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Crisi Northvolt, cosa può insegnare all’Unione Europea?

La crisi del produttore di batterie può insegnare molto cose all'Europa

Crisi Northvolt, cosa può insegnare all’Unione Europea?
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 24 dic 2024

Northvolt avrebbe voluto essere un pioniere delle batterie, un simbolo della competitività europea e un esempio di politica industriale fatta bene. L'azienda aveva raccolto 15 miliardi di dollari, di cui 5 miliardi di dollari in finanziamenti pubblici ed era sostenuta da importanti case automobilistiche come Volkswagen. Eppure, come abbiamo visto, qualcosa è andato storto e l'azienda è entrata in crisi. Oltre ad aver predisposto un piano di ristrutturazione Northvolt ha dovuto chiedere anche la protezione ai sensi del "Chapter 11" contro i creditori negli Stati Uniti. Poco dopo, il suo fondatore Peter Carlsson ha annunciato le dimissioni. Perché si è arrivati a questo punto?

LE AMBIZIONI DI NORTVOLT

L'obiettivo di Northvolt era molto chiaro. L'azienda puntava a diventare uno dei punti di riferimento del mercato delle batterie in Europa. Tuttavia, come sottolinea The Economist, la fabbrica principale dell'azienda ha operato ben al di sotto della capacità, portando al crollo finanziario. Lo abbiamo visto diverse volte, le attività produttive erano in ritardo, tanto che BMW aveva deciso di ritirare la commessa dal valore di ben 2 miliardi di euro per la produzione di celle da utilizzare all'interno delle sue auto elettriche.

I motivi che hanno portato questa scenario? Secondo The Economist, l'eccessiva espansione, le inefficienze operative e l'incapacità di competere con i leader asiatici delle batterie come CATL hanno contribuito a fare in modo che l'azienda finisse in crisi. Northvolt puntava decisamente in alto, nonostante la fabbrica principale ancora non riuscisse ad andare a regime. Infatti, aveva già pianificato la realizzazione di ulteriori stabilimenti.

Northvolt si era assicurata oltre 50 milioni di dollari di preordini ma non è riuscita a scalare la produzione in modo efficace, tanto che, abbiamo visto, alcune aziende si sono sfilate. E qui sono iniziati i problemi che hanno portato alla crisi.

UNA LEZIONE IMPORTANTE PER L’EUROPA

Secondo il rapporto, quanto successo dimostra i rischi legati all'eccessiva dipendenza dal sostegno governativo e all'eccessiva fiducia nei "campioni" industriali. Inoltre, il fallimento di Northvolt sottolinea le sfide nella creazione di industrie tecnologiche verdi sostenibili senza solide strategie commerciali.

I Governi hanno speso miliardi per sostenere un'azienda rimasta indietro in un settore critico per le transizioni verso l'energia pulita e questo secondo il rapporto solleva interrogativi sull'ottimizzazione dell'utilizzo dei fondi pubblici per l'innovazione. Chiaramente, l'insuccesso di un progetto fa parte dei rischi quando si lavora in una nuova direzione ma questo dimostra come sia necessario diversificare gli investimenti su più iniziative imprenditoriali e non solamente su alcuni "campioni".

Serve poi creare specifiche partnership strategiche, anche guardando all'esterno. L'Europa potrebbe dover adottare un approccio più globale per recuperare terreno nelle tecnologie pulite. Aziende asiatiche come CATL e LG Energy Solution si stanno già espandendo in Europa, offrendo modelli per lo sviluppo industriale collaborativo. Anziché escluderle, dunque, l'Europa dovrebbe costruire partnership strategiche per sfruttare le loro competenze, ovviamente il tutto dopo aver costituito un solido quadro normativo per garantire gli interessi di sicurezza europei.

In definitiva serve una strategia industriale completa per poter competere in questi nuovi ambiti come del resto aveva detto un certo Mario Draghi nel suo rapporto dedicato alla competitività dell’economia europea.

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Commenti Regolamento
D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Potrebbe magari insegnare a smetterla di credere ciecamente a tutto ciò che viene detto da un CEO sulla bontà dell'azienda di cui è amministratore.

Soprattutto quando ciò che dice è ciò che vorremmo sentirci dire!

A
Anders Ge (f.k.a."usagisan") 01 Jan 1970 @ 00:00

Evidentemente no, ne carrozzoni ne statale.
E comunque non è neanche quello che ho scritto, ma evidentemente sei troppo preso da te stesso per capirlo.

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

la gente inutile è sempre stata pagata dalle tasse caro sig, Andres
evidentemente tu lavori in un carrozzone o statale per giustificare queste schifezze

M
Migliorate Apple music 01 Jan 1970 @ 00:00

Le proposte che fai sono esattamente il simbolo del perchè l'Europa sta andando verso la recessione

I
Ivano 01 Jan 1970 @ 00:00

Molto simile alla situazione KTM. Gestita da un megalomane che si è voluto espandere comprando aziende e assumendo tutti. Ora ne pagano le conseguenze, soprattutto i dipendenti

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

L'e-fuel fatto coi Meloni?

