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Xpeng valuta un impianto produttivo in Europa per contrastare i Dazi UE

Impianto produttivo e data center: la visione europea di Xpeng

Xpeng valuta un impianto produttivo in Europa per contrastare i Dazi UE
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Mario Brambilla
Mario Brambilla
Pubblicato il 28 ago 2024

Il colosso cinese dell'auto elettrica Xpeng sta esplorando la possibilità di stabilire un impianto produttivo in Europa, in risposta ai recenti dazi imposti dall'Unione Europea sulle importazioni di veicoli dalla Cina.

Secondo quanto dichiarato dal CEO He Xiaopeng in un'intervista esclusiva a Bloomberg, l'azienda si trova nelle fasi preliminari di selezione di un sito produttivo all'interno dell'UE. Questa mossa strategica arriva poco dopo la formazione di una partnership chiave con il gruppo Volkswagen, segnalando l'ambizione di Xpeng di rafforzare la propria presenza nel mercato europeo.

DAZI ALTI

Nel valutare le potenziali location, Xpeng sta dando priorità a paesi che offrono "bassi rischi legati al lavoro". L'azienda non si limita a considerare solo la produzione: nei suoi piani figura anche la creazione di un importante centro dati, essenziale per gestire il flusso di informazioni generate dai sofisticati sistemi software dei suoi veicoli. Questa visione riflette l'importanza crescente della digitalizzazione e dei servizi connessi nel settore automobilistico.

L'iniziativa di Xpeng si inserisce in un trend più ampio che vede altri produttori cinesi come BYD, Chery e Zeekr (parte del gruppo Geely) adottare strategie simili per mitigare l'impatto dei dazi europei. Questi variano dal 17,4% al 38,1%, con Xpeng che attualmente affronta una tariffa del 21,3%.

GUERRA COMMERCIALE

La decisione dell'UE di imporre dazi sulle auto cinesi non è un caso isolato. Oltreoceano, gli Stati Uniti hanno implementato barriere tariffarie fino al 100%, una mossa replicata dal Canada. Proprio ieri, Ottawa ha annunciato misure altrettanto severe su una vasta gamma di prodotti cinesi, dalle batterie ai pannelli solari, con le auto elettriche che subiscono il colpo più duro, soggette a tariffe del 100%.

Queste azioni riflettono una crescente preoccupazione a livello globale riguardo alle politiche di sostegno del governo cinese alla propria industria automobilistica. Producendo direttamente in Europa, Xpeng e i suoi concorrenti cinesi mirano non solo ad evitare i dazi, ma anche a posizionarsi strategicamente in un mercato chiave per i veicoli elettrici. La potenziale espansione produttiva di Xpeng in Europa segna un momento cruciale nell'evoluzione del panorama automobilistico globale, evidenziando come le tensioni commerciali stiano ridisegnando le strategie delle aziende nel settore della mobilità elettrica.

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Commenti Regolamento
S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

Nel primo semestre 2024 siamo saliti al 4 posto pari merito con il Giappone. E questo nonostante non esportiamo quasi più auto ed abbiamo ridotto gli affari con la Ruzzia.

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

ho visto classifica su wiki aggiornata al 2023...

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

Scommettiamo 5 euri?

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

veramente siamo ottavi per export, dopo cina, usa, germania, uk, francia, olanda e giappone

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema è che con certa frequenza erano i governi a chiedere.... cose che un imprenditore avveduto non avrebbe fatto.... per dare forza a politiche territoriali.
Oggi se ne vedono i risultati nel bene e nel male.

g
gabrimazzo 01 Jan 1970 @ 00:00

La G6 è ottima, ma costa troppo, se riuscissero ad abbassarla di 5/6.000 euro potrebbe davvero andare in competizione con Model Y, anche 10.000 in meno.

C
Chris 01 Jan 1970 @ 00:00

Non mi sembra infatti di aver mai parlato bene del governo. Che non deve scendere a ricatti ma creare le condizioni migliori affinché siano parimenti tutelati i diritti di imprenditori e dipendenti.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Ricomincio con la famiglia miliardaria....
Sai cosa aveva chiesto Marchionne al governo durante il 2013 quando stava unendo FGA e CHRYSLER LLC?
Non soldi ma la modifica di una parte del diritto societario riguardante la governance di una spa.
A Roma fecero orecchi da mercante e lui decise di portare la sede legale della appena costituita FCA senza contare EXOR, CHN, IVECO e la holding Ferrari ad Amsterdam.... dopo aver pagato la prevista
una tantum.
Una operazione legale e avallata dallo stato.
Oggi lo stato si lamenta delle fughe e delle delocalizzazioni..... quando proprio loro hanno spinto a farlo.
Non lo avevo scritto perché non era argomento da discutere.
É una ovvietà dover dire che il governo dovrebbe creare le condizioni per poter fare azienda quanto è ovvio che fanno chiacchere e basta

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Apriranno presso uno qualsiasi degli stabilimenti vw, Spagna, Germania o Rep. CECA

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Tranquillo che da noi è impossibile

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

La mia prima ex ragazza è andata vivere a Detroit

C
Chris 01 Jan 1970 @ 00:00

Andrebbe prese misure a livello legislativo, se poi si preferisce dire "eeeh ma intanto non cambia nulla" e quindi non fare nulla è un altro discorso. Altrimenti c'è tanto lavoro da fare e come ogni lavoro richiede impegno e costanza. Il sistema socio economico sta crollando sarebbe meglio intervenire fintanto che ancora un minimo di possibilità si hanno .

