Terna, a settembre consumi elettrici in leggera crescita. Rinnovabili al 38,4%
Continua il recupero della produzione idroelettrica
Nel mese di settembre 2023 c'è stata una crescita dei consumi elettrici dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2022. Questo è quanto emerge da una nuova fotografia scattata da Terna sul fabbisogno di energia mensile dell'Italia. Dunque, complessivamente, nel mese di settembre, la domanda di elettricità in Italia è stata pari a 26,2 miliardi di kWh.
Guardando al periodo gennaio-settembre 2023, la richiesta di energia elettrica in Italia è in calo del 4% rispetto allo stesso periodo del 2022. Anche a settembre, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale ha calcolato l’indice IMCEI che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”. Tale indice, nel mese preso in considerazione, mostra una variazione negativa pari a -0,9%. Nei primi 9 mesi dell'anno, l'indice IMCEI mostra una flessione del 4,8%.
In termini congiunturali, il valore della richiesta elettrica, destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura, risulta in leggero calo dello 0,5% rispetto ad agosto 2023. In crescita, invece, la variazione congiunturale dell’indice IMCEI (+3,2%). Guardando i dati a livello territoriale, nel mese di settembre la variazione tendenziale è risultata ovunque positiva, ma differenziata: +0,1% al Nord, +1,4% al Centro e +0,9% al Sud e nelle Isole.
BENE LA PRODUZIONE IDROELETTRICA
Entrando più nel dettaglio del rapporto di Terna, in Italia, nel mese di settembre, la domanda di energia è stata soddisfatta per l'86%, con la produzione nazionale. Il 14% restante, invece, è stato soddisfatto dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. La produzione nazionale netta è risultata pari a 22,7 miliardi di kWh, valore del tutto simile a quello dell'anno precedente.
A settembre, le rinnovabili hanno coperto il 38,4% della domanda elettrica (30,7% nel mese di settembre 2022), pari a 10,1 miliardi di kWh. La produzione è così suddivisa: 35,9% idrico, 29,8% fotovoltaico, 16,4% eolico, 13,5% biomasse e 4,4% geotermico. Terna evidenzia un forte calo della produzione termica in Italia con un -12,6% rispetto allo stesso mese del 2022. Guardando ai primi 9 mesi del 2023 si registra addirittura un calo del 16,2% per l’effetto combinato di contrazione della domanda, crescita della generazione rinnovabile e dell’import. In particolare, è rilevante il calo della produzione a carbone: -50,9% rispetto a settembre 2022, -29,8% da inizio 2023.
Complessivamente, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale evidenzia che nei primi 9 mesi dell'anno, l’incremento di capacità delle rinnovabili in Italia è stato pari a 3.911 MW, un valore superiore di circa 1.900 MW (+95%) rispetto allo stesso periodo del 2022. Guardando agli ultimi 12 mesi (ottobre 2022 – settembre 2023) l’incremento di capacità installata è stato pari a 4.936 MW.
Infine, Terna evidenzia che prosegue il recupero della produzione da fonte idrica (+74,7%) e la crescita del fotovoltaico (+24,7%). In aumento anche la produzione da fonte geotermica (+1,1%). In flessione, invece, la produzione da fonte eolica (-4,4%).
Scusa ma non ti capisco
Secondo me non ha senso fare il confronto tra un auto elettrica appena uscita dalla fabbrica ed un catorcio diesel euro zero di vent'anni fa.
Siamo tutti d'accordo che non ci sia paragone.
La vera domanda è se sia giusto bloccare il naturale avanzamento della tecnologia termica (e soprattutto ibrida) a favore esclusivo delle batterie.
Giusto per chiarire, io non ho nulla contro le macchine a pile, finché restano un alternativa di nicchia, aspettando qualcosa di realmente sostenibile.
Ma orami è diventato un business a cui nessuno vuole più rinunciare.
Bello vedere quanto si conti tutto in una tecnologia e solo qualcosa nelle altre.... oggettivo
Fammi capire bene, il fatto che ne produciamo poca e siamo costretti a comprarla dall'estero in che modo ci rende più green?
Comunque io non ho mai detto che la benzina sia pulita, inquina come lo fanno le macchine a pile, anche se qualcuno non vuole ammetterlo.
Mai detto che l'energia accumulata nei Powerwall si debba mettere in rete: solo la sovrapproduzione, una volta caricati al 100% i Powerwall, va in rete, al netto dell'autoconsumo istantaneo.
Qui non si parla di vecchie norme, questo è un obbligo fiscale non secondario, rinnovato di anno in anno.
E la domanda molto semplice che ti faccio è: posto che quanto immesso in rete viene da sempre ed automaticamente tassato (sottoposto ad accise) attraverso la comunicazione diretta da parte del GSE all'ADM della quantità di energia prodotta, che senso avrebbe che invece la quota di autoconsumo serve dichiararla, se già il GSE, come mi hai detto, la conosce esattamente come conosce la quota riversata in rete?
