Dal 2027 Genesis introdurrà una nuova piattaforma per crescere in Europa
Tante le novità in vista per rilanciarsi in Europa.
Il mercato auto europeo fa gola a molti. Tanto che diversi marchi automobilistici stanno ridefinendo le proprie strategie per il Vecchio Continente. Tra queste c’è anche Genesis (il marchio premium di Hyundai), che dal suo debutto in Europa ha ottenuto risultati piuttosto deludenti. Nel corso di questi di questi primi cinque anni, seppur con un ingresso graduale (inizialmente solo nel Regno Unito, in Germania e Svizzera e solo dopo in altri mercati tra cui l’Italia), sono state poco più di 11.000 le unità vendute e appena 2.454 gli esemplari consegnati nel 2025. Nonostante questo Genesis non sembra intenzionato a rallentare. Anzi.
La strategia di Genesis per l’Europa
A guidare la nuova strategia è Peter Kronschnabl (ex dirigente BMW). Dal suo arrivo Genesis ha intrapreso un cambiamento più radicale di quanto accaduto fino a questo momento. La principale novità riguarda una piattaforma inedita che debutterà nel 2027. Una piattaforma pensata per distinguere il marchio Genesis dal resto del gruppo Hyundai. L’obiettivo è distinguersi con soluzioni in linea con ciò che i clienti del segmento premium si aspettano. Non è un dettaglio. Le attuali architetture del gruppo, da E-GMP a M3, condividono molte soluzioni con i modelli di Hyundai e Kia, una caratteristica che negli anni ha reso meno immediata la differenziazione del marchio Genesis.
La nuova base tecnica nasce con alcuni elementi chiari. Il marchio vuole uno sterzo capace di una risposta più rapida e precisa, un assetto meno morbido e un’impostazione dinamica più vicina ai concorrenti europei. Le future vetture avranno proporzioni e abitacoli ripensati per esprimere quella distinzione che finora è rimasta soprattutto nell’estetica. Si tratta di un percorso impegnativo, modellato su una piattaforma capace di accogliere alimentazioni diverse. La scelta non è casuale. Genesis (così come altri marchi) ha deciso di rinunciare alla strategia 100% elettrica varata negli anni scorsi, perché la domanda di auto premium a batteria è stata inferiore alle aspettative e serviva una risposta concreta.
Nel prossimo futuro arriveranno modelli ibridi sviluppati attorno al 2.5 turbo con circa 296 CV, ma anche sistemi range extender dedicati ai grandi SUV destinati agli Stati Uniti. L’elettrico resterà comunque un pilastro, sostenuto dalla nuova famiglia Magma che nel 2026 porterà su strada la GV60 ad alte prestazioni con 641 CV e trazione integrale.
Il piano non si limita alla parte tecnica. La presenza commerciale in Europa verrà ampliata. Il numero dei retailer raddoppierà. Le operazioni nel Regno Unito saranno integrate con quelle di Hyundai per contenere i costi e garantire una rete più ampia. Il marchio non rinuncerà ai servizi che ne hanno definito l’identità, come la consegna a domicilio delle vetture e il ritiro per la manutenzione. Crescerà anche la visibilità internazionale grazie all’ingresso nel mondiale endurance, una mossa che renderà più riconoscibile il nome e accompagnerà l’arrivo del grande SUV ispirato al concept Gran Equator X.
Ma ha senso uno sforzo di questo tipo in un mercato, come quello premium europeo, già dominato da altri marchi? Per Xavier Martinet (il numero uno europeo di Hyundai) il progetto può sembrare sproporzionato se si guarda solo ai volumi del mercato. Volumi che abbiamo visto non vanno oltre le 2.500 unità. Il quadro però cambia se si considerano le oltre 220.000 vetture vendute a livello globale lo scorso anno. E l’obiettivo di raggiungere 350.000 consegne entro il 2030. Messa in questi termini l’investimento in una piattaforma dedicata non appare più un azzardo. Ma una una scelta strategica che rafforza l’ambizione del marchio di competere davvero nel segmento premium. La difficoltà principale, almeno per il momento, sembra più legata alla capacità di inserirsi in un nuovo mercato e di costruire un’identità forte e riconoscibile. Questo il punto di partenza, che richiederà tempo, modelli e decisioni in grado di cambiare la percezione di Genesis in Europa.