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Kawasaki, tornano le due tempi per l’off-road grazie a un'invenzione rivoluzionaria

La Casa giapponese ha riportato in vita i 2T con un'idea innovativa che sta facendo impazzire gli appassionati

Kawasaki, tornano le due tempi per l’off-road grazie a un'invenzione rivoluzionaria
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 4 giu 2026

Il 2027 sarà l’anno della Kawasaki con il lancio di due moto completamente inedite, la KX327X e la KX327. La prima è concepita per il cross-country/enduro con cambio a sei marce, mentre la seconda per il motocross nudo e crudo nel segno di una tecnologia innovativa: il primo motore monocilindrico 2 tempi a iniezione elettronica mai sviluppato da Kawasaki.

Dopo anni e attese che sembravano infinite il mondo del off-road accoglie nuovamente il 2T della Casa giapponese. Anche la gamma 4 tempi riceverà aggiornamenti significativi con una ciclistica e un motore che promette faville. Richiamando la tradizione hanno preso vita la KX250F e KX450F, affiancate dalle rispettive versioni cross country KX250FX e KX450FX. Il brand giapponese è riuscito a sorprendere ancora i fan in un’epoca in cui il motore a due tempi sembrava destinato a scomparire gradualmente dal bike market.

Novità all’orizzonte

La tendenza a imporre norme antinquinamento sempre più stringenti, un’elettronica sempre più complessa e l’ossessione dell’industria per i motori a quattro tempi, sembrava avesse decretato la fine per i classici motori a 2 tempi. Kawasaki ha ufficialmente reintrodotto i motori a due tempi nella sua gamma di motociclette e non si tratta di una banale operazione nostalgica, bensì di due modelli completamente nuovi, sviluppati da zero.

Le nuove Kawasaki KX327 e KX327X sono due novità inaspettate, perché la Casa giapponese era scomparsa dal segmento delle due tempi di grossa cilindrata da anni, mentre KTM, Husqvarna e GasGas avevano preso il sopravvento in Europa. Kawasaki ha proposto un nuovo motore monocilindrico a due tempi da 327 cc con iniezione elettronica, una strategia che va a svincolarsi dai classici concetti dei carburatori, getti e continue regolazioni manuali. I nuovi modelli Kawasaki eliminano di fatto uno dei grandi problemi storici dei motori a due tempi: la carburazione.

Come funzionano i nuovi motori

I tecnici giapponesi hanno pensato a un sistema a doppia iniezione che regola automaticamente il funzionamento in base all’altitudine, alla temperatura o alle condizioni meteorologiche, eliminando la possibilità di effettuare correttivi in corsa per applicare impostazioni quando si affronta una salita o si affronta un cambiamento climatico. Kawasaki vuole conservare le qualità positive dei motori a due tempi, ovvero leggerezza, risposta immediata, carattere grintoso e semplicità meccanica, eliminando al contempo molti dei loro difetti atavici del sistema a 2T.

Sono tantissimi gli appassionati che desiderano vivere le emozioni coinvolgenti in sella di un potente motore a due tempi. Quella sensazione di brio che nessun motore a quattro tempi riesce a replicare è alla base del piacere di andare su una moto da cross. La KX327X vanta anche una frizione idraulica per una migliore sensibilità e controllo sulle superfici più impervie. La KX327 standard, invece, è progettata per il motocross puro: cinque marce, una ruota posteriore da 19 pollici e un assetto per mordere il terreno. Con l’obiettivo di trasportare in era moderna le sensazioni del passato l’iconico marchio di Kobe ha puntato su moto leggere, semplici, aggressive e di facili da gestire. Dall’esperienza del campione del mondo in carica MXGP, Romain Febvre, la KX450F MY27 vanta una taratura rivista delle sospensioni e adotta un nuovo telaio e un nuovo forcellone.

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