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Auto elettriche cinesi, i Governi UE divisi sui dazi

Il primo voto non vincolante sui dazi ha messo in luce i forti dubbi da parte di molti Paesi UE

Auto elettriche cinesi, i Governi UE divisi sui dazi
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 17 lug 2024

Il tema dei dazi sulle auto elettriche cinesi continua a far discutere. Abbiamo visto di recente che l'industria europea è contraria alla scelta della Commissione Europea tanto che 31 associazioni tra cui, per il mondo automotive, ACEA, hanno chiesto a Bruxelles una politica commerciale ambiziosa e aperta a sostegno della competitività e della prosperità economica.

Contestualmente sono iniziate a trapelare alcune informazioni sul voto dei Paesi membri in merito ai dazi provvisori istituti dalla Commissione. Si tratta di una prima votazione non vincolante ma comunque influente visto che la Commissione ne dovrà tenere conto al momento di prendere la decisione definitiva. Stando a quanto riporta Reuters, ci sarebbe una profonda spaccatura tra chi è favorevole e chi no o ha forti dubbi.

I DUBBI SUI DAZI

Secondo il rapporto di Reuters, una dozzina di Paesi membri dell'UE avrebbe votato a favore dei dazi tra cui Italia, Spagna e Francia. Quattro Paesi si sarebbero detti contrari e undici si sarebbero astenuti tra cui Germania, Finlandia e Svezia.

Insomma, un voto che riflette i dubbi sulla validità della scelta della Commissione che erano già emersi nel corso delle ultime settimane da una parte del mondo politico e da quello industriale. Si teme, infatti, che possa scoppiare una "guerra commerciale" con Pechino, con ovvie conseguenze per l'economia dell'Unione Europea.

I prossimi mesi saranno quindi fondamentali per capire cosa succederà e se i dazi da provvisori diventeranno definitivi. Va detto che la Germania rivestirà un ruolo molto importante in tutta questa vicenda. Per ora si è astenuta ma sappiamo bene che, in realtà, la sua posizione sui dazi è contraria. Non per nulla il Governo tedesco si era già mosso per trovare una mediazione con la Cina. Del resto, le aziende automotive tedesche hanno forti interessi in Cina e un'eventuale guerra commerciale potrebbe avere conseguenze molto pesanti.

Con l'obiettivo di trovare un compromesso, la Commissione Europea ha fatto sapere che potrebbe prendere in considerazione l'applicazione di tariffe doganali più basse per i modelli BMW, MINI e Volkswagen prodotti in Cina. In ogni caso, la Commissione proseguirà le sue indagini per altri tre mesi. Se continuerà a ritenere la necessità dell'applicazione dei nuovi dazi, si terrà una votazione finale dopo la quale la proposta tariffaria della Commissione Europea sarà adottata a meno che non vi sia una maggioranza qualificata contraria.

Visto il risultato della prima votazione non vincolante non è detto che la Commissione alla fine sia in grado di riuscire a fare approvare i dazi, soprattutto se la Germania dovesse opporsi e sappiamo bene quanto questo Paese sia influente all'interno dell'UE.

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Commenti Regolamento
P
PIxVU 01 Jan 1970 @ 00:00

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DRAFT [ start ]

consentiteci ancora di segnalare la nostra gratitudine per quelle vostre cortesia e disponibilità [ eng.: kindness ] quando rispondete pubblicando un sempre amabile messaggio, desideriamo però inviarvi anche il nostro gentile riscontro.

gli " aiuti di stato " sono sempre quella " elargizione " [ donation ] quindi a scapito di altri quando i consumatori si ritrovano forzati a subire quel danneggiamento mentre acquistano articoli; beni e merci e quei prodotti con qualità scadente oppure quando i cittadini si ritrovano a dover corrispondere poi un compenso per la prestazione di servizi anche se l'esito é mediocre.

