Euro 7 ufficiale: lo stringente standard in vigore per le auto da luglio 2025

10 Novembre 2022 566

La Commissione Europea ha presentato oggi la proposta per la definizione degli standard Euro 7 per la riduzione delle emissioni inquinanti generate dai veicoli e, in generale dal trasporto su strada - prima fonte di inquinamento atmosferico all'interno delle città. L'obiettivo è di raggiungere il livello di emissioni zero come previsto dal Green Deal europeo "mantenendo nel contempo i veicoli a prezzi accessibili per i consumatori e promuovendo la competitività dell'Europa".

UN PROBLEMA DA RISOLVERE ANCHE DOPO IL 2035

Con il nuovo standard, spiega la Commissione, sulle strade europee circoleranno auto, furgoni, camion e autobus meno inquinanti e la qualità dell'aria e la nostra salute ne trarranno beneficio.

La proposta affronta le emissioni dei tubi di scappamento, nonché dei freni e degli pneumatici. Contribuisce inoltre al raggiungimento dei nuovi più severi standard di qualità dell'aria proposti dalla Commissione il 26 ottobre 2022.

Euro 7 andrà a ridurre l'inquinamento dei mezzi stradali che inevitabilmente sarà un problema contro cui combattere anche dopo il 2035, anno a partire dal quale tutte le auto e i furgoni venduti in Unione Europea saranno a zero emissioni di CO2. La Commissione stima che nel 2050 ancora un'auto su cinque e più della metà dei mezzi pesanti emetterà ancora inquinanti dal tubo di scappamento. "Anche le auto elettriche causano inquinamento dai freni e dalle microplastiche rilasciate dagli pneumatici".

La proposta della Commissione passerà ora al Parlamento Europeo ed al Consiglio per l'approvazione finale e la successiva adozione da parte dei Paesi membri.


COSA SUCCEDE CON EURO 7
  • Cosa cambia: Euro 7 sostituisce e semplifica le regole sulle emissioni per auto e furgoni (Euro 6) e camion e autobus (Euro VI)
  • Su quali mezzi: leggeri (auto e furgoni) e pesanti (bus e camion) venduti in Unione Europea
  • Solo benzina?: no, anche diesel, elettrico, fuel cell o combustibili alternativi
  • Perché: volontà di adottare standard più rigidi per limitare le emissioni
  • Quali emissioni: quelle previste da Euro 6/VI, ovvero NOx, CO, particolato, idrocarburi, metano, ammoniaca (camion e bus) + ammoniaca da auto e furgoni, formaldeide, ossido nitroso da bus e camion + particolati ultra fini da freni + microplastiche da pneumatici + durata batterie
  • Come: attraverso sensori interni al veicolo
  • Obiettivi: nel 2035 Euro 7 ridurrà le emissioni NOx del 35% rispetto a Euro 6 e del 56% rispetto a Euro VI. Il particolato da tubo di scappamento sarà ridotto del 13% da auto e furgoni e del 39% da bus e camion, il particolato dai freni sarà ridotto invece del 27%
  • Quando: 1 luglio 2025 per auto e furgoni, 1 luglio 2027 per camion e bus
  • Quanto costa al consumatore: tra 90 e 150 euro per auto e furgoni, 2.700 euro per autobus e camion. Sono stime, ovviamente. Ma ci saranno anche benefici, come il maggior valore di rivendita del veicolo

AMBITI DI APPLICAZIONE

  • miglior controllo delle emissioni di tutti i nuovi veicoli estendendo la gamma delle condizioni di guida. Ad esempio, si prenderanno in considerazione i consumi fino a 45 °C e per brevi tratti coperti dai pendolari
  • inasprimento dei limiti per le emissioni. Nel computo entrano ora nuovi inquinanti, come il protossido di azoto per i veicoli pesanti
  • freni e pneumatici: limiti delle emissioni da freni e pneumatici per tutti i mezzi, anche quelli elettrici
  • rispetto delle regole per più tempo: conformità per auto e furgoni fino a 200.000km e 10 anni di età, il doppio di quanto sia ora
  • promozione della diffusione di auto elettriche regolamentando la durata delle batterie, così che possa aumentare la fiducia da parte dei consumatori
  • possibilità digitali: Euro 7 garantisce che i veicoli non vengano manomessi, le emissioni saranno controllate tramite sensori interni al veicolo
PRIME REAZIONI A CALDO
  • Ford: "la proposta rischia di minare i grandi progressi compiuti dall'Europa nel passaggio alla mobilità elettrica [...] Non dovremmo dirottare risorse sulle tecnologie di ieri investendo invece sulle emissioni zero"
  • ACEA: "il vantaggio di Euro 7 è molto limitato". Le date del 2025 e 2027 sono "non realistiche"
  • Transport & Environment: i nuovi standard sono "sorprendentemente deboli".

