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Tavolo Automotive, l'allarme dei sindacati: serve un piano condiviso

I sindacati chiedono che il Governo e Stellantis raggiungono il prima possibile un accordo per il futuro del settore automotive italiano

Tavolo Automotive, l'allarme dei sindacati: serve un piano condiviso
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 9 ago 2024

Nel corso del Tavolo Automotive che si è tenuto il 7 agosto presso il Ministero delle Imprese e del made in Italy non si è parlato solamente di incentivi ma anche di tante altre tematiche legate al rilancio del settore auto italiano. Alla fine dell'incontro, i sindacati non si sono ritenuti soddisfatti.

Infatti, pare ancora lontano l'accordo tra Stellantis e il Governo sull'aumento della produzione nel nostro Paese. Accordo più volte dato per imminente ma che ancora non è stato raggiunto. Anzi, nel corso degli ultimi mesi non sono mancati momenti di tensione tra il mondo politico italiano e il Gruppo automobilistico.

Per questo, i sindacati vogliono un chiarimento urgente sia da parte di Stellantis e sia da parte del Governo e che si arrivi rapidamente ad un'intesa visto che in gioco ci sono pure molti posti di lavoro.

LE REAZIONI DEI SINDACATI

Per Fiom-Cgil serve un piano strategico condiviso che metta al centro i lavoratori, per rilanciare l’industria dell’auto nel nostro Paese. Da soli, gli incentivi non bastano.

È ora di passare ai fatti, anche con una posizione condivisa in Europa. Chiediamo un accordo complessivo sul settore con una dotazione straordinaria di risorse economiche e normative per la giusta transizione che faccia perno sui lavoratori della ricerca, sviluppo e produzione, favorendo investimenti privati, anche di altre case automobilistiche e che consolidi la componentistica. È ora che Stellantis, pilastro dell’industria dell’auto in Italia, chiarisca i piani su marchi, modelli e stabilimenti e le previsioni di budget sui volumi. È ora di fermare le uscite e progressivamente ridurre la cassa integrazione, sperimentando riduzioni di orario sostenute dalle politiche pubbliche anche per l’indotto, per rigenerare un piano di assunzioni e formazione delle competenze. Un anno di confronto non ha determinato cambiamenti. I numeri sono chiari: in un anno la cassa integrazione è aumentata e gli investimenti, a partire dalla ricerca, sviluppo e produzione, non sono arrivati. Siamo l’unico Paese europeo dell’auto senza la produzione di batterie e con volumi che ci vedono scendere nella classifica nonostante i cospicui incentivi all’acquisto garantiti da risorse pubbliche.

Per Fim-Cisl dopo un anno di discussioni è necessario concordare il protocollo per il settore, unico strumento che difende industria e occupazione. In particolare, per il Segretario generale FIM Ferdinando Uliano:

Una riunione come quella di oggi sarebbe stata utile se oggi avessimo davanti a noi la sottoscrizione di un protocollo per il settore, purtroppo dopo un anno non è così. Penso che la situazione che abbiamo davanti nel settore è complessa e va approcciata in maniera sistematica, pena: il fallimento. Servono politiche industriali che guardano a tutti gli attori del settore, utilizzando l’approccio che abbiamo messo in campo con i tavoli di lavoro sul settore da dicembre 2023 a marzo di quest’anno.

Per Uilm, invece, è grave la rottura fra Governo e Stellantis. Gli incentivi, inoltre, sono giudicati insufficienti senza politiche industriali strutturali. Per questo si chiede che il Governo e il Gruppo automobilistico raggiungano il più velocemente possibile un accordo sul futuro del settore automotive italiano.

