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Guerra in Iran, Ferrari sospende parte delle consegne in Medio Oriente

Il conflitto ha reso rischiose le rotte marittime verso il Golfo. Alcune consegne proseguono per via aerea, ma il titolo Ferrari perde

Guerra in Iran, Ferrari sospende parte delle consegne in Medio Oriente
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 20 mar 2026

La guerra in Iran continua a produrre effetti a cascata (anche) sull’industria italiana. Dopo il caro carburanti e il caro asfalto che stanno colpendo automobilisti e cantieri stradali, ora è il turno di Ferrari. Il Cavallino Rampante ha comunicato la sospensione temporanea di una parte delle consegne destinate al Medio Oriente, dove le tensioni belliche hanno reso le rotte marittime troppo rischiose per il trasporto di vetture ad alto valore.

Una situazione da osservare

Stiamo seguendo con attenzione gli sviluppi in Medio Oriente e il possibile impatto sulla nostra attività. Al momento sono temporaneamente sospese alcune consegne in quella zona, pur continuando a gestire alcune consegne per via aerea”, ha dichiarato un portavoce di Ferrari. Non si tratta quindi di uno stop totale. A essere bloccate sono le spedizioni marittime e terrestri, ma alcune unità continuano a raggiungere la regione per via aerea, con costi logistici che secondo Bloomberg si attestano tra tre e quattro volte i livelli normali.

Il Medio Oriente rappresenta un mercato strategico per Ferrari. Nel 2025, anno in cui il Cavallino ha chiuso con ricavi oltre i 7,1 miliardi di euro e 13.640 vetture consegnate, la regione ha assorbito circa 600 unità, pari al 4,6% del totale. Una quota contenuta, che tuttavia ha avuto un impatto immediato in Borsa. Il titolo ha perso oltre il 5% a Piazza Affari nella giornata di ieri (19 marzo), portando il calo complessivo da inizio anno intorno al 12% e riducendo la capitalizzazione di mercato a meno di 54 miliardi di euro, da oltre 76 miliardi di un anno fa.

Anche Maserati e Bentley

Ferrari non è l’unico marchio italiano ad aver adottato questa misura. Anche Maserati ha sospeso temporaneamente le spedizioni verso la regione, citando “sfide logistiche e preoccupazioni di sicurezza”. A livello internazionale si è mossa in modo analogo anche Bentley. Ferrari sottolinea che si tratta di una misura temporanea. Gli ordini ricevuti, con liste d’attesa che si estendono fino al 2027, consentono al gruppo di tamponare l’emergenza riallocando le vetture verso altri mercati, limitando così l’impatto operativo della crisi.

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