Cerca

Carlos Tavares, Stellantis investirà nella produzione di energia nei suoi impianti

Piano di risparmio energetico e produzione di energia direttamente negli impinati

Carlos Tavares, Stellantis investirà nella produzione di energia nei suoi impianti
Vai ai commenti
Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 15 set 2022

Il problema dell'energia e degli aumenti delle bollette, come sappiamo, sono temi molto discussi di questi tempi. Problematiche che vanno a colpire anche le attività delle case automobilistiche che si stanno organizzando per affrontarle nel migliore dei modi. Durante una videoconferenza a margine del Salone dell'auto di Detroit, Carlos Tavares, CEO di Stellantis, ha fatto sapere che stanno valutando investimenti significativi per produrre energia direttamente all'interno dei loro stabilimenti.

Stiamo ora preparando un piano di riduzione dell'utilizzo di energia molto forte. Faremo investimenti significativi per produrre la nostra energia in loco.

A quanto pare, una decisione sarà presa già nel corso dei prossimi giorni. Il Gruppo automobilistico sta dunque definendo una strategia in risposta alla minaccia del taglio delle forniture di gas naturale dalla Russia che potrebbero complicare le loro attività.

ANCORA POCHI DETTAGLI

Non ci sono ancora particolari dettagli su quello che Stellantis potrebbe fare. Tuttavia, Tavares ha aggiunto che gli stabilimenti europei dell'azienda hanno ancora ampi spazi da utilizzare per realizzare nuovi impianti fotovoltaici. Stellantis, dunque, punterà sicuramente sul fotovoltaico per questo progetto ma mancando precise informazioni non è chiaro se il Gruppo lavorerà anche su altre fonti di produzione di energia.

Per quanto riguarda il piano di risparmio energetico, Tavares ha evidenziato che per realizzarlo si prenderà spunto da quanto è stato fatto in Giappone da diverse azienda dopo che nel 2011 uno tsunami aveva creato lunghi problemi di disponibilità di energia elettrica.

Il numero uno del Gruppo Stellantis ha voluto anche precisare che, per il momento, le loro attività europee non sono state interessate da interruzioni di fornitura del gas anche se le tariffe hanno subito un forte rincaro.

"È un ulteriore elemento di caos", ha sottolineato Tavares, che va a sommarsi ai problemi della catena di approvvigionamento e alle interruzioni della pandemia che la casa automobilistica ha affrontato per più di due anni. E passando a temi maggiormente legati al mondo automotive, il CEO di Stellantis ha ribadito che non ci sarà alcuna separazione tra le attività legate alle auto elettriche e quelle dei modelli con motore endotermico.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento
B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

Rischio d'incidente. Generico. Come hai ben detto tu, l'aereo è il mezzo più sicuro ma quando c’è un problema è grave. Le centrali a fissione sono la stessa cosa, pochi incidenti ma quando capita quello giusto è un disastro

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Per me sono tutti voli pindarici. Il nucleare è solo la foglia di fico di chi non vuol adottare le rinnovabili in fretta. Non subito che ci siano tanti che credono seriamente che dovremmo installare il nucleare. Semplicemente la sindrome Nimby ci impedirà di fare alcunché. E forse, ricordando che abbiamo livelli di corruzione importanti e organizzazioni mafiose radicate, non è un male starne lontani. Per la cronaca, se tedeschi, svizzeri, francesi volgono, non sono contrario.
Infine, l'altro elefante nella stanza sono i costi...

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarà anche legalmente così, ma poi vediamo come i vari comitati del no insorgeranno. L'opinione popolare non può essere presa sottogamba e 2 referendum contano.
Poi sui tempi di costruzione vediamo se in Italia è proprio così...
Non riusciamo a fare le rinnovabili in 5 anni, figuriamoci il nucleare.

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh allora è deciso.. mettiamoli da te... Dove sarebbe il posto?

S
Sherthes 01 Jan 1970 @ 00:00

Errorissimo: due referendum popolari non ti bandiscono nulla e non hanno potere legale in nessuna maniera. Se domani l'EU si sveglia o viene apprivato direttamente dal nostro governo la costruzione forzata di centrali nucleari in suolo italiano, non c'è referendum che tenga. Si abbassa la testa e si costruiscono, com'è giusto che sia. PS: la costruzione di un SMR prevede già dopo 7 anni la produzione di energia. Inoltre, non è raro che degli impianti vengano costruiti in meno di 5 anni, la Francia in 20 anni ('80-'90) ha costruito più di 50 impianti.

T
TheGabriele 01 Jan 1970 @ 00:00

Gianluigi , ottime considerazioni: qual è la tua formazione a riguardo?

