Cerca

Viaggiare con pneumatici sgonfi aumenta i consumi fino al 10%

Pneumatici con bassa pressione rappresentano un rischio per la sicurezza e impattano sui consumi di carburante, un aspetto da tenere in considerazione soprattutto in vista dei viaggi estivi.

Viaggiare con pneumatici sgonfi aumenta i consumi fino al 10%
Vai ai commenti
Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 12 giu 2026

Con l’inizio dell’estate e l’avvicinarsi delle vacanze, molti automobilisti italiani si mettono al volante trascurando un elemento fondamentale e forse il più sottovalutato: i pneumatici. Secondo i dati elaborati da Bridgestone, quasi tre auto su quattro in Italia circolano con gomme non gonfiate alla giusta pressione. Questa cattiva abitudine rappresenta un grave rischio per la sicurezza stradale e comporta un aumento della spesa al distributore di carburante, un aspetto particolarmente rilevante in questo periodo di rincari generalizzati.

Consumi aumentati

Viaggiare con pneumatici sgonfi incrementa la deformazione del battistrada e della spalla: in questo modo aumenta anche la resistenza al rotolamento e, di conseguenza, aumentano i consumi di carburante. Secondo gli studi di enti indipendenti, tra cui il rinomato Oak Ridge National Laboratory (ORNL) americano, una diminuzione del 20% della pressione rispetto al valore ottimale fa aumentare il consumo di carburante del 3%. Se la pressione è inferiore del 30% rispetto al valore raccomandato, i consumi aumentano del 4-5%. Infine, se si viaggia con pneumatici sgonfi del 55%, si può arrivare a un aumento dei consumi del 10%.

I rischi

Oltre al maggiore costo alla pompa, le conseguenze di una scarsa manutenzione dei pneumatici rappresenta un pericolo per l’incolumità dei passeggeri. Le gomme sono infatti l’unico punto di contatto tra il veicolo e il fondo stradale. Una errata pressione di gonfiaggio modifica l’impronta a terra, diminuendo la tenuta in curva e incrementando lo spazio di frenata. Non solo, aumenta anche il rischio di aquaplaning in caso di pioggia e provoca un’usura irregolare del battistrada, che obbliga a sostituire le gomme prima del tempo, aumentando ulteriormente i costi. Infine, circolare con pneumatici usurati o fuori norma espone al rischio di multe e a eventuali responsabilità in caso di incidente.

Come controllare la pressione

Per evitare tutto questo e ridurre i costi, bastano due minuti prima di ogni lungo tragitto: con una veloce ispezione visiva si può vedere se la pressione potrebbe essere diminuita, mentre un semplice controllo della pressione dal gommista o al distributore di carburante (quasi tutti hanno la colonnina dell’aria, utilizzabile inserendo una moneta) dà la certezza di essere in regola. Per avere una misurazione più accurata è consigliabile effettuare l’operazione a freddo, cioè dopo aver percorso solo pochi chilometri. Se la pressione non è corretta, altrettanto velocemente si può riportare la pressione al livello richiesto dal produttore del veicolo, come indicato nel libretto di circolazione oppure su una targhetta adesiva all’interno dello sportello del conducente o ancora nel vano portaoggetti.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento