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Un 2023 da record, Enel ha superato i 68 GW di produzione verde grazie ai prosumer

La potenza generata da impianti di piccola e media taglia collegati ad Enel è cresciuta vertiginosamente lo scorso anno, grazie soprattutto al cambio di mentalità dei clienti dell’azienda energetica italiana

Un 2023  da record, Enel ha superato i 68 GW di produzione verde grazie ai prosumer
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Redazione
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Pubblicato il 7 mar 2024

Enel Grids, la business line globale del Gruppo Enel dedicata alla distribuzione di energia elettrica, ha diffuso i dati relativi alla crescita delle installazioni di impianti FER durante lo scorso anno.

"La capacità rinnovabile complessiva di piccola e media taglia collegata alle reti Enel in tutto il mondo attualmente supera i 68 GW" si legge nel comunicato stampa dell'azienda, che ha evidenziato come questi risultati siano stati raggiunti anche in forza della sempre maggiore hosting capacity e all'elevato livello di digitalizzazione delle reti di distribuzione.

Il 2023 ha visto una crescita importante ed esponenziale delle connessioni di produttori e prosumer [neologismo inglese che indica la figura del produttore (producer) che è a sua volta anche consumatore (consumer), ovvero il privato che, pur avendo un contratto in essere per la fornitura dell’energia elettrica, sia al contempo proprietario di un impianto fotovoltaico], verso la rete di distribuzione di Enel, pari a circa 2 milioni di nuovi allacciamenti.

A giocare un ruolo importante sono anche le diverse iniziative promosse da Enel Energia per la produzione domestica di energia elettrica, come la nascita dello sportello "ViviElettrico" e il lancio di interessanti offerte per l'installazione di impianti fotovoltaici domestici.

UN’EUROPA SEMPRE PIU’ GREEN E INDIPENDENTE

In Europa, la cifra raggiunta è di quasi 540.000 nuovi allacciamenti, ovvero un aumento del 56% rispetto a quanto registrato nel 2022, a parità di perimetro, ovvero di aree occupate: la quota maggiore è quella italiana, che quotidianamente ha aggiunto circa 1.000 connessioni, arrivando a 360.000 nuovi allacciamenti e creando complessivamente 1,5 milioni di connessioni di produttori e prosumer. Ad oggi, Enel Grids ha collegato circa 39 GW alle sue reti di distribuzione in Italia.

A livello globale, ovvero sommando la capacità rinnovabile di tutti i sistemi di distribuzione nelle regioni in cui Enel opera, il 2023 ha aggiunto al portafoglio dell’azienda italiana 7,9 GW di potenza installata; il 90% di questa nuova potenza arriva dell’Europa (con il Bel Paese che contribuisce con 4,7 GW e la Spagna con 2,6 GW) mostrando la crescente volontà, da parte del Vecchio Continente, di diventare energicamente indipendente abbandonando al contempo l’utilizzo dei combustibili fossili, responsabili del cambiamento climatico, le cui conseguenze sono ormai evidenti, come mostrato dagli ultimi dati diffusi dall'ESA.

L’EVOLUZIONE DELLA RETE DI DISTRIBUZIONE ENERGETICA

I dati registrati da Enel Grids hanno messo in luce anche l’aumento di installazioni di sistemi di accumulo domestico, ovvero di batterie che vadano a “limare” l’intermittenza della produzione fotovoltaica; in questo modo i prosumer sono in grado non solo di modulare domanda e offerta, ma anche di gestire al meglio i propri consumi.

Gianni Vittorio Armani, Direttore Enel Grids e Innovability, ha dichiarato:

Ad oggi, in Enel ogni mese assistiamo a una media di 45.000 nuove connessioni di produttori e prosumer alle reti di distribuzione che gestiamo in tutto il mondo. Questi numeri da record evidenziano come la crescita della generazione rinnovabile nel mondo sia guidata non solo dalla produzione a livello industriale, ma anche da iniziative promosse dai clienti a livello locale che contribuiscono in modo significativo a ridurre il consumo di combustibili fossili e a generare elettricità a zero emissioni di CO2 . Molti prosumer installano anche delle batterie per rendere i propri consumi più flessibili e modulare domanda e offerta di energia. I prosumer, che rappresentano dei player chiave verso un nuovo paradigma di generazione distribuita, scelgono l'elettrificazione anche per cucinare e per il riscaldamento, oltre che per ricaricare i veicoli elettrici. Nel complesso, questa cultura dell'indipendenza energetica sta producendo un importante cambiamento nel ruolo delle reti di distribuzione dell'elettricità, che stanno diventando dei veri e propri elementi abilitanti per l'elettrificazione e la transizione energetica.

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Commenti Regolamento
c
camo 01 Jan 1970 @ 00:00

Io devo ancora ricevere il primo bonifico e comunque sono ancora con lo scambio sul posto, quindi a condizioni migliori. Che io sappia ad oggi vieni pagato circa 0,10 a kwh immesso. Che poi vanno dichiarati e tassati. Come dicevo sopra però siamo un po' nella terra di mezzo perchè a breve dovrebbero entrare in funzione le comunità energetiche che dovrebbero rivoluzionare il tutto.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok ok grazie, quindi si piccole taglie ma di produzione vieni pagato il base al mercato energetico? Cioè quando era a 300€/MWh mi davano tanto?

c
camo 01 Jan 1970 @ 00:00

Credo che sia relativo solo a impianti oltre un tot, quelli fatti apposto per monetizzare per intenderci. In quelli domestici il ritorno è legato al PUN che oggi, essendo basso, ti fa guadagnare poco.

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

Prima sopprimi il nero però, prima pensi a creare un sistema che possa dare un lavoro. Sennò dai solo soldi a fondo perduto e quando inevitabilmente bisognerà togliere la misura, sarà un massacro sociale.

F
Funz 01 Jan 1970 @ 00:00

sopprimi il nero e fai in modo che ognuno possa avere un lavoro. questo governo non sta facendo nulla di tutto questo. Nel frattempo, dai alla gente possibilità di vivere dignitosamente.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Chiudere Ilva? Perdonami e in caso di guerra dove lo prendiamo l’ acciaio? Sul serio siamo al punto da non avere costruito nulla nella vita che riteniamo doveroso difendere e tenere al sicuro? Proprio oggi che basta un gruppo di beduini a bloccarti la principale rotta di import materie prime? Dobbiamo smetterla di costruire la nostra idea di nazione intorno ad una tavola apparecchiata.

S
Sisyphus 01 Jan 1970 @ 00:00

E cosa ci fu di sbagliato sull'ILVA? Fare controlli sull'azienda dopo casi e casi di tumori, report su violazione delle norme ambientali e quant'altro? Le dirette conseguenze furono solo una causa di quello che successe.
L'ILVA andava chiusa anni fa, ma siccome qua in Italia per riassegnare i lavoratori di aziende posto sotto sequestro ci vuole un'epopea (quella sì è una roba statale ridicola) non se ne fece un bel nulla.
Perché tanto chi se ne frega se inquini e violi qualsiasi regola sulla sicurezza no? L'importante è fattoorare, pheega.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Vivo metà anno a Stoccolma, il loro modello non è qui replicabile (possibile anche perché a fronte di regolamentazioni stringenti e diritti molto estesi, appaltano la produzione di quasi tutto quello che consumano, alimenti inclusi, a paesi in cui tutto quello non esiste, Italia inclusa). La geografia, demografia e cultura sono troppo diverse. I paesi con profonde radici cattoliche sono tendenzialmente più corrotti, polemici, meno efficienti e più conservatori. Che in Italia ci siano problemi con procure e magistrature è sotto gli occhi di tutti. Ho passato l’adolescenza a portare a modello persone come Bocassinoi, Di Pietro, Ingroia e Davico. Solo crescendo ho capito che quel che hanno fatto, soprattutto nei modi e nelle intenzioni, non è proprio di un paese moderno e civile (e i recenti eventi nella procura di Pescara sono solo la punta dell’iceberg). Quanto successo con Ilva è gravissimo come messaggio mandato a chi vuole investire qui, e purtroppo è stato l’ultimo di una lunghissima lista. O ci mettiamo in testa che il pubblico ha dei ruoli ben definiti, con un perimetro da cui non deve uscire, oppure falliremo. A livello tecnologico non produciamo aziende private rilevanti da decenni. Questa asfissia penalizza il mercato dei capitali in primis, le nostre aziende non riescono a raccogliere capitali a Piazza Affari, per questo quei pochi unicorni italiani corrono a Londra, New York o Amsterdam.