S
Sherthes 01 Jan 1970 @ 00:00

No, ma chiedo, rischio di cosa, nel merito? Perché si, è logico dire che più cose ci sono e maggiori sono i danni che possono provocare, ad esempio il numero delle automobili col numero di incidenti. Pero, se lo vogliamo vedere in percentuale, es: l'automobile è il mezzo di trasporto più utilizzato ed anche quello con % di incidenti più elevati, l'aereo è il più sicuro, ma la % di mortalità dell'incidente è più elevata dell'automobile.

S
Sherthes 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà abbiamo già individuato plurimi siti perfetti per lo
stoccaggio delle scorie nucleari (bada bene: le scorie e non i rifiuti).
Solo che, appunto, comitati nazi-ambientalisti con la lacrimuccia
facile si oppongono come se dovessero evitare un apocalisse zombie.
Detto questo, se chiedessero a me di stoccare scorie nucleari sotto casa
mia direi subito di si. Sai quanto guadagneresti e quanti controlli per
la salute di ambiente e persone ti devi sottoporre all'anno? I siti di
stoccaggio sono tra le strutture più resistenti e sicure al mondo,
insieme con le centrali nucleari

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo possono già fare con i PPA. Possono fare accordi diretti con i produttori per avere energia a un prezzo fisso per un tempo stabilito (un paio di decadi, per esempio). L'investimento può essere così realizzato dal produttore di energia.

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci terrei a sottolineare come il mio discorso era più possibilista circa una ipotetica futura disponibilità. Non volevo indicare una soluzione anche perché, come giustamente indichi, gli SMR non esistono ancora.

Sul discorso dei referendum, non contano nulla. Son passati diversi anni dall'ultimo e sarebbe possibilissimo farne uno nuovo. A mio avviso però si sta ignorando il vero elefante nella stanza: non abbiamo, ad oggi, un luogo dove le scorie sarebbero stoccate, né sappiamo dove sorgerà (abbiamo un elenco di siti potenziali, nient'altro). Se la gente si è stracciata le vesti per un rigassificatore, non darei assolutamente per scontato che questo deposito nazionale sia realmente possibile realizzarlo.

T
Tizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi semplicemente prenderanno il modello di Mirafiori, sviluppato pre Stellantis e lo estenderanno a tutto il gruppo?

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Nessuno la vuole a casa sua. E infatti sono decadi che non decidiamo

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Non vorrai dire che a casa tua non la vuoi?

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Dai, il 25 votiamo te...

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Musk commercia titoli finanziari. Tavares commercia energia.
Rimane qualcuno a commerciare automobili?

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Dico che sono terre già compromesse e che è inutile inquinare ovunque e ritrovarsi con un'Italia inabitabile al 100%.
Ovviamente il territorio che ospita viene ricompensato in qualche modo

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma che discorso è??? Facciamo li lo stoccaggio delle scorie nucleari perché tanto c'è la mafia che inquina?????
Secondo me puoi candidarti a leader della Lega

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me dovrebbero farle al sud, in zone già inquinate dalla mafia ad esempio.
Alla fine sono regioni in perdita e che hanno un debito verso le altre

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Dipende sempre da quale obiettivo ci si dà. Per esempio un conto è il gas per fornire calore, un altro per generare elettricità. nell'articolo è chiaro che stellantis guarda all'elettricita, dunque installare fv ha senso (anche perché i spazi non gli mancano).
Nei settori industriali per esempio l'uso di un elettrolizzatore potrebbe supportare la produzione di h2 in loco, da usare nei processi (non come combustione, che è uno spreco).
Penso ad esempio all'acciaio, per la riduzione del ferro nell'industria chimica, come materia prima.
I processi che richiedono alte temperature comunque sono difficili da decarbonizzare. Saranno probabilmente gli ultimi

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

No, forse perché va costruito ma sanno perfettamente che in qualunque parte d'Italia gli direbbero di no e sorgerebbero comitati. La decisione si trascina ormai da decadi

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse perché un luogo perfetto non esiste?

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, ma costano molto in proporzione alla produzione... E vedi che anche in Ucraina il problema delle centrali è saltato fuori

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

In UK stanno costruendo il primo nuovo reattore dopo parecchi decenni di stop e le cifre alle quali gli comprano energia sono intorno ai 100-110 €/MWh ( erano intorno a 90£/MWh qualche anno fa ) . Ai prezzi attuali sarebbe un buon investimento ( se si escludono le spese di smantellamento ). Ma la realta' e' che eolico e solare costano quasi la meta' .

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Tra due anni , se il gas tornerà a prezzi più ragionevoli , con il solare intorno a 50-60 €/MWh e l'eolico ancora meno costoso , dubito che il consumo di gas ritornerà ai livelli precedenti.

Probabilmente si utilizzera' il gas proprio per colmare i punti deboli delle rinnovabili , facendo da "tappabuchi" quando sole e vento non ci sono .

