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Tavolo Sviluppo Automotive, Stellantis conferma i suoi impegni

06 Dicembre 2023 20

Si è tenuto, oggi, il Tavolo Sviluppo Automotive a cui hanno partecipato Stellantis, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ANFIA, Regioni e Sindacati. L'obiettivo, come sappiamo, è quello di rilanciare il settore automotive in Italia, per arrivare a portare la produzione di auto a 1 milione l'anno.

Il ministro Urso ha dichiarato come il Tavolo Sviluppo Automotive possa rappresentare un punto di svolta per il settore, aggiungendo che la gran parte degli incentivi per l'acquisto delle nuove auto, sia andato ad auto prodotte all'estero. Serve dunque un correttivo. Urso ha poi evidenziato che va sostenuta la filiera della componentistica dell’automotive.

Nel corso dell'incontro, Stellantis ha ribadito la volontà di intraprendere un percorso con tutte le parti coinvolte con l'obiettivo di sostenere la produzione di veicoli in Italia. Tuttavia, Davide Mele, responsabile di Corporate Affairs Italia di Stellantis, ha sottolineato che è necessario lavorare rapidamente per implementare quei fattori abilitanti che sono fondamentali per il raggiungimento di tutti gli obiettivi.

Oggi abbiamo riaffermato ancora una volta il forte impegno di Stellantis nei confronti del Paese e la centralità dell'Italia nella strategia globale del Gruppo. Stellantis contribuisce in modo determinante all'economia italiana e alla bilancia commerciale del Paese con un surplus di 11 miliardi di euro dal 2021 al giugno di quest’anno con veicoli prodotti in Italia ed esportati in tutto il mondo. L'ultima novità è la Fiat 500e costruita a Mirafiori ed esportata negli Stati Uniti, ma si può anche sottolineare che l'85% della produzione di Atessa o il 90% delle Maserati prodotte in Italia viene esportata.

Stellantis ha ribadito i piani per ogni stabilimento che porteranno il Gruppo a produrre il più ampio portafoglio di veicoli degli ultimi 10 anni. Tuttavia, come accennato in precedenza, per raggiungere gli obiettivi finali, sono fondamentali alcuni fattori specifici. Quali sono?

Il manager parla della cancellazione della normativa Euro 7 per continuare la produzione di modelli accessibili in Italia, incentivi adeguati per i clienti di veicoli elettrici per sostenere il mercato, sviluppo della rete di ricarica e il miglioramento della competitività industriale di Stellantis e dei fornitori italiani, incluso il costo dell’energia.

I PIANI PER GLI IMPIANTI IN ITALIA

Parlando dei piani per l'Italia, Stellantis ha ribadito il progetto che vedrà sorgere una fabbrica per la produzione di batterie a Termoli. Nello stabilimento di Melfi è stato illustrato ai sindacati il calendario delle auto elettriche che saranno prodotte sulla piattaforma STLA Medium per diversi marchi Stellantis. La prima vettura sarà una DS e l'avvio della produzione avverrà nell'ultimo trimestre del 2024. Ci sarà anche una Lancia, la Gamma, in arrivo nel 2026.

Pratola Serra rafforzerà la propria capacità di fornire il motore B2.2 per coprire il fabbisogno totale di Stellantis. Invece, la fabbrica di Atessa sarà uno dei principali punti di produzione per Stellantis di nuovi veicoli commerciali elettrificati per i marchi Citroen, FIAT Professional, Opel, Peugeot e Vauxhall.

La fabbrica di Pomigliano ha visto l'arrivo di modelli come l'Alfa Romeo Tonale e la Dodge Hornet. Inoltre, al suo interno continua ad essere prodotta la Panda.

Stellantis garantisce anche la piena occupazione dei lavoratori italiani provenienti da altri stabilimenti in fase di transizione per sostenere i loro colleghi di Pomigliano. Se gli sviluppi normativi e le condizioni competitive dello stabilimento di Pomigliano lo consentiranno, è intenzione di Stellantis estendere il ciclo di vita della Panda e quindi sostenere lo stabilimento fino all'arrivo del nuovo ciclo di modelli.


