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Mercato auto Europa, segno positivo ad ottobre 2025: bene elettriche, ibride e Plug-in

Da inizio anno, le nuove immatricolazioni di auto nell'UE sono aumentate dell'1,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente

Mercato auto Europa, segno positivo ad ottobre 2025: bene elettriche, ibride e Plug-in
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 25 nov 2025

Per il mercato auto europeo, il mese di ottobre 2025 si è chiuso con il segno positivo. Secondo infatti i dati diffusi da ACEA, a livello di Unione Europea ci sono state 916.609 immatricolazioni, pari ad un aumento del 5,8%. Volendo considerare anche Regno Unito e Paesi EFTA, si sale a 1.091.904 registrazioni, con un incremento del 4,9%. E da inizio anno? I numeri sono ancora positivi. 8.974.026 immatricolazioni a livello di Unione Europea (+1,4%) e 11.020.514 includendo sempre Regno Unito e Paesi EFTA (+1,9%).

I NUMERI DI OTTOBRE 2025: BENE LE AUTO ELETTRICHE E LE IBRIDE

Partiamo dalle auto elettriche che ad ottobre, in Unione Europea, hanno immatricolato 173.173 unità pari ad un incremento del 38,6%. Nei primi dieci mesi del 2025 , sono state registrate 1.473.447 (+25,7%) nuove BEV, che hanno conquistato il 16,4% della quota di mercato dell’UE. I quattro mercati più grandi dell’UE, che insieme rappresentano il 62% delle immatricolazioni di auto elettriche, hanno registrato incrementi: Germania (+39,4%), Belgio (+10,6%), Paesi Bassi (+6,6%) e Francia (+5,3%). Nonostante la crescita, ACEA evidenzia che il market share delle BEV è sotto a quanto auspicato. Continuano invece ad andare sempre bene le ibride con 316.068 immatricolazioni ad ottobre (+9,4%). Nei primi 10 mesi dell’anno le registrazioni nell’UE hanno raggiunto quota 3.109.362 unità (+15,6%), trainate dalla crescita nei quattro mercati principali: Spagna (+27,1%), Francia (+26,3%), Germania (+10,3%) e Italia (+8,9%). I modelli ibridi rappresentano il 34,6% del mercato totale dell’UE.

Crescono anche le immatricolazioni delle ibride Plug-in con 96.261 unità ad ottobre, pari ad un aumento del 43,2%. Da inizio hanno si è arrivati a quota 819.201 auto (+32,4%). Questo risultato è stato trainato dall’aumento dei volumi in mercati chiave come Spagna (+109,6%), Italia (+76,5%) e Germania (+63,4%). Di conseguenza, le auto ibride plug-in rappresentano ora il 9,1% delle immatricolazioni di auto nell’UE, in aumento rispetto al 7% dell’anno scorso.

IN CALO LE AUTO A BENZINA E DIESEL

Ad ottobre 2025, sempre a livello UE, ci sono state 227.416 immatricolazioni di auto a benzina, pari ad una flessione del 14,3%. Da inizio anno, le immatricolazioni di auto a benzina sono diminuite del 18,3%, con cali in tutti i principali mercati. La Francia ha registrato il calo più netto, con un crollo delle immatricolazioni del 32,3%, seguita da Germania (-22,5%), Italia (-16,9%) e Spagna (-13,7%). Con 2.459.151 (-18,3%) nuove auto immatricolate finora, la quota di mercato della benzina è scesa al 27,4% dal 34% dello stesso periodo dell’anno scorso. Continua la flessione anche del diesel, con 73.830 registrazioni pari ad un -21,9%. Da gennaio, il mercato delle auto diesel è diminuito del 24,5% (821.178 immatricolazioni), con una quota del 9,2%.