il " divieto di elargire aiuti di stato " é stato quindi proposto poi approvato per tutelare esclusivamente quei consumatori e cittadini nel mercato unico [ EU ] laddove non si pensava affatto a esibire quella volontà di pianificare mediante un regolamento per vincolare i rapporti tra quei membri altresì stati dell'EU. oggi pertanto riconosciamo tali impedimento e ostacolo validi e evitiamo così gli aiuti di stato ma possiamo rilevare le particolari e ancora rarissime eccezioni per assegnare talvolta quei fondi pubblici oppure le sovvenzioni.

le imprese - i lavoratori ormai privati di qualsiasi forma di " aiuti di stato ", di quelle sovvenzioni dunque dei mezzi del socialismo e di socialisti - devono impegnarsi a fondo per " imparare " a restare nel mercato unico, accordando così quella facoltà di poter anche osservare i sintomi del condizionamento che privilegia perfino la competizione quando le imprese si ritrovano a essere altresì forzate per impiegare energie e risorse proprie, " imparando " a svolgere quelle attività di lavoro [ l'attività economica ] e con quel tal modo " impeccabile altresì puntuale ", scansando infine l'obbligo di abbandonare l'EU.


nei territori compresi in quel mercato unico e EU, quelle attività di lavoro pertanto anche ognuna di quelle fasi devono rispettare certi criteri stabiliti sempre mediante un " sistema per la gestione della qualità. " ogni serie di compiti [ fase ] deve essere portata a termine quando talvolta include anche la ricezione di un ordine di acquisto e sempre quelle richieste da evadere per risolvere esigenze tramite attività dedicate per " l'assistenza ai clienti " [ customer care ] oppure per le prestazioni di quei servizi post-vendita. le imprese devono ancora seguire indicazioni di una " unità organizzativa e di quel sistema per la gestione della qualità " e in tal modo adeguarsi a certi standards che consentono di rendere tutte quelle fasi e tutti quei compiti tracciabili.


le imprese invece non ritrovano mai quella conveniente motivazione per vigilare perciò non correggono le attività di lavoro altresì assegnate a soggetti terzi e finanziati tramite " aiuti di stato " e " sovvenzioni " e sempre quell'elargizioni quindi stanziamento di fondi, per consentire di corrispondere talvolta i corrispettivi e spesso quei compensi e salari per i collaboratori oppure dipendenti altresì impiegati mediante quegli appalti e quei sub-appalti. la particolare attività economica tuttavia termina con quei risultati che sono sempre discutibili quando gli ' agenti economici ' sfruttano anche incerti " ingredienti " talvolta le parti per l'assemblaggio e che provengono da quelle sempre incerte aree geografiche e quei territori nel mondo dove la supervisione é poco diligente e neanche " evoluta. "


A) il vino " made in EU " viene così prodotto mediante buste di plastica che contengono polvere d'uva liofilizzata altresì coltivata in luoghi ignoti e importata nel mercato unico, per ripristinare all'occorrenza le caratteristiche originarie mediante la semplice aggiunta di acqua - vedi: liofilizzazione;

B) l più noti market-places si avvalgono di quel processo di pianificazione e " la logistica " mentre assegnano lo sfruttamento di coloro che sono immigrati anche illegalmente e che si ritrovano nel territorio ma mai tutelati quando divengono poi quelle vittime di tali alibi e appalti e sub-appalti affidati alle società spesso gestite da individui altresì stranieri e dalla dubbia moralità. ogni giorno, mettono dunque a rischio i consumatori, spostando gli articoli anche manomessi e quelle merci che non corrispondono più a quel che era stato realizzato nell'impianto di produzione.