Inoltre, Stellantis ha investito nella fabbrica di Cassino per introdurre la piattaforma elettrica STLA Large. Si andranno a produrre modelli elettrici premium di marchi come Alfa Romeo e Maserati. A Modena è stata avviata la produzione della Maserati MC20 e presto arriverà un nuovo reparto di verniciatura dedicato alla personalizzazione dei modelli del Tridente. Infine, a Cento è stata creata una business unit dedicata alla produzione di motori industriali e marini.

A settembre, nel complesso industriale di Mirafiori, abbiamo inaugurato l'innovativo Battery Technology Center che permetterà di testare e sviluppare i pacchi batteria per i veicoli elettrici che alimenteranno i futuri prodotti della gamma Stellantis. Due settimane fa, invece, Stellantis ha celebrato, sempre nell'area di Mirafiori, l'apertura ufficiale del suo Circular Economy Hub, che mira ad allungare la vita di componenti e veicoli, garantendone una maggiore durata. Per i due progetti l'investimento totale è stato di oltre 80 milioni di euro.

Durante l'incontro, Stellantis ha pure ricordato altri importanti investimenti effettuati in Italia. Al termine, i rappresentati del Gruppo hanno ribadito come ognuna delle parti presenti al Tavolo Sviluppo Automotive debba "abbracciare il cambiamento necessario in modo totalizzante, proattivo e sincero, perché solo così sarà possibile gestire al meglio la transizione verso l'elettrificazione del settore automobilistico in Italia per far sì che, tutti insieme, si possa creare la condizione per offrire una mobilità accessibile ai clienti. Si tratta di anticipare i tempi, perché lo status quo è contrario a un business sostenibile che vada a beneficio dei dipendenti del settore automobilistico in Italia".

LE DISCUSSIONI VANNO AVANTI

Insomma, a parte una serie dichiarazioni, da questo primo tavolo non è emersa alcuna novità concreta. Tuttavia, al termine, il ministero ha annunciato l’avvio di cinque tavoli di lavoro: uno sulle produzioni e in particolare su come utilizzare i 6 miliardi di risorse del fondo automotive; un secondo tavolo sulla componentistica, efficientamento produttivo, energia e logistica; un terzo su sviluppo e innovazione del settore; uno sulla componentistica e infine uno su occupazione e formazione.


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Commenti

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liuc

Secondo te i concorrenti dell' Italia sarebbero quelli da te citati? Sono anni che la produzione di auto si è concentrata nell'est Europa, per non parlare di Turchia, nord Africa e Serbia per Fiat.

ilariovs

Tranquillo glieli darai con gli interessi di CIG.

Quelli si che sono ben investiti.

Anche all'ILVA stanno rendendo bene. Meglio dei BTP un mese fa.

ilariovs

Hanno detto che loro puntano sulle BEV.

Per cui o ci punta pure l'Italia o immagino si spostanondove ci puntano. Inoltre energia a basso costo.

D'altra parte chiunque di noi avesse la responsabilità di tenere in utile un'azienda farebbe lo stesso.
Se la mia strategia e la tua sono diverse è chiaro che uno dei due deve cambiare percorso oppure ognuno per gli affari propri.

A morte il Troll

Mi sa che sei giovane e speranzoso. Da questi tavoli non esce mai nulla. Solo chiacchiere da elargire al popolo per far vedere il movimento. Come il barista che non sa che fare quando non ci sono clienti, pulisce i bicchieri puliti. Serve solo per far vedere che lavorano.

Tizio

Lo sta facendo la regione Emilia Romagna per conto suo con tutta la questione Motor Valley.

Ma diciamo che la questione Silk Faw non è andata benissimo.

La stessa regione Piemonte che da sempre porta il fardello di Fiat ma soprattutto dell'indotto in caduta libera e di tutte le fabbriche e capannoni vuoti è un caso perso.
Ci ha provato, ma fra la Rayton Fissore e la truffa dei Rossignolo con la De Tommaso ora si sta sgretolando anche la ItalVolt a Scarmagno.

A morte il Troll

Si, dateci i piccioli e muti

Giuseppe Capozzi

han portato jeep e porteranno DS....

