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Stellantis, Tavares: negli USA servono altre due fabbriche per le batterie

I vantaggi dell'Inflation Reduction Act interessano molto a Stellantis

Stellantis, Tavares: negli USA servono altre due fabbriche per le batterie
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 1 giu 2023

Stellantis ha in progetto di costruire una fabbrica per le batterie nell'Indiana e una in Canada in collaborazione con, rispettivamente, Samsung SDI e LG Energy Solution. A quanto pare, però, il Gruppo automobilistico potrebbe arrivare a costruire due ulteriori stabilimenti per la produzione degli accumulatori negli Stati Uniti.

A margine dell'inaugurazione della fabbrica dedicata alla produzione delle celle per le batterie delle auto elettriche a Douvrin, in Francia, di proprietà di Automotive Cells Company (joint venture tra Stellantis, Mercedes e TotalEnergies), Carlos Tavares, CEO di Stellantis, ha confermato che il Gruppo avrebbe bisogno di ulteriori impianti per gli accumulatori negli Stati Uniti per raggiungere gli obiettivi di produzione che si sono prefissati.

Sapete che faremo due gigafatory in Nord America, una in Canada e una nell'Indiana e noi sappiamo che avremo bisogno di una terza e di una quarta. Ci saranno degli annunci su una terza e una quarta gigafactory negli Stati Uniti.

Ad influenzare la strategia del Gruppo c'è sicuramente l'Inflation Reduction Act (IRA) visto che Tavares ha confermato che l'IRA ha creato condizioni molto favorevoli per gli investimenti in questo Paese. Non è una novità come abbiamo avuto modo di vedere nel corso degli ultimi mesi. L’Inflation Reduction Act va a premiare la produzione made in USA attraverso una serie di agevolazioni.

Diverse case automobilistiche negli tempi hanno iniziato a guardare con sempre più interesse alle opportunità legate all'Inflation Reduction Act anche per via del fatto che il credito d'imposta per l'acquisto delle auto elettriche prevede dei stringenti vincoli di produzione.

Stellantis, dunque, potrebbe essere il prossimo Gruppo automobilistico a voler approfittare di questa opportunità. Investimenti che, come temono gli analisti, potrebbero penalizzare quelli nel Vecchio Continente. Ricordiamo, infine, che l'obiettivo di Stellantis è quello di arrivare a disporre di una capacità di produzione globale di batterie pari a 400 GWh entro il 2030.

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Commenti Regolamento
F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti ho detto che Elkann comanderà, cioè sceglierà il nuovo amministratore delegato, potrebbe anche confermare quello attuale.

l
liuc 01 Jan 1970 @ 00:00

..ma questo non vuol dire che Elkann diventi amministratore delegato, ognuno faccia il suo lavoro...

J
Jhon Fred O'Caan 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh oddio, finché rimane il collo di bottiglia sui semiconduttori il problema è reale. Ad oggi ci sono ancora mesi e mesi di attesa sul nuovo, mentre la maggioranza di auto in pronta consegna sono cinesi. E sarà così ancora per molto.

F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

No, leggiti l'accordo di fusione, l'azionista di maggioranza relativa è la holding degli Agnelli, lo stato francese deve cedere le sue azioni con facoltà di prelazione da parte della famiglia Peugeot, ma anche se Peugeot avesse i soldini per comprare tutte le azioni dallo stato resterebbe comunque in minoranza.

l
liuc 01 Jan 1970 @ 00:00

Va bè stai scherzando vero?

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

ahhahaha

a
accakappa 01 Jan 1970 @ 00:00

Che qualcuno passasse vicino a casa mia poi vedi che eroi...

a
accakappa 01 Jan 1970 @ 00:00

Che si aggiungono questo è certo come è certo che ci sarà una "invasione". queste le parole di William Li fondatore di NIO : "Non dovremo stupirci se i Paesi europei dovessero alzare barriere doganali", ha detto il top manager. "Una prospettiva che prevede preoccupazioni politiche soprattutto dalle parti di Berlino: la Germania è il Paese che più ha da temere da questa invasione". Ragion per cui stanno costruendo fabbriche di batterie proprio in Europa.
A meno che non vuoi dagli del babbeo...

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Era così già ai tempi di FCA (ci ho lavorato), RAM e Jeep in USA generano la maggior parte dei profitti, e Fiat in Brasile contribuisce come volumi

l
luc tresson 01 Jan 1970 @ 00:00

In Europa chiedono fondi europei per aprire fabbriche di batterie e incentivi per vendere le loro auto che hanno raggiunto prezzi folli, così come in USA prendono soldi per costruire altre fabbriche di batterie. Ovviamente senza i soldi dei cittadini queste mega aziende sarebbero già fallite visto che hanno più debiti che utili e stanno in piedi grazie agli stati che le mantengono. Sono di fatto aziende di stato i cui profitti sono privati.

U
U.S.A. 🇺🇸 01 Jan 1970 @ 00:00

❤️🇺🇸❤️

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Vedi che gli anziani hanno l'esperienza e poi spesso ci azzeccano... Come dice il nonno: quando da noi c'era la L'IRA si stava meglio...

