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Zeekr vuole produrre auto elettriche in Europa per evitare i dazi

Per aggirare i dazi, il marchio cinese potrebbe spostare la produzione delle sue elettriche in Europa

Zeekr vuole produrre auto elettriche in Europa per evitare i dazi
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 23 lug 2024

I dazi sulle auto elettriche cinesi che la Commissione Europea ha voluto istituire stanno portando le case automobilistiche della Cina a rivedere le strategie per il mercato europeo. In diversi casi, alcuni machi hanno accelerato i piani di costruzione di fabbriche nel Vecchio Continente con l'obiettivo di aggirare le nuove tariffe doganali. A quanto pare, anche Zeekr starebbe valutando questa soluzione.

UNA FABBRICA IN EUROPA PER EVITARE I DAZI

Stando a quanto riportato da Bloomberg e poi rilanciato da Automotive News Europe, Zeekr potrebbe arrivare a costruire automobili in uno stabilimento europeo di proprietà della casa madre Geely per superare la problematica dei dazi. Come sappiamo, attualmente tutti i modelli Zeekr sono prodotti in Cina e stando a quanto stabilito dalla Commissione Europea sono soggetti ad una nuova tariffa doganale provvisoria aggiuntiva del 19,9%. La decisione se rendere definitiva la tariffa è prevista per novembre.

Il CEO di Zeekr Andy An all'interno di un'intervista a Bloomberg News ha affermato che la sua azienda sta lavorando alla ricerca del sito e che un annuncio sarà fatto al momento giusto. In ogni caso, come accennato in precedenza, non si andrà a costruire una nuova fabbrica ma ad utilizzare uno stabilimento esistente di proprietà del Gruppo Geely o di uno dei suoi partner europei. Per esempio, attraverso Volvo, il Gruppo Geely può contare su fabbriche in Svezia e in Belgio.

Proprio lo stabilimento del Belgio potrebbe essere interessante per Zeekr. Qui, Volvo andrà a produrrà la sua EX30 che è basata sulla piattaforma SEA, la stessa utilizzata anche per i modelli del marchio cinese.

Va detto che un'eventuale produzione dei modelli elettrici di Zeekr in Europa potrebbe accelerare l'espansione di questo marchio nel Vecchio Continente. Attualmente è presente solo in alcuni mercati europei ma l'obiettivo è ovviamente quello di crescere e di sbarcare in ulteriori Paesi.

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Commenti Regolamento
C
Cristiano Gardoni 01 Jan 1970 @ 00:00

ma guarda che ti do ragione in full zio su sta cosa

o
orsidoc 01 Jan 1970 @ 00:00

ci è rimasto nelle prime pagine dei giornali per settimane. controlla che lo trovi subito. vicenda da m0stri

Y
Yanav Jiqoike 01 Jan 1970 @ 00:00

So che cos’è il caporalato, ma di uno che ha perso un braccio e poi l’hanno buttato in mezzo alla strada, questo me lo sono perso…

o
orsidoc 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sa che ti sei perso il capolarato al sud. Letteralmente ha perso un braccio e lhanno buttato in mezzo alla strada i famosi bravi imprenditori italiani

Y
Yanav Jiqoike 01 Jan 1970 @ 00:00

In Italia ti tagliano gli arti?

C
Cristiano Gardoni 01 Jan 1970 @ 00:00

concordo al 100x100

C
Chris 01 Jan 1970 @ 00:00

Per 700€ su una spesa di 15-25mila euro non ne farei un dramma. Anche perché se si continua a delocalizzare da un lato e ad abbassare gli stipendi e le condizioni contrattuali dall'altro diventerà sempre più difficile comprare qualsiasi auto sia essa prodotta in Polonia, in Cina o chissà dove. Se aumentano gli stipendi e le assunzioni con contratti stabili invece diventa anche possibile comprare un auto a 500€ in più

X
X Wave 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo stesso vale per altre aziende italiane, in Francia per esempio non sarebbe successo 😓

M
Mattia532 01 Jan 1970 @ 00:00

Che vi frega? Tanto nel vostro paese sono più quelli in cassa integrazione da decenni che quelli che lavorano nel settore, mentre gli altri paesi investono nell'automotive, l'Italia dorme, sia mai che manchino i 15k euro di premio nelle tasche dei politici 😉

o
orsidoc 01 Jan 1970 @ 00:00

Uguale in Italia nei campi, nei ristoranti dove ti tagliano gli arti e ti buttano per strada

C
Cristiano Gardoni 01 Jan 1970 @ 00:00

alza alza...

C
Cristiano Gardoni 01 Jan 1970 @ 00:00

no, non lo farà...

Y
Yanav Jiqoike 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma basta con questo razzismo, è triste andare a lavorare per degli stranieri nella tua stessa nazione

Y
Yanav Jiqoike 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche con gli schiavi che lavorano notte e giorno due euro Al giorno ?

Y
Yanav Jiqoike 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non capisco la Fiat non era italiana, perché hanno Permesso di venderla a Stellantis?

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti ripeto, Stellantis ha affermato che la differenza di prezzo di produzione per un'auto prodotta in Polonia o in Italia è 500 euro, nel quale è compreso tutto, costi diretti e indiretti. Ma il fatto è semplice: il costo produttivo totale è 1000 euro in Italia e 500 in Polonia, tutto il resto del prezzo sono la componentistica, le tasse e il margine per azienda e rivenditori. Il discorso è: ad un italiano farebbe piacere acquistare un'auto prodotta in Italia pur pagandola 700 euro in piu?