Quello che a me aveva detto l'installatore, è appunto che l'autoconsumo dichiarato all'ADM (che il GSE non può conoscere e conteggiare autonomamente) entra ovviamente nel monte produzione nazionale elettrica che comunica Terna, mentre negli impianti domestici sotto i 20kw, non essendoci monitoraggio dell'autoconsumo né pee via automatica (GSE) né per via burocratica (ADM) non viene conteggiato l'autoconsumo nella produzione energetica nazionale.
Tu mi ha detto che non è vero, e io mi fido, ma se ci pensi, quanto mi ha riferito parrebbe molto più logico e sensato della tua affermazione su un possibile ed insensato rimasuglio di antiche norme.
Sono il 38,4% della domanda che concorre all' 86% prodotto in Italia, quindi quasi la metà di quello che produciamo è rinnovabile.
Domanda, sai quanta energia consumano le raffinerie per produrre il tuo amato carburante? Sai che in ogni raffineria è presente una centrale termoelettrica?
Così, per dire
Parlavo delle batterie dell'auto.
Mi fai morire.
Ci sono rimasugli di vecchie legislazioni che sopravvivono perchè nessuno si ricorda di eliminarle.
Tesla Powerwall lo vendo, installo e attivo anche io, non può mai mettere in rete.
Mi sono semplicemente rifatto a quanto comunicatomi dal mio installatore, che è rivenditore ufficiale dei Powerwall Tesla per la mia provincia, e che di impianto domestici con accumulo ne ha installati una montagna. Mi ha detto che in ogni caso la potenza di impianto non può superare i 20kw, diversamente scatta l'obbligo di comunicazione alla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per il pagamento delle accise sull'energia prodotta.
Cosa che peraltro trova puntuale conferma (ho appena verificato) sul portale dell'Agenzia stessa, che spiega anche come sotto i 20kw, gli impianti sono esentati dal pagamento delle accise sull'energia elettrica prodotta, e sono altresì esentati dalla presentazione telematica, a marzo di ogni anno, della Dichiarazione dei Consumi Elettrici, presso la suddetta Agenzia.
Al che ho ritenuto ovvio desumere che se i valori di autoconsumo delle officine elettriche (comprese quelle domestiche, che sono dichiarate e censite, ma esonerate dalla dichiarazione e dalle accise) l'ADM li rileva, per le conseguenti imposte, dalla dichiarazione annuale del proprietario dell'impianto fotovoltaico, e non gli vengono trasmessi in automatico dal GSE che li legge (come tu mi dici) al contatore, nessuno li sapesse e li conteggiasse.
Mi sarebbe parso una follia, a livello sia di logica che di buonsenso, che il proprietario della "officina elettrica oltre i 20kw" dovesse perdere tempo a dichiarare quei dati alla ADM (che è un ente di stato, e come tale connesso agli altri enti di stato), quando l'ADM potrebbe rilevarli in tempo reale, e con precisione assoluta, dal GSE, come fa per quelli dell'immesso in rete.
Al che mi chiedo (e ti chiedo, dato che mi sembra tu sia preparato): perché l'ADM a questo punto obbliga a dichiarare a marzo solo il dato di autoconsumo, posto che invece il dato dell'immesso in rete glielo trasmette in automatico il GSE per l'applicazione delle accise, se anche il dato di autoconsumo il GSE (come tu mi hai spiegato in maniera piuttosto secca e brutale) è perfettamente in grado di rilevarlo e conteggiarlo, persino negli impianti esenti accise? Capisco che la burocrazia in italia è folle, ma qui saremmo ben oltre la follia, se hanno entrambe i dati!
Si capisce che non sai di che parli. La batteria domestica non immette mai in rete. Per immettere in rete da batteria occorrerebbe il comando da parte del distributore ma nessun inverter residenziale è comandabile. Peraltro dovrebbero pagarmi il servizio ancillare con una tariffa che però Arera e il GSE non contemplano per il residenziale. Si immette in rete solo da produzione fotovoltaica se la batteria e i carichi non assorbono abbastanza.
Hai visto il film sbagliato sull'argomento.
Si era capito che non conosci l'argomento, non era manco difficile informarsi. Peraltro non ci vuole molto a immaginare che la quota di autoconsumo non è irrilevante e va conteggiata, se così non fosse il dato dei consumi sarebbe falsato. Non serve la pratica all'agenzia delle dogane e non va accatastato.
Quel che importa poi è la definizione di potenza di impianto che è la minore tra la potenza di picco dei pannelli e la potenza nominale degli inverter di produzione (non quelli di retrofit).
In realtà non ho la minima idea di cosa tu stia dicendo, ed è un campo in cui francamente non mi interessa nulla approfondire la parte burocratica.
