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Incendio nello stabilimento Alpitronic di Bolzano: erano in corso ristrutturazioni

L'incendio è scoppiato in un'area dove erano in corso lavori di ristrutturazione

Incendio nello stabilimento Alpitronic di Bolzano: erano in corso ristrutturazioni
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 8 mag 2024

Nella mattinata di oggi a Bolzano è scoppiato un incendio presso lo stabilimento di Alpitronic, nota azienda che si occupa di realizzare colonnine per la ricarica delle auto elettriche. Dalla struttura che si trova in via di Mezzo ai Piani si è presto levata una colonna di fumo visibile da tutta la città. Proprio per questo, è stato deciso di chiudere lo spazio aereo per ragioni di sicurezza.

A quanto si apprende, l'incendio sarebbe divampato da un'area della struttura in cui erano in corso lavori di ristrutturazione per poi propagarsi velocemente. Il capannone da cui sono partite le fiamme sarebbe stato vuoto. I vigili del fuoco del Corpo permanente di Bolzano e i vigili del fuoco volontari di Bolzano-Città, Gries e Oltrisarco-Aslago sono intervenuti immediatamente e in alcune ore sono riusciti a portare l'incendio sotto controllo. Per spegnere l'incendio, i vigili del fuoco hanno prelevato l'acqua direttamente dal vicino fiume Isarco.

Sempre per ragioni di sicurezza, è stata evacuata una scuola che si trova nelle vicinanze dello stabilimento Alpitronic. I lavori dei vigili del fuoco sono adesso concentrati a spegnere i focolai per proteggere le parti della fabbrica che non sono state raggiunte dalle fiamme. Fortunatamente, non ci sono feriti o vittime.

Sul luogo si è recata anche l’Agenzia provinciale per l'ambiente e la protezione del clima che ha prelevato una serie di campione a titolo precauzionale per verificare l'eventuale presenza di residui tossici nell'aria. A quanto pare, stando alla dichiarazione del presidente della provincia Arno Kompatscher, per quanto riguarda l'inquinamento dell'aria, non sono state interessate sostanze pericolose.

L'intervento dei vigili del fuoco ha funzionato alla perfezione e adesso la situazione è sotto controllo. È importante che non ci sia stato rischio per le persone e che non ci siano stati feriti. Anche per quanto riguarda l'inquinamento dell'aria, non sono state interessate sostanze pericolose.

LA DICHIARAZIONE DI ALPITRONIC

A seguito dell'incendio, l'azienda è intervenuta rilasciando la seguente dichiarazione.

Questa mattina si è verificato un grande incendio presso Alpitronic a Bolzano, fortunatamente senza causare danni alle persone. Attualmente l'incendio è sotto controllo e sono in corso le operazioni residue di spegnimento. L'operatività di Alpitronic non è stata influenzata dall'incendio. I danni hanno interessato una parte del magazzino dell'ex cooperativa agricola "Laurin", in cui erano in corso alcuni lavori di manutenzione e non ancora in utilizzo. Non sono state interessate le parti con produzione, ricerca e sviluppo e attività amministrative. I dipendenti degli uffici adiacenti sono al sicuro e lavorano temporaneamente da casa. Attualmente non è possibile fare dichiarazioni sulla causa dell'incendio o sull'entità dei danni. Attendiamo i risultati delle indagini delle autorità competenti. Appena saranno disponibili nuove informazioni, aggiorneremo la situazione. Ci scusiamo per eventuali disagi.

[Fonte immagini: LFV Südtirol – UVF Alto Adige]

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Commenti Regolamento
d
damiano l 01 Jan 1970 @ 00:00

ed usare manod'opera attenta ed esperta ...

d
damiano l 01 Jan 1970 @ 00:00

in Trentino a quanto par hanno bisogno di qualcuno che gli faccia i tetti "a modo":

https://www.ansa.it/trentin...

d
damiano l 01 Jan 1970 @ 00:00

parole Sante le tue....

m
max76 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh allora è andata bene che l' incendio non è arrivato fino al capannone delle batterie!

m
max76 01 Jan 1970 @ 00:00

CO2 a go go

d
damiano l 01 Jan 1970 @ 00:00

prova a bruciare un tappo di sughero ...

d
damiano l 01 Jan 1970 @ 00:00

ovvio che bruciano anche le case in legno... ma se il legno è correttamente "preparato" durante un incendio c'è una carbonizzazione degli strati esterni che "preserva" per un certo tempo la parte interna.. dando tempo per estinguere il fuoco: se succede in tempi sufficentemente veloci la struttura è salva e non crolla.
Stesso problema nelle strutture in cemento armato: col calore enorme dell'incendio si sgretola il cemento.. si ammorbidiscono i ferri interni... e dopo un po' può crollare tutto ugualmente....

Giustamente citi il grado di infiammabilità ... ci sono prodotti per l'edilizia che hanno una tendenza "autoestinguente" che concede molto più tempo ai soccorritori (per salvare vite e mettere in sicurezza gli edifici)...ad esempio il sughero..