S
Sisyphus 01 Jan 1970 @ 00:00

Vecio se tu mi parli di "procure esagitate" e "indagini temerarie", nel contesto del tuo discorso, è ovvio che poi uno ti immagina come un capitan ancap, perché per quanto non lo dici pubblicamente lo fai capire.

Io non sto prospettando nessuna deregulation o robe del genere, al massimo sono un grande estimatore del welfare nordico.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh il fatto è che il mondo lo ho girato, e non da turista. La nostra situazione mobile per copertura e prezzi se la sognano in tutto il continente americano. Per i treni, i regionali credimi fanno schifo in quasi tutto l’Occidente, di contro il nostro trasporto di lunga tratta paesi come la Germania USA, Canada, Scandinavia ce lo invidiano non poco. Non capisco perché ogni volta che parlo di Stato che esce fuori dal mercato si parte con la l’iperbole delle “aziende senza controlli”, mai sostenuto questo e chiunque conosca minimamente l’impalcatura normativa UE sa PERFETTAMENTE che una deregulation come prospettato da te sarebbe impossibile anche con un governo col 100% dei seggi. Ora, ce la facciamo ad avere una dialettica che non sia un costante rimbalzo di iperboli?

S
Sisyphus 01 Jan 1970 @ 00:00

Tu stai facendo delle considerazioni giuste ma ci arrivi con delle supposizioni sbagliate. Sono d'accordo quando parli della transizione nucleare e all'idrogeno e utilizzo di IA, ma non puoi pensare che per fare questo bisogna lasciare carta bianca ai privati di agire senza controllo e freno. Hai giustamente parlato delle carenze dei governi precedenti, bon ti pare che le varie multinazionali negli anni siano state esenti da fatti di cronaca come carenze incredibili nella tutela della sicurezza dei lavoratori, evasione fiscale, pratiche commerciali scorrette e quant'altro? Devo veramente tirarti fuori i nomi o hai già capito a quali mi riferisco? Sia grandissime che medio-grandi eh.

Poi vabbè sul fatto che tu abbia veramente scritto "trasporto ferroviario con qualità alta" boh o non hai mai preso un regionale in vita tua o non so cosa tu intendessi. Poi "alta concorrenza" lol ma quando mai che in moltissime zone passa solo Trenitalia e Italo. E anche sulla questione degli operatori di telefonia, considerando quanto sia il digital divide in Italia, avrei molto da ridire.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma no, esiste la concorrenza. In Italia abbiamo pochi settori con alta concorrenza, trasporto ferroviario ed operatori di telefonia mobile ed infatti la qualità dei servizi è alta e i prezzi contenuti. Il problema nel settore energetico è semmai che non c'è abbastanza privato, il contrario di quello che sostieni. L'idea che il privato sia il male è un retaggio catto-socialista ma non è la verità assoluta, di certo bisogna sorvegliare, però un arbitro che è anche giocatore non può essere mai imparziale. E no, non è l'attuale governo ad essere lacunoso ma tutti i precedenti, le politiche energetiche hanno respiro pluridecennale. I nostri governi non durano abbastanza, invece i CDA delle aziende si, molto meglio lasciarli fare e anzi, stimolare aziende energetiche straniere ad investire qui, con un contesto normativo che le tuteli da indagini temerarie. Nel mio scenario si produce più energia a minor costo, in quello attuale i costi sono alti e le industrie non sono competitive e per restare sul mercato devono far leva sugli stipendi bassi. Questo non viene raccontato mai abbastanza, se paghi tanto l'energia devi tagliare altrove. Tutto questo senza considerare le difficoltà degli indigenti che restano sempre più fuori dal mercato dell'energia. Senza considerare la rivoluzione IA che porterà alla costruzione di migliaia di data center in UE altamente energivori. Senza considerare la transizione all'idrogeno della logistica navale che con le RER è impossibile produrre (e questo pure molti pro-RER concordano). Meno ideologie, più pragmatismo. Una idea deve essere al servizio di un obiettivo, qui viviamo nel mondo al contrario ed infatti siamo più poveri, anno dopo anno, mentre altrove prosperano trovandosi a navigare nelle nostre stesse acque.