Se mi stai dicendo che anche la quota che va in autoconsumo degli impianti domestici (sotto i 20kw, non collegati all'agenzia delle dogane, mi pare) viene conteggiata nella produzione energetica nazionale complessiva, semplicemente bastava dirlo, non c'era bisogno di fare tutto 'sto cabaret di polemica.
Ma hai capito che produrre energia con il solare e caricare le batterie sono 2 cose ben distinte?
Il fatto che ti produci energia in casa non fa diventare magicamente sostenibile la ricarica perché prima di immetterla in rete l'hai usata per le batterie.
Prima della moda delle auto a pile gli incentivi erano sul fotovoltaico, ed è per questo che siamo arrivati a 38%, adesso incentivando l'acquisto di auto estremamente energivore abbiamo dovuto rimandare la chiusura delle centrali a carbone, che ad oggi vanno a manetta.
Il fatto che quando uno acquista un auto elettrica si fa anche il suo pannellino sul tetto serve solo a ripulirsi la coscienza, non cambia i numeri ufficiali riportati nell'articolo.
La produzione degli impianti fotovoltaici è misurata dal contatore M2, il bidirezionale di cui parli si chiama M1.
Trovi tutto nella CEI 0-21 e non hai manco la scusante che non potevi scaricarla perchè è gratuita. Da pagina 52 in poi c'è scritto a chiare lettere che hai detto una minkionata.
Se poi vuoi erudirti smettendo così di cianciare a vuoto sui social puoi andare sul sito ARERA e consultare il TIAD, visto che ci sei anche il TICA. Anche questa roba sul sito ARERA è disponibile gratis e senza registrazione.
Concordo e provo ad essere più preciso: questo è quello che produciamo con quanto fatto finora.
I soli tetti privati italiani potrebbero produrre la stessa energia che serve di giorno, con l'energia prodotta ma non consumata di giorno permettere l'elettrolisi dell'acqua scindendola in idrogeno e ossigeno, usare l'idrogeno prodotto di giorno e in estate (e stoccato) per alimentare le centrali a gas metano miscelandolo con l'idrogeno al 50% (turbometano). Questo processo aumenta il potere calorifero reale del metano (brucia meglio) e dell'idrogeno.
Risultato? Ridottissima dipendenza da fonti fossili. Per fossili intendo tutto quello che va estratto dal sottosuolo come carbone, petrolio, gas, uranio. Di conseguenza nessun commercio, nessun trasporto e nessuna guerra per l'energia.
In pratica con il metano Italiano e l'idrogeno prodotto per idrolisi avremmo la indipendenza energetica di fatto.
A quel punto il gas non costerebbe più nulla.
Non è il mio è quello di Terna.
Lo vedi il numerello in alto a sinistra? Ecco quello che io produrrei https://uploads.disquscdn.c... per alimentare l'auto andrebbe a finire li dentro,
Si ma quello è il tuo personale bilancio energetico.
Qui stiamo parlando di globale.
Non è obbligatorio comprare un auto elettrica per poter installare il fotovoltaico a casa...
https://uploads.disquscdn.c...
No perché le rinnovabile essendo aleatorie richiedono degli investimenti mostruosi per interconnettere tutta la rete europea per evitare blackout da troppa produzione o troppo poca.
Qua il calcolo si fa difficile.
Perdite Bassa Tensione=10%
Media tensione=5%
Alta tensione =(non ricordo..meno di 5%).
Diciamo quindi che tra il 5% ed il 10% va perso sulla rete. Ok, Sono d’accordo.
Una ibrida, però, si porta dietro tutto il termico (motore, scarico, fluidi, radiatore, componentistica, ecc). Quindi - se ci limitiamo a guardare la parte elettrica - l’energia la perdi con il maggior peso da trascinarti dietro (quanta non la so: però se tutto l’ambaradan pesa 300kg …penso che almeno il 10% di spreco ci sia).
Forse, ora il confronto sarebbe meglio farlo tra elettrico e termico, perché se ci metti dentro l’ibrido si complica tutto enormemente.
Tu potresti dirmi che è vero che c’è il motore, ma c’è meno batteria…andiamo avanti all’infinito. Interessante da sviluppare come ragionamento, ma prima si dovrebbe definire il confronto tra il ”bianco” e ”nero”. Il grigio dopo, questo ovviamente è solo il mio parere.
Il conto non cambia, quello diventa autoconsumo ma è sempre parte della produzione elettrica, viene conteggiato anche se non lo immetti in rete.
Un auto ibrida è molto più performante perché, oltre ad avere tutto quello che hai citato, si produce la corrente "in casa", senza gli sprechi del trasporto dalla centrale alla colonnina.
Certo con i pannelli solari a casa vai alla grande.
Però se non avessi l'auto elettrica potresti contribuire ad aumentare quel misero 38,4.
Nel mio caso sarebbe falso perchè produco la mia energia e la vendo pure in rete, ne venderei di meno e girerei "agratisse".
