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In Europa 5 mila aerei elettrici e ad idrogeno entro il 2050

Il boom degli aerei elettrici e ad idrogeno consentirebbe a metà di questo secolo, una riduzione dal 12 al 31% delle emissioni di carbonio nell’atmosfera per i collegamenti aerei a breve e medio raggio tra i Paesi europei

In Europa 5 mila aerei elettrici e ad idrogeno entro il 2050
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 23 set 2024

Non solo i trasporti su gomma, anche il settore dell'aviazione sta lavorando per ridurre le emissioni per rendere l'utilizzo degli aerei più sostenibile. Nel corso del tempo abbiamo visto diverse soluzioni proposte da alcune aziende che stanno lavorando su aerei elettrici o su velivoli alimentati da idrogeno. Il lavoro da fare è ancora molto ma nei prossimi anni la situazione potrebbe cambiare.

A guardare con fiducia al futuro è la Alliance for Zero-Emission Aviation (AZEA), alleanza pubblico-privata creata nel 2022 dalla Commissione Europea per coordinare gli sforzi degli attori dell’industria aerea verso la decarbonizzazione.

BOOM DEI VOLI GREEN

Dunque, secondo AZEA, entro il 2050 in Europa saranno immatricolati almeno 5 mila nuovi aerei con motori elettrici o a idrogeno. Cifra che potrebbe salire addirittura a 23 mila potenziando le politiche di sostegno alle tecnologie sostenibili nel settore dell’aviazione. In questo modo, secondo l'Alleanza, sarebbe possibile arrivare a metà di questo secolo, ad ottenere una riduzione dal 12 al 31% delle emissioni di carbonio nell’atmosfera per i collegamenti aerei a breve e medio raggio tra i Paesi europei.

Proprio il tema del boom dei voli green sarà al centro di “Air Mobility Show”, la seconda edizione del salone dedicato ai droni, alla mobilità aerea e all’aviazione elettrica, che si svolgerà dal 16 al 18 ottobre all’interno della fiera internazionale “ZeroEmission Mediterranean 2024” alla Fiera di Roma.

Secondo le previsioni di AZEA, entro questo decennio nuovi velivoli elettrici, ibridi o a idrogeno entreranno nel mercato dell’aviazione generale, dei collegamenti di linea regionali e nel settore degli aerotaxi a decollo e atterraggio verticali. Inoltre, per il 2030 arriveranno sul mercato aerei elettrici passeggeri di maggiori dimensioni. Si prevede poi che dopo il 2040 dovrebbero entrare in servizio grandi aerei di linea a lungo raggio alimentati a idrogeno.

Si tratta ovviamente di previsioni ma il futuro di queste tecnologie sarà approfondito nel corso del salone nel convegno internazionale “Volo futuro: prospettive dell’aviazione elettrica e sostenibile” che si terrà il 16 ottobre. Sicuramente ci sono diversi progetti su aerei elettrici e ad idrogeno. Sarà da capire se lo sviluppo permetterà di renderli commercialmente disponibili secondo quanto pronosticato. Sicuramente ne capiremo di più nel corso del tempo.

Durante il salone si svolgerà anche la “Roma Drone Conference”, decima edizione della conferenza professionale di riferimento sul settore dei droni e della mobilità aerea innovativa, che avrà luogo giovedì 17 ottobre.

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Commenti Regolamento
A
Alessio 01 Jan 1970 @ 00:00

Motori e carburanti e serbatoi che devono lavorare ad alte quote e basse temperature, altro che testarli a terra

T
The_Th 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti, pensa che per progettare un aereo attualmente ci vanno almeno 10 anni, e parlo di un aereo che usa motori tradizionali, con serbatoi già collaudati, con sistemi in uso da anni e anni.
Figurati rifare tutto da zero, motori, serbatoi, sistemi di alimentazione, tutto. Oltre al tempo servono sforzi economici enormi.