Credits immagini: Pixabay


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Commenti

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Leonardo Cozza

ma quando inzieranno a vendere auto euro 7?

Mr. G/Blocked:45/Mac+Android

Ghibli 250cv diesel euro6, spero mia fino a 400000km

Mr. G/Blocked:45/Mac+Android

"promozione della diffusione di auto elettriche regolamentando la durata delle batterie, così che possa aumentare la fiducia da parte dei consumatori"
Questa è manipolazione dell'opinione pubblica, bel modo per aumentare la fiducia

chester999

lui a casa non c'è mai

chester999

avevo la stessa impressione

chester999

la tua visione dei movimenti migratori e sociali è dir poco semplicistica

chester999

ottimo consiglio di lettura padre

chester999

praticamente sei San Francesco...

chester999

euro7? ma non dovevamo passare subito all'elettrico?

rsMkII

Ho scritto il commento 12 giorni fa! Ormai non é più nuovo!

rsMkII

Cosa intendi per nuovo tu?

axoduss

Però dovrebbero fare un bel Euro 7 anche per il riscaldamento domestico e la produzione di elettricità, così forse almeno in Europa si chiuderanno quelle maledette centrali a carbone e gas

Gianluigi

quelli non dovrebbero passare la revisione. Le regole ci sono. Poi certo, se qualcuno le aggira....

E K

Non parlo di ignorare le aree a minore densita, ovviamente,

li é molto piú facile dare uno statuto speciale piuttosto che impelagarsi in sistemi di trasporto di massa, dove la massa semplicemente non c'é.

Ma considerando che il grosso della popolazione vive in aree con viabilitá pubblica (potenzialmente) ben ramificata, i vantaggi a livello nazionale ci sono tutti.

Ema

ahahahaha TOP

Masashi Obata

Figurati, saluti.

Cpt. Obvious

Scusami, per la questione parcheggio ho letto male.
Concordo su tutto

Cpt. Obvious

Allora concordo.
Anche il mio punto era proprio che il disincentivo non funziona da solo.
Non concordo sui parcheggi, quelli devono essere abbondanti ed economici nelle zone residenziali ed ai limiti della città, ben integrati con i mezzi ed il pagamento del parcheggio deve includere il costo del biglietto del mezzo pubblico.
Per il resto, ci pensano le ZTL, in certe aree deve accedere solo chi ne ha motivo sensato (tipo abitarci).
Però tutto questo vale solo per le città ed i centri abitati di una certa dimensione, in provincia e nei piccoli comuni ovviamente non può esistere.

Masashi Obata

Questo è il punto. Creare una rete capillare e ben strutturata di mezzi pubblici che permetta alle persone di fare a meno dei mezzi privati. Non è che ti posso disinvogliare a utilizzare il mezzo privato se il trasporto pubblico latita(o metterti il parcheggio a 10€/h, quello avviene quando non si hanno più scuse e quando la città è davvero a misura d’uomo).

Cpt. Obvious

IMHO, secondo me bisogna distinguere tutto quello sopra i 15-20000 abitanti da tutto quello che sta sotto, inoltre dipende un po' anche dalla geografia e dalla vicinanza da altri centri maggiori.
Direi che le percentuali di cui tenere conto sono un po' diverse.
Ma se anche fosse, il 17% della popolazione non è certo un numero irrilevante.
Facciamo pure l'esempio della Toscana, saremo pure in pochi, ma è comunque una porzione non Da poco del territorio, una porzione che oltretutto attira milioni di turisti.
Puoi dunque ingorarla solo perché non ha la densità abitativa di Milano e hinterland?
Non mi pare.

