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Ferrari rinuncia all’ibrido sulla 296 più estrema di sempre

Ferrari rinuncia all’ibrido sulla 296 più estrema di sempre
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 1 set 2026

Svelata il 24 giugno 2021, la 296 ha rappresentato una rivoluzione, diventando il primo modello di serie della Ferrari con 6 cilindri diverso dalle vetture Dino 206 GT, 246 GT e 246 GTS. A differenza del passato sotto al cofano c’è un motore ibrido, caratterizzato da un V6 biturbo a 120° da 2.992 cc (3,0 L) con una potenza massima di 488 kW (654 CV) a 8.000 giri/min, in combinazione con un motore elettrico da 123 kW (165 CV) e 315 Nm di coppia.

Con un’autonomia in modalità elettrica di 25 km, la 296 standard è già un mostro di potenza, accelerando da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi, mentre la velocità massima risulta superiore a 330 km/h. Il suo gruppo propulsore eroga una cavalleria combinata di 819 CV per un rapporto potenza/peso di 560 CV/tonnellata. Dopo la presentazione della Speciale, variante più orientata alla pista della 296, i tecnici starebbero lavorando su una variante ancora più estrema.

In arrivo la 296 Challenge Stradale?

Non è ancora stato confermato, ma il nome della nuova versione dovrebbe essere Challenge Stradale e la vettura è già stata paparazzata nei pressi di Maranello. L’obiettivo sarebbe trasferire il know-how racing sulle strade di tutti i giorni, puntando su una carrozzeria più sportiva. Tra i componenti che spiccano c’è un frontale specifico e un’ampia ala posteriore.

Le 296 GTB e 296 GTS, insieme alla Speciale, sfruttano un V6 biturbo da 3,0 litri associato a un motore elettrico posteriore. Nella Speciale il sei cilindri già sprigiona 700 CV, mentre il sistema plug-in hybrid, con batteria da 7,45 kWh, alza l’asticella a 881 CV (ben 51 CV in più rispetto ai modelli standard). La nuova Challenge Stradale potrebbe rinunciare completamente al motore ibrido, con un V6 da 720 CV che basta e avanza.

Perché rinunciare alla componente elettrica

I puristi che amano i track-day preferiscono un sound tradizionale e l’assenza di un motore elettrico porterebbe a un’importante riduzione della massa nella variante Challenge Stradale. L’obiettivo sarebbe un peso a secco di 1.300 kg, circa 170 kg in meno rispetto alla 296 stradale standard. La Ferrari 296 GT3 Evo, inoltre, ha conquistato il primo titolo della sua storia nel GT World Challenge Europe.

Il lavoro sull’aerodinamica permetterebbe di ottenere risultati stupefacenti per un’auto omologata per la strada. La Ferrari 360 Challenge Stradale diede vita a una importante stirpe di berlinette V8 aspirate alleggerite. Le Ferrari 360 Challenge Stradale oggi costano delle cifre da capogiro. Acquistare un modello del Cavallino da track-day con caratteristiche racing, ma regolarmente omologata per la strada, rappresenta un investimento sicuro. Il debutto della variante più estrema della 296? Non prima di novembre 2026.

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