A
Alessio 01 Jan 1970 @ 00:00

Se pensiamo ai recenti problemi della Boeing con i suoi 737 MAX e stiamo parlando di un colosso mi viene da ridere o piangere ' a pensare ad aerei che devono essere progettati da zero a partire dai motori, anche quelli utilizzando una differente alimentazione necessiteranno di ore ed ore di prove a terra per le certificazioni, poi ore ed ore in volo.

T
The_Th 01 Jan 1970 @ 00:00

Cifra finanziata? Cioè quei 2,3cent sono al netto di incentivi statali?

T
The_Th 01 Jan 1970 @ 00:00

Idroelettrico è da sempre considerato rinnovabile.
Nuke è ecosotenibile, e loro hanno decine di reattori in costruzione (oltre a molti in funzione), loro si gli obbiettivi 2050 nostri li centrano, probabilmente con discreto anticipo. Noi continuiamo a bruciare gas e carbone, e illudiamoci che mettendo due pannelli si risolve il problema.

T
The_Th 01 Jan 1970 @ 00:00

Finalmente leggo un commento sensato, in ogni settore va fatto qualcosa, e si può lavorare su più settori contemporaneamente.

T
The_Th 01 Jan 1970 @ 00:00

Quei paesi non hanno la possibilità di investire in ricerca, noi che siamo la parte forte del mondo possiamo anche farlo, e poi esportare a loro le tecnologie quando saranno diventate più economiche.

T
The_Th 01 Jan 1970 @ 00:00

Considerando che non ci sono sviluppi in corso di aerei di grandi dimensioni a idrogeno (a batteria nemmeno pesarci) direi che prima di 20 anni non si farà nulla, anche partendo oggi tra progettazione, prototipi, certificazioni e inizio produzione 20 anni vanno tutti, considerando che sarebbe anche qualcosa di nuovo mai fatto prima, con ogni singolo componente da ri-certificare.

T
The_Th 01 Jan 1970 @ 00:00

Hai la fonte di questo dato? Ah l'impianto si intende costruito con incentivi?
Ah comunque un elettrolizzatore non costa due spicci, e per generare un kg di idrogeno consuma 60kwh
https://www.rivistaenergia.it/2020/11/lirresistibile-leggerezza-dellidrogeno-1-coordinate-per-orientarsi-nel-dibattito/

T
The_Th 01 Jan 1970 @ 00:00

2,3 centesimi mettendo in conto cosa? Costo impianto? Costo manutenzione?
Poi il costo non è solo la corrente, ma anche l'impianto per l'elettrolisi, che non potrai far funzionare h24 365gg all'anno, quindi i costi dell'idrogeno finito aumentano.

T
The_Th 01 Jan 1970 @ 00:00

Si può ottenere da idrolisi vero, ad un costo 8 volte superiore il classico metodo dello steam reforming. Penso che questo basti a capire che non ha senso al momento.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

"Come puoi imporre" non è riferito ovviamente a te, ma a chi puo prendere delle decisioni.
Quindi possiamo decidere (non io e te, spero di non dover chiarire ulteriormente queste ovvietà) quale sia il modello più corretto, ma non possiamo imporlo all'India, alla Cina e neppure all'Inghilterra. Possiamo decidere cosa fare in UE, non fuori.

La transizione costa. Costa tanto. Tanto che facciamo fatica noi europei a sostenerla.
E noi (sempre inteso come noi appartenenti alla UE) la stiamo pagando con quanto guadagnato proprio grazie all'aumento della attività antropica con il conseguente aumento della CO2. Con che soldi se la pagano quei Paesi che ad oggi non hanno goduto dell'era industriale ma che al contempo soffrono per i cambiamenti climatici?
E c'è della giustizia in questo, a prescindere dal fatto che diminuire le emissioni convenga a tutti?

E in modo pacato ti chiedo: a che serve scrivere con quel fare polemico? Io scrivo ciò che penso sia funzionale a spiegare il mio ragionamento su un argomento che hai trattato a mio avviso in modo superficiale.

