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Tavares non esclude tagli "ma non sono al centro della nostra strategia"

Le nuove dichiarazioni di Tavares hanno riacceso le polemiche con il mondo politico italiano

Tavares non esclude tagli "ma non sono al centro della nostra strategia"
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 15 ott 2024

Il Salone di Parigi è entrato nel vivo. Nella prima giornata dedicata alla stampa si sono tenute diverse presentazioni e non sono mancate dichiarazioni da parte dei CEO dei Gruppi automobilistici presenti a questo evento. Al Motor Show di Parigi era presente anche Carlos Tavares, numero uno di Stellantis che ha parlato del futuro dell'azienda e delle difficoltà che si dovranno superare in un momento molto delicato per il settore automotive.

‘TAGLI NON AL CENTRO DELLA NOSTRA STRATEGIA’

Tavares era reduce da un confronto molto duro al Senato italiano dove il manager portoghese aveva risposto a diverse domande da parte degli esponenti del Governo e non solo. Al Salone di Parigi, Tavares, parlando con l'emittente francese Rtl, ha rilasciato alcune dichiarazioni che hanno riacceso nuovamente le polemiche nel nostro Paese.

Parando con l'emittente francese, Tavares ha raccontato che non può escludere il taglio di posti di lavoro per rispondere alla crisi che sta colpendo il settore auto, sebbene non sia la loro strategia. Il taglio dei posti di lavoro, sottolinea Tavares, "non è al centro della nostra riflessione strategica".

La salute finanziaria del gruppo non passa solamente dalla soppressione di posti di posti di lavoro, ma è legata anche a tante altre cose, immaginazione, intelligenza, innovazione. E questo è quello che stiamo facendo.

L'ipotesi anche se molto lontana oggi di un possibile taglio dei lavoratori ha ovviamente riacceso le polemiche come accennato in precedenza. In una nota, la Lega parla di "ennesime, sconcertanti, dichiarazioni di Tavares su possibili licenziamenti".

Dalle opposizioni, invece, arriva un documento firmato da Angelo Bonelli, Carlo Calenda, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni ed Elly Schlein, in cui sostanzialmente si chiede ai presidenti di Senato e Camera dei Deputati di ascoltare al più presto il presidente della società, John Elkann.

ELKANN ESCLUDE LA FUSIONE CON RENAULT

Da Parigi parla anche il presidente di Stellantis, John Elkann, che ribadisce ancora una volta che non c'è alcuna intenzione di arrivare ad una fusione con il Gruppo Renault. Parlando con France Presse, ha dichiarato:

Siamo davvero concentrati sull'attività, a livello dei nostri azionisti di riferimento, del consiglio di amministrazione, del nostro amministratore delegato e del management team, non sulle possibili distrazioni delle operazioni di consolidamento, qualunque esse siano. Noi, come Stellantis, riteniamo di avere una dimensione competitiva. E Stellantis nasce già da diversi consolidamenti.

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Commenti Regolamento
I
Iginio 01 Jan 1970 @ 00:00

un ricco pagliaccio :)

g
galletto73 01 Jan 1970 @ 00:00

ma questi se non dicono una supercazzola al giorno nn sono contenti

g
galletto73 01 Jan 1970 @ 00:00

che pagliaccio...

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Non al centro ma sicuramente inclusi 🤡🤡

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

"...Dalle opposizioni, invece, arriva un documento firmato da Angelo Bonelli, Carlo Calenda, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni ed Elly Schlein, in cui sostanzialmente si chiede ai presidenti di Senato e Camera dei Deputati di ascoltare al più presto il presidente della società, John Elkann...."

John Elkann, lo stesso che , tramite Gedi , controlla Repubblica e La Stampa , i 2 giornali "quasi di partito" del PD , di cui Schlein è segretaria ?

A parte questo aspetto quasi comico , hanno ancora bisogno di sentire altre parole di circostanza dopo tutti i fatti degli ultimi 20 anni ?

C
Chicco Bentivoglio 01 Jan 1970 @ 00:00

Spero tu sia ironico.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

NEWS
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km 0
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D
Dunkirk 01 Jan 1970 @ 00:00

Strategia Tavares:

1. Accusare i governi
2. Chiedere incentivi
3. Delocalizzare la produzione
4. Licenziare

Ripetere

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Tavares non ha nulla da perdere 🤷‍♂️
O lo stato sgancia il grano pesante o se non sgancia il grano lui chiude gli stabilimenti🤷‍♂️

Viceversa il governo é con le spalle al muro…
non ci sono soldi in cassa, se dirottano per l’ennesima volta soldi a Stellantis faranno una cosa impopolare e dovranno fare tagli altrove. E se non danno soldi a Stellantis dovranno pagare sussidi ai licenziati/cassa integrati e si ritroveranno una bomba sociale ed economica da risolvere nelle zone degli stabilimenti

L
LeoX 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci siamo fatti soffiare FIAT per questo. :(

E
Evanshion 01 Jan 1970 @ 00:00

Non vedo l'ora di usare i miei contributi per pagare altri incentivi a questo pagliaccio e a tutto il circo che ha dietro.
Tanto so già che andrà così.

M
Manu 01 Jan 1970 @ 00:00

la strategia è fare auto in Francia dove ci sono i capi o in Marocco / est europa.

C
CANAL+ 01 Jan 1970 @ 00:00

servono più incentivi per sostenere l'acquisto/mercato italiano dell'auto

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

L'aitomotive europeo è rimasto indietro su DUE fronti:
A) motoristico/batterie. Puntare sul termico porterà a perdere tante quote di mercato. Non aver sviluppato batterie e relative tecnologie idem.
B) Produrre in modo classico invece che passare a sistemi tipo gigapress farà perdere competitività.

Questo porterà a delocalizzare e/o rinnovare i processi prepensionando/licenziando.

Non vedo altre vie percorribili per restare competitivi

S
Superdio 01 Jan 1970 @ 00:00

veramente un pagliaccio che non riesce a superare questa situazione nonostante l'aiuto dei vari stati e regolamentazioni ad hoc.

W
WhoAmI 01 Jan 1970 @ 00:00

È come dire: non prevedo inculature, ma intanto preparo la vasellina.