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Mazda MX-5, la nuova generazione arriverà: basta aspettare un po'

La quinta generazione di Mazda MX-5 si farà attendere ancora un po', ma è nei piani della Casa di Hiroshima

Mazda MX-5, la nuova generazione arriverà: basta aspettare un po'
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 24 feb 2026

Un mito che non è invecchiato di un giorno e che, anzi, è migliorato col tempo che passa. Proprio come un buon vino. La formula magica che rende la Mazda MX-5 un oggetto del desiderio risiede nella sua natura: leggerezza, coinvolgimento alla guida e possibilità di godersi l’asfalto col vento tra i capelli. Oggi, la roadster giapponese non ha molte rivali con le quali confrontarsi, perché il pianeta automotive ha virato su altre categorie di veicoli, per mille ragioni che non stiamo a elencare per non tediarvi troppo. Tuttavia, questa scialuppa di salvataggio dalla monotonia ha ancora voglia di stupire, e se gli altri, nel frattempo, hanno alzato bandiera bianca, beh, lei avrà una nuova generazione. Basterà pazientare ancora un po’.

Novità entro fine decennio

La “Miata” non ha bisogno di potenze esorbitanti per definirsi sportiva. Come dicevamo prima, la leggerezza è uno dei suoi capisaldi. L’affollata e scatenata community che ruota intorno a questa roadster spesso si infastidisce nell’ascoltare chi si vanta di auto da 200 cavalli definendole come “sportive” quando pesano quanto due MX-5 messe insieme. Dunque, questo inscalfibile punto di partenza non verrà archiviato neppure nel futuro.

Un domani che punta, coi suoi ritmi, alla quinta generazione di MX-5, il cui arrivo è previsto entro la fine di questo decennio. Le recenti interviste rilasciate da Jo Stenuit, responsabile del design, e Christian Schultze, direttore della ricerca e delle operazioni di Mazda Motor Europe, offrono spunti invitanti. Sebbene non sia stata ancora presa una decisione definitiva sul propulsore, l’azienda è consapevole di non poter rischiare di alterare una ricetta che funziona da quasi quarant’anni: la prossima MX-5 dovrà essere divertente, agile ed economica.

Elettrico sì o no?

L’elettrificazione è parte integrante della discussione, ma Mazda sembra intenzionata a evitare un passaggio totale all’elettrico per un modello considerato sacro. Snaturare un progetto così brillante suonerebbe come una “lesa maestà”. La soluzione più accreditata è quella di confezionare un motore mild-hybrid che possa affidarsi a carburanti sintetici per superare le restrizioni sulle emissioni, una prospettiva che acquista valore dopo il recente ripensamento dell’Unione Europea sul divieto dei motori endotermici nel 2035. Sebbene la concept Iconic SP abbia esplorato la via del rotary range-extender, simile a quella della MX-30, i puristi sperano ancora in un’unità rotativa “16X” o in un sistema turbo da 1.3 litri supportato da tecnologie di efficienza simili al T-hybrid di Porsche.

La sfida di Mazda sarà quella di far sopravvivere la quinta generazione per almeno un altro decennio, mantenendo intatta quell’anima analogica che rende ogni chilometro un’emozione pura e intensa. Per molti, l’attesa di scoprire se il motore sarà un capolavoro rotativo o un ibrido leggero è l’ultima scommessa prima di arrendersi alla logica delle auto familiari. Un ultimo tentativo per ritardare l’inevitabile passaggio all’età matura. Forse.

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