R
RavishedBoy 01 Jan 1970 @ 00:00

Devono crescere, se ci riescono, utilizzando un modello al passo coi tempi.
100 anni fa non si parlava di riscaldamento è globale, quindi cosa pretendi?
Oggi è oggi.
1 mld e mezzo di persone non emettono quantità di CO2 ridicole neanche se stanno fermi.
Io non impongo niente, per chi mi hai preso?
Io non sono qui per imporre, ma solo per dire le cose come stanno.
E se vuoi mi controbatti su quello che ho scritto, no su quello che tu millanti che io vorrei fare o dire.
Zero fantasia e attieniti a quello che ho scritto.

A
Andrea 01 Jan 1970 @ 00:00

Naah, lo trovi sul Correttore Automatico dell'iPhone.

A
Andrea 01 Jan 1970 @ 00:00

Assolutamente, la mia era una visione più "realista" prendendo in considerazione anche fattori politici ed economici che molte volte non portano a fare le scelte migliori in termini di salute e ambiente.

Y
Yanav Jiqoike 01 Jan 1970 @ 00:00

Dopo che siamo falliti sulle auto, dobbiamo fallire anche sugli aerei, che tristezza…

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Tu hai scritto: "Ma secondo me anche loro vogliono ridurre la CO2 (anche perchè in Cina di inquinamento ci muoiono)"

Parliamo di transizione per la CO2, faccio discorsi sulla CO2.
L'inquinamento non centra nulla nelle scelte che ci hanno portato a questa transizione, anche l'articolo parla di un qualcosa fatto in considerazione della riduzione della CO2.

L'inquinamento cinese provoca praticamente nessun danno da noi. Le emissioni cinesi contribuiscono ai danni dovuti al cambiamento climatico.
Ovvero: l'inquinamento è localizzato, le emissioni di gas serra sono pericolose a prescindere da dove avvengono.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Ed io che ho scritto? :p (ho scritto "di inquinamento" non "di CO2")
Poi ovvio che vanno a braccetto dato che auto, stufe e centrali a carbone oltre alla CO2 producono anche polveri sottili e sostanze potenzialmente tossiche

Combattere l'inquinamento È una questione economica, dato che quando ci si ammala si pesa sullo stato sia direttamente (cure) che indirettamente (non produci), e lì non parliamo di una manciata di migliaia di morti silenziose (con tanta pace per i NO-BEV) come in Italia

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Credo che valga per molti di quei 400 il fatto di aver voluto attingere nel momento in cui si poteva.
Ovviamente è una impressione derivata dalla loro regolamentazione e dai numeri in ballo.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

In Cina muiono di inquinamento.
Di CO2 non muore nessuno. La CO2 è un gas climalterante non è tossico. non è dannoso per l'uomo e puo far morire solo se sostituisce l'ossigeno. Ma moriresti per mancanza di ossigeno non per intossiazione da anidride carbonica.

Puntano sulle FER per questioni economiche, non centra nulla il resto.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma secondo me anche loro vogliono ridurre la CO2 (anche perchè in Cina di inquinamento ci muoiono), motivo per cui stan puntando moltissimo sul rinnovabile e sul diventare venditori anzichè produttori (ovviamente al momento producono comunque in casa, ma se ad esempio Xiaomi domani producesse in India, l'impatto economico sarebbe minimo)

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Ripeto: sono scelte. Noi stiamo andando in crisi in alcuni settori (automotive su tutto) per le nostre scelte volte alla riduzione delle emissioni di CO2.
E' un problema che considero inferiore a quello relativo al sopravvivenza e prosperità del genere umano (arrivando agli estremi del ragionamento ovviamente) e quindi rimangono scelte.
Senza indicare cosa sia giusto o meno, che è la parte più difficile da valutare con obiettività e rigore scientifico.

