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Quanto guadagna un operaio Tesla? Gli stipendi proposti da Elon Musk

Inserire nel proprio curriculum una esperienza in Tesla può essere un ottimo biglietto da visita nel mercato del lavoro 2.0

Quanto guadagna un operaio Tesla? Gli stipendi proposti da Elon Musk
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 30 mar 2026

Il futuro dell’automotive dovrebbe essere in salsa green almeno in molte zone sviluppate del mondo. Elon Musk ha bruciato tutti sul tempo con le proposte alla spina Tesla, cavalcando un hype smodato negli anni scorsi. I progressisti hanno cominciato a considerare le auto elettriche americane come uno status symbol, poi qualcosa è cambiato con l’appoggio del miliardario di origini sudafricane a Donald Trump. Alcune uscite pubbliche infelici e una gamma che non si è saputa rinnovare nel tempo hanno inclinato le certezze dell’azienda con sede a Fremont.

Nel 2025 gli obiettivi di Musk sono stati disattesi. Tesla ha venduto 1.636.129 veicoli a livello globale, marcando un calo dell’8,6% rispetto al 2024 e registrando una flessione soprattutto sul mercato europeo. Nell’intero esercizio 2025, il fatturato annuo complessivo è calato del 3% a circa 94,827 miliardi di dollari a fronte dei 97,690 miliardi del 2024. L’utile netto si è attestato a quota 3,794 miliardi di dollari, pari ad un crollo del 46%.

Lavorare per Elon Musk conviene ancora?

Negli Stati Uniti un operaio Tesla guadagna tra i 22 e i 39 dollari all’ora, ovvero circa 20-36 euro. Si tratta di cifre che superano il salario minimo previsto nei singoli Stati americani. In California il minimo è fissato a 16 dollari l’ora, mentre in Nevada può scendere fino a 10,25 dollari. Gli stabilimenti dove si guadagna meno sono la Gigafactory in Texas e quella in Nevada, ma anche in questi casi la retribuzione rimane al di sopra della soglia minima locale. Fare una esperienza nelle fabbriche che producono Tesla può aprire tante altre porte.

La Casa americana non sta vivendo un periodo florido nemmeno in borsa. Le azioni Tesla hanno subito un calo e, a livello mondiale, non esistono dei dati precisi sui guadagni netti dei dipendenti. Nella Gigafactory di Shanghai, il principale hub produttivo per il mercato asiatico, i salari potrebbero essere decisamente inferiori rispetto agli Usa o a Germania, dove ha sede a Barlino l’unica factory che produce in Europa a Model Y, l’auto elettrica più rappresentativa della gamma Tesla.

Il rapporto con i lavoratori

Non sono mancati gli scioperi degli operai Tesla in Germania per le condizioni contrattuali meno favorevoli rispetto agli standard americani. Per anni Elon Musk ha spinto su innovazioni tecnologiche e una immagine futuristica, ma dietro al successo vi sono delle ombre. Le condizioni di lavoro all’interno delle Gigafactory della Casa costruttrice di EV sono state più volte messe sotto accusa, a causa di ritmi intensi, infortuni denunciati e una forte resistenza dell’azienda alla sindacalizzazione.

Le tensioni geopolitiche legate alle scelte politiche di Musk, favorevole alla rielezione del presidente Usa Trump, hanno ulteriormente inclinato l’immagine perfetta di un marchio in ascesa. Il trattamento dei lavoratori, al di là degli stipendi, è uno degli elementi più critici del mercato dell’automotive attuale.

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