Invece mi basta leggere quello…
Aggiungerei che una macchina a “pile” opera , dopo l’entrata in esercizio, con motori che hanno il 95% di rendimento rispetto al 35% del termico (arrotondo).
Se ne risparmia di petrolio a regime (intendo equivalente di petrolio e mi riferisco a risparmi in joule …. non in euro che dipende anche dalle quotazioni ).
Non si può convertire questo risparmio (risorse fresche) in nuovi impianti fotovoltaici, eolici, ecc?
Forse a regime le “pile” riusciranno ad autosostenersi, con la maggiore efficienza della loro tecnologia ?
E non richiedono cambio olio, le pastiglie dei freni durano 10 volte è più, per non parlare di tutto l’indotto manifatturiero di parti e componenti meccaniche…che dovrà riconvertirsi.
E l’energia in frenata? Questa non è “fonte rinnovabile”. Va messa in conto.
Affrontare il discorso che fate è infinitamente più complesso è occorre fare calcoli molto estesi e multidisciplinari. È realmente molto interessante ma occorre avere pazienza e mettersi lì a ragionarci a lungo.
Ciao
Neanche il titolo hai letto
Informati meglio.
Si ad oggi abbiamo tante emissioni di anidride carbonica. Per ora CONTINUA a convenire l'elettrificazione, di tutto. Riscaldamento, piani cottura, auto. Dire che sia privo di inquinamento é falso... peró la strada non é sbagliata. I pani di transizione energetica sono complessi e anderebbero affrontati con piú serietá.
Ci sono anche paesi come la francia che emettono 20g ci co2e al KWh, che hanno una buona rete e producono piú energia di quella che consumano. Per chi sta lí il vantaggio dell'elettrico é enorme. Ma ci sono anche altri paesi come la svezia, finlandia, norvegia, islanda, che hanno ENORMI vantaggi ad elettrificare. Sulla germania avrei qualche riserva
Si ad oggi abbiamo tante emissioni di anidride carbonica. Per ora CONTINUA a convenire l'elettrificazione, di tutto. Riscaldamento, piani cottura, auto. Dire che sia privo di inquinamento é falso... peró la strada non é sbagliata. I pani di transizione energetica sono complessi e anderebbero affrontati con piú serietá
Non mettono dubbio che ci siano tante belle speranze.
Quello che non mi va giù e che stiamo spingendo a più non posso le auto a pile senza preparare prima il terreno.
Comunque mi hai confermato che ad oggi produrre nuova energia non è per niente green.
Spero che un domani si riesca a fare di meglio, ma la richiesta di energia va molto più veloce dei nostri progetti di conversione.
Un grandissimo professore. é un fisico, e spesso sono loro a dare i migliori contributi(si pensi solo alla fisica nucleare, in italia abbiamo Stefano Bono che sta portando avanti uno dei progetti piú promettenti in assoluto).
Un grande sostenitore del fotovoltaico, ho avuto anche modo di assistere ad un suo intervento nella mia universitá sotto consiglio del prof che cura le mie attivitá.
Il fatto é che lui sostiene una transizione a modello IAE, che prevede un raddoppio del carico di baseload coperto dal nucleare entro il 2040 in europa. Cioé insatallare una 70ina di nuovi reattori.
Inoltre la iea fa sta brutta cosa di mettere "others renewable sources" che non si sa cosa significhi ma che é poco pragmatico come approccio delegare cosí ad altre fonti generiche, consapevoli che difficilmete idroelettrico e geotermico possano crescere cosí tanto. Poi ci mettono anche i "fossil fuel" per un buon 15% della domanda.
Se questo é il modello di transizione energetica va benissimo, potessi firmare ora per avere una cosa simile, firmerei 10 volte. Per quanto personalmente preferisca altri modelli, questo ha il pregio di essere al 2040 e non al 2050. Insomma é una scelta super condivisibile. Il fatto é che non é un modello 100% rinnovabili, e questo va considerato
Ragionamenti un filo strutturati su questo blog sono sprecati. Come perle ai porci, con rispetto per i porci.
Non ti sto dando del def!c!ente. Giá che leggi prima di parlare mi fa pensae al fatto che sei tutto fuorché non capace di giudicare.
Studi ce ne sono molti lo so, uno l'hai pubblicato tu ed é molto recente. Quello studio é pubblicato da enti seri e non lo metto in dubbio. Quello in particolare é stato finanziato da persone ed entitá che hanno scelto una battaglia ideologica(e si vede chiaramente, altrimenti avrebbero finanziato studi diversi, si sarebbero chiesti non come decarbonizzare usando le tecnologie che piacciono a loro, ma come decarbonizzare e basta, nel modo piú veloce ed economico possibile).
Il fatto é che benché molto sintetico e generale, non entra nel merito delle cose, dá una inquadratura che é anche corretta. Il fatto é che poi lo studio va letto. Chi ha fatto lo studio ha messo sul piatto quello che servirebbe per fare quella transizione, non ha detto "questa transizione é molto sensata".
