Luca De Meo su Euro 7. "Regole non opportune, spero ci sia una revisione"
Il manager auspica un cambiamento delle regole di Euro 7
Luca De Meo è tornato a parlare di Euro 7 e della Cina nel corso del suo intervento durante il Festival dell'Economia di Trento. Il CEO del Gruppo Renault e presidente di ACEA ha puntato nuovamente il dito sulla nuova normativa sulle emissioni inquinanti proposta dalla Commissione Europea. Come abbiamo già avuto modo di vedere, il manager è sempre stato molto critico sui contenuti di Euro 7. Durante il suo intervento, De Meo ha ribadito tutte le sue perplessità sulla normativa. Inoltre ha ringraziato il Governo italiano che ha preso una chiara posizione su Euro 7. Nei giorni scorsi, ricordiamo, l'Italia, insieme ad alcuni Paesi membri, ha inviato all'Unione Europea un documento in cui si chiedono modifiche alla normativa giudicata "irrealistica".
Anche De Meo durante la sua intervista auspica che l'Unione Europea riveda la sua idea.
Stiamo cercando (come ACEA) di dribblare regolamentazioni che consideriamo non opportune e non proporzionali. La regolamentazione ci distrarrebbe dalla missione di trasformare l’industria, perché metteremmo soldi su cose che non hanno un futuro. Domani mattina mi augurerei che ci sia una revisione da parte di UE per modificare l'Euro 7. Il Governo italiano ha preso una posizione chiara in questo senso e lo ringrazio per il supporto.
SERVE UNA STRATEGIA INDUSTRIALE
De Meo ha poi affrontato il tema dei rischi per il mercato automotive europeo portati dalle aziende cinesi che continuano a crescere in questo settore. Per il manager, servono delle regole uguali per tutti e un principio di reciprocità che deve essere rispettato.
Servono delle regole del gioco uguali e un principio di reciprocità, che va rispettato. Quando ero in Volkswagen e siamo andati in Cina anni fa, non siamo andati con le mani in tasca, bisognava localizzare la tecnologia, realizzare partnership con imprese locali. Non possiamo permettere a tutti quanti di entrare in Europa senza contribuire alla crescita dell'ecosistema europeo. Quando gli europei sono andati in Cina, hanno dovuto investire sul posto, localizzare alcune produzioni.
Per il manager, quindi, serve una chiara strategia industriale da parte dell'Europa. Dunque, non bisogna chiudersi ma approfittare dell'arrivo dei nuovi marchi per far crescere l'economia. Bisogna proteggere gli investimenti per non mettere in crisi l'industria automotive. Del resto, i vantaggi della Cina sono evidenti visto controllano la parte alta della catena del valore. Sull'elettrico hanno iniziato a lavorare molto prima.
In Europa l'11% della popolazione attiva lavora direttamente o indirettamente nel settore automotive. Il 30% degli investimenti e sviluppo è nei budget dell'automotive e dei suoi fornitori. Il settore va assolutamente protetto.
I cinesi controllano la parte alta della catena del valore, visto che sono partiti 5-10 anni prima. In Europa si vendono un milione di auto elettriche, mentre in Cina 6-7 milioni. Dunque, la loro prossima frontiera è entrare in Europa. Inoltre, non disponendo una industria dei semiconduttori sofisticata, noi dipendiamo da altri.
De Meo ha poi affrontato il tema della transizione ecologica e dell'importanza di seguire il principio di neutralità tecnologica. Inoltre, ha rimarcato la necessità di lavorare sullo sviluppo dell'infrastruttura di ricarica, fondamentale per poter sostenere la diffusione delle auto elettriche.
Il regolatore ci deve dire dove vogliono che arriviamo, ma non esattamente come farlo. Questo bisogna lasciarlo ai tecnici, agli ingegneri. Anche io continuo a predicare che ci lascino la possibilità di trovare delle soluzioni. L’industria automobilistica sta lavorando per fare in modo che la tecnologia dominante sia quella delle batterie. Ci sono 250 miliardi investiti nelle auto a batteria da parte dell’industria europea, ma è chiaro che se non ci sono punti di ricarica la gente non comprerà auto elettriche.
Guarda, aiuti o meno, le case europee sono anni che mungono gli stati con richieste di ogni tipo. Ora Fiat se ne sta andando pian piano dall'Italia. Vediamo come andrà, ma per ora si parla solo della nuova fabbrica di batterie a Termoli. Il resto tutto in Francia. Quindi noi siamo messi già piuttosto maluccio.