S
Sisyphus 01 Jan 1970 @ 00:00

Quello che voglio farti capire è che, ironia a parte, se dai troppo potere alle aziende private poi queste un domani si svegliano un giorno e ti mettono il prezzo dell'energia a 3 €/kWh senza che tu possa fare niente perché bisogna "garantire protezione legislativa da cause pluriennali dalla procura esagitata" ma ti rendi conto di quello che hai scritto? Hai presente che con un business del genere le aziende farebbero a gara a chi fa i porci comodi dato che praticamente non gli si può nemmeno dire A?
Io ho capito che l'attuale governo statale sia lacunoso, ma di certo non lo risolvi lasciando mano libera ai privati. Sarebbe passare da un grosso problema ad un altro. Anzi forse quello attuale resta minore, finora non ti vendono ancora l'ossigeno. Nel tuo scenario invece...

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Di nulla

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non avevano messo il budget cup a 80euro al megawattora?

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Sì le tasse andrebbero abbassate ma dopo riduzione spesa pubblica di un buon 20%. I minori devono studiare, abbiamo già il maggior numero di adulti abili che non partecipano al mercato del lavoro gravando sulle spalle dei lavoratori del G7. Facciamoli lavorare. Non nella pubblica amministrazione ovviamente.

o
olaf63 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok, ringrazio tutti per le informazioni, mi sono fatto un’idea.

S
Sisyphus 01 Jan 1970 @ 00:00

Manca solo che mettiamo la tassazione al 5% a queste aziende e gli diamo la possibilità di assumere minori di 15 anni e abbiamo il paradiso insomma

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

Io non sono assolutamente contrario alla Naspi e ad altre forme di integrazioni al reddito. Al gettare denaro a pioggia fingendo di creare una misura occupazionale, in contesti dove il lavoro in nero è massiccio e di fatto creare un sistema insostenibile e circonvenibile praticamente solo per finalità elettorali, invece, non sono d'accordo.

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Voi talebani verdi siete uno fra i peggiori mix di fanatismo, indottrinamento, arroganza ed ignoranza. Siete massimalista al massimo, non avete la minima obiettività nel valutare le cose né le conoscenze per parlare di ciò che andate blaterando. Siete i peggiori nimby della storia.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Vendiamo qualche decina di miliardi di partecipate statali in aziende private, vendiamo decine di migliaia (se non più) di immobili che lo Stato ha e non fa alcun uso (facendoli tornare a disposizione della collettività), facciamo un serissimo discorso sul geotermico (che tra Toscana Campania e Sicilia basterebbero per l'autonomia energetica nazionale e no, non è uno scherzo, ci sono delle proiezioni sul potenziale dei soli Campi Flegrei che anche solo un 10% farebbe la differenza) che è nato qui, in Italia e a differenza di solare e eolico ha produzione costante e programmabile, quindi ci puoi costruire una industria intorno. Si fanno dei decreti legge che per salvaguardia interesse nazionale bypassano tutta la burocrazia in essere per aprire miniere laddove i giacimenti sono presenti e abbondanti (litio in Liguria e Appennino centrale, per esempio) come fatto dalla Germania per il carbone a guerra iniziata e, a fronte di controlli severi sul rispetto delle normative ambientali, si garantiscono alle imprese private garanzie legislative di protezione da cause pluriennali intentate dalla procura esagitata di turno (come avremmo dovuto fare per salvare Ilva che invece ora ci ritroveremo sul groppone). Questa è una idea, per farlo però servirebbe un momento di riflessione nazionale sul chi siamo e sul dove vogliamo andare, cosa che non faremo. Cosa faremo? Non molto, continueremo come fatto finora, investimenti insufficienti nelle RER, con scarsissima ricaduta economica sulle aziende locali (che si limiteranno a vendere e installare tecnologia cinese, nel 90% dei casi) e in balia degli sbalzi del mercato energetico, appesi alle esportazioni del nucleare francese, le cui aziende (nostre dirette concorrenti in tutti i settori in cui siamo forti) avranno un vantaggio enorme. Ma il punto è che non ci faremo queste domande finché non torneremo a fare figli, perché una società con pochi bambini non è interessata al futuro, lo testimonia il fatto che il principale contro di un eventuale rilancio del nucleare sono i tempi di realizzazione (sui 10 anni) che a me, padre di un neonato, sembrano del tutto ragionevoli, alla maggioranza però no. Magari lo facessero un gigantesco impianto nucleare vicino casa mia, sarebbe un bell'input per potenziare le facoltà di ingegneria civile, nucleare, fisica della mia città. Di 3 amici fisici che ho, 2 sono in francia e uno in svizzera.