Leggiamo lo studio, e vediamo che NON ha senso fare quella roba.
Ci sono anche studi che invece entrano nel merito e si chiedono: Qual é la transizione piú efficiente?
Di particolare importante sono gli IPCC.
Per l'italia sono state individuati 3000 piani di transizione energetica validi al 2050, tutti ovviamente soppesando rischi per la salute, sicurezza, impatto sociale ed ambientale, impatto economico e fattibilitá di realizzazione. Di questi 3000 solo 18 se non vado errato sono basasti sulla produzione di energia 100% rinnovabile, e questi 18 sono quelli che hanno i risultati piú scarsi in termini di resa ambientale.
L'IPCC mette insieme climatologi, ingegneri energetici, fisici, statistici di tutto il mondo. Ed é uno degli enti piú autorevoli che esista. Se vuoi credi a loro
Questo dipende molto dagli stati. Paesi con enormi riserve naturali come islanda e norvegia giá ci sono,
poi ci sono i paesi industrializzati che sono molto piú complessi da gestire.
La germania ne é un esempio, ha puntato tutto sulle rinnovabili, piú di 500 miliardi di euro di debito, facendo lievitare di molto le bollette. Ha installato tantissimo biogas, per cercare di stabilizzare, da solo ha la stessa potenza di francia italia grecia e polonia messe insieme. Purtoppo peró nelle biomasse il grosso lo fanno il cippato e il materiale organico solido, rinnovabile sí ma molto inquinante.
L'altro ieri la germania su base di dati rilevati ha emesso poco meno di 12 volte la co2 della Francia. Non possiamo rilevare invece i dati sugli inquinanti.
Aggiungo inoltre che la francia produce molta piú energia di quella che consuma, mentre la germania importa molta energia da praticamente tutti i vicini, questo gli rende molto piú facile stabilizzare la rete.
é un processo lungo, richiederá ancora molti anni. Spero ci si arrivi anche se sinceramente non ne capisco molto il senso, visto che ci sono alternative piú facili ed economiche per la decarbonizzazione
Certo che ne abbiamo di capacitá di incrementare le centrali a gas.
Avevamo in progetto la riconversione di uno dei reattori di Enel Federico ||, sarebbe stato installato un Ansaldo GT36 da 560Mw circa se non vado errato.
C'era in cantiere(oramai é andato completamente a farsi ben3dire, in realtá erano previsti 2 ma un sito a cagliari era particolarmente avanzato nello sviluppo) siti produttivi a gas in Sardegna, per sostituire le due centrali e aumentare la produzione. Snam aveva giá messo sul piatto 240milioni di euro con cui aveva comprato mi sembra la golar artic.
Ci sono poi le centrali di monfalcone per il quale sito erano predisposti importanti aggiornamenti. L'attuale capacitá é meno di 400Mw ma ci sono due reattori spenti che erano previsti per il pasaggio a gas, con turbine Ansaldo di taglia piú piccola. Il resto dei reattori doveva essere convertito in una coppia di GT36 con CC unificato. Avrebbe determinato un aumento significativo della potenza.
Tutto questo é andato in vacc@ con la guerra in russia, che ha determinato uno stop a tutti i progetti a gas.
Le centrali a carbone hanno smesso di fornire energia elettrica come da contratto senza peró attivare le controparti, per questo gli altri reattori hanno subito un aumento dei regimi(alcuni invece hanno subito deleghe speciali ancora in vigore), e quindi é aumentato l'import.
Comunque, se quei del nord sono un attimo svegli, si darebbero una mossa tra comuni, regione, provincie con Eni o Enel a mettere sul piatto mezzo miliardo di euro per finanziare a tasso agevolato il terzo reattore di Krsko, con in cambio la garanzia di fornitura energetica minima a prezzi agevolati.
E potrebbero investire qualcosa di piú sulle interconnessioni e tirare giú quasi tutta la centrale di monfalcone, convertendo magari solamente le 2 unitá a carbone ancora produttive con una unitá a gas CC sui 700Mw di potenza stile edison italia
i numeri sono arrotondati ma facilmente reperibili. si ovvio doveva esserci ancora il boom industriale , il succo è che dal 1960 al 2008 circa si è sopperito alla domanda crescete solo con carbone gas e altre fonti fossili e in minima parte con geotermico e altre rinnovabili , certo se si pacciva il gas per pulito ci stà ma si poteva incentivare altro un pò prima a mio avviso
Beh, spero proprio di si. Almeno questo è l'intento. Bisogna puntare molto di più sul biometano e usare quello (insieme ad altre tecnologie come le batterie) per stabilizzare la rete.
Esatto.
Ripeto io non ho titoli per spiegare, però bisogna leggere chi scrive quegli articoli ed accertarsi delle qualifiche che ha per parlare di un dato argomento.