I GRUPPI AUTOMOBILISTICI

Veniamo, adesso, ai risultati (ottobre 2025) dei principali Gruppi automobilistici a livello dell’Unione Europea. Il Gruppo Volkswagen ha chiuso con un +7,9% (Volkswagen +5,9%; Skoda +12,8%; Audi +7,3%; Seat +3,4%; Cupra +22,3%; Porsche -28%). A seguire Stellantis con un +6,6% (Peugeot -8,7%; Fiat +20,8%; Opel +9,6%; Citroen +39%; Jeep -15,9%; DS -24,2%; Alfa Romeo +41,5%; Lancia/Chrysler +25,8%) e il Gruppo Renault con una crescita del 10% (Renault +10,1%; Dacia +8,9%; Alpine +155,7%).

IL COMMENTO DI UNRAE PER L’ITALIA

L’Italia, che conferma la sua quarta posizione sia nel mese che nel cumulato, rappresenta l’unica nota negativa tra i principali mercati, registrando una flessione dello 0,5% a ottobre e del 2,6% nei 10 mesi. Per quanto riguarda i veicoli ricaricabili, a ottobre il nostro Paese si posiziona all’ultimo posto tra i principali mercati con una quota complessiva di ECV pari al 12,2%, suddivisa tra il 5,0% di vetture elettriche pure (BEV) e il 7,2% di ibride plug-in (PHEV). Il divario rispetto agli altri principali mercati europei risulta particolarmente evidente: il Regno Unito tocca il 37,5% con il 25,4% di BEV e il 12,1% di PHEV, la Germania raggiunge una quota ECV del 33,4% con il 21,0% di BEV e il 12,4% di PHEV, la Francia si attesta al 31,1% con il 24,4% di BEV e il 6,7% di PHEV, mentre la Spagna registra il 22,4% con il 9,4% di BEV e il 13,0% di PHEV. Nel totale del mercato europeo le ECV coprono il 31,3% di share con le BEV al 20,6% (+4,3 p.p.) e le PHEV al 10,7% (+ 2,7 p.p.).

 Anche nel periodo gennaio-ottobre la situazione italiana si conferma critica con una quota di ECV all’11,2%, di cui il 5,2% di BEV e il 6,0% di PHEV, rispetto al 33,4% del Regno Unito (BEV 22,4% e PHEV 11,0%), al 28,9% della Germania (BEV 18,4% e PHEV 10,5%), al 25,1% della Francia (BEV 18,9% e PHEV 6,2%) e al 18,9% della Spagna (BEV 8,5% e PHEV 10,4%). Nel totale del mercato europeo le ECV coprono il 27,7% di share con le BEV al 18,3% (+3,5 p.p.) e le PHEV al 9,4% (+2,2 p.p.).

Come UNRAE sottolinea da anni, per favorire lo sviluppo della mobilità a zero emissioni in Italia in modo stabile, senza un susseguirsi di accelerazioni e frenate, è fondamentale una revisione del trattamento fiscale delle auto aziendali, attraverso interventi mirati su detraibilità dell’IVA, deducibilità dei costi e periodo di ammortamento. La Delega Fiscale, prorogata sino al 31 dicembre 2026, costituisce un’opportunità imperdibile per attuare questi interventi. Tra le altre priorità necessarie per accelerare la transizione energetica rientrano lo sviluppo diffuso dell’infrastruttura di ricarica elettrica e la riduzione dei costi di ricarica per renderli più accessibili agli utenti.

Andrea Cardinali, Direttore Generale di UNRAE, ha commentato:

L’UNRAE accoglie con favore lo stanziamento di 600 milioni di euro, ufficializzato nei giorni scorsi dalla Commissione europea, per 70 progetti volti alla realizzazione di infrastrutture per combustibili alternativi in 24 Paesi. Lo scopo è quello di stimolare investimenti sostenibili nelle aree urbane e lungo i tratti stradali della rete transeuropea dei trasporti TEN-T con una lodevole attenzione rivolta ai mezzi pesanti. Resta da valutare la congruità dei fondi rispetto al numero di interventi previsti, e la loro capacità di fare da volano per investimenti privati. Ora gli occhi di tutti sono puntati sull’annuncio previsto per il 10 dicembre. Il mercato attende da oltre 2 anni che venga fatta finalmente la necessaria chiarezza sui regolamenti europei, indispensabile per clienti e operatori.

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