la commissione europea piuttosto che quel parlamento a bruxelles sanzionano infine quel divieto di conferire " aiuti di stato " e il provvedimento che tuttavia non può rivolgersi a quegli stati né a quelle nazioni che non si trovano nella " pertinente giurisdizione " quindi la sfera di competenza anche attribuita a tale ' organo amministrativo ' e l'area territoriale altresì pertinente a tali organi legislativi. la P.R.C [ rep. popolare cinese ] é dunque quel territorio che segue una differente regolamentazione sanzionata poi da quell'amministrazione di governo e che sceglie perciò decide su tali cose che " non ci riguardano. "

ogni paese [ nazione ] è quindi libero di scegliere quando riservare gli agenti economici per le attività organizzate per l'export talvolta quegli agenti economici dovranno invece servire esclusivamente il " mercato interno " [ domestic market. ] ogni nazione é altresì libera di scegliere se consentire una ricerca di quei " soci in affari " [ partners ] e in quel territorio di pertinenza talvolta l'area del mercato unico e dove le autorizzazioni vengono altresì attribuite quando indispensabili per completare le attività [ tasks ] della non-esclusiva importazione di articoli [ items ] e di beni economici, consentendo infine la non-esclusiva distribuzione di merci e semi-lavorati [ items ], prodotti di quegli agenti economici pertanto di quelle imprese che non sono stabilite nel mercato unico. quelle stesse imprese hanno tuttavia l'obbligo di attribuire anche le attività per la distribuzione e a quei " partners " che così accolgono le richieste dei consumatori in EU pertanto soddisfano quelle esigenze - facendo sempre a meno di stabilire un monopolio, evitando ancora di iniziare quelle attività illegali né possono portarne a termine, astenendosi anche dal rivendere ' generi di monopolio ' quando nemmeno potranno occuparsi di una esclusiva rivendita di merci per la particolare distribuzione.

quel ' commercio mondiale ' pertanto " non esiste in natura " [ it's not such a thing ] e coloro che si confrontano con quel commercio dunque quei commercianti non rispettano mai completamente la regolamentazione. i dettaglianti di un borgo oppure quartiere non si preoccupano di apprendere quelle condizioni, quei termini e vincoli tuttavia neanche gli altri agenti economici impiegano quel tempo per ottenere strumenti e apprendere come rispettare le leggi e norme che disciplinano l'attività di vendita nel territorio e area del mercato unico.

" regole per il commercio mondiale " allora non ne esistono e possiamo talvolta riferirci a accordi vincolanti e che regolano esclusivamente le relazioni tra quei paesi e quelle nazioni che sono anche membri di organizzazioni particolari qual é l'OCSE - OECD

DRAFT [ end ]

otto giorni prima @Vince scriveva:
Non capisco cosa c'entri tutto questo sproloquio. il problema non è elargire o aver elargito aiuti di stato. il problema è elargire aiuti di stato a scapito di altri. nelle regole di commercio mondiale ci sono dei rapporti di reciprocità che la Cina non rispetta. In Europa c'è il divieto degli aiuti di stato per regolare i rapporti tra i vari stati membri, perché con i rapporti verso i paesi extra UE dovrebbe essere diverso? significherebbe competere con regole diverse
P
PIxVU 01 Jan 1970 @ 00:00

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DRAFT [ start ]

gentile @Vince,

desideriamo altresì ricordarvi che noi europei [ autentici europei ] non intendiamo affatto rendere la permanenza di quei commercianti agevole laddove vogliamo creare quel disagio e consentire a quei rivenditori di apprestarsi con " armi e bagagli ", per recarsi il più lontano possibile e più ma anche meno spontaneamente.

rispondiamo così a quel vostro gentile messaggio e mettiamo allora quella " guerra commerciale " in evidenza talvolta tra la PRC [ Cina ] e gli USA ma il ' mercato unico ' si presenta con quelle condizioni e l'evidente scarsità dei " mezzi per la produzione. " oggi l'EU non dispone certamente delle fabbriche e degli impianti che potrebbero determinare poi quelle opportunità di coinvolgersi anche in una guerra forse commerciale