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

La Turchia concede agevolazioni
La Serbia concede....
La Algeria concede...
Il Marocco concede....
La Slovacchia concede....
La Bulgaria concede....
Continui a pensare che un imprenditore stia a guardare?
La famiglia miliardaria ha pagato una UNA TANTUM allo stato italiano per trasferire la propria sede legale nei PAESI BASSI.

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

La vedo dura!

A
Alex Li 01 Jan 1970 @ 00:00

Mettere la sede nei PAESI BASSI non è per le tasse.
Ci sono altri motivi.

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh si, si parla di circa 70 miliardi per le sole case Europee nel '22

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Che non è comunque poco

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

... Quindi ora hai capito il tuo errore?...
Come ti è stato spiegato le tasse le paghi nel paese di produzione...
Se la società ha una sede fiscale estera li paga le tasse sugli utili!

I
Igi 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok, poi però non lamentarti se costa tutto di più...

S
Sheldon Cooper 01 Jan 1970 @ 00:00

Siamo il quarto esportatore mondiale dopo Usa, Cina e Germania, grazie agli stipendi bassi, questo dimostra che non serviva per forza la lira svalutata per ridurre il potere di acquisto dei lavoratori.
Il problema per investire in Italia però è il costo dell'energia, la burocrazia, la giustizia lumaca, ecc.

C
Chris 01 Jan 1970 @ 00:00

Preferirei trattare affinché questi colossi aprano qui aziende e si scambino conoscenze piuttosto che sopportare e supportare aziende occidentali o meno che siano che delocalizzano in Paesi ove costa pochissimo il lavoro ed al contempo portano le sedi in Paradisi fiscali di cui diversi ne abbiamo pure in Europa tra Olanda, Irlanda, malta ed altro . C'è bisogno di lavoro in tutti i settori non di favorire qualche vecchio imprenditore che è già miliardario e vuole pagare sempre meno tasse ma prendere tanti contributi statali.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

È sempre stato il mio sogno una xpeng senza dazi

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Piu che altro devono prepararsi agli scioperi dei lavoratori e dei falsi invalidi

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Che son sempre io :)

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Nel giro di pochi anni, tra automazione, miglioramenti sensibili alle batterie, maggiori economie di scala, i prezzi delle elettriche saranno inferiori a quello delle termiche: in Cina la Mona 03, berlina sportiva con circa 500km di autonomia, parte da poco più di 16000€, anche con un impianto e tasse pagate in Europa, non credo salirà moltissimo di prezzo...

E intanto Tesla oggi ha tagliato di 3000€ i listini di model 3 rwd e model y rwd.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Se vogliono aprire in italia, devono prepararsi all'infinita fila che c'è, di produttori Cinesi che vogliono aprire nel nostro paese...

A parte gli scherzi, penso che apriranno o in Spagna, dove danno parecchi soldini per convicerli ad aprire da loro, o in turchia dove costa molto meno la gestione, e che gli permettono di bypassare i dazi

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

stavo rispondendo al tipo riguardo la sede legale all'estero

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh spe, l'IVA/VAT la paghi anche se produci in Cina, tutti gli obblighi richiesti in Europa li hai anche se produci in Cina e il costo del lavoro è relativo (automatizzi al massimo e produci in uno dei paesi più poveri d'Europa, come fan tutti). Il non pagare nè trasporto (o meglio, lo paghi molto meno) nè dazi però è un bel risparmio

R
Rompiballe 01 Jan 1970 @ 00:00

I canadesi sono pivelli, noi abbiamo sempre pagato il 100% in più ed adesso voliamo fieri verso il 150%.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Vero, ma quelle le vanno a mettere dove possono comunque risparmiare qualcosa su manodopera e/o tasse.
cosa che fanno anche i produttori europei.

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

no, le tasse sui dipendenti, l'iva delle vendite e tanti altri oneri rimangono dove produci/vendi

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

anche la sede produttiva è più costosa se la devono mettere in europa per via delle tasse locali ed obblighi.

S
Sbrillo 01 Jan 1970 @ 00:00

o in olanda... 🐎🏎️

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Basta mettere la sede in Irlanda e di tasse ne paghi pochissime, come fanno tutti

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

prima frignano, poi si mettono a 90, tietti i dazi e apri un razzo di stabilimento in europa, se vuoi vendere in europa, come fanno da sempre le case europee in cina

tutto questo andrebbe replicato per tanti altri settori

S
Sbrillo 01 Jan 1970 @ 00:00

ecco, un impianto Xpeng in Italia non sarebbe male

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

o pagano i dazi, o pagano più tasse... cambia poco