C
Chris 01 Jan 1970 @ 00:00

Nei costi produttivi però incide il capitale investito (e se per esempio puoi usare macchinari vecchi e non sicuri o fare tagli su DPI e dispositivi collettivi) e il costo del lavoratori tra costi salariali e non salariali (che sono quelli veramente alti in Italia, visto che ormai il netto è "ridicolo" rispetto agli altri paesi europei più importanti). Poi si aggiungono i costi dell' energia diversi per via anche di economia diverse.
Se poi ci sono altre voci più importanti spiegami pure, sono sempre curioso e non sono un economista (nonostante un paio di esami universitari collegati alla lontana).

D
Donaldo Gei 01 Jan 1970 @ 00:00

Finchè non finiscono il ponte con la barca è troppo distante

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

No, no, che c'entra la tassazione, si parla di costi produttivi, la tassazione di un bene la si fa nella sua commercializzazione, infatti alle merci vengono applicati iva e dazi una volta trasferite nel paese di commercializzazione.
Ovviamente per produrre un bene vanno pagate le persone che quel prodotto lo fanno e quindi le tasse, ma la manodopera su un'auto incide per pochi punti percentuali sul costo di porduzione

n
nemo 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi auguro vivamente che per allora l'uomo medio si sia reso conto che conviene guadagnare dal possesso di valuta, lasciando all'automazione intelligente il compito di produrre ciò che consuma.

C
Chris 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse sul netto, come tassazione totale, topologia di contratti ecc. Cambia e crea una sorta di concorrenza sleale Intra ue come se già non bastassero i paradisi fiscali e gli incompetenti nostrani.

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Ero sarcastico, pensa che la differenza tra produrre un auto in Polonia o in Italia per Stellantis è nell'ordine di 500 euro...

o
orsidoc 01 Jan 1970 @ 00:00

Sicuramente non io. Per me non c'è storia dal punto di vista economico ed infatti servono altri metodi per arginare il pericolo di essere comprati dalla Cina

C
Cristiano Gardoni 01 Jan 1970 @ 00:00

quello che non capisci è che tra 10 anni il lavoro di assemblaggio delle autovetture richiederà comunque il 95% in meno di manodopera...

C
Cristiano Gardoni 01 Jan 1970 @ 00:00

stai paragonando un paese con 2 miliardi di persone ad uno con 60 milioni in calo?

C
Cristiano Gardoni 01 Jan 1970 @ 00:00

la differenza di stipendio tra un paese e un altro è irrilevante, quello che conta tra i vari paesi è il paragone del potere d'acquisto

M
Mattia532 01 Jan 1970 @ 00:00

Quello che gli italiani non capiscono, è che di questo passo non avranno più neanche un'azienda automotive che vorrà investire da loro, quindi zero lavoro, zero stipendi, zero possibilità di comprare il pane.

A
Antonio Guacci 01 Jan 1970 @ 00:00

Non credo: i cinesi sono troppo intelligenti per venire a investire in Italia.
Prima andranno a investire in tutti gli altri Paesi UE e poi, proprio come ultima spiaggia e se saranno sopraffatti da una buona dose di autolesionismo, forse mettono un ufficio e un paio di magazzini pure qui.

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi Zeekr produrrà in Belgio, ma è chiaro, lì gli stipendi degli operai sono più bassi dei nostri... O no?

Q
Qubit ❌Not ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto, e quindi piano piano dovremmo scendere a compromessi... sempre più compromessi...
Perché non è che le auto loro costavano meno semplicemente il nostro stipendio era troppo alto.

p
piail 01 Jan 1970 @ 00:00

Vieni a Palermo non andate al nord sono razzisti con la loro stessa razza

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

E avanti con la rumbaaaaa

X
X Wave 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma magari venissero ad investire da noi, abbiamo solo Stellantis che ha delocalizzato l'impossibile distruggendo l'indotto e facendoci pagare le casse integrazioni......

E
ElPablo 01 Jan 1970 @ 00:00

Esattamente. Dopo la cessione della Fiat e la delocalizzazione delle nostre best seller, non abbiamo piu' prodotti che garantiscono occupazione industriale, abbiamo quindi bisogno di nuovi investitori che vogliano produrre qui da noi. Non e' facile per gli USA (leggete le furibonde lotte tra sindacati e Tesla in Svezia) e sara' ancora meno facile per la Cina, ma ci dovremmo venire incontro. Lo scambio tra culture lavorative diverse potra' fallire, ma potrebbe anche far bene a tutti se ben gestito.

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Finché pagano lo stipendio che ti frega per chi lavori?
Sempre meglio che essere in cassa integrazione continua e perpetua con stellantis

M
Maudit 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma tristezza de che?
Quando l'Alfa Romeo produce la Milano (Junior) in Polonia ti senti meno triste?

o
orsidoc 01 Jan 1970 @ 00:00

Se pensi che l'italia sia migliore della Cina dal punto di vista economico sbagli di grosso. Siamo ancora superiori come stile di vita però l'economia cinese ci asfaltata praticamente su tutto

P
Patrizio Battemano 01 Jan 1970 @ 00:00

Di triste qua c’è solo il tuo razzismo

M
Mercury 01 Jan 1970 @ 00:00

Bah dipende, sono un mercato al top, hanno tantissimi soldi, amano il made in Italy, dove sarebbe il problema?

Y
Yanav Jiqoike 01 Jan 1970 @ 00:00

Che tristezza…

M
Mercury 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh direttamente o indirettamente è già così

Y
Yanav Jiqoike 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi gli italiani in Italia andranno a lavorare per i cinesi?

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Sicuramente in Italia, dove tutti i produttori cinesi stanno facendo la fila per venire da noi