=
=METTEK= 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi alla fine non ci credevano ma approfittavano dei fondi dello stato. Non mi sorprende che falliscono era già previsto. Al contrario i marchi che ci credono vanno eccome.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Alla fine la Cina campa di quello, se smettesse di produrre per gli altri andrebbe in default in tempo 0 (a meno che non diventi leader del settore in tutti i campi, come sta effettivamente cercando di fare)

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Giusto per mantenere lo status quo. Va giusto bene che siamo dal lato fortunato.

Ma per quale motivo un paese più arretrato (diciamo l'India o i paesi africani) dovrebbe rinunciare a crescere sul modello utilizzato da tutti gli altri? E perchè loro che ad oggi hanno emesso quantità di CO2 ridicole rispetto ai paesi industrializzati?
E poi come glielo imponi?
"Esportando" la democrazia forse?

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

400 aziende in pochi anni.
Vi è stata ovviamente una bolla in quel settore.

Questo non significa che chiunque abbia lì investito lo abbia fatto con l'idea di approfittarsene, ci sono aziende che lo hanno fatto credendoci.

M è innegabile che qualcosa sotto ci sia stato che ha portato ai numeri indicati. E io credo che quel qualcosa era l'approfittarsi dei fondi "regalati" dallo stato.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Il 100% da FER forse non è utopia. E' utopia pensare che in tempi ragionevoli possa bastare il 100% da FER per sostituire tutte le fonti fossili ed evitare problemi legati alla loro intermittenza.
Sostanzialmente non sono in disaccordo su ciò che dici, solo un appunto a mio avviso. Quando dici <<quindi per="" loro="" (la="" cina)="" si="" parlerà="" sempre="" di="" paese="" con="" più="" emissioni="" di="" co₂="">> trovo che, come ho detto sopra, ciò sia sostanzialmente vero, ma il frutto di una loro decisione e non la conseguenza di altro.
Restano quindi scelte. E le scelte potrebbero essere "facilmente" cambiate. E' molto più difficile cambiare le conseguenze.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Dipende quali sono le tue priorità. Produrre ad ogni costo o ridurre la CO2. Sono sempre delle scelte e non delle conseguenze.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutto grazie alla bombola di nailon ad alta resistenza che verrà inventata entro il 2047.

B
BerlusconiFica 01 Jan 1970 @ 00:00

XD

B
BerlusconiFica 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci risiamo ahahah

v
virtual 01 Jan 1970 @ 00:00

Dimentichi ChatGPT e le altre IA!

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo fanno il rifornimento in volo ?

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Fuffa con impatto ambientale praticamente nullo. Incentivassero i treni come vero sostituito green dei voli di corta/media distanza l'impatto sarebbe sicuramente più immediato

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Se almeno incentivassero i treni..la soluzione per le medie distanze sarebbe perfetta.
Ma se mi costano il doppio di un volo o non sono affidabili non ha senso sceglierli

R
RavishedBoy 01 Jan 1970 @ 00:00

Più che da quelli, visto che il riscaldamento è globale, si parte dai Paesi sottosviluppati che inquinano come forsennati.
Poi si passa agli Stati civili che hanno già ridotto di moto le emissioni.

Principio dei Diminishing returns

R
RavishedBoy 01 Jan 1970 @ 00:00

"compagnie aeree che utilizzano ancora dei Boing"
Dov'è, sul 49?
O mi confondo con Cartoonito?

R
RavishedBoy 01 Jan 1970 @ 00:00

Per quella data gli aerei di linea non esisteranno più.
Ognuno avrà il suo aereo a idrogeno o a batteria.

(Quando si parla del futuro ognuno può scrivere quello che vuole. Chi può dire:no, non è vero?)

R
RavishedBoy 01 Jan 1970 @ 00:00

Per il metano di sicuro.

R
RavishedBoy 01 Jan 1970 @ 00:00

Va bene.
Me lo segno e terrò il conto
Poi nel 2050 ci vediamo sempre su questo blog e verifichiamo se ha scritto una cosa vera.

T
The_Th 01 Jan 1970 @ 00:00

Bella l'idea dell'idrogeno, ma fino a quanto lo otteniamo dal metano direi che non c'è sto grande vantaggio.

