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Limitazioni alle targhe polacche, la nuova misura rischia di essere un flop

Dopo il boom delle targhe polacche si sta cercando di trovare una soluzione. L’ammissione di un broker assicurativo non lascia molto speranze

Limitazioni alle targhe polacche, la nuova misura rischia di essere un flop
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 8 set 2026

Le vetture con targa estera che circolano stabilmente in Italia dovranno risultare assicurate con una compagnia italiana o autorizzate a operare alle nostre latitudini. Le targhe polacche, molto diffuse nella città di Napoli, hanno portato il Codice della Strada a una stretta sull’assicurazione dei veicoli immatricolati fuori dai confini. La novità anti-elusione è stata inserita nel testo-base del nuovo Cds, sul quale le associazioni di settore sono chiamate a esprimere proposte entro il 13 settembre.

Il trucco delle targhe polacche risiede nel cancellare un veicolo dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) italiano e reimmatricolarlo in Polonia tramite una società estera, per poi riaverlo in finto noleggio per eludere i prezzi elevati dell’assicurazione RC auto italiana. Il Governo di Varsavia si è accorto della quantità di immatricolazioni polacche per automobili circolanti in Italia, ben 70mila, e in particolare a Napoli, dove sarebbero oltre 50mila secondo l’Aci.

Boom senza fine

Angelo Coviello, broker assicurativo e amministratore delegato della società Igb, si è esposto sul problema che sta caratterizzando la circolazione in Campania. Lgb sottolinea che, solo lo scorso anno, sotto l’ombra del Vesuvio sono state immatricolate oltre 14mila nuove targhe estere. “Il testo al vaglio del Ministero – ha annunciato Coviello in una intervista riportata su NapoliToday – stabilisce che la targa estera che permane in Italia oltre un certo tempo è soggetta a una serie di provvedimenti italiani, tra cui anche la sottoscrizione di un’assicurazione italiana, oppure estera ma riconosciuta in Italia. Le assicurazioni stipulate da chi sceglie una targa straniera sono quasi sempre riconosciute in Italia. Quindi, in questo modo non si risolve il problema e la truffa proseguirà”.

Un sistema che ha portato a Napoli e provincia un numero spropositato di targhe con la sigla “PL”. Pur di pagare cifre molto più basse, nel capoluogo partenopeo la situazione è sfuggita di mano. “Siamo di fronte a una truffa ai danni dello Stato, dei Comuni e delle Regioni – ha spiegato Coviello – Non si risparmia solo sull’assicurazione, ma anche sul bollo e sulle tasse locali. Senza considerare tutte le multe che non verranno mai pagate da nessuno”.

Bomba ad orologeria

Il Governo polacco ha denunciato la richiesta di 80 milioni di euro di risarcimenti, aprendo un contenzioso con l’Italia. Fatta la legge, trovato l’inganno, perché vi sarebbero già soluzioni alternative all’orizzonte. “Alle prime notizie emerse in queste settimane, già sono aumentate le targhe di altri paesi. C’è un business troppo grande. Serve cambiare la nostra legge. Un veicolo con targa straniera non può circolare in Italia a vita. Una truffa resta una truffa, cittadini e società sono responsabili penalmente in concorso. Non possiamo giustificare il tutto con un’esigenza sociale”, ha aggiunto il broker assicurativo.

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