A Governo e Stellantis chiediamo di arrivare finalmente ad un accordo sul futuro dell’automotive in Italia. Le polemiche che durano ormai da troppo tempo stanno aggravando una situazione già fortemente critica. Vogliamo parlare di progetti di sviluppo, di nuovi modelli che vadano al più presto in produzione, di strumenti strutturali che consentano di aumentare la produzione di veicoli in Italia che oggi è al minimo storico. Ci aspettiamo che si inizi a lavorare, ognuno per la sua parte, per la difesa e il rilancio dell’intero settore automotive, sia di Stellantis che della filiera della componentistica. Non è una questione di più produttori in Italia ma di salvaguardare l’attuale occupazione e di rendere più forte il settore.

In ogni caso, Stellantis ribadisce il suo impegno per l'Italia e il Governo assicura che l'obiettivo è "andare insieme".

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Commenti Regolamento
F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

La disgrazia dell'Italia è stata quella di non aprire alla produzione straniera in Italia per proteggere la Fiat, l'Alfa Romeo, ad esempio, a suo tempo doveva essere venduta dallo stato alla Ford e non alla Fiat, non importa infatti la nazionalità del produttore ma la nazionalità della produzione, gli spagnoli questo lo hanno capito e oggi ci surclassano.

A
Angelo Donà 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema dell'Italia non sono gli stipendi (più bassi di Francia e Germania) né il costo dell' energia (cioè in parte ma penso non ci vogliano MWh per fare un'auto e anche se fosse la differenza sarebbe di un centinaio di euro). Il problema sta da un altra parte tipo sistema giudiziario più lento d'Europa classe dirigente imbarazzante ostruzionismo d'impresa ma non so bene ho sparato qualche idea. Comunque non stipendi ed energia secondo me.

A
Angelo Donà 01 Jan 1970 @ 00:00

500 3+1 porte 69+1 cv. A parte gli scherzi devono smetterla con quei motorini insulsi da 90 NM di coppia

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

nessuna casa auto europea in questo momento storico del mercato può fare promesse sul medio termine…
Se poi ci aggiungi un governo italiano che non ha ancora capito che vuole fare sul fronte auto elettrica hai tutti gli ingredienti per per prenderti una bella facciata sull’asfalto…

C
Castoremmi 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema non è (solo) stellantis. Il problema è che siamo un paese stagnante, con tasse assurde e soprattutto giustizia lenta e non certa.
Se fossimo appetibili agli investitori stranieri (e non) ci sarebbe la fila per acquistare gli stabilimenti stellantis

V
VaDetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Praticamente Stellantis e il governo rappresentano il nulla cosmico. Zero idee. Quando elaborando qualcosa è per metà sbagliato e per l'altra metà assolutamente confusa. Il tutto condito da una carenza cronica di soldi... Mha

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Prova ad avere difficoltà economiche poi mi dici se prima ti preoccupi di come risolvere un problema che è di lungo corso e che hai grandi possibilità non ti tocchi mai, o prima ti preoccupi di portare il cibo in tavola.

La verità oggettiva è che l'ambiente per le stragrande maggioranza delle persone NON è la priorità.

Cosa centri con quello che ho detto la produzione di elettricitànon lo so... o meglio lo immagino: vai dietro alla tua ideologia sparando cose ovvie che però nulla centrano con il discorso. Chiarisco: è corretto quello che hai detto, ma non inerente a quanto stavamo dicendo.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Per avere il benessere delle persone serve anche il benesere della salute, ed eliminare anche del tutto l'inquinamento delle auto, va verso questa direzione. (un pezzo del puzzle)

è la verità oggettiva è che l'elettricità c'è la possiamo produrre in casa, invece per il petrolio dobbiamo essere dipendenti da altri.

T
TITANO ®️ 01 Jan 1970 @ 00:00

Tra privati e Governo ci siamo venduti pure le mutande e ora cercano acqua fresca. Non abbiamo più nulla in Italia i privati si sono venduti pure la loro mamma ai tedeschi alla Francia agli usa, stessa cosa il governo ha svenduto di tutti e di più

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Se avessimo i soldi compreremmo quello che vogliamo, non solo la macchina elettrica.

