L'89% delle aziende ha già auto alla spina, ma non è tutto oro ciò che luccica
Uno studio del Politecnico di Milano rivela un settore che corre verso l’elettrico, ma fatica a trasformare i dati in strategia
C’è un settore della mobilità che sta cambiando più velocemente di altri ed è quello delle aziende. In Italia la transizione energetica, lato flotte, sta avanzando a grandi falcate, anche se permangono alcune voci che lasciano abbastanza perplessi. Almeno questo è ciò che trapela dalla ricerca presentata durante l’evento “Drive the Change”, curata da LabSumo e dall’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano.
L’elettrico corre, ma la strada è lunga
Come abbiamo anticipato, il dato più eclatante emerso dallo studio, condotto su un campione di 101 fleet manager con una flotta aggregata di oltre 68.000 veicoli, è la penetrazione dell’elettrificazione: ben l’89% delle aziende intervistate ha già introdotto almeno un veicolo elettrico o ibrido plug-in nel proprio parco auto. Nonostante il 64% dei mezzi sia ancora alimentato da motori tradizionali, il processo è considerato irreversibile: il 73% delle organizzazioni prevede di aumentare la quota di veicoli a batteria nei prossimi dodici mesi.
Naturalmente, a spingere con forza questa trasformazione ci sono alcuni fattori che non possiamo trascurare, come per esempio:
- le nuove aliquote sui fringe benefit (determinanti per il 70% dei manager);
- la volontà di ridurre l’impatto ambientale (61%);
- il miglioramento della reputazione aziendale (51%).
Tuttavia, restano in piedi ancora degli ostacoli significativi. La distribuzione non uniforme delle infrastrutture di ricarica sul territorio nazionale preoccupa il 68% delle aziende, seguita dall’aumento dei costi energetici (57%) e dalla limitata autonomia delle batterie (55%).
Il paradosso dei dati
Se dal punto di vista delle motorizzazioni il cambio di paradigma è toccabile con mano, la digitalizzazione viaggia a due velocità. Sebbene la connettività sia un pilastro del domani, emerge un paradosso digitale: appena il 27% delle aziende sfrutta realmente i dati dei veicoli connessi attraverso sistemi telematici. Solo un’organizzazione su tre riesce oggi a trasformare i dati raccolti in informazioni utilizzabili per supportare le decisioni aziendali.
Nonostante questa timidezza nell’uso dei dati grezzi, l’Intelligenza Artificiale sta iniziando a farsi strada. Il 20% delle aziende ha già introdotto soluzioni basate su AI, utilizzandole principalmente per dashboard di analisi operativa (47%), monitoraggio dei consumi (30%) e manutenzione predittiva (28%). Una nota di cautela arriva però sul fronte della sicurezza: solo il 5% delle aziende dispone di programmi di cybersecurity progettati in modo specifico per il Fleet Management.
Il futuro dei parchi auto
Le prospettive per i prossimi cinque anni confermano la centralità degli investimenti in mobilità sostenibile e digitalizzazione. Le priorità dei fleet manager riguardano l’acquisizione di nuove tipologie di veicoli (34%), lo sviluppo di servizi IT (33%) e il potenziamento dei sistemi telematici (24%). Vedremo se altre voci diventeranno preponderanti nei prossimi mesi, intanto questo è il quadro generale emerso fra le aziende italiane campionate.