Potrebbero sbagliare anche loro, anche Einstein ha sbagliato, ma se non si potrà arrivare al 100%, di sicuro ci sono ampissimi margini di miglioramento.
Per sapere... Dottor?
Ok, quello che mi chiedo è, se si continua a spingere sulle rinnovabile, in Italia e in Europa, si arriverà a un punto dove potremmo avere energia pulita in abbondanza e quindi a prezzi più stabili?
Non mi ritengo un esperto per carità, ma la problematica principale è quella di stabilizzare l'energia prodotta dalle rinnovabili, metodi c'è ne sono, ma parliamo di parecchia energia qui, quella necessaria a mandare avanti una nazione
Quindi è solo una questione di volontà ed eventualmente di tempo, staccarsi completamente dalle fossili e quindi non dipendere da altri paesi non sarebbe male
Perdonami ma non mi sembra molto verosimile, da quando la Russia ha chiuso i rubinetti (e fatto saltare le condutture) la produzione di nuova energia con il metano non è un opzione (secondo me parlava di quella che già si produce, ma che è già utilizzata).
Senza contare che non siamo nemmeno in grado di metterci d'accordo sulla posizione del nuovo rigasificatore.
Ad ogni modo, se fosse davvero possibile aumentare la produzione di energia elettrica da centrali a gas, saremmo stati davvero stup1di a non farlo prima, e a tenere attive centrali a carbone ed olio combustibile.
E ci credo che aumentano i consumi...con tutte le auto elettriche che stanno vendendo, non si può più circolare...oppure molti stanno buttando i pannelli fotovoltaici montati 20 anni fa
E lui ti sta dicendo che quelle di fatto verranno caricate a gas, sempre meglio del gasolio
Non puoi essere serio, stai palesemente trollando...
Ma io non penso questo. Sto solo facendo un analisi dello stato attuale.
Se veramente possono coprire il 100% con le rinnovabili perché non lo fanno?
Forse perché gli incentivi per fotovoltaico ed eolico sono finiti nelle auto elettriche e colonnine?
Non sarebbe meglio chiudere le centrali a carbone prima di promuovere il consumo di energia?
Parlate di kwh come se fossero noccioline...
Attualmente la corrente viene prodotta bruciando petrolio.
Dai per favore.
Voglio imparare qualcosa.
Pendo dalle tue labbra. https://uploads.disquscdn.c...
Ma perché pensi che questo sia quello che le rinnovabili possono produrre in questo paese? Questo è ciò che sta producendo la potenza eolico-fotovoltaica che abbiamo installato DIECI ANNI FA, quando i costi livellati di queste fonti di energia erano il quadruplo di oggi. Poi abbiamo dormito per dieci anni confidando nel fatto che il gas era tanto conveniente, e ora ci ritroviamo così, in ritardo come al solito rispetto a paesi come la Germania che con le rinnovabili generano già il 60% dell'elettricità che producono. Se gli acquirenti di auto elettriche devono essere messi al corrente di qualcosa è che non devono farsi proprio il minimo problema, dato che se pure tutto il parco auto italiano fosse elettrico richiederebbe 76TWh in più l'anno ed Elettricità Futura, l'associazione di Confindustria che raccoglie i massimi attori nel campo delle rinnovabili, ha comunicato di poter installare con le nuove tecnologie 60GW di potenza eolico-fotovoltaica in soli tre anni, pari a 91TWh aggiuntivi all'anno.
Scusa ma non hai capito.
Sto parlando di nuove auto immesse oggi sul mercato, che non potranno essere caricate neanche in parte con energia da rinnovabili, perché è già tutta usata per altro.
Non meriti.
Illuminaci.
Siamo tutte orecchie...
Non ho mai detto di avere le capacità per giudicare.
Ho semplicemente spiegato che ci sono diversi studi di professori, di università, di istituti, di gente che mette nome, cognome e carica, che ci mette la faccia, che dice che si può fare.
Perché non credere a professori, ricercatori e credere invece ai commenti di Laqualunque su Disqus?
"L’autore di questo editoriale è Roberto Battiston, classe 1956, professore di Fisica sperimentale dell’Università di Trento, ex presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), impegnato da anni nella divulgazione dei dati scientifici spaziali per lo sviluppo della società e dell’economia. Ha coordinato progetti nel settore della fisica degli acceleratori al Cern, a Stanford e nello spazio"
Comunque, ho fatto 2 conti veloci a ritroso. Lui conta una densità energetica di 60w/m². È assurdo. Un dato che è proprio difficilissimo da realizzare perché è intorno al limite teorico massimo. Dovresti avere una potenza irradiante perfettamente angolata, fortissima e nelle giuste frequenze. Ovviamente con pannelli solari giganti (1Kwp+ modulo) in silicio monocristallino ad altissima purezza per efficienze intorno al 24% bifacciali tandem con un altro pannello simile. Pannelli con arsenurio di gallio o altri composti del genere.