Molte più vendite-->Molto più lavoro-->Molti più dipendenti-->Molti più introite dalle tasse-->Presumibilmente un bilancio positivo tra minori introiti dalla tassazione dei lavoratori e i maggiori dalla circolazione di denaro.

Onestamente l'ideologia per me fa perdere di vista la realtà. L'obiettivo non puo essere la transizione in quanto tale. L'obiettivo deve essere il benessere delle persone che passa certamente anche dal vivere in un mondo meno inquinato ma prima dal poter vivere in maniera dignitosa.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli incentivi possono avere senso se favoriscono la nostra produzione. Più vendite->Più lavoro->Più dipendenti.

Si dovrebbe però puntare prima di tutto sulle tariffe agevolate alle colonnine

K
Kib 01 Jan 1970 @ 00:00

In Europa le imprese aprono, chi non può aggiornare la propria professione, migri in altri stati EU. Avete voluto la globalizzazione commerciale ora prendete e attuate quella lavorativa.

Il regime assistenziale ormai viene sfruttato dalle aziende per ricatti e i soldi sono finiti. O vi decidete a combattere seriamente evasione e le varie forme di lavoro nero oppure chiudete sta buffonata

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Vivono in un sogno in un universo parallelo

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Bho... Chiedono incentivi... Ancora... Per me non è quella la strada.
Oltretutto se analizziamo i Paesi europei con la penetrazione maggiore di veicoli BEV notiamo come il potere di acquisto pare essere un fattore decisamente di aiuto in tal senso.
Quindi su quello bisognerebbe lavorare a mio avviso, cosa che oltretutto tenderebbe a dare maggiore spinta a tutta l'economia del Paese.
Ovviamente le risorse necessarie sarebbero molte di più di un miliardo all'anno. Ma il discorso secondo me vale per tanti aspetti che dovremmo sommare le risorse messe in campo per tutti quelli aspetti.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Non vedo l'ora di vederla la 500 69CV+1, con le marce, a 18000€ la base... quante ne venderanno.

Ci saranno le code davanti ai concessionari.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Per me se la grande Panda fa successo ed intacca le vendite della Panda di Pomigliano... al 2027 resta solo Ferrari e Lamborghini in Italia.
D'altra parte lì capirei. Per pagare stipendi ed energia al prezzo dell'Italia ti servono auto a margine importante e vendite di centinaia di pezzi a modello.

Altrimenti perché non andare in Marocco o Turchia a produrre?

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Pare che le mosse per migliorare la situazione si stanno facendo, vedremo se sarà veramente cosi o no

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

Espropriatela e vendetela ai cinesi....se la vogliono

T
TalpaGamer99☑️ 01 Jan 1970 @ 00:00

Fatemi dire serve un piano quinquennale, come quando c'era Stalin!

N
Non lo so 01 Jan 1970 @ 00:00

tu e l’altro siete diventati più noiosi di un film polacco degli anni 80
sempre le stesse cose dalla mattina alla sera ma non avete una vita fuori di qui?

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Assolutamente sì.
Basta sostenere un mercato, che sia quello dell'automotive o quello edile o altri, con i soldi di tutti i contribuenti.

Si possono aiutare i contribuenti in altre forme: abbassando il cuneo fiscale o combattendo l'evasione.

Si venderanno solo le vetture che ci potremo permettere ed eventualmente si andranno ad aiutare solamente le fasce più deboli col principio di ridurre la differenza tra più e meno abbienti.

Utopia? Purtroppo mi sa proprio di sì, anche se non le vedrei cose impossibili da fare.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma come? Ai sindacati non vanno bene le grandiose promesse di Tavares, come la nuova 500 in arrivo nel 2026?
Pretendono pure che la gente torni a lavorare, invece di stare in cassa integrazione, sono proprio biricchini questi sindacati

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Iniziando dall'endotermiche

B
BuBy 01 Jan 1970 @ 00:00

basta incentivi a cazzum per cambiare auto >.>