Tolta VW, gli altri han dormito alla grande. Forse si salva bmw e stellantis lato francese, ma i numeri di produzione sono davvero troppo piccoli rispetto a Tesla e byd. Insomma, i costi restano più alti perché ancora non ci sono le economie di scala. Vedremo
Il cartello delle case costruttrici occidentali ha i mesi contati…
Poi riflettevo: fornire i motori significa nulla.
Fanno degli ottimi i telefoni a marchio "mela morsicata" in Cina. Vorresti forse dire che siano tra i più bravi per questo motivo o forse li fanno sulle indicazione fornitegli da ingegneri che progettano a Cupertino?
Verità? Il fatto è che quello che dici non sta in piedi e vi sono cose che si contraddicono.
1) lato motori endotermici è un dato di fatto che i costruttori cinesi non siano rinomati quanto quelli europei o americani. La capacità di innovazioni si misura anche con risultati sportivi e/o numeri di vendita nel mercato mondiale. Tutto mi pare confermi quanto sto dicendo: in questo aspetto hanno sì la potenza economica per rilevare marchi blasonati, ma non hanno mai avuto le competenze per creare un marchio capace di imporsi e farsi apprezzare per qualità differenti dall'estrema economicità.
2) acquistare una divisione di soli motori termici di un marchio che non saprebbe neppure produrre una singola vettura a partire dall'anno prossimo (tua affermazione) che senso avrebbe? Sono benefattori? Lascia fallire la Renault e tutti gli altri incapaci (sempre a tuo dire) costruttori Europei e il mercato è tuo a costo zero.
Sei tu che sostieni e ribadisci che nessun costruttore sappia rispettare la normativa Euro7 e al contempo sottointendi -con una falsità viscida- che tutti i costruttori abbiano avuto implicazioni nel dieselgate.
3) se acquisti un marchio che produce in Europa devi poi utilizzare quelle linee produttive e produrre qui e non in Cina, così manca il marchio e pure l'economicità!
Se in Cina sono più avanti nella mobilità elettrica ciò non significa debba essere così in ogni altro ambito.
Cosa inoltre tutta da provare, poichè mi risulta comunque che il costruttore più apprezzato a livello mondiale sia di Palo Alto. Poi verissimo che abbiano puntato molto e siano estremamente ben messi in questo campo, soprattutto rispetto ai costruttori storici mondiali.
wait what?
Chi faceva parte?
Ma è senza senso sta cosa, cosa c'entra un'alleanza globale nella produzione e sviluppo di motori con il fatto che devono comunque aggiornare i motori a EU7, soprattutto i diesel per la parte commerciale(furgoni ecc).
Nel resto del mondo EU7 non verrà usata, in Cina per esempio adesso hanno limiti simile a EU6Final(se ho capito bene).
EU7 è solo controproducente, ha zero impatto sulla CO2 e farà solo aumentare gli anni del parco auto circolante visto che farà alzare ancor di più il prezzo medio d'acquisto.
Ci si deve concentrare più sul passaggio alle BEV e rendere le utilitarie BEV più accessibili a tutti.
Nulla @disqus_aB9UhHgjGr... ancora hai raccontato tutto ed il contrario di tutto ma probabilmente resterai convinto di ciò che indichi.
Mah... Assurdo...
Scusa cosa c'entra con EU7 e costi?
Dai non mi puoi mettere insieme i produttori premium che stanno pure quasi uscendo dai segmenti più piccoli con chi in Eu vende dal 60 al 80% segmenti a/b/c.
Comunque anche VW si è lamentata e ha chiesto almeno 1 anno di ritardo ma ha chiamato EU7 il killer delle utilitarie.
pensi che la filiera europea sia tanto piu' illuminata di quella cinese?
Quindi:
1) i cinesi hanno la tecnologia per produrre anche le Euro 9
2) sempre loro comprano marchi europei che non disponrrebbero neppure della tecnologia per produrre Euro 7
3) sono in grado di fare investimenti per linee produttive nuove che si ripagheranno in breve generando utili enormi dismettendo alcontempo le attuali linee di produzione obsolete e/o rimodernizzandole producendo però in Europa.
Manca solo che mi racconti che gli operai assunti in Geely giungono a lavoro su unicorni dorati, che sono pagati 4500€ al mese e che dispongono di 8 paia di braccia con 7 dita per ogni mano. Allora mi convinci...
E dove li andranno a vendere?
Se la Cina è il mercato maggiore per le BEV, in Europa non si potranno più vendere le termiche, in America non si capisce cosa facciano esattamente se non sostenere l'economia locale e il resto del Mondo è rappresentato da dei mercati di quantità bassa e/o che se ne infischiano delle normative Euro xx
Quello che non mi è chiaro leggendoti è se il risultato finale che intendi raggiungere con il tuo ragionamento sia all'incirca: questi sono i risultati di una politica errata del passato quindi non possiamo fare nulla e dobbiamo accettarne le nefaste conseguenze.
Oppure puo esistere un'altra strada?
Ok, va bene. 👍
Laddove ha detto durante l'intervista: "stiamo cercando (come ACEA) di dribblare regolamentazioni che consideriamo non opportune e non proporzionali", a me sembra che parli sotto il cappello di presidente di ACEA.
Comunque prego, non c'è di che. 👍
Parlano di dazi è forse pure forte come affermazione.
Vero è che si inizia a chiedere qualcosa in cambio. Se quel qualcosa fosse anche solo la delocalizzazione delle loro industrie sul nostro territorio avremmo aziende che ipoteticamente competerebbero sullo stesso livello.
Senza bisogno di applicare dazi a quanto importato, ma chiedere che a fronte di una certa quota di importazione vi sia la disponibilità ad investire pure qui portando anche lavoro e non solo merci.
Un esempio (buttato lì): per ogni milione di € di beni importati devi produrre un milione di € di beni direttamente sul territorio oggetto dell'importazione.
Non dico sia giusto o sbagliato, non ho una visione abbastanza ampia per capire l'esatta eventuale implicazione di una misura del genere, ma credo sia un modo per muoversi senza applicare dazi diretti alle merci.
Ed invece non ti domandi minimamente il motivo per cui i cinesi, maggiori produttori al mondo di una tecnologia che parrebbe dover soppiantare quella termica nel giro di pochi anni, decidano di investire sui motori termici?
Io me lo domando invece...
Gli standard europei sono usati anche altrove
https://en.wikipedia.org/wiki/Vehicle_emission_standarde poi, quegli standard riguardano anche le auto elettriche, Euro 7 compreso.Per quanto possa essere sorprendente , in USA ( specie in California ) hanno leggi sulle emissioni equivalenti a quelle europee ( per alcuni aspetti anche piu' difficili ) e in Cina si rifanno ad una grossa parte delle normative europee . Da anni .
50% ? Sicuro ? Non ti confondi con Smart ?
Lo chiedo non perchè non mi fidi , ma la Volvocars.com dice che la maggioranza è in mano al gruppo Geely ...
Al momento è anche presidente di ACEA: non rappresenta solo Renault.
o ha leccat0 i c##i giusti...
Il punto è che l'Euro 7 richiede ulteriori affinamenti sull'auto per abbassare le emissioni, qualche costo lo ha e su alcuni motori da quello che so diventa problematico scendere ulteriormente come emissioni.
Poi con la transizione verso le ev entro pochi anni dell'euro 7 per me se ne poteva tranquillamente fare a meno
Ma non sarà mica lineare la crescita.
Porterebbe essere logaritmica, o magari esce la panda elettrica a 15k e diventa esponenziale...
Sono tutte speculazioni
Le polestar
Osteeeeeeee
Sembra Stefano Ricucci
Si, lo so, ma quindi?
Secondo il tuo discorso jeep sarebbe europea adesso
Volvo è cinese ed è prodotta per il 90% in Cina.
Altri marchi ( a breve completamente ) cinesi .
Quello è diventato commissario speciale europeo per i rapporti con il Golfo Persico.
Ma si lamentano anche del passaggio all'elettrico del 2035..
E quindi?
Confondi venduto annuale con parco circolante, in Italia ad esempio sono circa 38 milioni, per avere il 50% di parco circolante in 7 anni significa circa 2,71 milioni di auto elettriche vedute annualmente, è impossibile
Appunto… non mi pare che l’Irlanda abbia tutto questo potere politico🤷♂️
Però stranamente al parlamento europeo questa cosa non entra mai in agenda… chissà perché ?🧐
Volvo , Polestar e Lotus sono proprieta' di Geely , cinese.
Mah non è detto. La Cina è un paese dittatoriale e ci sta che le multinazionali tengano un piede fuori...
no, ma mascherare ragioni economiche con altro è ridicolo. Pure la corsa all'elettrico è motivata da ragioni economiche e null'altro
nel 2022 l'8,8% di tutte le macchine venduto nel mondo sono elettriche. Nel 2021 era il 4%. Nel 2020 il 2% e nel 2019 meno del 1%. Arrivare nel 2030 con il 50% non è così irraggiungibile
5 o 10 minuti? La differenza è colossale tra 5 e 10 minuti, da 10 a 5 si parla del doppio della velocità di ricarica. Comunque il 100% non sarà mai raggiungibile a velocità alte, dovrai accontentarti del 10-80% e non del 20-100%.
E poi 30 minuti per veicolo? Già nel 2023 la media è di 15-20 minuti. Mi vuoi dire che secondo te nel 2030 la tecnologia rimarrà invariata?
In Italia direi DR e MG , almeno.
Senza contare che alcune auto occidentali , come Volvo, Polestar , Lotus e simili , sono in una fase di transizione , per cui al momento sono ancora "Made in EU" , ma non lo saranno ancora a lungo.
Si, ma che marchi cinesi vedi in giro?
In realtà è l'Irlanda che non le fa pagare ed è in ue
Probabile, ma tu forse ragioni diversamente?
Posto che si solito sono molto in sintonia con ciò che scrivi, oggi siamo in un momento dove ciò che costava 5 ieri costa 10. Con i dazi andiamo a 15. Teoricamente i dazi potrebbero essere una buona idea, ma nella pratica sarebbero devastanti per un mercato di consumatori sempre più squattrinati
Hai visto i prezzi delle biciclette ultimamente? Se va bene in proporzione sono saliti più di quelli delle macchine, tra non molto prevedo un pareggio dei prezzi
Il motore Fire è durato 35 anni , nel suo "schema di base" . Ma il 999cc che ha debuttato non aveva piu' molte parti in comune con il 1242cc dei giorni nostri .
Questo per quanto riguarda il motore , mentre gli "accessori" , come gli scarichi , quelli cambiano per ogni veicolo e quasi ad ogni nuovo standard .
Standard emissioni che, negli anni passati, duravano intorno ai 7/8 anni o anche meno , se fai il conto .
Questo lamentarsi a me sembra tutta una manovra dei costruttori per giustificare ulteriori aumenti di prezzo, mi pare che per il passaggio da euro 6b a euro 6d nessuno si sia lamentato e i prezzi erano molto più bassi di adesso.
Con i prezzi attuali si ripagano benissimo il passaggio all'euro 7.
anche io ho letto così!
Il motore fire è durato 35 anni, l'ue vuole un nuovo motore che duri massimo 10 anni , hanno ragione i produttori che l'investimento è troppo oneroso e non ci sono i margini per rientrare dei costi di sviluppo.
Già, non è detto che andando altrove sia meglio.
Falso! I dazi aiutano l’economia ma danneggiano i consumatori! L’economia trae vantaggio dai dazi perché da più valore ai prodotti realizzati in loco, ridistribuendo la ricchezza nella propria nazione (quando si dice far girare l’economia..). Se non ci fossero, la ricchezza prodotta col lavoro nazionale andrebbe fuori, di fatto impoverendo la nazione e l’economia.
Nel 2030 il 50% dei veicoli circolanti sarà elettrico? Ma in quale film?
Forse ha ragione... Non ha senso rimandare l'obbligo all'elettrificazione e dover progettate nuovi motori endotermici.. elettrico oggi e basta sarebbe la soluzione migliore per tutti
Si espresse già Tavares su Tesla, non serviva ripetere.
Mi aggancio all'ultima frase di De Meo. Il punto non è solo avere tanti punti di ricarica, ma anche e soprattutto una tecnologia nelle auto, uniformata tra i brand, che permetta ricariche rapide, nell'ordine dei 5/10 minuti per andare dal 20 all'100% e un contenimento di energia che permetta di fare almeno 600km con un "pieno" di energia. La morale è per la prima volta nella storia dell'automotive, si sta imponendo di passare a una tipologia e tecnologia di veicol non pronta a sopperire alle problematiche di diverse nazioni europee. Voglio vedere nel 2030, quando il 50% dei veicoli per strada sarà elettrico e serviranno almeno 30 minuti per a veicolo per liberare le colonnine, se basteranno anche 40 colonnine agli autogrill.
Tesla però ha una fabbrica in europa.
Il senso della reciprocità è: per entrare nel mercato cinese bisogna avere in Cina delle produzioni per forza in jv con un produttore locale (così insegni ad altri il mestiere). Quello che comunque importi è penalizzato da dazi, perché il governo cinese protegge e favorisce la crescita dei produttori locali e la vendita del prodotto locale contro quello importato.
Per entrare nel mercato eu basta entrare, omologare e vendere, anche in dumping, anche tutto di importazione. Non mi pare una cosa reciproca.
Stai sereno che le aziende italiane sono le prime a delocalizzare produzioni nel terzo mondo per guadagnare due spicci in più, salvo poi mettere a caratteri cubitali MADE IN ITALY aggirando in maniera lecita qualche regola 🤷♂️
Già, a volte anche quando leggo made in Italy.
... e il non rispetto delle norme che gli altri stati osservano.
E quindi ormai abbiamo in tutti i settori produttivi aziende occidentali che in realtà producono in Cina o paesi del terzo mondo per “risparmiare” grazie alle normative locali…
Non si può utilizzare la doppia morale del :“finché l’azienda é occidentale e fa profitti grazie a delocalizzazioni va tutto bene”
quando l’azienda é cinese: “inquinano, sfruttano, non rispettano le regole, concorrenza sleale ed altro”.
Li abbiamo istruiti alla grande per mettercelo in saccoccia e adesso questi sono i risultati🤷♂️
Ammetto di non aver chiarito bene la cosa , ma concordo sul fatto che le aziende europee ( ma anche quelle americane e quelle giapponesi ) abbiano dormito sogni tranquilli , mentre Tesla ed i cinesi si attrezzavano per l'elettrico .
Ma questo non cancella l'altro fatto, cioè che le aziende cinesi vengano sostenute artificiosamente e pesantemente dal loro Stato ( anche per via di una distinzione molto tenue tra privato e pubblico nella loro realtà ) , mentre quelle europee ( private ) faticano ad ottenere i finanziamenti per uno stabilimento locale. E tutte le volte che qualcuno se li aggiudica , partono le carte bollate per "Aiuti di Stato" .
PS
Che poi , proprio la Renault/Nissan , ma anche BMW e Gruppo Fiat ( quando esisteva ) sull'elettrico avevano fatto pure qualcosa di interessante . Il problema è che , forse, non ci credevano tanto nemmeno loro e forse prevedevano tempi molto piu' lunghi ...
Esattamente questo. La Cina fa questo giochino su un sacco di cose. Secondo voi, come fate a non pagare la spedizione (o pagarla briciole) su un prodotto che arriva dall'altra parte del mondo? Ecco.
Mi ricordo ancora quando qualche anno fa fecere la legge EU per il dumping delle eBike cinesi. Non so quanto abbia funzionato, ma di fatto è pieno di spazzatura cinese a prezzi ridicoli, con cui in europa non ci compri nemmeno due ruote, fatte in europa.
Ribadisco, non è che prima puoi godere per anni di questo vantaggio e poi "improvvisamente" piangere miseria che il mercato sta virando verso le EV e ora i cinesi sono avvantaggiati. Dove stavano questi ceo quando si parlava di batterie, materie prime, chip, offerte di EV?
Hanno nicchiato per anni, mungendo il mercato e ora si svegliano tardi e dicono che siamo a rischio? Ma dai!
Appunto.
Ni, i dazi nella giusta misura sono necessari per evitare strategie invasive, es. "io stato decido che su prodotto A non solo non voglio tasse ma ti pago per venderlo allo stato X anche in perdita, le aziende dello stato X che producono A non possono competere con quei prezzi e falliscono, allora tolgo gli incentivi e le mie aziende possono alzare i prezzi quanto vogliono perché non ci sono concorrenti".
L'unica situazione dove i dazi non sono necessari è quando ci sono accordi economici ben precisi ed enti che controllano che nessuno faccia il furbo.
2k euro sono proprio un costo minimo...
Ma a parte la spring non mi risulta che arrivino in Europa altri marchi europei prodotti un cina
Non è questione di occhi aperti/occhi chiusi. I dazi rovinano la nostra di economia. Sono esattamente come le sanzioni alla Russia, effetto boomerang. Tra l'altro con un Occidente in pratica in default e che va avanti a debito e con una inflazione fuori controllo che abbatte ulteriormente i consumi. Vogliamo anche pagare i dazi sulla quasi totalità di merce che ci circonda? PEr me è folle e infatti i dati economici parlano chiaro....i paesi Occidentali vanno male (vedi Germania giusto ieri in recessione conclamata). Però oh, se vogliamo giocare a raccontarcela per me va bene:)
Hai scritto tra il 2010 ed il 2018, eh...
500 milioni € , perdonami , ma anche ripetuti per una decina di Paesi costieri europei e anche ripetuti per gli stessi anni che citavo , sono una frazione di quanto la Cina ha fatto nello stesso periodo .
La lotta è impari .
Guarda che la UE stanzia dei bei fondi per il trasporto marittimo, non esiste che debba essere solo l'Italia a stanziarli magari in concorrenza con le compagnie degli altri Paesi europei. L'ultimo stanziamento europeo è del 2022, ci sono arrivati 500 milioni espressamente per rinnovare le nostre flotte
Il discorso plug-in è relativo.
Bene o male, tutti stavano andando in quella direzione . In ogni parte del pianeta .
Il problema è proprio lo standard EU7, che prevede cambiamenti importanti nei valori misurati e nelle procedure , cosa che richiede ripensamenti profondi del motore e dei suoi sotto sistemi .
Il problema delle compagnie europee è che hanno anche stabilimenti in Europa , mentre le aziende cinesi ( per la maggior parte ) no.
Oltretutto le fabbriche in Cina delle aziende europee sono spesso realtà separate , perchè molte joint venture sono sotto il controllo locale , in un modo o nell'altro.
Stai parlando di 10 anni contro 8 o 9 . Non credo che la penetrazione nel mercato degli Euro VII possa cambiare granchè con 1 o 2 anni in piu' .
Intendo il fatto che , per esempio, l'industria cinese dei trasporti navali , la base dell'esportazione in Europa e Usa delle merci cinesi , ha ricevuto , tra il 2010 e 2018 qualcosa come 132 miliardi $ di aiuti ( diretti e indiretti ) dallo Stato cinese .
Senza contare tutte le leggi locali che svantaggiano le imprese straniere .
Cosa che si ripete in ogni settore produttivo e del commercio .
Invece in Europa , se l'Italia mette 10 miliardi € sulla compagnia di navigazione XYZ , ecco che non solo la Cina , ma anche gli altri Paesi Europei ricorrono in tutte le sedi possibili , dal WTO alla EU , per "Aiuti di Stato" .
E' come combattere con le mani legate dietro la schiena ...
Le regole opportune quali sarebbero? Fate le macchine come negli anni '80 e raddoppiate il prezzo?
Ti voglio ricordare che la Cina applica dazi sulla maggior parte dei prodotti importati dall'estero. Sulle automobili applica dazi molto alti: motivo per cui le case producono in loco, e per legge solo in collaborazione con produttori locali. Ti consiglio di aprire gli occhi, ogni paese tira l'acqua al proprio mulino. Forse piegarsi a 90 non è la soluzione giusta.
E? Quindi?
Io per quanto posso evito di comprare roba 'made in china'. Spesso non è possibile, perche l'alternativa non esiste. C'è gente che compra la DR perche al prezzo del Duster ti danno gli interni in pelle finta e plastiche leggermente migliori. Salvo il fatto che la Dacia viene prodotta 100% in europa, rispettando le normative, mentre la DR viene fatta in Cina, con tutti i problemi che si porta dietro. E cosi vale per tante cose.
Mentre da noi invece il ponte sullo stretto chi lo pagherà? Ma tu lo sai cosa sono le infrastrutture?
Euro 7 comporta costi minimi rispetto all'aumento di prezzi enormi degli ultimi mesi (di molto superiori all'inflazione).
Il costruttore se vuole può investire solo sull'elettrico.
Immagino che i tempi siano relativamente ristretti proprio perché per il 2035 è previsto lo stop alla vendita di endotermiche, se Euro 7 entrasse in vigore troppo in là davvero perderebbe di significato, mentre dieci anni a partire da luglio 2025 è un lasso di tempo importante. Chiaro che il rinvio dei termini richiesto dai costruttori mira il più possibile ad evitare gli investimenti, ma direi anche basta essere tolleranti dopo il dieselgate del 2015
Sei sicuro che la Cina punti ancora solo sulla manodopera a basso costo?
Loro hanno: capacità tecnologica se non superiorità, le materie prime, un mercato di consumatori non asfittici e tartassati oltre ogni limite con tasse, inflazione, carovita, ecc., una scuola che funziona, uno stato che funziona e detta la strada ai capitalisti e non viceversa. Noi (noi Europa ma anche USA) siamo ormai in balia di pochi signori feudali che odiano le masse e le drenano senza misericordia.
Anche le case europee hanno fabbriche in Cina. Eppure..
Vero, pero sono già almeno 2 anni che si sa più o meno dove sarebbero andati a parare. Mancava solo la definizione esatta degli obiettivi.
Quindi che le euro7 vedano fondamentalmente il passaggio alle ibride plug in lo sapevano da parecchio.
Il problema non è smobilitare in sé, semmai sono i nuovi investimenti richiesti, che i ceo vedono in competizione con gli investimenti per le linee EV pure.
Sono gli stessi ceo che poi però si lamentano del Ban alle termiche al 2035.
Anche la storia che i cinesi son partiti prima e ora siamo a rischio, non regge. I ceo in Europa Han dormito per una decade e specialmente negli ultimi 5 anni. Ora che le regole sono molto più care, parte il ritornello del "non c'è abbastanza tempo" o del "i cinesi ci mangiano il mercato".
Ma fino a ieri avete fatto soldi a palate in Cina e andava tutto bene.
è inutile mettere limiti assurdi che poi portano a cacchiate quali l'AdBlue, lo Start and stop, etc.
Il problema è che in giro ci sono euro 0 - 4. Euro 5 e 6 base bastano. Le risorse dovrebbero essere usate per il ricambio dei mezzi vetusti. Io stesso ho una e3 come seconda auto. E tutti i mezzi pubblici aumentati ed elettrici, che anche se produci da gas e altre fonti non pulite, comunque la creazione dell'inquinamento la fai fuori dai centri urbani, visto che ogni anno abbiamo decine di migliaia di malati polmonari che sono un costo enrme per il servizio sanitario.
Le aziende occidentali hanno pasteggiato lautamente negli ultimi decenni sfruttando i meccanismi cinesi sperando che rimanessero un paese di coltivatori di riso…
Peccato che hanno avuto un governo lungimirante “che giustamente ora” vuole guidare il carro e non essere più il mulo che lo traina 🤷♂️
Cioè, sveglioni qui parlano di "dazi"...mossa furba davvero in un mercato globalizzato. Mi sembrano le idee quelle "vincenti" che prendono sempre più spesso l'amministrazione USA e EU.
In Occidente vogliamo pagare la roba poco, però vogliamo anche imporre i dazi. Per la serie "Io sono l'Occidentale medio, più intelligente di tutti...e ti chiedo di produrre roba che mi serve, a poco e in più ti applico anche i dazi"
E poi ci lamentiamo se questi ci prendono a calci nel c*ulo? E' quasi giunto al termine lo strapotere USA e dei i suoi lacchè..il vento prima o poi cambia.
Il problema di questo standard EuroVII non è tanto il livello di emissioni richiesto , quanto la tempistica della sua entrata in vigore.
Da qui al 2025 mancano 2 anni , cosa che in termini di sviluppo automotive sarebbe già stato "stretto" in periodi normali . Ora , oltre agli ultimi problemi macroeconomici,
mettiamoci pure il fatto che essendo ( sostanzialmente) l'ultimo standard per gli ICE , molte aziende del settore stanno "smobilitando" ed ecco che i CEO dell'automotive europeo si lamentano ...
"...Il costo del lavoro è dovuto solo in minima parte allo stipendio dei lavoratori, contano molto di più l'organizzazione, la logistica e le infrastrutture, e la Cina in questi settori ormai non ha niente da invidiare a nessuno..."
Soprattutto la Cina interviene economicamente , con una sorta di aiuti di Stato, su tutte quelle che sono infrastrutture ( senza che nessuno protesti) . Mentre in Europa , i vari Paesi sono sempre pronti a farsi la guerra, con denunce incrociate di sussidi illegali ...
Se si vogliono preservare le condizioni europee , si . Bisognerebbe applicare i dazi ai prodotti che non rispettano le stesse condizioni . Oppure, come fa l'amministrazione Biden , premiare chi viene a produrre in loco.
Altrimenti , invece di "elevare" le condizioni di chi sta peggio, si finisce per peggiorare ( solo ) le condizioni di chi sta(va) meglio.
Il problema è che le aziende occidentali hanno ormai una catena di produzione estesa a livello globale , motivo per cui se colpisci un Paese cardine , finisci per colpire anche le aziende occidentali.
Fatemi dire che sono d'accordissimo, ci vuole un poco di flessibilità, i cinesi sono avanti sull'elettrico, non ha senso andare contro di loro sviluppando la stessa tecnologia, tanto presto o tardi ci sarà una nuova pandemia o guerra e saranno azzoppati. Servono delle soluzioni magari senza innovare ma guardando al passato, bisogna prendere gli ingegneri e riportarli a sviluppare la tecnologia dei carburatori. D'altronde non ci possono essere colonnine per tutti, dobbiamo sviluppare la nostra tecnologia e andare a comandare in America del Sud e Africa!
Chiaro che Tesla dipende dai cinesi in questo momento, con buona pace sia dei democratici che dei repubblicani USA, ma lo spauracchio dell'invasione delle auto cinesi non mi pare riferito a Tesla, l'elefante nella stanza che chi rema contro l'Euro 7 fa finta di non vedere
Concorderei col tuo discorso, se i "nostri" marchi non producessero le loro auto in Est Europa, Medioriente, Africa, India, nella stessa Cina, ecc.
Invece le producono anche in questi luoghi, quindi trovo il tuo discorso completamente senza senso. 🤷♂️
Con le multinazionali americane l’Europa si presenta sempre con il piattino in mano quando si tratta di tasse… al massimo possiamo chiedere una offerta a piacere e poi prostrarci in ginocchio ringraziando
Vero, parzialmente, perchè da alcuni anni ( e fino a che la fabbrica vicino a Berlino non andrà a regime ) gran parte delle Tesla Model 3 e Y vendute in Europa arrivano dalla Cina . Vero che poi gli utili finiscono alla Casa madre americana, ma il fatto di poter sfruttare la Cina come base produttiva , li pone ( sostanzialmente) a livello dei marchi cinesi .
https://uploads.disquscdn.c...
Interessante come anche De Meo, come chi sta al governo, parli sempre dell'invasione delle auto elettriche cinesi e taccia in maniera assordante su Tesla, che è la vera spina nel fianco dei costruttori europei. Ah, che bello fare propaganda e distrarre le masse
Speriamo che meno sull'elettronico l'Europa realista alla dittatura asiatica
Semplicemente perché non possiamo permetterci una guerra commerciale con la Cina senza uscirne massacrati 🤷♂️
La frase illuminante dell'articolo è "(i cinesi) Sull'elettrico hanno iniziato a lavorare molto prima". In Europa, intanto, dormivamo
Controlla le etichette dei tuoi vestiti… al 90% hai addosso prodotti che sfruttano questo meccanismo
Il bro vuole leggi protezionistiche che mantengano i suoi prodotti sul mercato
É da 40 anni che importiamo prodotti cinesi… in base al tuo ragionamento dovremmo introdurre dazi anche per tutto il resto che importiamo…
De meo fa il furbo… quando i gruppi europei sono andati in Cina lo hanno fatto perché semplicemente gli conveniva economicamente…
Adesso siccome i cinesi probabilmente ci faranno le scarpe nel futuro prossimo, invece vanno imposti dazi 🤷♂️
Se i costruttori alzeranno troppo i prezzi chiuderanno bottega, quindi non avranno altra scelta che adeguarsi, sempre che l'Unione europea non cali le braghe nel frattempo. E, comunque, già adesso senza Euro 7 non mi posso permettere di spendere 30.000 euro per una macchina
Il bro vuole spendere il meno possibile
Tanto poi si spostano altrove. India? Poi, bisogna vedere se è proprio così.
Certo. Se non si rispettano le norme ambientali, per esempio, si ha un vantaggio sui costi, quindi concorrenza sleale. Se consideri tutta la filiera produttiva, il tutto si moltiplica.
Manodopera a basso costo, e pochi diritti. Oltre al furto di proprietà intellettuali (favoreggiata dai servizi del partito). Aggiungi inquinamento e zero regole per l'estrazione di materie prime, ed ecco che hai prodotti a basso costo.
La Cina impone dazi su prodotti (anche e soprattutto Auto) importate dall'estero. Non vedo perche non dovremmo fare altrettanto.
È ora di finirla con questa balla che i prodotti cinesi costano poco perché sfruttano la manodopera a bassissimo costo.
Il costo del lavoro è dovuto solo in minima parte allo stipendio dei lavoratori, contano molto di più l'organizzazione, la logistica e le infrastrutture, e la Cina in questi settori ormai non ha niente da invidiare a nessuno.
A proposito, lo stipendio medio di un operaio nelle grandi aziende cinesi è superiore a quello di molti Paesi europei:
https://www.italiaoggi.it/news/la-cina-corre-e-si-prende-un-ruolo-guida-mondiale-sui-salari-ora-la-busta-paga-media-cinese-supera-quelle-2254036Quando l'unica cosa che potrai permetterti sarà la bicicletta non lamentarti però.
C'è un problema che secondo me non viene affrontato, quello dei costi. Se i prodotti cinesi sono più economici perchè si sfrutta la manodopera a bassissimo costo, a me è ovvio che c'è concorrenza sleale. Io sono dell'avviso che bisogna imporre dei dazi all'importazione per compensare quello sfruttamento dei lavoratori.
Una normativa che tende a ridurre le emissioni e gli inquinanti non è sbagliata, è sbagliato continuare a permettere ai costruttori di produrre auto che spandono veleni