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Il nesso?
Non saltare di palo in frasca come al solito e rispondi alla mia domanda.
Tanto per chiarire, il punto di partenza è che gli USA stiano incentivando pesantemente gli investimenti in mobilità elettrica, cosa che ovviamente attira anche i costruttori europei, a differenza dell'Europa che ha fatto ben poco sotto questo aspetto.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

IRA si, il regolamento EPA, invece?

D
Dark Entries 01 Jan 1970 @ 00:00

Non esiste nessun pericolo di invasione cinese.
Semplicemente si aggiungono alle proposte di coreani, giapponesi, ecc.
MG è ormai in vendita da parecchio e la prossima sarà Byd.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà hanno chiesto politiche protezionistiche, non di arrestare l'avanzata elettrica. Anche perché Stellantis sta aprendo fabbriche di batterie anche in UE con Mercedes.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Leggo proposte.
Le hanno già approvate?

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

secondo me vogliono fare gli eroi senza vedere la pochezza che è la realtà!

c
chester999 01 Jan 1970 @ 00:00

no

c
chester999 01 Jan 1970 @ 00:00

mamma mia ...

c
chester999 01 Jan 1970 @ 00:00

lo preferivo quando faceva l'allenatore ..... ah no era tabarez.

F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma infatti Fiat ha potuto accoppiarsi con Peugeot solo grazie alla dote americana che da sola vale più di Fiat e Peugeot messe assieme!

F
Francesco Renato 01 Jan 1970 @ 00:00

Per il semplice motivo che il suo mandato si avvicina al termine e dopo sarà Elkann a comandare.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh...
Giochiamo a trova le differenze.
UE: data ideologica, euro 7 e tanti saluti.
USA: nessuna data, ma miliardi su miliardi per favorire la transizione.

Chissà perché stellantis si comporta diversamente nei due continenti...

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Italia Germania 4 a 3.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
Lo stesso gruppo qui dice di arrestare l'avanzata elettrica e li apre fabbriche.

ma dove scusa?

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Adesso mi sento raggirato.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Non chiedono soldi per proteggere l'ICE, chiedono soldi per poter fare il passaggio.
Mi sa che leggete solo i titoli degli articoli, Tavares non ha mai chiesto soldi per proteggere l'ICE ma ha sempre parlato di aiuti per l'adozione BEV.
Poi dove hai letto che chiedono soldi per EU7?
Si lamentano che è inutile ed è controproducente sugli investimenti da fare.

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

La tua è palesemente una domanda retorica.

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

No. Che chiedano soldi stile IRA per la transazione potrei capirlo e sarebbe coerente con quello che fanno in America.
Chiedono soldi per difendere le endotermiche anche con le modifiche per l'uero7.

Altrimenti facciamo finta di non vedere.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00
Vedete se il riassunto è corretto.

No
In Eu non chiedono soldi per proteggere le endotermiche chiedono quello che hanno fatto gli USA con IRA cosa quasi impossibile in EU per via degli aiuti di stato proibiti.
Non puoi fare EU7, mettere la data di morte al 2035 e stare quasi a guadare come va a finire.
In USA non solo i singoli Stati danno soldi ma con IRA, che è federale, creare la catena delle celle è molto più conveniente e non solo per le auto.

a
accakappa 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo che sti politici europei sono delle cime. Prima approvano un bando senza neanche uno straccio di politica economico/industriale che aiuti le aziende a fare sta transizione, non solo poi aggiungono anche le beghe dell'euro 7. Non hanno attuato nessuna contro misura contro il pericolo "dell'invasione" cinese. E si sono fatti fregare dagli americani che non sono fessi. Che dire, altro che borse gli hanno regalato... un vagone...

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Se siamo tutti uguali, l'unione è perfetta.

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

La domanda sottesa era un'altra.
Lo stesso gruppo qui dice di arrestare l'avanzata elettrica e li apre fabbriche.

Non vi sentite un po' raggirati da demagogia da quattro soldi?

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

sono tutti uguali, forse solo i paesi dell'est non lo sono perchè non hanno niente da perdere.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

Italia e Germania locomotive dell'unione sotto questo aspetto

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Può essere. Io descriverei più così l'Italia e gli italiani.

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

l'UE è un unione gestita da vecchi composta da paesi vecchi. troppi interessi e corruzione a restare immobili per evitare cadute di potere

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti, burocrazia a mille.
Sono dei grandi costruttori di burocrazia.
Esportiamo burocrazia?
Europa Leader del Mondo!

G
Ginomoscerino 01 Jan 1970 @ 00:00

si a fare 50000000000 parole e 0 fatti

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

L'Europa è famosa per la sua proverbiale lungimiranza.
Ma hanno imparato qualcosa dallo shortage di chip?

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Tavares, lo vedo sempre più pallido ed emaciato.

A
Andrej Peribar 01 Jan 1970 @ 00:00

Vedete se il riassunto è corretto.

In Europa piangono soldi per tutelare le auto endotermiche per via della poco competività Europea sulle batterie ed in America aprono le fabbriche di batterie?