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La Cina domina il mercato delle batterie per le auto elettriche. L'Europa in forte ritardo

CATL e BYD insieme valgono più del 50% del mercato

La Cina domina il mercato delle batterie per le auto elettriche. L'Europa in forte ritardo
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 12 nov 2024

Il mercato globale delle batterie per le auto elettriche (EV, PHEV, HEV) continua a crescere e ovviamente continua il dominio delle aziende cinesi con CATL indisturbata al primo posto, seguita da BYD. Secondo i dati dell'ultimo rapporto di SNE Research, nel periodo gennaio-settembre 2024 c'è stata una richiesta di batterie pari a 599 GWh, un aumento del 23,4% rispetto allo stesso periodo del 2023.

Entriamo più nei dettagli e vediamo la classifica delle aziende che lavorano in questo campo e le loro quote di mercato.

CATL E BYD AI PRIMI DUE POSTI

Non è certamente una novità. Mese dopo mese CATL è sempre ampiamente al primo posto di questa particolare classifica. Dopo i primi 9 mesi del 2024, l'azienda cinese registra una crescita del 26,5% (219,6 GWh). La sua quota di mercato si è attestata al 36,7%. Insomma, più di una batteria su 3 che troviamo sulle auto elettriche è prodotta da questa realtà. I suoi prodotti non sono utilizzati solamente dalle case automobilistiche cinesi ma pure da costruttori globali come Tesla, BMW e Mercedes giusto per fare alcuni esempi. Viste le novità che sta presentando, la sua quota di mercato non potrà che rimanere molto elevata nel prossimo futuro.

Seconda posizione per BYD con una crescita del 28,0% (98,5 GWh) anno su anno. Quota di mercato pari a 16,4%. Sappiamo bene quanto questa casa automobilistica stia crescendo tanto che alla fine dell'anno potrebbe superare quota 4 milioni di auto vendute. BYD sta puntando tutto sulle elettriche e le Plug-in e questa scelta si riflette anche sulla produzione di batterie. L'azienda cinese, comunque, fornisce i suoi accumulatori anche ad altre case automobilistiche. CATL e BYD insieme valgono più della metà dell'intera quota di mercato globale. Terzo gradino del podio, invece, per la coreana LG Energy Solution con una piccola crescita del 4,3% e una quota di mercato del 12,1%.

Vediamo, adesso, la top 10 dei produttori di batterie nel periodo gennaio-settembre 2024.

  • CATL: 219,6 GWh – 36,7% di market share
  • BYD: 98,5 GWh – 16,4% di market share
  • LG Energy Solution: 72,4 GWh – 12,1% di market share
  • CALB: 29,3 GWh – 4,9% di market share
  • SK On: 28,5 GWh – 4,8% di market share
  • Panasonic: 25,7 GWh – 4,3% di market share
  • Samsung SDI: 23,9 GWh – 4% di market share
  • Gotion: 15,3 GWh – 2,5% di market share
  • EVE: 13,5 GWh – 2,3% di market share
  • Sunwoda: 12,7 GWh – 2,1% di market share
  • "Altri": 59,5 GWh – 9,9% di market share

IL FORTE RITARDO DELL’EUROPA

Dopo tanti proclami e molteplici progetti, l'Europa appare in drastico ritardo nel settore delle batterie per le auto elettriche e il futuro non appare certamente roseo vista la situazione in cui verte oggi il settore automotive. Poco tempo fa, T&E (Transport &Environment) aveva raccontato che nel Vecchio Continente sarebbero a rischio più della metà dei progetti annunciati. Infatti, solo il 47% dell’intera produzione di batterie agli ioni di litio, pianificata in UE da qui al 2030, vedrà sicuramente la luce.

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Commenti Regolamento
L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli operai se li paghi decentemente li trovi. Problema non è che non ci sono, anche perchè oltrettutto quelli italiani sono sostituiti da quelli extracomunitari, ma la competitività sui costi di produzione.
Sulle materie prime vero, la Cina è sicuramente agevolata avendo la riserva mondiale di litio più grande del mondo, e questo ovviamente fa abbassare molto i costi di produzione interna.
A prescindere, in un'azienda produttrice di batterie di questo tipo, i processi produttivi sono tutti robotizzati.

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

Mica vero, ci sono imprese italiane che producono batterie al litio da anni, vedi la Flash Battery, la Seri, la Faam e altre ancora, solo che non sono concorrenziali con i costi e sono direzionate su obiettivi industriali.