T
The_Th 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh un aereo non lo cambi perché è uscito il modello con dua aggiornamenti, ma visto il costo lo tieni per tutta (o quasi) la vita operativa.
Poi ad oggi non esiste un aereo di linea elettrico/idrogeno con tutte le certificazioni, quindi minimo minimo si parla di qualcosa di commerciale tra 15/20 anni.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Vero, con 5000 ultraleggeri elettrici risolveremo il problema. Daje!

T
Twentyseven 01 Jan 1970 @ 00:00

Mmmh.
No.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

La verità è una: si guardano le %, che sono quelle di seguito:

https://uploads.disquscdn.c...
Il buon senso dice che si inizi da già che rappresenta il 50%, non dal 2.5% di un 14%. Soprattutto se per il 50% citato non si sta ancora facendo praticamente nulla (o quasi).

Tra l'altro qui si parla di 5000 aerei di piccole dimensioni, il nulla cosmico.

T
Twentyseven 01 Jan 1970 @ 00:00

A prescindere da quale sia la verità, ogni qual volta si tocca un determinato campo di applicazione c'è l'ignorante (senza offesa eh) che dice che quel campo di applicazione non conta nulla e che bisogna partire da altro.
NO
Il buon senso dice di partire ovunque e in ogni campo. Andiamo lentamente con auto elettriche, case green, ridiciamo le spedizioni, facciamo tutto riciclabile.

Esempio: se io getto la buccia di banana dal finestrino e il mio amico getta l'intero sacco dell'umido, dobbiamo smetterla insieme. Non è che la mia buccia conta di meno.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh beh, l'intero pianeta produce lì, è un tantinello difficile ridurre la CO2 in quelle condizioni

A
Andrea 01 Jan 1970 @ 00:00

C'è da dire pure che produrre il 100% del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili è pura utopia, se non affiancando quelle già oggi vengono considerate "pulite" al ben più efficiente nucleare.

Entro il 2050 magari si avrà anche la commercializzazione della fusione nucleare, così da mettere a tacere definitivamente la diatriba su questo tipo di fonte energetica.

Tuttavia, parliamo della Cina che richiede un fabbisogno energetico ben diverso dall'Europa o anche dagli USA, quindi per loro si parlerà sempre di paese con più emissioni di CO₂, indipendentemente dagli sforzi per produrre energia da fonti rinnovabili.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh no caro mio, ci sono cose che singolarmente contano molto, come il riscaldamento privato / industriale e gli allevamenti intensivi. SI parte da quelli più alti in %, non a quelli inferiori.

=
=METTEK= 01 Jan 1970 @ 00:00

Una azienda su quante in Cina? Guarda che se una startup fallisce non è una bolla che esplode. Ma se sei convinto tu vai tranquillo.

T
Twentyseven 01 Jan 1970 @ 00:00

L' aviazione non conta nulla,
le caldaie non contano nulla,
le auto nn contano nulla,
questo non conta nulla,
ecc
le industrie nulla
ecc
l'oggetto n. 94353 non conta nulla.

Chiaro se prendiamo tutto singolarmente niente conta nulla.

Ma bisogna pur partire da qualche parte, rosicando qua e là. Altrimenti non cambierà mai nulla.

Non è un concetto difficile da capire eh

A
Andrea 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci sono delle compagnie aeree che utilizzano ancora dei Boeing o degli Airbus di 20 anni fa e in media le flotte aeree non vengono aggiornate completamente prima di 25/30 anni.

Se anche dovessero avere un aereo di linea elettrico/idrogeno già pronto adesso, comunque non entrerebbe a regime nelle flotte delle compagnie aeree non prima di 20 anni. Ragion per cui, questi 5 mila nuovi aerei entro il 2050 serviranno come terreno di prova per capire a che punto sarà la tecnologia nei prossimi anni, prima di auspicare uno completo switch entro la fine del secolo.