c
camo 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono finiti i tempi del guadagno, giustamente aggiungerei. Considerando che lo scambio sul posto quest'anno finisce, al momento puoi vendere il tutto solo con il ritiro dedicato che per darti un ordine di grandezza ti frutta 0,10 euro/kwh che poi vanno dichiarati e tassati. Dovrebbe cambiare qualcosa con le prossime comunità energetiche ma al momento non ci sono numeri certi e soprattutto non si capisce come verranno messe in piedi.

d
deepdark 01 Jan 1970 @ 00:00

La rete la stanno adeguando. Terna prevede di spendere 22 miliardi per farlo.

F
Funz 01 Jan 1970 @ 00:00

ci manca, ho litigato con parenti sull'argomento pensioni.
Sui sussidi a gente senza lavoro e senza speranza di trovare lavoro si, sono assolutamente a favore. Non basta dichiarare uno "occupabile" solo in base all'anagrafe.

F
Funz 01 Jan 1970 @ 00:00

Foto di casa tua?
E comunque, ti è sfuggita l'ironia che nel fotovoltaico di cui si parla, di terre rare non ce ne sono proprio, e anche i generatori eolici possono farne a meno...

n
ninuzzo 01 Jan 1970 @ 00:00

Basta chiedere la cessazione del contratto, e l'interruttore del contatore non si alza più.

c
checo79 01 Jan 1970 @ 00:00

il discorso è più ampio e complesso , va benissimo spingere sul fv e installare quanti più pannelli possibili, ma punto primo va adeguata la rete di distribuzione perchè non detto che se io in italia ho un surplus , riesca a gestirlo e girarlo in belgio dove magari sta piovendo . questo a livello macroscopico, ma lo stesso avviene anche all' interno della rete, non per nulla si incentivano le cer per consumare il più possibile sotto cabina primaria.

I
Ivo 01 Jan 1970 @ 00:00

Le terre rare? Quelle la cui estrazione causa quello che i talebani verdi non dicono?
https://uploads.disquscdn.c...

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S
Sisyphus 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma esattamente quale sarebbe la tua soluzione per "non fare debito"? Autoproduciamo l'energia? E come se non abbiamo letteralmente i mezzi per farlo?
Oppure ce li abbiamo, ma solo per determinati tipi e servirebbe comunque importare qualcosa (componenti elettroniche ecc.) e di sicuro non riuscirebbero a garantire energia per il 100% della popolazione italiana.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Futuro in cui senza Cina che ti vende tutto il prodotto finito tu sul tetto torni a mettere le tegole? Davvero è questo il modo di approcciarsi al futuro di una grande nazione? Intanto che si fanno questi discorsi sia noi che i francesi lavoriamo al raddoppio di potenza di picco dei collegamenti elettrici tra Italia e Francia e qualcosa mi dice che non sono in previsione di un picco di export nostro. Ha più a che fare col rilancio del programma nucleare francese voluto da Macron e sostenuto anche dai partiti di opposizione.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh lo so, per questo l'ambientalismo trascende logica e assume tratti di dogma e fede. Devi "credere", devi parlare di un "bene superiore", altrimenti quel messaggio come fai a venderlo? Un minimo il raziocinio bisogna spegnerlo.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Compra azioni Eni, zero sbattimento e rendimento garantito, visto che sta fuffa delle RER non fa che ingrassare gli importatori italiani di idrocarburi (e difatti Eni è grandissima sostenitrice delle politiche RER dei governi italiani).

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ho detto questo. I sussidi sono utili e necessari. Aver (sciaguratamente) mandato in pensione gente di 35 anni è stata una porcheria che spero tu non difenda. Aver distribuito sussidi di cittadinanza a tappeto senza un piano di inserimento sul mondo del lavoro è stato sbagliato.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Con questa attitudine la Nasa dovrebbe ancora fare l'allunaggio. E invece sulle RER cosa stiamo facendo per l'autonomia? Abbiamo autorizzato estrazioni minerarie nei depositi già conosciuti? Abbiamo autorizzato nuove esplorazioni? Oppure stiamo comprando tutto, ma proprio tutto, da un unico player che presenta tutti i medesimi fattori di rischio del nostro precedente fornitore di gas?