vi consigliamo infine di " ritagliarvi un po' di tempo " [ di trovare un po' di tempo per aiutare voi stessi ] e impegnare le vostre facoltà con un approfondimento, " ripassando quei libri di storia " riscoprirete anche le caratteristiche e quei segni distintivi altresì particolari di una società che presenta ancora le qualità utili per la classificazione [ specificità ] di quell'insieme organizzato d'individui che si distinguono ancora nei territori dell'EU talvolta in un'europa che appartiene esclusivamente a quelle chiese dunque alle ' comunità dei membri di una stessa confessione religiosa. ' chiese che allora si organizzano sempre con quel tal modo e svolgono così l'attività economica mediante istituti finanziari come le compagnie di assicurazioni; gli istituti di credito; le società finanziarie ma anche insieme a i corrieri e gli spedizionieri e operatori per la logistica; i costruttori di veicoli commerciali e mezzi per il trasporto di beni; merci e persone; gli addetti ai lavoro negli impianti per la " lavorazione " e distribuzione di carburanti; gli addetti ai lavori nelle autofficine per le manutenzione e riparazione dei veicoli e negli impianti per lo smaltimento di automobili...

gli europei [ autentici europei ] non avvertono certamente l'ostilità neanche quando quei veicoli " made in PRC " potrebbero davvero incontrare poi un ampio consenso da parte dei consumatori quindi quell'approvazione che non rappresenta e mai rappresenterà una minaccia per gli autentici europei laddove si dedicano esclusivamente a quell'attività economica e che consente di:

- siglare un contratto per il finanziamento;
- siglare quel contratto e polizza RC Auto;
- siglare un accordo per il trasporto delle merci [ garanzie contro il furto altresì contro i danni al carico ];
- siglare contratti per la distribuzione di quel carburante che serve per spostare gli autoveicoli... [ talvolta impianti e colonnine per ricaricare la batteria ]
gli europei si occuperanno ancora della realizzazione e gestione degli impianti per l'autolavaggio talvolta si dedicheranno alle manutenzione e riparazione dei veicoli e a quelle attività da svolgere in autofficina.

quei commercianti [ nella fattispecie: la rivendita di automobili quindi gli autosaloni; dealers ] sono invece agenti economici altresì adoperati con lo stesso criterio che si utilizza soltanto per quei domestici [ house servants ] anche considerati come quelle " persone di servizio " e quegli addetti alla manutenzione dunque i camerieri in EU che - per convenienza - chiameremo ancora il " grande club " e quel " mercato unico. "
quei commercianti tuttavia non sono stati, non sono e non diverranno mai anche proprietari oppure titolari di quel " club. "

assisteremo poi a una mutazione mentre quei commercianti sono " purtroppo " destinati a abbandonare l'europa, espatrieranno per diventare quei certi migranti e scomparire quando ritroveranno riparo soltanto in selezionati paesi e quelle nazioni dove potranno ancora essere accolti come gli immigrati per le ex-colonie di stati altresì membri dell'EU.

in soldoni:
gli europei [ europei autentici ] perciò non sono ansiosi e nemmeno inquieti in merito a quel commercio di automobili né si preoccupano per quei commercianti [ camerieri e domestici ] che dovranno invece ritirarsi perché eventualmente non riusciranno più a essere competitivi allorché forse; talvolta quelle " automobili made in PRC " conquisteranno una maggiore quota di mercato.

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cinque giorni prima @Vince scriveva:
< OMISSIS > ... Qua invece si tratta di una guerra commerciale tra Europa e Cina. la Cina sovvenziona le fabbriche cinesi per abbattere i costi di produzione. si chiama dumping o concorrenza sleale e uno si difende come vuole. ognuno è libero di scegliere se far parte di un mercato fatto di regole reciproche o meno.
V
Vince 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma ti leggi quello che scrivi di solito?
Guarda che uno si può dare le regole che vuole.gli aiuti di stato sono una espressione di una volontà di regolamentazione della UE a cui sono sottoposti gli stati membri per evitare distorsioni sulla concorrenza tra di loro.e' una barriera quindi nei rapporti di uno stato verso altri soggetti.non c'entra nulla dire che la fiat ha avuto aiuti dallo stato per mantenere l'occupazione o per pagare la cassa integrazione.quello è un rapporto interno ad uno stato. Non c'entra nulla la concorrenza.la fiat avrebbe potuto licenziare tutti o impiantare fabvriche altrove e non ci sarebbero stati aiuti di nessun tipo. Qua invece si tratta di una guerra commerciale tra Europa e Cina.la Cina sovvenziona le fabbriche cinesi per abbattere i costi di p roduzione.si chiama dumping o concorrenza sleale e uno si difende come vuole.ognuno è libero di scegliere se far parte di un mercato fatto di regole reciproche o meno.