Giuseppe Capozzi

gli altri costruttori europei non sono da meno!! anzi ..

Lettore espatriato

"... restare a produrre in stati dove la mano d'opera costa meno, pochi problemi burocratici e permessi veloci..."

Tipo la Francia, la Germania , UK o gli USA ? Su , che 'sta storia che in Italia non conviene produrre , costa troppo , etc... andava bene 20 anni fa quando internet era poco diffuso .

Chiaro che in Italia non si possono più fare produzioni di massa a basso costo . Ma produrre vetture di più alto costo ( e guadagno ) , si . Solo che se l'interlocutore industriale è sempre e solo uno , c'è poco da contrattare .

Si è visto che la politica industriale di Fiat -> FCA -> Stellantis non coincide necessariamente con la politica industriale necessaria al Paese . Lo abbiamo visto in molti casi e , soprattutto, con l'elettrico .

Forse sarebbe il caso di fare una sorta di programmazione , di cosa serve fra 20 o 30 anni , e investire su quello e sulle persone ( direttamente ) . Invece di distribuire soldi ai soliti , che ne prendono 100 e 90 li portano all'estero ...

liuc

Credo sia palese che investire in Italia e non conviene, ancor più in questo settore, ma poi perchè motivo dovrebbero? Da decenni ormai gli italiani comprano comunque qualsiasi auto li si proponga, tanto vale restare a produrre in stati dove la mano d'opera costa meno, pochi problemi burocratici e permessi veloci.

Davide

Questi ratti vogliono essere sussidiati dallo stato per avere una produzione a costi paragonabili all'est Europa senza dover spostare o rifare lo stabilimento altrove.
Sarebbe da arrestare chiunque gli dia dei soldi

Lettore espatriato

"...L'obiettivo, come sappiamo, è quello di rilanciare il settore automotive in Italia, per arrivare a portare la produzione di auto a 1 milione l'anno..."

Al di là del fatto che parlare di 1 milione di auto generiche , ha poco senso .
Per esempio , produrre un 1 milione di ( esempio ) Topolino è un discorso . Produrre 1 milione di Maserati un altro .

Ma, soprattutto , non sarebbe il caso di incominciare a cercare di portare in Italia anche altri produttori , invece di dialogare sempre con gli stessi e che fanno sempre le stesse mosse : promesse mirabolanti di occupazione , seguite a 5 o 6 anni di distanza da nuove richieste di denaro/sussidi/cassaintegrazioni ? Nessuno crede che gli altri siano meglio , ma insomma .....

Frug

Una bella bacchetta a governo e media:

Si tratta di anticipare i tempi, perché lo status quo è contrario a un business sostenibile che vada a beneficio dei dipendenti del settore automobilistico in Italia.


Invece che favorire l'elettrificazione, colonnine, wallbox domestiche e/o condominiali, HPC in autostrada, incentivi alle auto elettriche, informazione neutrale, i nostri politici spesso si lasciano andare a dichiarazioni al limite delle fake news, oltre naturalmente a continuare a sostenere i biocarburanti: soldi buttati.

Salvatore Sgambato

Stanno chiedendo ai capponi di anticipare il Natale... Salvini, Urso e Pichetto-Benzin non hanno alcuna intenzione di sposare la transizione o addirittura accelerarla, sapevatelo

topogigio

impegni al fallimento, ma prima deindustrializzazione in italia

Meandmyself

Impegni di vendere auto straprezzate con taeg sopra L 11%?

ilariovs

" incentivi adeguati per i clienti di veicoli elettrici per sostenere il mercato, sviluppo della rete di ricarica e il miglioramento della competitività industriale di Stellantis e dei fornitori italiani, incluso il costo dell’energia."

Una cosa la si può dire. Parlano chiaro.

Andee Kcapp

" Insomma, a parte una serie dichiarazioni, da questo primo tavolo non è emersa alcuna novità concreta. 2
Come al solito parole, parole, parole, nient'altro che parole.
I fatti concreti saranno la minima parte di tutte queste parole.

T. P.

speriam bene!

Petri97

È un primo passo (in ritardo) dall'italia verso l'auto elettrica, bene

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