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Opel Astra 2026: tradizione perfezionata - Video

La nuova Opel Astra Sports Tourer è una station wagon dal buon rapporto qualità/prezzo e con un’ampia gamma di motorizzazioni: benzina mild-hybrid, diesel e ibrida plug-in

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Michele Neri
Michele Neri
Pubblicato il 25 mar 2026

L’Opel Astra è un grande classico: una berlina (o station wagon) compatta equilibrata, spaziosa, dal buon rapporto qualità/prezzo, e con un’ampia gamma di motori. Con il restyling 2026 Opel ha deciso di giocare di fino, aggiornandola dove serviva per mantenerla attraente e al passo coi tempi in termini di tecnologia.

La vera notizia però è sotto il cofano: in un mercato che spesso taglia i ponti con il passato, Opel conferma una gamma motori completa: benzina mild-hybrid, diesel (sì, c’è ancora, per la gioia dei globtrotter), ibrida plug-in (per la gioia delle flotte) e 100% elettrica (per gli automobilisti green che possono ricaricarla a casa).

UN PO’ DI STORIA

L’Opel Astra arriva in Italia nel 1991, ma la sua storia è meno recente. Fino ai primi anni ‘90 il Gruppo General Motors (all’epoca proprietario di Opel e Vauxhall) gestiva i due marchi con nomenclature spesso differenti. In Europa continentale vendeva la Kadett, mentre in Gran Bretagna le stesse auto venivano vendute con il marchio Vauxhall.

La vera svolta? È arrivata nel 1979: con il lancio della Kadett D, la divisione britannica decide di abbandonare il nome “Viva" e adottare per la prima volta la denominazione Vauxhall Astra. Per dodici anni, quindi, la stessa auto è stata chiamata Kadett dai tedeschi e Astra dagli inglesi.

La rivoluzione definitiva arriva nel 1991: per uniformare l’immagine del brand a livello globale la Casa di Rüsselsheim decise di mandare in pensione il nome Kadett dopo svariati decenni.

DESIGN E INTERNI

Il restyling 2026 dell’Opel Astra non ne cambia ovviamente le dimensioni (4,37 metri la berlina e 4,64 metri la Sports Tourer), ma affina i dettagli per restare al passo con il corso stilistico del brand.

Al primo sguardo l’elemento che cattura l’attenzione è l’evoluzione dell’Opel Vizor. La fascia nera frontale ora integra il nuovo logo Blitz retroilluminato, un tocco che dà un’impronta hi-tech soprattutto al buio. Ma il vero salto tecnologico avviene “dentro" i fari: debutta la tecnologia Intelli-Lux HD con oltre 50 mila elementi LED (25.600 per lato), capace di ritagliare coni d’ombra millimetrici per non abbagliare chi arriva dal senso di marcia opposto e, allo stesso tempo, illuminare al meglio la strada.

E poi spariscono le cromature. Con l’ultimo aggiornamento, Opel ha dato un taglio netto all’effetto cromato per due motivi: estetica, per un look più moderno, e sostenibilità, in quanto il processo di cromatura è altamente inquinante. Al suo posto sono state usate vernici ad effetto alluminio satinato o titanio, che risultano anche più sobrie.

Passando agli interni, l’abitacolo segue la filosofia del Detox. Il Pure Panel digitale è stato aggiornato nel software. Nota di merito per il mantenimento dei tasti fisici sotto lo schermo centrale: regolare il clima mentre si guida senza dover navigare in tre sotto-menu è un sollievo non indifferente.

I materiali segnano un passo avanti verso la sostenibilità: i rivestimenti sono realizzati al 100% con materiali riciclati, ma senza sacrificare la qualità percepita al tatto. E poi ci sono i sedili Intelli-Seats certificati AGR, ora dotati di una particolare scanalatura centrale “salva-coccige" che riduce la pressione durante i lunghi viaggi. Un dettaglio che la vostra schiena ringrazierà dopo centinaia di chilometri.

MOTORE E PRESTAZIONI

La gamma 2026 vede il debutto del nuovo 1.2 Mild Hybrid da 145 CV (che sostituisce il precedente 130 CV non ibrido), accoppiato al cambio automatico a doppia frizione che integra il piccolo motore elettrico da 21 kW di potenza. È il motore dell’equilibrio, capace di veleggiare spesso in città a motore spento, con buone prestazioni e bassi consumi.

Per i passisti irriducibili resta in listino il 1.5 diesel da 130 CV, un motore che non ha bisogno di presentazioni per efficienza sui lunghi tratti. Salendo di livello troviamo la Plug-in Hybrid da 196 CV: qui la batteria cresce fino a 17,2 kWh e cresce,  di conseguenza, anche l’autonomia, ora di 83 km in modalità 100% elettrica nel ciclo misto WLTP, quasi 20 in più rispetto alla versione precedente.

Infine l’Astra Electric. Il motore resta quello precedente da 156 CV, ma la batteria sale a 58 kWh e l’autonomia dichiarata tocca ora i 454 km. Interessante l’introduzione della funzione Vehicle-to-Load che consente di alimentare dispositivi esterni, come un PC o una e-bike, direttamente dalla presa dell’auto.

LA PROVA SU STRADA DELL’ASTRA HYBRID

La versione 1.2 Hybrid da 145 CV è forse la più interessante per la maggior parte degli automobilisti: è la meno costosa della gamma, offre delle buone prestazioni (copre lo 0-100 km/h in 9 secondi netti, sia berlina sia station wagon) e ha il cambio automatico doppia frizione a 6 marce di serie. Sulla c arta tutto bene, e nella realtà ancora meglio: il 3 cilindri non vibra, l’insonorizzazione è molto curata e, a parte nelle accelerazioni impegnative, il rumore del motore si sente poco all’interno della vettura.

Difetti? Non è (chiaramente) pronto e come un motore aspirato di cubatura più grossa e il cambio, pur essendo rapido un doppia frizione, non è il più rapido nel segmento. Ma su una versione come questa fa più che bene il suo lavoro.

Eccezionali, invece, i sedili ergonomici certificati AGR, che ti fanno scendere riposato anche dopo ore al volante. E sulle strade miste si sente il lavoro dei tecnici Opel: l’assetto, pur digerendo a dovere le irregolarità della strada, è fermo in curva. L’Astra Sports Tourer, dunque, è un’alternativa molto versatile e con un bagagliaio enorme ai solo SUV compatti, per non rinunciare allo spazio né al piacere di guida, senza dubbio più elevato rispetto a quello che può offrire un SUV di pari dimensioni.

I PREZZI

La porta d’accesso al mondo Astra è rappresentata dalla versione 1.2 Hybrid da 145 CV, proposta a un prezzo di partenza di 32.450 euro nell’allestimento Edition. Chi macina molti chilometri troverà ancora una valida alleata nella motorizzazione 1.5 diesel da 131 CV che parte da 32.950 euro (500 euro in più rispetto alla versione a benzina). Salendo di potenza  (e di elettrificazione) salgono anche i prezzi: l’Astra Plug-in Hybrid da 196 CV parte da 39.250 euro, mentre la versione100% elettrica da 39.900 euro.

Per chi ha bisogno di spazio extra, la variante Sports Tourer (leggi station wagon) ha un sovrapprezzo di 1.200 euro a prescindere dalla motorizzazione.

Tre gli allestimenti: si parte dall’essenziale ma completa Edition, si passa alla GS per chi cerca un look e un assetto più sportivi, fino ad arrivare alla Ultimate, quello top di gamma.

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