V
Vince 01 Jan 1970 @ 00:00

La mia affermazione riguarda tutto il settore della mobilità in generale e della tecnologia .il primato della Cina sulle batterie deriva semplicemente dal fatto che fanno questo da molti anni,a partire dai cellulari e dell'elettronica in genere che abbiamo delegato a loro per una questione di minori costi di produzione.le batterie tesla se le fa produrre anche da panasonic e da lg.oggi come oggi per l'elettrico siamo assolutamente dipendenti dalla Cina non per chissà quale evoluzione tecnologica,ma perché hanno il monopolio delle materie prime e quindi produrre da loro costa molto meno.non sono dei fenomeni.li abbiamo fatti diventare noi dei fenomeni.le stesse aziende che chiedono oggi di non mettere dazi,così riescono a guadagnare mettendo il marchio su cose prodotte per il 90% in cina

V
Vince 01 Jan 1970 @ 00:00

Non c'è nessun gap tecnologico.la Cina copia.pero copiando può produrre a costi inferiori perché nell'occidente ci facciamo carico di costi sociali che in Cina non sanno cosa sono

V
Vince 01 Jan 1970 @ 00:00

Come al solito si guarda all'oggi e non al domani.oggi la germania vende qualche auto termica in Cina ed ha paura di non riuscire a venderne più e quindi si oppone.i costruttori europei producono le loro auto in cina e hanno paura di non riuscire a fare più il giochino.questo senza considerare che la Cina prendendo tutto il know how delle aziende occidentali fra un po produrranno da soli le copie di auto occidentali e non compreranno più le auto tedesche perché le faranno a minor prezzo,come già è avvenuto per gli smartphone.la conseguenza è che gli stati europei,a differenza delle aziende che possono delocalizzare,si troveranno con la desertificazione industriale e welfare da pagare.la produzione industriale è già calata del 30%.l'America si è protetta con dazi del 100% e sta tenendo botta.noi?vogliamo continuare a dar retta alle aziende e pagare poi i conti di questa disfatta?

V
Vince 01 Jan 1970 @ 00:00

Non capisco cosa c'entri tutto questo sproloquio.il problema non è elargire o aver elargito aiuti di /stato.il problema è elargire aiuti di stato a scapito di altri.nelle regole di commercio mondiale ci sono dei rapporti di reciprocità che la Cina non rispetta. In Europa c'è il divieto degli aiuti di stato per regolare i rapporti tra i vari stati membri,perché con i rapporti verso i paesi extra UE dovrebbe essere diverso?significherebbe competere con regole diverse

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Te lo richiedo: dovo sono gli incentivi? Non li trovi neppure con il motore di ricerca?
Nessuna ironia.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Avevo ragione: non hai risposto. Forse perchè quel tipo di incentivi non esiste?

Tu sei solo capace a fare disinformazione, le mie non sono offese. Sei tu che ti qualifichi per come ti appello. Invece di lamentarti come uno scolaretto comportati come una persona seria e da tale ti tratterò, io non ho nulla contro di te.

P.s. se c'era ironia nel tuo post di prima non la trovo in nessun aspetto.