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Le scorie senza spedirle chissà dove... A dire il vero andrebbero stoccate in un centro specializzato scavato nella roccia e circondato di svariati metri di cemento. Poi il fatto che non abbiamo ancora individuato il luogo dove farlo, è un dettaglio.

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Invece la manutenzione nulla, non vedo proprio come possa esistere, dato che qualunque macchinario ne richiede. Figurarsi un impianto nucleare..

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli SMR sono ancora in fase di prototipo, non esistono ancora a livello commerciale. In Italia il nucleare è bandito da 2 referendum.
Stellantis potrebbe pensare al nucleare come fonte all'estero, ma non avrebbe l'interesse (e forse la forza economica) per gestirli in autonomia.
Infine, l'installazione di un SMR richiede comunque anni fra progetti, studi di impatto ambientale, commissioning, ecc.
Il nucleare è un affare da aziende diproduzione energetica e basta. Fra l'altro il costo del nuovo nucleare è parecchio alto e visti i tempi lunghi ha problemi a ottenere finanziamenti dalle banche a tassi accettabile.
Traduco: possibilità che Stellantis adotti il nucleare, sotto zero

S
Simone 01 Jan 1970 @ 00:00

Nel settore industriale non ci si slega dal gas. Al massimo si puó pensare di utilizzare la combustione di idrogeno come sostituto.

Non c'é metodo di applicazione dell'energia elettrica in impianti simili.
Certo avrebbero tenuto in piedi i consumi energetici e rivenduto alla rete nazionale l'energia prodotta

B
BlackLagoon 01 Jan 1970 @ 00:00

in effetti però ultimamente stanno avendo molto risalto i micro reattori che verrebbero prodotti in serie in fabbrica e che non necessitano di manutenzione. Questo sarebbe il perfetto caso d'uso..

F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

Non dire sciocchezze, le centrali nucleari non sono come i pannelli fotovoltaici, devono avere dimensioni minime importanti per essere convenienti.

F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

Non lo hanno fatto prima semplicemente perché non era conveniente, peraltro l'attuale prezzo del gas è semplicemente folle, fuori mercato, tra un paio di anni crollerà e allora gli impianti fotovoltaici torneranno a non essere convenienti senza gli aiuti statali.

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

no? cosa non ti quadra?

S
Sherthes 01 Jan 1970 @ 00:00

Il rischio?

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

al di sopra delle fasce temperate si, vicino l'equatore che te ne fai del teleriscaldamento? EDIT. google predilige i limiti delle zone temperate (giustamente) tranne per la Thailandia, lo stesso non si può dire per Amazon che sta costruendo 3 nuovi datacenter praticamente all'equatore

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

il rischio aumenta proporzionalmente al numero di fattori. Non sarebbe proprio un'ottima idea, al netto del fatto che all'aumentare delle centrali aumenterebbero di pari passo i costi di gestione

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Equamente distribuite è utopia.
Meglio quante servono, piazzate nei posti dove è possibile metterle, possibilmente con la possibilità di stoccare le scorie nelle generali vicinanze senza doverle spedire chissà dove.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Un impianto di produzione consuma anche più di un data center.
Poi, dei data center di solito non si reimpiega il calore per teleriscaldamento, più che elettricità in eccesso prodotta dai pannelli o altre fonti?

S
Sherthes 01 Jan 1970 @ 00:00

Meglio tante, di qualsiasi taglia, e distribuite uniformemente. Anche perché il trasporto di energia elettrica è intrinsecamente inefficiente e si rischia che, se il tragitto è troppo lungo, venga dispersa nell'ambiente come calore o quando vengono convertiti tensioni e voltaggi.

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

Se sono riusciti con i data center, non vedo perchè non possano riuscirci anche colossi di altri settori

B
BATTLEFIELD 01 Jan 1970 @ 00:00

Come mai non lo abbiano mai fatto le vetrerie e le acciaierie rimane un mistero EDIT: l'Ilva è una città, quanto potrebbe produrre con coperture fotovoltaiche a tappeto?

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Mhhh...
La vedo molto dura produrre così tanta energia da averne addirittura in eccesso, per aziende del genere.

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

direi per niente fattibile

r
remus 01 Jan 1970 @ 00:00

Meglio poche e grosse che tante e piccole ahah

W
Walter 01 Jan 1970 @ 00:00

ad arese c' era

I
Ikaro 01 Jan 1970 @ 00:00

VOOOLOOOOOOOO

M
Michael Galvani 01 Jan 1970 @ 00:00

Non so quanto possa essere fattibile onestamente anche se sarebbe fantastico se le big corp investissero per essere energicamente autosufficienti e magari reimettessero nella rete gli eccessi (vendendo l'energia ovviamente)

m
mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

siamo contenti per loro.