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Assolutamente, non esiste miglior investimento di qualcosa che non puoi vendere, legato ad un luogo ben specifico (indipendentemente dal dove la vita ti potrebbe portare a vivere) e che in caso di necessità improvvisa non puoi liquidare in alcun modo. D'altronde su questo blog ho sentito definire financo l'acquisto di un veicolo un "investimento".

F
Funz 01 Jan 1970 @ 00:00

non ne dubito, visto che neanche il tuo primo commento aveva alcuna attinenza...

F
Funz 01 Jan 1970 @ 00:00

ecco, il nucleare al torio... quando lo vedremo sul mercato? Quando lo vedremo installato in Italia? A quali costi/MWh confrontati con le rinnovabili?

(soluzione: tra decenni/mai/10 volte tanto)

F
Funz 01 Jan 1970 @ 00:00

Considerando l'andamento degli ultimi 50 anni.
Nei prossimi 50 ce le possiamo tranquillamente scordare certe prestazioni.
oggi, la certezza che un investimento si ripaghi in 5 anni e continui a ripagarsi per altri 30-40 anni ce l'hai solo con le rinnovabili.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

mi sembra attinente

F
Funz 01 Jan 1970 @ 00:00

è vero che pensioni, sussidi di disoccupazione / invalidità, reddito di cittadinanza sono un costo.
Lasciamo crepare chi non lavora, tanto di guadagnato!

F
Funz 01 Jan 1970 @ 00:00

e le terre rare? non ce le aggiungi al tuo qualunquismo?

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

Che economicamente convenga comprare altri strumenti finanziari è fuor di dubbio. Ma favorire la produzione di energia rinnovabili è un investimento che non considera solo il ROI come criterio.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma, è ironicamente lo dico da felice azionista di Enel (seppur Eni abbia performato decisamente meglio), io sarei ancor più felice di vedere Enel investire in infrastrutture strategiche con un ROI decisamente maggiore e, soprattutto, durature. Tipo una bella centrale nucleare al torio in Slovenia o, in caso di un federalismo che rimuova il governo nazionale come ostacolo, in regioni più business oriented, come il Veneto. In ogni caso, al di la di questa mia divagazione, Eni stessa dovrebbe ragionare da "privato" perché è una azienda quotata che compete in un mercato libero.

d
deepdark 01 Jan 1970 @ 00:00

E secondo te, se produciamo più di quello che consumiamo, visto che è tutto "gratis", cosa può accadere? Al di là del fatto che siamo tutti interconnessi ormai (con gli altri paesi intendo), non credi che sia un problema che già si è verificato? Semplicemente il prezzo va in negativo per un periodo molto piccolo.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Il miglior debito è quello che non fai. Specialmente se sei il secondo paese al mondo per rapporto debito/pil e hai un tasso di produttività fermo da 30 anni ed un inverno demografico già pienamente in corso. Il fatto che per noi sia insindacabile una spesa corrente superiore ai 1100 miliardi di euro annui sarà la nostra rovina.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

"di cui non abbiamo controllo" mi spiegheresti, cortesemente, nelle RER quale parte della catena del valore è sotto il nostro controllo? No perché almeno con le materie prime hai una ventina di player, con le RER solo uno, con gli USA che stanno investendo ma non sarà sufficiente nemmeno per coprire la loro domanda interna.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Ad oggi manca completamente la filiera per la produzione e lo stoccaggio, che io sappia.
Ma a prescindere da questo, mi riferivo al fatto che con il FV non ha praticamente nessuna controindicazione nel produrre in eccesso (come invece accadrebbe con altre forme di produzione di energia).

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

quello che dici te è la visione di un privato.
Per Enel si traduce anche in minor acquisto di materie prime (gas, carbone, petrolio), di cui non abbiamo controllo, dall'estero con riduzione dei costi, oscillazione prezzi e possono pianificare diversamente gli stoccaggi per l'inverno.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Ilario ma se non conosci esattamente ciò di cui parli non sei obbligato a rispondere.
Puoi attendere di leggere da chi ha qualche conoscenza in più e/o informarti meglio.