P
PIxVU 01 Jan 1970 @ 00:00

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DRAFT [ start ]

gentile Signor Rossi,

vi chiediamo gentilmente di fornirci ancora quei dettagli e particolari in merito ai 220 miliardi calcolati forse utilizzando le vecchie lire [ liras ] e potreste perfino indicare la data di pubblicazione di quell'articolo che avete citato.

consentiteci inoltre di completare quel poco accurato " racconto ", aggiungendo che quando il conflitto e " WWII " [ seconda guerra mondiale ] giunse al termine dunque dagli anni '50 e per quarant'anni, il " settore dell automotive " pertanto l'industria in italia - ma non soltanto in italia - han certamente goduto di quel che oggi distinguiamo ancora mediante quei termini " aiuti di stato " che erano, in realtà, risorse economiche e da destinare a quella industria perché così era stato deciso istituendo quel Piano Marshall [ recovery plan ] che contemplava altresì un accordo stipulato tra gli " Stati Uniti d'America " e la " famiglia Agnelli " in particolare quando poteva certamente contare sull'aiuto degli USA e di quelle influenti e sempre importanti famiglie che accordavano opportunità per ottenere il consenso di quei membri del congresso di quel tempo, ricavandone poi investimenti per l'europa.

- quel medesimo " meccanismo " lo abbiamo potuto osservare anche più recentemente e in PRC [ rep. popolare cinese ] con quel programma che contemplava gli investimenti per lo sviluppo di quel settore " logistica e trasporto ", riuscendo a trasformare una nazione che era un paese agricolo -

desideriamo altresì aggiungere quei commenti che consentono di attribuire grande importanza alla memoria e per non dimenticare che l'allora ' regno unito d'italia ' " scelse " [ precisamente: fu forzato a scegliere ] la " repubblica italiana " poiché sconfitto durante la guerra e dopo aver combattuto al fianco dei nazisti. una nazione che perse ogni cosa - restando in " braghe di tela " - e priva di risorse proprie ma addirittura privata di un territorio che non appartiene più ai cattolici italiani. un popolo che ormai " occupa un'abitazione " così come fanno quei domestici talvolta sguatteri e collaboratori [ lavoratori ] per le manutenzione ordinaria e straordinaria e quel governo per lo stato dunque di una repubblica italiana, per ben più di quarant'anni, non ha avuto occasione di elargire denaro all'industria in italia ma poteva unicamente completare certe operazioni, eseguendo quegli ordini inviati mediante indizi approvati da un governo negli USA e che finanziava la ricostruzione di un'europa, attenendosi poi sempre a quelle condizioni stipulate coinvolgendo anche il regno unito di gran bretagna [ U.K ] quindi nei termini che consentivano di destinare i fondi e necessariamente alla famiglia Agnelli e a poche altre famiglie in europa quando ben introdotte presso gli ambienti influenti e che peroravano la causa - per proseguire con il piano marshall e la ricostruzione di un continente dunque il recupero dell'europa - presso quel congresso di washington che così autorizzava gli aiuti elargiti da " USA; UK; British Commonwealth " [ l'occidente e " vittime " dell'occidentalizzazione. ]

NOTES: altri settori " dell'industria " [ i.e: il settore del tessile, abbigliamento e moda ( fashion ) ] sono stati anche sostenuti in misura ragguardevole e da quei governi per gli USA e che scelsero gli ' amministratori delegati ' per agevolarne il trasferimento in italia, quegli esperti che poi innescavano il funzionamento di un'attività organizzata mediante la struttura che consentiva " di gonfiare un'economia italiana " [ i.e: bolle economiche; economic bubbles ] perciò anche la rivendita di quegli stracci con " l'etichetta e griffe " quando quel governo americano certamente consentiva l'importazione negli USA, acquistando quegli stracci e accordando sempre quel prezzo " gonfiato " per poi disfarsene subito, trasportando quelle merci [ i.e: quei rifiuti ] da smaltire sempre nella " discarica di immondizia " [ landfill ] che si trovava a " staten island " dunque quei beni erano comunque destinati per il mercato del superfluo perciò non essenziali.

