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Auto connesse: per il 60% degli italiani rappresentano il futuro

Secondo una nuova indagine di Autoscout24, per il 60% degli italiani, le auto connesse rappresentano il futuro.

Auto connesse: per il 60% degli italiani rappresentano il futuro
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 8 mar 2021

Autoscout24 ha presentato la sua indagine europea sulle auto connesse durante il workshop online “Connected Car: quali strategie per valorizzare i dati?” organizzato dall’Osservatorio Connected Car & Mobility del Politecnico di Milano. Le auto connesse sono un ambito in forte sviluppo con i costruttori che vi stanno investendo sempre di più: veicoli dotati di sistemi intelligenti che dialogano tra loro, scambiandosi dati ed informazioni e che offrono una mobilità davvero smart.

Secondo i dati dell'indagine, oltre 6 italiani su 10 sono convinti che il futuro sia rappresentato dalla guida connessa. Dato che sale al 70% considerando solo le risposte di chi ha acquistato un'auto nuova. Una tendenza che si nota anche in altri Paesi anche se con percentuali leggermente inferiori: Belgio (59%) e Austria (56%), e a seguire Germania (51%) e Olanda (50%).

 

I RISULTATI DELL’INDAGINE

Secondo quanto riferisce Autoscout24, per quanto riguarda l'Italia, tra le caratteristiche più rilevanti delle auto connesse sono indicati i sistemi di infotainment (54%) e i dispositivi per la sicurezza attiva (57%). In particolare, per quanto concerne la sicurezza troviamo il cruise control adattivo – ACC (41%) e i sistemi di assistenza alla guida (44%). L'indagine mette in evidenza che soprattutto i più giovani sono maggiormente disposti a pagare prezzi più alti per gli extra della guida connessa. Inoltre, manifestano una maggiore curiosità su questo tema.

Chi, invece, vive nelle grandi città risulta meno coinvolto e ha più problemi a capire i vantaggi e le opportunità di questo segmento. Facendo un confronto a livello europeo, si scopre che in Italia c’è maggior interesse al tema e alle possibilità che ne derivano (55%), così come in Belgio (53%), rispetto ad Olanda (47%), Austria (46%) e Germania (37%). Il 57% degli intervistati italiani e il 61% di quelli del Belgio si dichiarano ben disposti a condividere i dati della propria auto per ricevere servizi aggiuntivi. Tuttavia, in tutti i Paesi, gli intervistati manifestano forti preoccupazioni in materia di privacy, con picchi fino al 68% in Germania e 70% in Belgio.

L'evoluzione tecnologica deve andare di pari passo con il rispetto dell'ambiente. Infatti, l'attenzione alla sostenibilità ambientale è una delle voci indicate in tutti i Paesi da più della metà degli intervistati e ancora di più da chi deve acquistare una nuova auto. In ogni caso, il prezzo resta saldo al primo posto rispetto a tutti i fattori quando ci si sta orientando sulla scelta del veicolo. Sergio Lanfranchi, del Centro Studi di AutoScout24, ha commentato:

I risultati dello studio dimostrano come gli utenti di AutoScout24 siano attenti al tema delle Connected Car e, più in generale, al livello di tecnologia di bordo, senza tralasciare gli aspetti di compatibilità ambientale dell’auto. Il prezzo rappresenta ancora un driver decisivo per la scelta dell’auto, ma il campione intervistato si dimostra disponibile a pagare di più per una maggiore e migliore tecnologia legata alla guida connessa. Nonostante la buona predisposizione, sono ancora tanti i dubbi da chiarire. Il compito dei marketplace digitali nei prossimi anni sarà proprio questo: raccontare l’evoluzione delle auto connesse con un approccio chiaro, evidenziandone il livello di innovazione, in modo da indirizzare gli utenti verso le soluzioni più in linea con il proprio profilo di guida.

Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Connected Car & Mobility del Politecnico di Milano, ha aggiunto:

La Connected Car è ormai nota ai consumatori italiani: le funzionalità smart sono sempre più diffuse all’interno dei veicoli, anche se potrebbero essere sfruttate di più. Lavorare sulla comunicazione dei benefici e sulla semplificazione dell’esperienza dell’utente è fondamentale per incentivarne l’utilizzo e favorire lo sviluppo del mercato. La privacy rappresenta un tema rilevante per il consumatore, anche se i benefici ottenibili e la possibilità di accedere a servizi di valore spingono sempre più l’utente a condividere i dati raccolti dalle auto connesse.

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Commenti Regolamento
F
Fabio Cialdella 01 Jan 1970 @ 00:00

L'articolo dovrebbe intitolarsi "Il 60% degli italiani non sa cosa sia l'auto connessa" e da quanto leggo neanche chi ha scritto l'articolo ha le idee molto chiare, anche perché in Italia a cosa ti colleghi?

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Quelli connessi arriveranno in futuro tramite 5G (precisamente C-V2X), ma solo in aggiunta ai sensori presenti oggi.
Ad esempio l'ACC diventerà C-AAC: cooperative adaptive cruise control

ᴍɪɴɪ 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh, ovvio

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda, oggi una ha creato un bell'ingorgo, mettendosi a metà di due carreggiate, perché era più impegnata a chiacchierare al cellofono che a guidare (velocità di punta toccata dalla tipa sui 30km/h).