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo che sono un investimento, l'errore è pensare che siano il migliore possibile da fare. Conti alla mano il ROI è veramente veramente basso. Considerato l'andamento medio della borsa negli ultimi 50 anni, con l'interesse composto maturato, considerare "investimento" qualcosa che nel miglior caso porta ad un pareggio entro 5 anni è follia, e la forbice, proprio per come funziona la borsa, non si appiattisce ma esplode più si va avanti. Con la differenza che dopo 30 anni l'impianto è probabilmente da rifare, invece quei 10k sarebbero, proiettando l'andamento storico, sui 130k (ma diciamo pure che vada "male", diciamo 90k, escludendo dividendi e altri ritorni positivi). Just saying.... tanti "furbi" tanto furbi non sono.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

preferisco il parassitis-o sugli investimenti per il futuro che quello per chi è a fine carriera

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

c'è debito e debito.
debito fatto per investimenti con un ritorno in 10-20-30 anni di X% è ottimo.

debito fatto per mandare la casalinga di voghera in pensione con 2000€/mese a 40 anni dopo aver versato 2 anni di contributi è spreco

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti puoi staccare se vuoi ma se c'è un qualsiasi problema all'impianto sei senza corrente e francamente non ne vale la pena. Senza contare che se conti di "staccarti" dovresti avere un margine di eccesso di produzione significativo e non ha alcun senso non venderlo.

E
Everything in its right place. 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli impianti fotovoltaici sono un investimento, baby pensioni e altri Redditi sono stati un costo e basta.

a
andrea55 01 Jan 1970 @ 00:00

Quanti Kwp è l'impianto?

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Per il 2024 sicuramente esiste. Su questo non ci sono dubbi, perlomeno fino al 31 dicembre.
Sul futuro nessuno ha certezze

c
checo79 01 Jan 1970 @ 00:00

cosa centra se in italia arrivo a produrre più di quel che mi serve dove la metto sta energia? devo evitare di immetterla in rete e va persa

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

Meglio evitare proprio di fare altro debito da mettere in conto ai nostri figli, emulando quanto i nostri genitori han fatto con noi?

t
tulipanonero1990 01 Jan 1970 @ 00:00

"energicamente indipendente" e poi se non compri i prodotti finiti dalla Cina sei costretto a bruciare carbone, strano concetto di "indipendenza".

M
Massimo Potere 01 Jan 1970 @ 00:00

sbaglio o lo scambio sul posto non esiste più?

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

E sei contento di pagare 900€/anno di corrente?
Quanto potresti pagare meno della metà e metterti pure qualcosa in tasca con gli eccessi di produzione.

Il tutto col 50% dell'impianto che ti rientra come detrazione? Per non parlare che di giorno non hai più 3KW per cui condizionatore, lavatrice, asciugatrice, lavastoviglie insieme NON sono un problema.

Se vai oltre i 20KWp NON hai più agevolazioni e per farlo come investimento VERO servono tanti KWp di FV.
Poi dipende dove risiedi a Rovigo hai una produzione a Palermo un'altra produzione.

Ma per farlo come investimento serve un impianto grosso.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

L’autoconsumo é il maggiore vantaggio…
Se hai quelle bollette e non hai intenzione di aumentare i tuoi consumi elettrici migrandoli dal metano legna pellet direi che l’unico che guadagnerà sarà chi ti vende l’impianto e magari anche la batteria…
Senza entrare neanche nel discorso se hai il tetto rivolto verso sud

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Confermo quanto detto da an-cic.
Per lo scambio sul posto vengono inviati 2 bonifici: novembre e maggio/giugno.
Il primo è solo un piccolo anticipo (circa €60 nel mio caso) mentre a maggio si riceve un altro anticipo + il conguaglio dell’anno precedente (gennaio-dicembre).
Vengono automaticamente sottratti €36,6 di commissioni.

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

La domanda posta cosí ha poco senso. Partiamo dal presupposto che l'autoconsumo é la cosa che conviene di piú.
Se invece vuoi fare un investimento, quindi hai un terreno etc... piú é grande l'impianto piú tipicamente é il guadagno che produci. Pannelli solari ad hoc(utility scale), piattaforme di installazione ed elettronica specifica per questo tipo di impianto permettono tutt'altra densitá fv, tutt'altro capcity factor di un impianto residenziale.

Peró non hai grosse agevolazioni, quindi ci paghi le tasse...

