Hyundai è favorevole alle E-Car, ma vuole regole chiare dall’UE
La nuova categoria dovrebbe alleggerire alcune normative per ridurre i costi di produzione.
Hyundai sostiene l’introduzione della nuova categoria europea M1E. La categoria pensata per favorire lo sviluppo di auto compatte più economiche. Xavier Martinet, CEO di Hyundai Europe, ha infatti accolto con interesse la proposta della Commissione Europea di introdurre una nuova categoria di veicoli. Il marchio sudcoreano, come altri marchi europei e internazionali, vede nell’iniziativa un’opportunità per ampliare l’offerta di citycar a prezzi accessibili.
La categoria M1E
La categoria M1E nasce con l’obiettivo di alleggerire alcune norme che oggi incidono sui costi industriali. L’idea è semplificare determinati obblighi e ridurre la quantità di tecnologia e dotazioni richieste sulle vetture più piccole. Di conseguenza, i costruttori potrebbero contenere i costi di produzione e mantenere più basso il prezzo finale. Questa nuova classe omologativa europea rientra nel progetto delle cosiddette Small Affordable Cars (definite anche E-Car), e sarà introdotta attraverso una modifica del regolamento UE 2018/858. L’annuncio è arrivato alla fine del 2025, mentre i dettagli tecnici completi devono ancora essere pubblicati.
Dal punto di vista dimensionale, nella M1E rientrano vetture elettriche lunghe fino a 4,2 metri. Questo significa che la categoria comprende modelli dei segmenti A e B, quindi city car e utilitarie compatte già centrali nel mercato europeo. Non si tratta dunque di una trasposizione delle kei car giapponesi, ma di una categoria a metà tra i quadricicli e le altre auto. L’obiettivo è duplice. Da un lato l’Unione Europea vuole favorire la diffusione di modelli elettrici con prezzi di partenza indicativamente compresi tra 15.000€ e 20.000€. Dall’altro intende aiutare i costruttori a raggiungere i target di riduzione delle emissioni di CO2 previsti dopo il 2035.
Uno degli strumenti chiave è il meccanismo dei cosiddetti super crediti. Nel calcolo delle emissioni medie di flotta, la vendita di una vettura M1E non varrà 1 ma 1,3, aumentando il peso positivo di questi modelli nel bilancio complessivo del costruttore. Le regole dovrebbero restare in vigore per dieci anni, offrendo una certa stabilità normativa e incentivando investimenti mirati su elettriche compatte ed economicamente più accessibili.
Restano però interrogativi. I dettagli del nuovo quadro regolatorio non sono ancora stati definiti e i marchi attendono chiarimenti su quali norme verranno effettivamente riviste. Il punto è delicato. La discussione riguarda potenzialmente ambiti come sicurezza e specifiche tecniche, elementi che incidono sia sui costi sia sul posizionamento dei modelli sul mercato. Allo stesso tempo è stato precisato che la nuova categoria non prevede un ritorno ai motori termici per le piccole vetture.
La posizione di Hyundai
Secondo Hyundai, l’accumulo di normative introdotte negli anni ha contribuito ad aumentare il costo delle auto in Europa, rendendo complessa la redditività delle city car di segmento A e B. Diversi marchi, tra cui Dacia, BYD, Peugeot e Citroen, hanno già accolto con favore l’iniziativa, lasciando intendere possibili nuovi modelli elettrici. Hyundai invece mantiene un approccio prudente. Non conferma l’arrivo di una city EV attorno agi 17.500€ (15.000 sterline), ma richiama il successo della Inster come esempio di elettrica compatta che ha già trovato spazio sul mercato europeo.
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