Torniamo alla questione iniziale, non è un discorso di vantaggi o svantaggi è proprio questione di totale impossbilitá di implementare un obbligo come quello che hai proposto.
Ci potrebbero essere comunque soluzioni interessanti per spingere chi può a non viaggiare da solo in auto.
In alcuni posti gli automobilisti che condividono l'auto hanno accesso a corsie preferenziali o hanno deroghe ai limiti di circolazione (es. Potremmo avere blocchi temporanei dei Diesel Euro 6, ma se viaggi in almeno 3 persone potresti essere autorizzato a circolare comunque).
Roba del genere sarebbe fattibile e spingerebbe le persone a dividere il viaggio, quando e se possibile.

E K

Ho discusso la questione con un ottuso da qualche parte su questo post, alla fine i piccoli centri rurali sono la stragrande maggioranza degli inurbamenti italiani (a memoria il 67%), ma ad abitarci é una minima parte di italiani, solo il 17%.

Quindi numeri alla mano, la gente vive piú in cittá.

Per fare un esempio, in tutta la Toscana (273 Comuni e innumerevoli aree satellite di detti comuni) ci vivono 3,6 milioni di persone, nell'area metropolitana di Milano ce ne vivono 7,4 milioni, ed é un'area molto piccola rispetto a tutta la Toscana.

Per non parlare della Sardegna, 1,4 milioni di abitanti ed é la regione piú grande in m² d'Italia.
La Nurra in Sardegna é una delle aree a minore densitá abitativa del mondo e la minore in Europa. eppure ci vive gente e ha tutte le necessitá di spostamenti e servizi di altre zone. Ma ci vivono in 25 (forse).

Quindi é un dato vero che la maggior parte degli italiani vivono in cittá e ( ricollegandomi al mio argomento iniziale) mettere delle limitazioni sull'uso dell'auto in solitaria porterebbe molti piú vantaggi che problemi.

Cpt. Obvious

Non semprehai queste libertà.
E ti faccio notare che i piccoli comuni sono la stragrandissima maggioranza dei comuni italiani.
Quindi tu parli per quella ristretta percentuale che vive in città.

Cpt. Obvious

Beh...
Il fatto che nella tua città i mezzi passino ogni 6 minuti e vadano ovunque mentre qua passino ogni ora (solo in ora di punta) e raggiungano una frazione delle destinazioni direi che abbia un suo peso.

E K

Con comprensione del testo zero, posso dire che mi hai steso, non solo non capisci il discoso, ma lo ribadisci pure.
Ad ogni modo direi che con questa risposta hai finalmente definito che per te la comoditá é tutto e non ti frega nulla di fare qualcosa per ridurre l'inquinamento. Grazie per aver confermato il tuo ruolo nel pianeta. Posso smettere di risponderti e bloccarti. Non sono ne un netturbino ne uno sgorgatore di fosse settiche per dover avere a che fare con te.

FCava

"i Comuni classificati come zone rurali rappresentano il 63,8 per cento dei Comuni totali
e in essi vive il 17,1 per cento della popolazione. " Comprensione del testo pari a 0... Almeno saper leggere. Discorso poncho, puoi averlo con te in caso trovi pioggia sul percorso. Se poi TU hai voglia di partire da casa con 6° e pioggia per farti 15 km, contento tu. Per discorso viabilità... Già da me ci sono bus che passano una volta ogni ora in alcune zone negli orari normali. Una ogni mezz'ora quelli di collegamento con i paesi principali. Senza andare a nuoro...

andrea55

La foto si vede benissimo, inoltre quanto ho scritto deriva dal fatto che ho un'auto di quella serie e mi è capitata tutta la casistica di problemi di quel motore quindi non sono cose dette a caso

FCava

Leggi bene... Il territorio é 65% o quanto rirale, abitato dal 17% della popolazione (vado a memoria coi dati)

E K

Tu hai scritto "casomai l 75% abita nell'intorno delle cittá (che per citare il tuo ultimo commento é esattamente la "cintura urbana" di cui parli), e l'Istat ti ha smentito.