DRAFT [ end ]

sei ore prima @Signor Rossi scriveva:
[ ... ] Secondo un articolo pubblicato su Milano Finanza, lo stato italiano ha elargito qualcosa come 220 miliardi in 40 anni alla FIAT / FCA ... e come ben sappiamo non traendone alcun beneficio, facendo solo arricchire gli Agnelli - Elkann.
u
uncletoma 01 Jan 1970 @ 00:00

troppi costruttori europei producono in cina, a loro triplicherei i dazi

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Giusto per fare un esempio, BYD e SAIC avevano deciso di realizzare delle fabbriche in Europa anni prima che si iniziasse a parlare di questi dazi.

Il perché è il risparmio sul costo del trasporto e dei vecchi dazi al 10%.

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non lo devi dire a me, lo dico da sempre che la EU nel mettere la data del 2035 doveva cambiare la politica degli aiuti di stato

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

non vedo cosa possa andare storto per l’Europa a mettere i dazi alla Cina… https://media2.giphy.com/me...

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

🤷‍♂️🤭🤭

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Generalmente scrivi somme ca..te ma questa devo ammettere che mi fa molto ridere 😂

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Fenomeno da 4 soldi fammi ricredere: vai su quel sito (o su quello dell'UE) e trovami un incentivo per un costruttore di automobili per avere soldi per ogni unità venduta, o se preferisci per Philips per ogni tostapane venduto.

Scommetto che non avrò risposta alcuna, i fenomeni sono così...

Tu vuoi rimescolare il tutto confondendo il dumping con incentivi pensati (magari non sempre bene) per aiutare l'economia.
Vorresti pure abolire pure il PNRR?

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti è l'unico motivo per cui ha senso mettere i dazi.

Lasciando la scappatoia che se prodotti in EU 0 dazi.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Proprio come fanno in Cina che lo stato aiuta le sue aziende

C
Carlito 01 Jan 1970 @ 00:00

ehehe, hai dimenticato di citare che sono soldi del dipartimento energia degli USA.
Gli USA spenderanno 1.7 miliardi per la riconversione di diverse fabbriche, tutte UAW.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono un visionario

https://uploads.disquscdn.c...

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Tu sei lo spettacolo della mancanza di lucidità umana.

Cioè abbiamo in passato stupidamente dato incentivi a soggetti che non se lo sono affatto meritati, ed in nome di questo errore andiamo a cercare le realtà che hanno, o stanno facendo, la stessa cosa?

Poi sei tra gli stessi che criticano chi fa impresa perchè "tutti evadono" ma proponi di dare incentivi alle aziende in modo diretto? E solo in alcuni campi che ti piacciono?
Perchè non dare 100€ a Philips per ogni macchinetta del caffè venduta?
Perchè non dare 5€a Ferrero per ogni vasetto di nutella venduto?
Perchè?

Senza poi minimamente considerare che un sistema simile è a beneficio di chi già è più "potente": ad esempio diamo incentivi ad ogni prodotto venduto tramite e-commerce e chissà se ne beneficerà di più una piccola eccellenza che apre un suo shop o Amazon...

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Perchè Ilario gli mette il pepe nel sederino.
1 miliardo e 412 milioni di clisterini al pepe...

ilariovs ho visto su amazon guanti in lattice in offerta, affrettati!! XD XD XD

i
italba 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse hai dimenticato di togliere i paraocchi: https://uploads.disquscdn.c...

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

Non contenti gli paghiamo volentieri la cassa integrazione mentre Stellantis sventola utili record

A
Arrigo Boito 01 Jan 1970 @ 00:00

Invece dare in mano tutto ai cinesi, pure qui, non è esattamente lo stesso "taglio"?

T
TorettoMilano 01 Jan 1970 @ 00:00

fsd è lv2, per quanto riguarda l'europa potremmo mai non averla ma se la si può vendere nel resto del mondo praticamente stiamo regalando il mercato ai concorrenti

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

L'unica certezza è con il termico è fallita, spiaze

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

No, lui parla in genere

2
21cole 01 Jan 1970 @ 00:00

Tesla è lv3
Robotaxi LV 4 ma in Europa sarà macchinosa l'implementazione

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Sono estremamente preoccupato...anche stanotte non ho aperto occhio.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Investimenti, non guadagni

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

E perchè dovrebbero aprire stabilimenti in Europa senza dazi?

