Central Coolant Hub. Questo componente compatto e multifunzionale sostituisce tubi e pompe separati, riduce peso e ingombro, e coordina in modo intelligente la distribuzione del calore tra batteria, motori e componenti elettronici.
Una piastra passiva nel sottoscocca, già testata sul prototipo Vision EQXX, contribuisce a ridurre il carico sul radiatore principale, migliorando l’efficienza aerodinamica e permettendo all’auto di mantenere chiuso il sistema di raffreddamento attivo anche ad alte velocità.
Ricarica a 900 kW e raffreddamento istantaneo
La batteria da 114 kWh utilizza celle cilindriche e lavora su un’architettura a 800 volt. È stata sviluppata insieme al reparto powertrain di Formula 1 di Brixworth e sfrutta una tecnologia a immersione in olio per migliorare il raffreddamento. Questo sistema permette alla batteria di gestire senza problemi potenze di ricarica molto elevate, tra 850 kW e 900 kW, arrivando fino a 1.000 ampere con un normale connettore CCS. Per ottenere questi risultati non è stato necessario adottare nuovi standard di ricarica, ma è bastato costruire un’infrastruttura dedicata, realizzata in tempi record grazie alla collaborazione con Alpitronic direttamente sul circuito di Nardò. Durante il test, le soste duravano solo pochi minuti e consentivano di aggiungere circa 400 km di autonomia. La gestione software della ricarica e della rigenerazione è stata cruciale, grazie a un sistema predittivo che ottimizzava la potenza in base alla temperatura della batteria e alle condizioni ambientali.
Un’altra innovazione cruciale è nel sistema operativo MB.OS, che ha gestito ogni aspetto dell’auto. La batteria è stata gestita attraverso un sistema molto avanzato che ha utilizzato sensori virtuali. Questi sensori sono stati creati a partire da simulazioni termiche realizzate su celle modificate, dotate di speciali elettrodi in grado di fornire dati più dettagliati. In questo modo, gli ingegneri sono riusciti a prevedere con grande precisione il comportamento interno della batteria e a regolare in tempo reale l’erogazione di energia, evitando cali di prestazione anche dopo lunghi periodi di guida o ricarica.
Tutte le informazioni venivano trasmesse e monitorate da remoto grazie a MB.log, una piattaforma sviluppata da Mercedes-Benz con il supporto di Microsoft e integrata nel loro cloud intelligente. Un sistema simile a un “nervo centrale digitale”, che permetteva agli ingegneri di seguire ogni parametro critico e adattare la strategia energetica in base alle condizioni reali, come la temperatura dell’ambiente, l’usura degli pneumatici, la presenza di vento o detriti in pista.
Il casco con visiera AR
All’interno dell’abitacolo, il pilota ha a disposizione due display principali, uno da 10,25” e l’altro da 14”, che mostrano tutte le informazioni fondamentali. A completare l’interfaccia, una serie di LED sul volante fornisce segnali visivi in tempo reale, come quelli per indicare quando recuperare energia, quando ricaricare o quando rallentare per ottimizzare le prestazioni della batteria. Per la prima volta su una Mercedes, il pilota ha utilizzato un casco da gara con realtà aumentata. Questo dispositivo, sviluppato insieme alla startup Aegis Rider dell’ETH di Zurigo, proietta direttamente sulla visiera dati come lo stato della batteria, la velocità e quando recuperare energia. Il sistema funziona anche di notte e guida il pilota con indicatori colorati sempre ben visibili. Mercedes-AMG ha pensato anche a un modo coinvolgente per far vivere al pubblico questa impresa. Con l’applicazione “ThrillAR”, progettata per Apple Vision Pro, sarà possibile rivivere il giro finale del record come se si fosse seduti al volante della GT XX.