Tutto questo in UN laboratorio senza tenere conto dell'affidabilità, dei costi, della sicurezza della scalabilità della effettiva fattibilità.
Guardando casi reali, in Germania la potenza media è sui 5w/m². Ora se noi iniziamo da domani a montare i pannelli e facciamo solo utility scale parliamo di qualcosa di più simile ad un 7w/m²(incontriamoci una densità totale, con superficie evitata e anche le interconnessioni, che poi nella realtà sono comunque necessarie).
Aggiungo che qui bisogna fare 136!! GW, non 36. Cioè molto di più. Sono tanti, veramente tanti.
Inoltre ci sono tanti altri problemi nell'articolo che hai pubblicato prima(cioè non problemi dell'articolo, quello sembra fatto bene. Ma nel cercare di realizzare un modello del genere).
1-> 15Gw di batterie in così poco tempo è una follia, e poi chi le paga? Chi ci guadagna sulla gestione?
2 -> l'articolo dà per scontato un modello con import all'8%. Se togliessimo quell'import dovremmo aumentare tantissimo le stime di tutto
3 -> le interconnessioni? La GB ha messo sul piatto 40Mld per le SOLE INTERCONNESSIONI per eolico offshore.
4 -> L'affidabilità della rete deve essere rivalutata, non è affatto una cosa scontata.
5 -> siamo già fuori tempo massimo per rispettare quelle scadenze(questo è un altro discorso) e nel mondo non esistono casi di sistemi di stoccaggio a livello DI RETE da GW di potenza. Non abbiamo ancora nessun esempio di questa tecnologia, sarebbero modelli FOAK.
Inoltre quanto costa tutto questo? Non solo farlo ma parlo proprio di energia. Quelle linee elettriche vanno gestite, c'è chi ci deve guadagnare, lo stoccaggio si paga. Dobbiamo pagare bollette salatissime?
Comunque, io in generale sono super favorevole all'eolico, on e off shore, solare rooftop e solare utility scale. Il fatto è che non ci dobbiamo raccontare le barzellette perché non è un approccio scientifico e ingegneristico. I problemi vanno analizzati per quello che sono
L'articolo è mascherato da paywall(in realtà prima l'ho aperto ma ora corriere ha deciso che devo abbonarmi).
Se c'è il paper del professore posso leggere direttamente quello ma l'ho letto per una frazione di secondo e non saprei come cercarlo
Ho risposto sopra
Ing.
Anyway, semplicemente richiederebbe una superficie adeguata mostruosa. 136Gw di UtilityScale sono alle attuali densitá medie per tecnologie commerciali che sono fattibilmente reperibili (fatto il conto prima io per difetto)non meno di 15 000Km²
La puglia intera fa 19 000Km², faccia un po' lei
T to per rispondere al tizio sotto che si burla senza dire chi è o da dove prenda i dati, un'altra lettura interessante:
https://www.corriere.it/pianeta2030/23_maggio_18/vie-fotovoltaico-italia-due-iniziative-tra-sicilia-sardegna-indicano-che-strada-giusta-cef80fc6-f49c-11ed-b7d9-7d259dd28bda.shtmlIn particolare questo passaggio:
"Un semplice calcolo mostra che il consumo italiano, circa 36 gigawatt di potenza media, potrebbero essere raccolti con 600 chilometri quadrati di superficie fotovoltaica. È tanto? È poco? L’Istat ci fornisce ad esempio la superfice delle aree industriali dismesse: 9mila chilometri quadrati, pari a circa la superficie dell’Umbria, una superficie quindici volte più grande di quella che servirebbe per una transizione solare del cento per cento!
Spiega.... Dottor?
Non é che cresce facilmente, devi fare nuovi impianti, le risorse naturali son quelle che sono
HAHAHAHAH 136 GW di solar utility scale.
Questo é un ottimo studio per capire che é una sciocchezza assurda fare una cosa del genere.
Devi investire, tanto. Siccome di fonti ad alto capacity factor ne abbiamo poche, escludendo gas e carbone(e olio etc...) ci sono Nucleare, idoelettrico geotermico e biomasse.
Idro e geotermico é quasi saturo, inoltre molti di questi impianti sono enormi e enormemente problematici, non sono piú i tempi in cui sgomberi interi paesi perché devi fare le dighe.
Le biomasse son poche, dovremmo piú che raddoppiarle(vai di inceneritori, biogeneratori per umido e rifiuto organico, biodigestori per gli scarti alimentari etc...) ma non sono comunque sufficienti.
Per un paese come il nostro o ti appoggi al nucleare o devi fare molto carico su gas e carbone. Siamo piú o meno ai livelli della germania(alta densitá, molta industria) con meno rinnovabili e piú gas. Dobbiamo importare il resto
Ma dove é piú affidabile? Ha un fattore aleatorio che é sia giornalierio che stagionale. Se parli di affidabilitá di produzione.