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an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Puoi staccarti quando vuoi, il fatto è che non ha senso farlo

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli anticipi non dipendono dal pun. Io sono oltre 10 anni che ricevo 107€ ogni acconto mentre il conguaglio è variato tra 1100 e 2900€

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Durante l'anno ci sono 2 anticipi (giugno e novembre) e poi il conguaglio a giugno dell'anno dopo.
Gli anticipi sono mediamente tra il 5 ed il 10% del conguaglio che riceverai.

a
an-cic 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ti obbliga nessuno ad essere collegato alla rete

T
Tiwi 01 Jan 1970 @ 00:00

più che Enel direi che le persone hanno creato :D

o
olaf63 01 Jan 1970 @ 00:00

Chiedo agli esperti: per guadagnare qualcosa, quanti kw devo installare? Dell’autoconsumo non mi frega niente che spendo 900 euro l’anno di bollette tutto compreso anche il canone.

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ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto. È uno dei modi per immagazzinare energia rinnovabile.

Ci sono turbogas che funzionano ad H2. Per cui d'estate immagazzini H2 e d'inverno ci fai andare le turbine cogenerative elettricita/acqua calda.

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ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi spiace Luigi ma se noti ha parlato di 2022... ti ricordi quanto era il PUN nel 2022?

Quindi non siamo ai livelli della pizza, dipende anche dall'impianto, ma l'autoconsumo è la cosa più conveniente.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Perdonami quale sarebbe il vantaggio? Risparmiare 100€/anno di spese varie? Capirai che vantaggio ne perdi almeno il doppio se non il triplo di rimborsi per l'eccesso di produzione.

L
Luigi Melita 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi fido ma aspetto di vedere con mano visto che per ora è arrivato tipo un micro anticipo che copre giusto una pizza 🍕 (impianto operativo e collegato da marzo 2023) 😅

T
Teomondo Scrofalo 01 Jan 1970 @ 00:00

Non butti niente ci fai l'idrogeno verde.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

E ancora siamo gli inizi. Con l'abbassamento dei prezzi dei pannelli FV e l'arrivo di batterie LFP/Na gli impianti cresceranno a macchia d'olio.

Meno emissioni e meno IMPORTAZIONI.

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ha senso dal punto di vista economico.
L’energia che immetti in rete ti viene rimborsata.
In particolare con lo scambio sul posto ti viene rimborsato il valore dell’energia (PUN) + oneri e trasporto.
Io ho ricevuto €2000 per lo scambio sul posto del 2022

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

da quel che mi dicevano anni fa é impossibile
Solo nel caso in cui non hai allaccio elettrico puoi farti un impianto ad isola… stile baita sperduta in montagna
Se sei già collegato alla rete non puoi staccarti

d
deepdark 01 Jan 1970 @ 00:00

Si può, si chiama impianto a isola. Ma se non erro, perdi l'abitabilità.

s
sonoio 01 Jan 1970 @ 00:00

Aspettando la possibilita' di potersi staccare da un gestore.

p
piervittorio 01 Jan 1970 @ 00:00

Le batterie a sodio nel giro di pochi anni saranno economiche e capaci, per cui capacità di accumulo 10-50kwh in ambito domestico saranno la norma, così come i 50-100kwh lo saranno nelle centinaia migliaia di capannoni delle piccole e medie aziende di cui l'italia è piena.
Credo che il prosumer nel prossimo decennio avrà un foritssimo sviluppo.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

e del record di calore non ne parliamo?
febbraio 2014...
con un filotto anche da paura...

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Dipende solo da quale tipo di parassitis-o preferisci

F
Fandandi 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto, e' un problema per il dopo, intanto arriviamo a produrre talmente tanto da non sapere dove metterla...

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

meglio mettere soldi in queste cose che nelle varie quote per anticipare le pensioni o altri progetti inutili

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Fino a che paga Pantalone...

d
deepdark 01 Jan 1970 @ 00:00

C'è lo scambio sul posto.

P
P€ggiori55im0 01 Jan 1970 @ 00:00

Prosumer crudo o cotto? Gran Casotto!! 😁

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Meglio produrre in più che in meno, dal momento che si parla di solare. Se produci in più con il FV al caso pessimo butti corrente ma non hai controindicazioni.
Se produci di meno devi usare le centrali a gas, invece.

c
checo79 01 Jan 1970 @ 00:00

tutto molto bello, ma a lungo andare senza storage non si fa nulla, quando arriveremo che si produce più di quel che si consuma .