Non l'aveva in mano, ma sul portacellulare.
Peccato che il CdS sia esplicito in materia: è fatto assoluto divieto di usare il cellulare in mobilità, che sia sul portacellulare o in mano:
Inoltre è fatto divieto di usare il cellofono quando si attraversa la strada.

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

Interessante, presumevo il contrario

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche il 4G, esiste già (C-V2X)

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Esiste già: il C-V2X.
Che in alcuni Paesi (Cina) diventerà obbligatorio nel giro di 2/3 anni.
Quì abbiamo VW che fa' lobby su tecnologie vecchie (802.11p), fortunatamente senza riuscirci per adesso

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

Gratis per te, la connessione la paga Daimler (ovviamente recuperata nel prezzo della vettura iniziale)

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

radar, sensori, telecamere? Gli ADAS attuali non sono connessi!!

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

dettaglio: gli ADAS non sono connessi (almeno per ora)

F
Fabrizio 01 Jan 1970 @ 00:00

ACC e ADAS le feature più apprezzate: abbiamo capito ben poco cosa siano le auto connesse

7
7829/bis 01 Jan 1970 @ 00:00

se il mondo in cui viviamo oggi è civilizzato...

7
7829/bis 01 Jan 1970 @ 00:00

non mi piace come idea

(
( ͡° ͜ʖ ͡°) 01 Jan 1970 @ 00:00

In realtà in Usa l'autopilot di tesla è già a un ottimo sviluppo.

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

ma io non sono un luddista, anzi.
sono contrario, casomai, a usi distorti del progresso
(due esempi: Cina, quelli che usano il cellulare mentre guidano)
Però, scusa, come fa un sistema ADAS a interloquire con un mezzo che ne è privo? Come lo vede?

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

non ci sono solo vetture per strada.
Voi sardomobilisti avete, sostanzialmente,. rotto il garatzu

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

E' probabile che sia il contrario. Al Sud magari si bevono ancora queste stronxate del futuro già scritto. Fa parte della cultura fatalista.

ᴍɪɴɪ 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è vero.
La maggior parte hanno la sim free per tutti i servizi base e per gli aggiornamenti.
Paghi se vuoi servizi extra, hotspot o altro.

Io su mercedes aggiorno le mappe con il 4g (gratis) dell’auto.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Di solito devi pagare un canone attuale per accedere ai servizi.

R
Roman 01 Jan 1970 @ 00:00

che roba inutile questo, non ha senso fare questa mossa.
ha più senso andare a piedi.

A
Aster 01 Jan 1970 @ 00:00

Bene salto in avanti dal navigatore al infotainment come optional più desiderato

J
Jhon Fred O'Caan 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci avevo fatto un progetto all'università. Auto connesse tra di loro, ognuna sa il percorso dell'altra. In questo modo si può mantenere una velocità media di 50kmh (attualmente in una città è circa 22kmh). Il problema principale però sono i pedoni.

m
mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

Il 40% ha detto di preferire il gancio di traino

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

sondaggio framentente inutile perchè, volenti o meno, sono il futuro. si può dibattere su modi di connessione ma non sulla connessione o meno

D
DrinkDifferent 01 Jan 1970 @ 00:00

magari che gli imposti la destinazione, ti portano e si parcheggiano da sole, chissà magari tra 30anni ci potremmo essere vicini

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

e non ci dimentichiamo i problemi di di sicurezza...

il sistema deve essere davvero a prova di intrusione o in grado di porre rimedio nel più breve tempo possibile da essa!

u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

E si vedrà aumentare in maniera esponenziale il numero di incidenti dovuti a guida distratta

7
7829/bis 01 Jan 1970 @ 00:00

e le sgommate e le derapate alle rotonde come le faccio scusa

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Roba noiosa però

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

E per gli altri 40% na minch%iata?

T
TalpaGamer99☑️ 01 Jan 1970 @ 00:00

Io sono sempre stato contrario alle auto connesse, mettetemi nel 40% perchè sono costose, hanno tanta elettronica con sensori che si rompono e sono facili da hackerare, in particolare quelle dei nemici politici e poi si insabbia tutto facendolo sembrare un incidente.

b
basayi 01 Jan 1970 @ 00:00

Dici che arriverà prima del teletrasporto? XD

A
AnalyticalFilm 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma tutte ste eSIM chi le paga? E sopratutto chi ci dà la garanzia che tra 10 anni il produttore non decida di interrompere il supporto e mandarle offline?

U
Underteo✔ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00

utopia fino a un certo punto, parliamo di potenze di calcolo enormi per gestire il tutto, ma da qui a 50 anni tutto è possibile.

se ci pensi gia la prima cosa banale la fa anche maps.
elaborando la velocità dei singoli smartphone calcola "i colori" delle strade senza nessun bisogno di altri input.

il problema sarà sempre il solito, per quanto chiuso il sistema presenta gravi problemi di privacy e di sicurezza dei dati. in pratica la tua auto, come minimo 10 volte al secondo deve comunicare l'esatta posizione, la velocità e gia che c'è le azioni future per poter permettere alla rete di reagire senza gap, in piu, basta che un pedone attraversi la strada, per dover ricalcolare diverse cose

S
Simplyme 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci stanno lavorando, credo...