Treni e autobus (escludiamo Nuoro e poche altre cittá dove mancano i treni) e viabilitá lenta sono garantiti in ogni centro urbano degno di essere chiamato città.
Dimostrami il contrario.

PS girare in bici sotto la pioggia é la normalitá del mondo, non c'é bisogno di una statua all'onore, basta un föttütissimo poncho parapioggia da 25€.

FCava

Tu hai assimilato la vita in città alla vita in cintura urbana ed alla provincia. Io ti ho fatto notare che chi vine in centro città NON ha gli stessi servizi, le stesse limitazioni e le stesse necessità di chi vive in provincia (non in culandia, ma in provincia). Se poi non sei in grado di capirlo, vai a prendere la metropolitana a muggio per andare in centro a Milano. Oppure vacci oggi in bici, con la pioggia

E K

Visto che non credo tu sia in grado anche di capire cosa hai postato te lo riassumo:

il 17,1% vive nelle cosidette zone rurali,

il resto vive in cittá , dalle piccole e sobborghi (il 47,7%) fino alle grandi cittá e metropoli (il 35,3%).

Quindi dati istat alla mano, l'83% degli italiani vive in cittá ivi incluse le cittá allargate e le aree metropolitane.

Io ho volutamente parlato del 75% peché ho volutamente ridotto sotto al 40% il valore dei sobborghi e piccole cittá.
(stando ad altri dati tipo servizi urbani, trasporti etc che ho analizzato a suo tempo per lavoro, in aree come il centro Sardegna o la Puglia)

Aggiungo la definizione di cittá, caso mai riuscissi a leggere fino a qui:

sono definite città gli insediamenti che, generati da un processo di concentrazione geografica della popolazione, degli impianti produttivi e dei servizi, si differenziano, per struttura e dimensione, dai centri rurali, dai piccoli villaggi, dai borghi urbanizzati, dai centri isolati rururbani e periurbani.

E K

Non lo farei, andrei altrove.

italba

Quelli veri venduti nelle loro boutique certo che no, quelli che trovi nella grande distribuzione invece sì, e spesso non li fanno nemmeno in Italia. E comunque non ci puoi far campare un Paese non quello, anche lì la concorrenza non sta certo ferma

italba

Giusto, almeno il Venezuela ha delle grandissime risorse naturali, se fosse governato bene dell'industria ne potrebbe anche fare a meno... A cosa ci vogliamo paragonare allora, all'Argentina? O a Fantasilandia, dove per evitare l'inflazione basta stampare della moneta in più?

Giulk since 71' Reload

Certo perchè i vari Armani, Valentino etc sono giusto vestiti da due soldi xD

Giulk since 71' Reload

Si però se confronti mele con pere, mi dici che ci azzecca l'Italia con il Venezuela di grazia? sono due paesi enormemente diversi in tutto

italba

Anche in Venezuela vanno avanti lo stesso, di che si lamentano? Battere moneta in eccesso CAUSA l'inflazione, lo sanno anche alle elementari!

italba

Ah, infatti, "piccolo e bello", continuiamo a fare vestitini da due soldi pagando il meno possibile gli operai e sfruttandoli il più possibile, così faremo concorrenza a Vietnamiti e Nigeriani... Ma ti rendi conto di quello che dici? Dovremmo competere con le produzioni a basso livello dei Paesi del terzo mondo?

Giulk since 71' Reload

Ma anche se vanno tutti in Europa, pochi non sono e poi torno a richiederlo, perchè cavolo dovremmo "accollarci" tutti quelli che vengono da altri paesi del mondo? una cosa sono i rifugiati che hanno lo status e quindi sono protetti per legge, un'altra sono i migranti economici

Paolo Cocci

Calcolando che la maggior parte non rimane manco in Italia...fai tu.