Se parli di affidabilitá degli impianti e della robustezza lasciamo stare proprio
Non ha nessuna garanzia di costanza. L'eolico fatto bene é molto piú affidabile.
Quella é la rinnovabile. Poi c'é un 14% di importazione che sono quasi totalmente Nucleare. Quindi siamo al 50% di energia pulita.
Aggiungiamo che il resto in italia é quasi integralmente gas, molto meglio del gasolio
Tipo i danni causati nella raffinazione del petrolio la dove non esistono standard si sicurezza, lo scarico che ogni anno causa l'effetto dello smog e l'aumento dei casi di tumore, la sua sebbene "marginale" contributo nei gas serra e il cambiamento climatico correlato?
Ah no aspe', confuso con le termiche
Forse sei il solito, eh ma il litio viene estratto dai pambini in afrika, vatti a vedere invece dove estraggono e raffinano il petrolio, no li sono dipendenti Apple a lavorare ....
Esattamente come oggi si ignorano i danni ambientali causati dalle macchine elettriche.
Sei tu che non hai capito un cazzo.
Tu si che hai capito tutto. Sei un genio. Mi domando perché non ti chiamano a fare le consulenze....
Ricordatevelo quando acquistate una macchina a pile pensando di salvare il mondo.
Una nuova auto chiederà nuova energia che non potrà arrivare dalle fonti rinnovabili, essendo già tutte utilizzate senza coprire neanche la metà del fabbisogno.
La popolazione cala ma i consumi aumentano.
Non sarà che i Friday For Greta in The Future sono più inquinatori di coloro che contestano?
In realtà non è detto, nelle utenze domestiche (ma anche nella pubblica illuminazione, per dire, o in molte aziende commerciali ed industrie) vengono sostituiti di continuo apparecchi e macchinari energivori, con altri più efficienti.
Allo stesso modo, anche grazie ai bonus 110/65/50, sono stati allacciati decine o centinaia di migliaia di piccoli impianti fotovoltaici domestici (sotto i 20kw), la cui quota di autoconsumo semplicemente sparisce dal totale dei consumi nazionali, non venendo registrata nei contatori bidirezionali.
E se consideri che le automobili completamente elettriche quest'anno saranno circa 235.000 (con una crescita di 70.000 unità sull'anno precedente), si direbbe che la temuta inadeguatezza della nostra rete elettrica sia un falso mito.
L'intera produzione dovrà essere integrata fra i vari paesi europei, o almeno così dicevano.
Però di studi che dicono che è fattibile un 100% rinnovabili senza fossili e nucleare ce ne sono.
Non so dirti se hanno ragione, non sono nessuno per dirlo, forse loro sono un po' troppo ottimisti, ma ne parlano:
https://www.wwf.it/pandanews/clima/100-rinnovabili-al-2035-si-puo/Questo significa che l'industria è in recessione del 4% nello stesso periodo.
In giorni fortunati siamo arrivati anche al doppio circa.
Sarà sempre così, per noi e per gli altri. Siamo tutti interconnessi. Anzi, con le rinnovabili è probabile che tale cifra sia ancora più alta.
Bisogna spingere di più sul fotovoltaico, molto più affidabile dell'eolico.
Per farlo però bisogna ammodernare la rete elettrica e diffondere capillarmente quella di fibra ottica, per diffondere i contatori elettrici intelligenti.
Non interessa come cosa
Anche come CO2 l'Italia e messa bene meglio anche della Germania che ha 140gw di rinnovabili
Mi domando, ma non si riesce ( o riuscirà ) a coprire l'intera produzione di energia necessaria al paese tutta in Italia? magari con surplus da vendere all'estero? oppure non interessa come cosa? vedo sempre il fabbisogno è soddisfatto per un 85/86 per cento e da li non si schioda
Onestamente non so quanto sia veritiera questa affermazione, comunque negli anni 50 eravamo di meno, consumavamo meno energia, si ignorava completamente i danni ambientali legati alla costruzione di dighe
Chi quelli che pensano che auto elettriche contro ogni legge della chimica -fisica inquinano di più?
pensa che fino agli anni 50 era quasi tutta rinnovabile...
il problma [ che dal 1960 dove su 60.000gwh 40.000 erano rinnovabili (idroelettrici) si è arrivati al 2008 dove su 360 solo 60 erano rinnovabili, da li è sceso il consumo e sono aumentate eolico e fv ,
Peccato che la geotermia non cresca...
Fare queste analisi deve essere molto affascinante.
Al di la di che effetti ci sono con la spinta verso l'elettrico in tanti settori. sarebbe interessante vedere come la produzione cambi pulita o meno dai giorni di vento, pioggia, sole, temperatura ed ecc.
E il territorio italiano, pur non essendo molto vasto offre delle belle sfide per fare una analisi accurata di come si evolvono produzioni energetiche e consumi nel tempo.
vorrei dire che non è neanche un quadro disastroso per quanto riguarda le rinnovabili.