V
Volpesalva 01 Jan 1970 @ 00:00

La produzione di e-fuel è insostenibile, inefficiente, costosissima, impraticabile; è una soluzione già morta prima di nascere che non può e non deve essere presa in considerazione, se non dai venditori di fumo per loro interessi personali economici e politici. Stesso discorso per l'idrogeno, almeno per le auto, inapplicabile totalmente per inefficienza e costi elevatissimi per la produzione. Ad oggi la sola via per una vera transizione ecologica è lo sviluppo della mobilità elettrica, in particolare delle batterie, e bisogna investire su quello in Europa e nel mondo

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo, poi ti ritrovi un gruppo tedeschi davvero molto arrabbiati ma vestiti benissimo che iniziano a fare i mattacchioni. Stavolta però francesi, inglesi e polacchi si vestono alla moda anche loro

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

ACC si doveva espandere insieme al mercato Stellantis+qualche Mercedes e di conseguenza sono state messe in pausa, qui si sta parlando di una fabbrica che ha seri problemi di qualità e ha perso la commessa BMW perché è in ritardo.
Ci sono notizie sulla fabbrica francese di ACC dove hanno problemi? Sinceramente non ho mai cercato.

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

ACC non sta facendo faville.

Vediamo che succede, io non sono molto fiducioso sulle batterie europee

T
Taycan 01 Jan 1970 @ 00:00

Insegna che non bastano i soldi per fare industria. Serve anche competenza, obbiettivi realistici e soprattutto TEMPO.
Se si vuole togliere clienti alla Cina o alla Korea servono prodotti migliori o uguali al prezzo giusto e soprattutto nelle stesse QUANTITà. Questo richiede anni.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

O semplicemente hanno toppato loro.
Northvolt non stava mica inventando processi nuovi

e
enrico 84 01 Jan 1970 @ 00:00

Finché non hai scritto delle batterie mi stavo immaginando la fiat...

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo mettere la testa sotto la sabbia e puntare sui treni a carbone questo salverà AHAHAHAHAHAHA salverà i cinesi da avere concorrenti e gli regalerà l'ennesimo settore mondiale

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse la strada piú semplice è sotto i nostri occhi ed è comprovata dalla storia cinese.

Obbligare CATL a fare JV con i produttori europei.
Se non CATL, BYD, SVOLT, Panasonic, LG Chem.

Partire da zero è troppo complesso a quanto pare.

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Probabilmente l'EU dovrebbe finanziare e far crescere di più le start-up , in modo che ci siano più iniziative di rottura e sia poi il mercato a decidere quali meritano di proseguire .

Invece, fino ad ora, mi sembra che i finanziamenti EU siano soprattutto indirizzati alle medie-grosse aziende, quasi più a mantenere o trasferire posti di lavoro ....

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, il numero di dipendenti puoʻ portare a pensare quello , ma poi bisogna anche vedere se e quanto le aziende si "fanno in casa".

K
KillerPenguin 01 Jan 1970 @ 00:00

ho detto e-fuel

A
Anders Ge (f.k.a."usagisan") 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma si, che vuoi che sia, sono tutti inutili a parte te, ovviamente.
E poi, quando hanno licenziato tutti, chi gliele compra le macchine, che ci sono solo disoccupati? Tu, l’unico utile?

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

No, l'idrogeno.

K
KillerPenguin 01 Jan 1970 @ 00:00

mi perdoni se la correggo: soprattutto e-fuel

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Soprattutto l'idrogeno.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

No

E
Eltar XWT 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma il CEO non era quello che ha fatto fallire lo stesso progetto in UK ed é un truffatore di lungo corso? Se é così allora era ovvio che finisse cosi

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

una volta che hai le materie prime, i lavoratori a basso costo, terreni sperduti da contaminare e soldi a pioggia dal governo, non è che ci vuole molto a costruire batterie.

S
Surak 2.05 01 Jan 1970 @ 00:00

Peter e diversi politicanti e burocrati UE, perché se l'elettore è probabilmente, per statistica, un idio ta, il politicante non fa quasi mai una scemen za perché è sce mo (sicuramente non a certi livelli di politica)

K
KillerPenguin 01 Jan 1970 @ 00:00

insegna che l'UE deve tornare a puntare su ciò che sapeva fare meglio, motori endotermici e finanziare vere tecnologie utili per il futuro e l'umanità come gli e-fuel e io bio-fuel, anche l'idrogeno mi sta simpatico

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

insegna che i carrozzoni non funzionano
serve poca gente ben funzionante
VW 600k dipendenti mentre Toyota la metà
devono imparare a licenziare e lasciare a casa tutta la gente inutile

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Che le batterie non interessano a nessuno 🙂👍

S
Stephen 01 Jan 1970 @ 00:00

Ennesima BATOSTA della Cina verso la ue.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Può insegnare che Peter è diventato ricco.
E che se i 5 miliardi li prestavano a me sarei diventato ricco io.

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

può insegnare che non bisogna seguire le mode del momento perchè prima o poi passano. Ma non insegnerà niente.

F
Felipe Campos ™ 01 Jan 1970 @ 00:00

motivo 'ceo incompetente' solo uno dei tanti, e pantalone paga.