Cerca

Bentley Batur Convertible n. 4: la one-off su misura definitiva

Una Bentley su misura che unisce lusso, memoria personale e artigianalità estrema, raccontando il legame profondo tra cliente e Mulliner.

Bentley Batur Convertible n. 4: la one-off su misura definitiva
Vai ai commenti
Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 16 gen 2026

Non è solo una nuova Bentley, e nemmeno “semplicemente” una one-off firmata Mulliner. La Batur Convertible n. 4 è l’ennesimo capitolo di una relazione ormai consolidata tra una cliente estremamente esigente e il reparto bespoke di Bentley. Per la proprietaria, Sonia Breslow, farsi realizzare una Bentley su misura non è un evento eccezionale, ma quasi una consuetudine. Nella sua collezione figurano già una Blower Continuation Series, una Speed Six Continuation Series e la Bacalar, prima Bentley carrozzata dell’era moderna.

Qui, però, il livello si alza ulteriormente. Ogni scelta nasce da una visione precisa, da un’idea di coerenza che attraversa colori, materiali e dettagli. Non c’è nulla di casuale. Tutto è pensato per dialogare con il resto della collezione, ma anche per distinguersi. Ed è proprio questo equilibrio, tra continuità e unicità, che rende il progetto particolarmente interessante.

Colori, dettagli e piccoli gesti che fanno la differenza

Dal punto di vista estetico, la Batur Convertible n. 4 punta senza esitazioni su un lusso elegante, mai urlato. La carrozzeria adotta una livrea tritone basata su colori commissionati appositamente dalla cliente, impreziosita da una sottile linea argento lucido da 6 mm che sottolinea il celebre “cofano infinito” della Batur.

Il colore principale, il Breslow Blue, non si limita alla carrozzeria: viene ripreso anche nella capote in tela, una prima assoluta per Bentley, e nell’Airbridge che rimane visibile a tetto aperto. Attorno a questo blu ruotano numerosi dettagli coordinati: la pinstripe sul cofano in Midnight Breslow Blue, gli accenti su cerchi e specchietti, fino ai terminali di scarico in titanio lucidato e alle griglie in argento brillante.

Ma è entrando nell’abitacolo che emerge la dimensione più personale dell’auto. La luce di benvenuto proietta il nome della proprietaria in una grafia manoscritta, modellata grazie a oltre 415.000 micro-specchi. Un dettaglio che non serve a stupire, ma a raccontare chi è seduto al volante.

Tradizione Bentley, tecnologia e un W12 senza compromessi

L’interno continua questo dialogo tra calore e raffinatezza. Le tonalità autunnali – beige, caramello e azzurro chiaro – accolgono il Breslow Blue dell’esterno, portandolo dentro l’abitacolo con grande naturalezza. Le cuciture a contrasto attraversano sedili, poggiatesta e plancia, mentre nei tappetini a pelo lungo compare, quasi nascosto, il profilo del vulcano Batur, da cui il modello prende il nome.

Non manca il richiamo alla tradizione. La plancia con finitura “engine spin” in alluminio brillante si ispira alle Bentley storiche, mentre il Bentley Rotating Display adotta quadranti personalizzati e coordinati con l’orologio blu satinato. Accanto a questi elementi classici, però, c’è anche spazio per l’innovazione: per la prima volta Bentley utilizza platino stampato in 3D, impiegato nel riferimento del punto morto superiore sul volante e negli organ stop, a ulteriore conferma dell’esclusività dell’auto.

Sotto il cofano, nonostante l’altissimo livello di personalizzazione, non si scende a compromessi. La Batur Convertible conserva la versione più potente del celebre W12 Bentley: un 6.0 litri biturbo da 740 CV, assemblato a mano, pensato per offrire un’esperienza da vera gran turismo.

Il risultato finale è un’auto che non cerca di essere iconica a tutti i costi, ma che lo diventa proprio perché riflette in modo autentico la personalità della sua proprietaria. Una Bentley potente ed elegante, destinata a rimanere (come dice lei stessa) “per sempre”.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento