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Nissan sarà venduta? Il CEO Ivan Espinosa non esclude del tutto la possibilità

Un'eventualità ancora lontana, ma considerando la crisi interna al marchio giapponese non è da escludere del tutto.

Nissan sarà venduta? Il CEO Ivan Espinosa non esclude del tutto la possibilità
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 2 mar 2026

Il settore auto è in una fase di transizione. Lo sappiamo bene e questo periodo di instabilità porta a rivedere anche le più solide convinzioni. Compresa quella che Nissan possa essere ceduta o assorbita da un gruppo più grande. Un’ipotesi per il momento remota, ma non esclusa del tutto dal nuovo CEO Ivan Espinosa. Il marchio giapponese sta attraversando uno dei momenti più complessi della storia recente. Un periodo in cui la pressione economica si somma alla necessità di ridefinire strategie che un tempo sembravano intoccabili.

Le difficoltà di Nissan

I numeri sono pesanti. Nissan prevede una perdita che raggiunge i 3,8 miliardi di euro nell’esercizio fiscale 2026. Che si aggiunge alla perdita di circa 4 miliardi di euro dell’anno precedente. Per arginare il problema, il piano industriale prevede la chiusura di sette stabilimenti e di due centri stile, con una riduzione dell’organico che si attesta a ventimila posti di lavoro. Un’operazione di portata eccezionale, che ridisegna la struttura del marchio in modo radicale.

La parte più interessante delle dichiarazioni rilasciate al Financial Times da Espinosa riguarda la consapevolezza che il perimetro competitivo è diventato troppo ampio per un costruttore della dimensione di Nissan. Espinosa non parla di vendita come possibilità immediata, ma lascia intendere che in un contesto instabile anche gli scenari più remoti possono diventare reali. Il senso è semplice. Restare soli richiede investimenti enormi, mentre le alleanze diventano sempre più un passaggio obbligato. Per Nissan la partita si è complicata nel momento in cui i colloqui con Honda si sono interrotti dopo la proposta di una governance considerata sbilanciata. Un punto di rottura che ha costretto l’azienda giapponese a ripensare la propria posizione nel mercato asiatico.

Il rapporto con Renault non offre un appoggio migliore. Il gruppo francese mantiene una quota importante, pari al 35,71%, ma ha scelto di non ampliare la collaborazione. Il gruppo francese ha scelto di non ampliare la collaborazione e ha siglato con Ford un accordo per sviluppare due modelli elettrici entro il 2028, cercando sinergie altrove. Nissan resta con un alleato storico meno coinvolto e senza un partner alternativo disposto a condividere costi e visione.

Le soluzioni immediate per ripartire

La risposta industriale punta sull’accelerazione del ciclo di sviluppo. Il tempo necessario per portare un modello completamente nuovo dal progetto alla produzione è stato ridotto a trentasette mesi, con l’obiettivo di scendere a trenta per i modelli successivi. Sul fronte dei modelli, Nissan ha annunciato tante novità. Micra, Leaf, Versa, Sentra, Elgrand e Navara aprono un ciclo di rilancio che prosegue con il ritorno della Xterra e con l’arrivo della nuova Skyline. In Cina la joint venture con Dongfeng introduce i modelli N6 e N7. A questi si aggiunge il Frontier Pro con tecnologia plug-in hybrid. Tante novità concentrate in poco tempo. Una strategia finalizzata a recuperare terreno. Sarà da vedere se funzionerà o se, parafrasando un noto detto popolare, la fretta non abbia privato il marchio giapponese della giusta visione strategica.

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