Come suggerisce anche l'articolo, inoltre, entrano in gioco anche incentivi e politiche mirate a supportare questo passaggio a tecnologie nuove e meno inquinanti.

E
Evpundit 01 Jan 1970 @ 00:00

FALSO ma i gretini ci credono.

https://uploads.disquscdn.c...

Il 35% di rinnovabili è falso. Nel 35% sono incluse idroelettrico, che è rinnovabile se non c'è siccità, e soprattutto nucleare, che non è rinnovabile. Solare ed eolico, seppure in crescita, sono molto stagionale ed intermittenti per cui inaffidabili.

Nella prima metà del 2024 causa un calo della produzione industriale marcato dovuto alla recessione cinese di cui nessuno parla le % variano un po' ma vedremo il consuntivo a fine anno, comunque carbone, fossili, nucleare, idroelettrico e biomasse fanno da padrone malgrado la crescita di solare ed eolico.

https://www.reuters.com/mar....

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Un bel malloppone.
Famoso per la scrittura "a flusso di coscienza"

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi manca. Però mi fido ;-)

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Credo che peròconsiderarli green sia una forzatura sotto qualunque aspetto.
Hanno tantissime FER soprattutto con l'obiettivo di domiare quel mercato a livello mondiale, cosa legittima dal loro punto di vista sia chiaro, ma che non direi viene fatto con scopi legati all'abbattimento della CO2 per la quale mi pare non abbiano nessun tipo di indicazione sulla strada che intendono percorrere per decarbonizzare la loro società.

In effetti sono poi, tra le più importanti economie mondiali, l'unica che anno su anno aumenta le emissioni di CO2 invece di diminuirle.

E
Evpundit 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, a parte il fatto che la fisica e la chimica delle batterie impedisce il volo in modo economico causa il fatto che la densità energetica delle batterie è risibile rispetto al cherosene e qualunque altro carburante. Quindi in sostanza non se ne farà nulla. Un'altra ecostronhzata da propaganda

A
Alessio 01 Jan 1970 @ 00:00

5mila velivoli in 25 anni, 200 aerei ogni anno in Europa. Poi a leggere l'articolo voglio proprio vederli gli aerei di linea per le lunghe percorrenze ad idrogeno nei prossimi 15 anni. Si prevede che ... dice tutto.

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Più l'Ulisse di joyce

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Non so...
Boeing o Airbus hanno delocalizzato in China negli scorsi anni?

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Ha anche il 35% di produzione da rinnovabili, in crescita di anno in anno

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi pare di essere entrato nell'Odissea moderna 2.0.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Però è vero, non puoi aspettarti di cambiare l'intera flotta aerea mondiale dall'oggi al domani, e di certo non puoi aspettarti di iniziare dagli aerei di linea

A
Alessio 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh, 400 produttori non ha alcun senso. Non sarebbero sostenibili gli investimenti necessari, nemmeno con gli aiuti di stato. Alla fine è ed era prevedibile che ci si ridurrà ad una manciata, quelli che o hanno altri business o che sono nel settore dell'endotermico. In Italia anche si va avanti solo con gli aiuti di stato, la FIAT è andata avanti per decenni grazie alla Cassa Integrazione e/o agli incentivi per le rottamazioni. La differenza sta che in Italia la FIAT e le altre case quando poi c'erano gli utili mica li restituivano allo stato, si facevano dei dividendi faraonici.

E
Evpundit 01 Jan 1970 @ 00:00

La Cina è quel paese dove il 65% dell'elettricità è prodotta col carbone, e dove il carbone viene portato dalle miniere alle centrali in camion diesel mentre prima lo portavano in treno ma ora non più perché i treni merci sono stati sostituiti con treni ad alta velocità inutili per il traffico cargo

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

L'aviazione già di per se rappresenta una % ridicola di emissioni di CO2 sul totale.

https://uploads.disquscdn.c...

