Batterie allo stato solido: sempre più serrata la competizione tra produttori cinesi
Non solo BYD e CATL: la sorpresa Dreame lancia le batterie a stato solido Galaxy Crystal. Tutte le roadmap dei colossi dell'auto per la produzione di massa.
La competizione sulle batterie allo stato solido (SSB) in Cina sta entrando nel vivo. Parecchi produttori locali, tra cui Farasis Energy, CALB e Gotion High-Tech (quest’ultima partecipata dal gruppo Volkswagen), si sono presi l’impegno di avviare la produzione di prova e i test reali su strada entro il 2027.
La mossa segue a ruota quanto annunciato poco prima da BYD e CATL. BYD ha infatti depositato sei brevetti specifici sulle celle SSB fissando i test al 2027, mentre CATL ha riconfermato ai propri investitori la stessa identica scadenza.
Il piano del governo e la tabella di marcia dei costruttori
Anche Geely ha scoperto le carte sulla tecnologia SSB. Secondo quanto ricostruito da CarNewsChina, il gruppo automobilistico punta a testare su strada nel 2027 le sue celle da 500 Wh/kg. L’idea di fondo è arrivare a garantire alle auto elettriche un’autonomia del tutto paragonabile a quella delle motorizzazioni diesel.
Tutto questo attivismo trova sponda nelle politiche di Pechino. Correva l’anno 2020 quando il Consiglio di Stato cinese rese pubblico il piano “New Energy Vehicle Industry Development Plan (2021-2035)”, fissando paletti e obiettivi strategici per la filiera dell’auto. Tra le priorità del documento c’era proprio la necessità di accelerare su sviluppo e commercializzazione dello stato solido.
A confermare il trend è anche un’analisi di libattery.net: la maggior parte delle aziende del settore sta facendo convergere le proprie roadmap di prova verso la data limite del 2027 indicata inizialmente dai pesi massimi (BYD, CATL e Geely).
Dando un’occhiata ai dati forniti da China EV DataTracker, il quadro di mercato è chiaro: CATL domina in Cina con una quota del 42,9%, seguita a ruota da BYD al 19,5%. Molto staccati tutti gli altri player con quote a una sola cifra, a partire da CALB al terzo posto, Gotion al quarto ed EVE Energy in quinta posizione.
Considerato che i primi quattro produttori insieme mettono insieme oltre il 75% del mercato, per i marchi minori la corsa allo stato solido viene vista come l’unica vera scorciatoia per tentare il sorpasso sui leader.
Da CALB a EVE Energy: le roadmap delle singole aziende
Se si guardano le singole aziende, CALB ha intenzione di validare la tecnologia nel 2027 con test su flotte EV ridotte, per poi spingere sulla produzione di massa nel triennio 2030-2032. Per l’azienda sarebbe un riscatto non da poco, viste le grane avute in passato con i rigonfiamenti delle celle (soprannominate “banana cells”) installate sui modelli GAC Aion.
Gotion High-Tech sta spingendo forte su celle da 350 Wh/kg: test su strada in piccolo bacino nel 2027 e produzione su larga scala prevista tra il 2029 e il 2030. Sulla stessa lunghezza d’onda si trova Farasis Energy, sostenuta da Mercedes-Benz, che intende chiudere la validazione su vettura nel 2027 per poi avviare le linee industriali nel 2030.
Strada leggermente diversa per EVE Energy. L’azienda fa sapere di essere riuscita a sviluppare celle SSB a base di solfuro con capacità nell’ordine degli Ampere-ora (Ah). Il loro piano prevede di svelare nel 2026 una prima generazione di celle con densità energetica massima di 350 Wh/kg e 800 Wh/L, per poi alzare l’asticella nel 2028 con la seconda generazione da 1000 Wh/L.
La scommessa di Dreame
In questa partita è spuntato anche un nome del tutto inatteso: Dreame Technology. L’azienda, nota praticamente a chiunque per i suoi robot aspirapolvere e lavapavimenti, ha svelato la propria strategia per le batterie allo stato solido. Le sue celle, battezzate “Galaxy Crystal" (Xing Kong Jing He), promettono una capacità massima di 60 Ah e una densità energetica che supera i 450 Wh/kg.
Quello proposto da Dreame è in assoluto il ruolino di marcia più aggressivo registrato in Cina: parliamo di consegne su piccola scala già nel 2026 e produzione commerciale a pieno regime nel 2027. Bisognerà capire se i piani sulle batterie, uniti ai progetti su auto da sogno che richiamano palesemente modelli come Chiron e Cullinan, riusciranno davvero a trasformarsi in realtà o se resteranno solo annunci.