Giulk since 71' Reload

Eppure siamo andati avanti lo stesso o no? quando puoi battere moneta hai varie leve che puoi utilizzare per combattere l'inflazione, con la BCE emh molte meno

Giulk since 71' Reload

Ripeto, 87mila persone dall'inizio dell'anno sono poche? parliamo di flussi di persone poi potenzialmente infinite, il problema sta tutto li, non è che oggi prendi questi, domani altri e hai finito

Giulk since 71' Reload

Anche qui mischi capre con cavoli, e vero che in Italia non abbiamo mai avuto la grande industria, ma il mondo ( e non solo in Italia ) non è fatto solo da multi nazionali o grandi aziende, la nostra manufatturiera tirava eccome, c'erano varie aziende leader nel settore, semmai li il problema è stata la globalizzazione e voler far costruire quasi tutto in Cina, errore molto sottovalutato al tempo, tanto che finalmente anche gli Stati Uniti sembrano finalmente rendersene conto.

E comunque tu parli sempre di elettronica, va beh che è in topic con il sito, ma l'Italia mica produce solo quello eh, moda, tessuti, agroalimentare e non so quanta altra roba, tutta roba che esportiamo con successo all'estero

Giulk since 71' Reload

Se parliamo di debito, guarda che da quando c'è l'euro non è che il debito non è salito, anzi.....

In questo paese abbiamo un serio problema strutturale per quanto riguarda gli stipendi, e normale ( purtroppo aggiungo ) che si assume chi costa meno e i nostri giovani se ne vanno all'estero

Cpt. Obvious

Pensa a viverci e a passarci ogni giorno da 40 anni

italba

Non "avevamo grossi problemi" perché campavamo a credito, ma prima o poi i debiti si pagano. Inoltre trenta anni fa Paesi come Cina, Corea, India e Taiwan non erano agli stessi livelli di oggi. Lo sai che nell'impiantistica un ingegnere indiano costa meno della metà di un italiano? Siamo ancora ben apprezzati, per carità, ma non si può vivere di rendita in eterno

FCava

"171 | TERRITORIO

Grado di urbanizzazione. Dal 2011 la classificazione europea dei Comuni in base al
grado di urbanizzazione (cfr. Glossario) distingue tre livelli: 1) “Città” o “Zone densa-
mente popolate”; 2) “Piccole città e sobborghi” o “Zone a densità intermedia di popola-
zione”; 3) “Zone rurali” o “Zone scarsamente popolate”15 (Figura 1.8). Nel nostro Paese,
i Comuni classificati come zone rurali rappresentano il 63,8 per cento dei Comuni totali
e in essi vive il 17,1 per cento della popolazione. Le piccole città e sobborghi costitui-
scono il 33,0 per cento dei Comuni e vi risiede il 47,7 per cento della popolazione. Nelle
città, che rappresentano il 3,2 per cento dei Comuni, vive il 35,3 per cento della popola-
zione (Tavola 1.7).
L’Italia presenta una superficie prevalentemente occupata da zone rurali che, nel com-
plesso, ricadono sul 60,8 per cento dell’intero territorio. Le Regioni “più rurali” (con
oltre l’80 per cento di superficie occupata da zone rurali) sono la Valle d’Aosta, la Pro-
vincia autonoma di Bolzano, il Molise e la Provincia autonoma di Trento. Altre Regioni
che hanno quote di territorio caratterizzate in questo senso (con incidenze superiori
alla media italiana) sono Abruzzo, Piemonte, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Sarde-
gna, Calabria, Toscana, Liguria, Campania e Marche. Le Regioni in cui la superficie
di piccole città e sobborghi è maggiore della media italiana del 33,0 per cento sono la
Puglia, la Sicilia, il Veneto, la Lombardia, il Lazio e l’Umbria. Infine, le Regioni con la
porzione di superficie relativamente più ampia (sopra alla media italiana del 6,2 per
cento) che ricade nella classe delle città sono, nell’ordine, la Puglia, l’Emilia-Romagna,
il Lazio, l’Umbria, la Campania, la Sicilia, la Liguria e la Toscana"

Paolo Cocci

ah io sono schierato ideologicamente ahahahahahah

Giulk since 71' Reload

Il Geniale è non capire che abbiamo un export di prim'ordine da sempre, a fine anni 80 la nostra industria mordeva quella tedesca, basta che ti leggi un pò i giornali dell'epoca visto che probabilmente non c'eri

Giulk since 71' Reload

Ma tu c'eri? no perchè se c'eri ricorderai che si campava bene lo stesso, o almeno io lavoravo negli anni 90 come lavoro ora, grossi problemi non ne avevo con la lira, tu?

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