A
Alessio 01 Jan 1970 @ 00:00

5mila velivoli entro il 2050 è un numero ridicolo, tenendo conto che nessuno di questi velivoli sarà un aereo di linea, quindi immaginate quale irrisorio impatto potrà avere sulle riduzioni di CO2, se poi la mettiamo sul meglio di nulla o sul da qualche parte serve iniziare allora va bene tutto e siamo felici

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sanno fare le auto elettriche figuriamoci gli aerei...ah è vero l'auto volante

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

La società madre del marchio di veicoli elettrici HiPhi, la Human Horizons, però, ha dichiarato bancarotta in Cina. La start-up di veicoli elettrici è a corto di liquidità e non è riuscita ad attrarre gli investimenti necessari per andare avanti nella produzione, che già a febbraio 2024 è stata sospesa.

La bolla delle auto elettriche inizia a sgonfiarsi
400 produttori cinesi di auto elettriche hanno fallito negli ultimi anni poiché Pechino ha ridotto i sussidi all’industria aumentando i mandati di produzione.

Tutte quelle che non falliscono è perché lo stato gli versa montagne di soldi in un pozzo senza fondo

E
E K 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli allarmi sul cambiamento climatico esistono da fine anni '70, direi che ci si muove moooolto lentamente. Quando peró si inizia, ovviamente si pestano i piedi a chi vuole tutto e non vuole concedere nulla (ovvero i normali cittadini, mediamente ignoranti, mediamente abbienti, molto viziati, troppo comodi per rinunciare a qualcosa).

X
X Wave 01 Jan 1970 @ 00:00

Se la Cina che va più in fretta di noi ci frega anche questaobusiness poi non viaggi perché sarai disoccupato

E
E K 01 Jan 1970 @ 00:00

E male non farebbe.

Ps anche in bicicletta (non elettrica).

X
X Wave 01 Jan 1970 @ 00:00

Se non fai in fretta, la Cina ruberà il business come successo con le auto 👌

E
E K 01 Jan 1970 @ 00:00

Fuffa a chili e dove comprarla, ecco come riassumere questo articolo, se nessuno progetta o produce simili aerei, si puó volere tutto, ma non si avrá nulla.

Inoltre l'idrogeno, come viene prodotto ora, é un materiale incredibilmente inquinante.

=
=METTEK= 01 Jan 1970 @ 00:00

Le cinesi non mi pare stiano fallendo.

T
Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

A me sembra invece che stiano facendo tutto troppo in fretta, e a pagare il contro siamo sempre noi.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

teletrasporto per tutti entro il 2060

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

L'importante è che tutti siano a conoscenza che sia nessuno che qualcuno sanno tutto su tutto e che diranno qualcosa sulla qualunque e qualunque cosa sulla qualsiasi.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Da una parte si deve pur iniziare, non esiste purtroppo un pulsante magico che clicchi e tac hai giá fatto tutto al livello mondiale

L
Luigi Melita 01 Jan 1970 @ 00:00

Nessuno ha detto a qualcuno che nessuno ha niente da ridire su tutto. E qualcuno gli ha anche dato contro su alcuni dei punti citati da nessuno quando diceva qualcosa a qualcuno.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Tu ci voleresti su un aereo elettrico? Dai su...

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Non hanno fatto fallire nessuna auto, sono i produttori che non ne sono in grado di farle

T
Tsaeb 01 Jan 1970 @ 00:00

Ottimo, tra auto e aerei costosissimi non riusciremo più a viaggiare se non a piedi. Abbatteremo sicuramente la CO2.

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Aerei che naturalmente compreremo già fatti da qualcun'altro, così come l'idrogeno.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Ora dopo le auto faranno fallire pure gli ultra leggeri...
Per essere credibili dovrebbero bloccare i jet privati.

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Nessuno ha qualcosa da ridire su tutto.

G
Giulio 01 Jan 1970 @ 00:00

Spero nessuno abbia qualcosa da ridire anche su questo.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Almeno Actarus e sui amici saranno ben contenti, visto che si preoccupano cosi tanto dell'inquinamento degli aerei