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Però si parla di Stellantis, da loro una fregatura del genere me l'aspetto

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

I dazi sono controproducenti.
L'unico vero vantaggio è mettere pepe al ... dei costruttori cinesi e fargli aprire stabilimenti in EU.
Fine della storia, ogni altra pretesa asarebbe tagliarsi per fare dispetto alla moglie.

m
mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

ehm, tante riconversioni di fabbriche si sono concluse con il fallimento del progetto.

T
TorettoMilano 01 Jan 1970 @ 00:00

in giro per il mondo waymo e baidu offrono già servizi di robotaxi, a breve tesla proporrà il suo e già la gente oggi guida col fsd sulla propria tesla senza appoggiare mani (di poche ora fa un video sul tubo in cui una tesla guida per 2 ore senza l'intervento dell'uomo)

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Ehm la riconversione di una fabbrica richiede tempo, non è come vedi in tv che come magia tutto viene modificato in pochi minuti...

m
mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

evviva, hanno scritto rinasce! Peccato però che poi usano "sarà riconvertita", futuro. Quindi è una supposizione che solo il tempo dirà se oculata.

2
21cole 01 Jan 1970 @ 00:00

Livello 4 e 5 è difficile che saranno implementati a breve
se mai lo saranno
ci sono problemi di normativa e di responsabilità legale non indifferenti

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00
Stellantis Belvidere rinasce grazie alle auto elettriche: investimento da 334 milioni
La fabbrica sarà riconvertita alla produzione di auto elettriche e tornerà in funzione dopo lo stop dello scorso anno
P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Non siamo nel tuo sogno, sei sveglio nella realtà

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

La storia ha già dimostrato che i dazi non servono a nulla... Hanno provato con i Giapponesi e hanno fallito

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è che diventa vero...è già così

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è che se continui a dire che le ev non le vuole nessuno diventa vero

T
TorettoMilano 01 Jan 1970 @ 00:00

non mi risulta ci sia nessun marchio europeo in lizza per il lv4/5 di guida autonoma e gli analisti dicono le EV verranno vendute sempre di più in tutti i continenti del mondo anche nel 2024

A
Alex 01 Jan 1970 @ 00:00

Giusti i dazi contro la concorrenza sleale. Ma ormai è troppo tardi: non basteranno

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

La questione trovo sia semplice se vista dal punto di vista dei costruttori europei:
- all'inizio tutto bello, si è potuto aumentare i margini
- poi il problema era la possibile invasione di vetture a basso costo cinesi
- si è quindi pensato: se non puoi sconfiggerli fatteli amici, e quindi via di joint venture
- ma ora si rischia che i dazi vadano a colpire queste joint venture e quindi temo stiano puntando al colpo grossissimo:
non è che i costruttori vorrebbero una politica commerciale ambiziosa e aperta, si ma aperta verso il lato cinese, ovvero ricevere incentivi rivolti direttamente alle aziende anche nella UE come fanno in Cina?

M
Mr. G/Blocked:45/Mac+Android 01 Jan 1970 @ 00:00

I migliori ADAS li hanno le auto europee. Le EV non le vuole nessuno quindi ce ne faremo una ragione

T
TorettoMilano 01 Jan 1970 @ 00:00

dazi o non dazi siamo fregati, siamo rimasti indietro sia lato EV e sia lato guida autonoma (colpa 100% nostra e non di fattori terzi). escludendo i marchi di lusso possiamo solo pregare succeda qualche miracolo

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Per annullare i dazi servono il 60% dei voti, e nella pratica ci sono già abbastanza paesi per annullarla

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Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Dazi oggi il nostro pane quotidiano.