M
Marco B. 01 Jan 1970 @ 00:00

in ritardo per una cosa che non vuole nessuno? non. E come siamo in classifica per gli stronzi caramellati e i panini di fango?

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Non si può definire ritardo.
L'UE non ha le materie prime e ormai non ha più nemmeno gli operai. Ha solo dei fighetti.

L
Last 01 Jan 1970 @ 00:00

Vogliamo fare i reattori nucleari ma non riusciamo a fare delle batterie per auto. Ma mi facci il piacere !

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Puntare sui veicoli elettrici oggi è come puntare sul fatto che il sole sorgerà domani, è assolutamente scontato che finiranno per prevalere. Chi lo nega o non sa assolutamente niente di tecnica o è in assoluta malafede, punta solamente a vendere a caro prezzo i suoi veicoli obsoleti per qualche anno ancora, incassando un po' di aiutini di stato con la minaccia di chiudere i pochi stabilimenti che hanno ancora qui. Del resto stiamo parlando di quei furboni che producevano auto elettriche negli USA nel 1996 e le hanno volutamente affossate nel 1999, per vendere pickup, suv e fuoristrada, o di chi faceva la Panda elettra nel 1990, dopo il prototipo elettrico X1/23 del 1974, e che ha venduto la Magneti Marelli cinque anni fa

C
Corryg 01 Jan 1970 @ 00:00

non so te, ma io in qualità di cittadino e votante europeo faccio parte del "noi" come la maggior parte di chi frequenta questo blog, non concordo con la direzione strategico politica adottata in questi ultimi 20 anni, ma questa è democrazia, che per quanto faccia schifo è metodo migliore di governo

m
manman 01 Jan 1970 @ 00:00

Noi Europei al contrario della Cina che le cose le fa sul serio siamo troppo ancorati al passato. Tutti vogliono il rombo dei motori perché gli ricordano Nuvolari. Inoltre l'Europa ha politiche troppo frammentate per effettuare cambiamenti radicali. Resteremo indietro a tutti a meno di darci un paio di schiaffi , soprattutto quei paesi reticenti alle novità come l'Italia che affonda ancora a causa di una miopia storica.
Mobilita elettrica , forse idrogeno , sicuramente mix energetico rinnovabili e NUCLEARE, questo i detrattori del NoNuke se lo devono ficcare nel cervello sennò restiamo sempre indietro.
ps.la Cina ha programmi di costruzione/ricerca in corso nel settore che sono faraonici, e sarà una potenza assoluta...

D
Donaldo Gei 01 Jan 1970 @ 00:00

Puntare su tecnologie di cui non abbiamo nè la competenza primaria (che si potrebbe cmq avevere, le menti non ci mancano) nè i materiali (quelli o li hai o li comperi) non mi sembra molto GENIALE, non sono contro l'elettrica ma contro il come è stata imposta.

S
Sandro-Khan 01 Jan 1970 @ 00:00

Sempre bellissimi gli articoli della Dott.ssa Grazia Ar Cazzo

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

No, dichiariamoci subito sconfitti e continuiamo a produrre auto del secolo scorso che tra qualche anno nessuno vorrà guidare. Che GENIO che sei...

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

E cosa ##### c'entra la UE? Ti risulta che possieda Case automobilistiche?

D
Donaldo Gei 01 Jan 1970 @ 00:00

Questa notizia è falsa! Se l'Unione Europea ha deciso che l'industria automobilistica europea, leader mondiale deve conversi a produrre auto elettriche è perchè l'Europa è leader nella produzione sia delle componenti meccaniche che elettriche, comprese le famose terre rare per produrle! Altrimenti non avrebbe senso.

o
orsidoc 01 Jan 1970 @ 00:00

Penso che a parte storia e cultura, l'europa non ha più nulla da offrire al mondo. Non si procrea, non c'è industria, si è perso il know how in settori cruciali. Ci aspettano anni difficili se non si crea un UE seria ( tipo federalismo americano)

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma dai?

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

noi....

C
Corryg 01 Jan 1970 @ 00:00

eh già, cattivona l'UE che ti da solo altri 12 anni per adeguarti e virare, cattivona la cina che ha sviluppato il know how negli ultimi 20 anni invece di fare festa ed alzare i prezzi sempre di più senza ragione, cattivoni i cittadini che non comprano più made in UE, l'unica vittima è solo la povera VW che non potra più vendere la sua Polo 1.0 a 24000 euro

C
Chris 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché nella maggior parte degli altri settori non siamo indietro? Per hardware e software per informatica come siamo messi? E in quanti settori siamo competitivi? La triste realtà è che decenni di politiche miopi ci hanno isolato e ora dipendiamo dagli altri per tutto. E la cosa assurda è che i ragazzi li formiamo pure ! Solo che non si danno soldi alla ricerca e le aziende stesse preferiscono lavorare con scarsi investimenti tecnologici e quindi si spreca tanta roba studiata o ci troviamo con ragazzi che vanno a fare progetti e quindi brevetti in UK, usa, Australia e in taluni casini persino in Cina. Che per inciso in media paga un 25% in più gli ingegneri che in Italia. Al di là che non servono solo ingegneri al mondo visto che siano robot.

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Comunque, CATL, il primo produttore al mondo di batterie, ha annunciato la nuova generazione stato solido per fine 2025 (ossia solo fra 1 anno). Ok, andranno prima in auto di altissima fascia, ma questo la dice lunga sul fatto che il gap sia ormai incolmabile. Andranno tutti a prendere batterie dai cinesi, per essere comunque competitivi. Sarà uguale al mercato dell'elettronica attuale.

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

o meglio, le nostre case auto sono 20 anni che esportano in Cina auto ICE e fanno bei numeri, ma mannaggia ce ne fosse 1 che si sia sognato di mettersi a fare le EV. Così prima facevano i soldi con la Cina, ora è la ragione principale della crisi. Ma la cattivona è l'Unione Europea, che non li lascia mica fare per altri 30 anni i motori a combustione....

f
frank700 01 Jan 1970 @ 00:00

In Europa pensiamo a tutte quelle soluzioni che non possono prescindere dal cambio manuale, dato che l'elettrico non ne ha affatto bisogno. Intellettuali compresi, intendiamoci. Soprattutto loro.

A
Antares 01 Jan 1970 @ 00:00

Vai con il green deal…

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

A tal proposito:

Stellantis ha annunciato che utilizzerà grafite sintetica per le batterie dei suoi veicoli elettrici (BEV) negli Stati Uniti, un passo importante sia in termini di tecnologia che di geopolitica.
Attualmente, la Cina domina il mercato globale della grafite, controllandone il 90%, una posizione che consente a Pechino di utilizzare questa risorsa come leva politica. Considerando che ogni batteria per veicoli elettrici richiede tra i 50 e i 100 kg di grafite, l'indipendenza dalla Cina è cruciale, soprattutto con l’obiettivo di eliminare i veicoli a combustione interna entro il 2035 in Europa.

Per soddisfare questa domanda, Stellantis ha stretto un accordo con la multinazionale australiana Novonix, che fornirà tra le 86.250 e le 115.000 tonnellate di grafite sintetica tra il 2026 e il 2031.
La grafite inizialmente arriverà da un impianto di Novonix a Riverside, negli Stati Uniti, finanziato anche dal governo statunitense con oltre 200 milioni di dollari, e operativo dal 2025.
Tuttavia, per rispondere alla crescente domanda, Novonix sta pianificando un secondo impianto nel sud-est degli USA con una capacità iniziale di 30.000 tonnellate annue, destinata a salire fino a 75.000 tonnellate.

S
ScreamOutLoud 01 Jan 1970 @ 00:00

Articolo by Captain Obvious?

M
Manu 01 Jan 1970 @ 00:00

si 20 anni di ottime gongole godute dalle passate generazioni .... ora le nuove son fregate.

M
Manu 01 Jan 1970 @ 00:00

perso il treno
persi i brevetti
addio
sono 20 anni che ci lavorano
noi ci svegliamo domani.

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

No Batteries, No Party

R
Recario 01 Jan 1970 @ 00:00

L'UE è un carrozzone fatiscente dipendente da una burocrazia limitante e dagli ordini USA, gli imprenditori hanno paura o non hanno interesse/lungimiranza nell'investire in ricerca e sviluppo, ed il popolo (la maggioranza intendo) non ha interesse nelle auto elettriche perché queste sono da effeminati o per altre motivazioni effimere lette qua e là e ripetute a pappagallo.

Il mix perfetto per il fallimento.

C
Corryg 01 Jan 1970 @ 00:00

Maledetti cinesi, che mentre noi ci gongolavamo con il nostro automotive, si sono permessi di prendersi avanti ed ora sono in vantaggio e quasi totale controllo del nuovo mercato