Negli Stati Uniti grossissimi problemi derivano da come sono costruite le reti elettriche.. che a volte causano o aiutano a propagarsi incendi anche piuttosto lontani dai punti di innesco (ultimo caso alle Hawaii: lo scorso anno ho visto una ricostruzione della dinamica di propagazione a Maui e Lahaina che citava anche "gli incendi a cascata" per il mancato blocco delle centraline di media tensione che facevano bruciare anche edifici in non direttamente coinvolte dalle fiamme dovute all'uragano).

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Non vorrei togliere le certezze a nessuno, ma negli stati uniti, dove nel midwest le case sono per la maggior parte fatte in legno prendono fuoco ugualmente, gli incendi si sviluppano per lo più a causa di una fonte di calore fuori controllo (per la lo più fenomeni elettrici di sovraccarico) che trovano carburante (che sia plastica, legno, patatine poco importa) da innescare.
A sto punto bisognerebbe vedere il grado di infiammabilità dei materiali in questione, più che l'ecosostenibilità di "cose" che una volta posate sono materiale inerte che sta li a non far danno.

F
Federico 01 Jan 1970 @ 00:00

bruciano anche i prodotti naturali, seppure sono d'accordo che siano preferibili

C
Chicco Bentivoglio 01 Jan 1970 @ 00:00

Insieme a matita nera

R
Ratchet 01 Jan 1970 @ 00:00

Aria pura di montagna..

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

se rileggi ti ho spiegato chi l'ha detto.
Solo esattamente dove c'è stato l'incendio, ma 1 metro più a destra hanno attività produttive, con batterie, sviluppo colonnine, ed uffici. è praticamente tutto attaccato.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Io non fumo ...🤷‍♂️

T
Twentyseven 01 Jan 1970 @ 00:00

Non era esattamente cappotto ma rivestimento ACP.

d
damiano l 01 Jan 1970 @ 00:00

Ennesimo caso di incendio partito dal tetto in ristrutturazione: impermeabilizzazione con le solite membrane bituminose ..economiche ed incendiabili ..
Già hanno "pagato pegno" la Cattedrale di Notre-Dame a Parigi ... un supermercato di una località vicina a dove abito...

Come giustamente ricordato da @Petri97 più giù ... i "meravigliosi idrocarburi" sono alla base della stragrande maggioranza dei "cappotti termici" .. sia in Italia che all'estero ... che in caso di incendio rischiano di trasformare tutto il palazzo in una "torcia" ...

Sarà "fanatismo green" .. ma cominciare ad usare prodotti coibentanti e impermeabilizzanti di origine naturale no??
In Italia dalle filiere agricole ed allevamento ricaviamo tanti materiali perfetti in entrambe le situazioni ... ecologici, sicuri, a filiera cortissima ...
Ovviamente le solite "lobby" del petrolio fan di tutto per mettere queste produzioni "fuori gioco" (persino col "famigerato 110%" i materiali coibentanti ECO erano stati esclusi dalle tabelle ! ).
Vabbè ... forza e coraggio ... aspettiamo il prossimo disastro ...

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

si, perchè quando va a fuoco una discarica di solito si consiglia di respirare a pieni polmoni, tanto non ci sono batterie :)

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

2021 un edificio nuovo.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Vorrei ricordare l'incendio del cappotto di un edificio a Milano

https://uploads.disquscdn.c...

M
Marco 01 Jan 1970 @ 00:00

proprio incoraggiante il colore del fumo

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Ripeto chi l’ha detto che in quel magazzino c’erano batterie e chi l’ha detto che sono state coinvolte nell’incendio?
Alpitronic ha dichiarato che in quel luogo non ci sono attività produttive.

Tra l’altro i vigili del fuoco sul caso dell’autobus caduto a Mestre avevano in primo luogo detto che le batterie avevano preso fuoco, in seguito si è scoperto le batterie non sono state coinvolte nell’incendio.

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

io sono di Bolzano, ho visto il fumo e sentito la puzza. Ho amici che ci lavorando dentro, hanno le batterie nel capannone adiacente, sono in studio colonnine con accumulo. anche il capo dei vigili del fuoco lo ha detto, se ascoltate l'intervista. tutto volete sapere?
gli edifici sono tutti collegati, e la parte andata a fuoco era in ristrutturazione. ma attaccata agli uffici ed ai laboratori.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Sicuramente i detrattori sarebbero stati preoccupari per gli altri migliaia di casi che ci sono stati, suvvia

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma chi l’ha detto che c’erano batterie?
Alpitronic produce colonnine HPC, non batterie.
Tra l’altro secondo le dichiarazioni di Alpitronic i magazzini coinvolti nell’incendio dell'ex cooperativa agricola "Laurin" erano in ristrutturazione e non c’era nessun attività produttiva

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

Questo perché la protezione civile aveva subito avvertito di tenere le finestre chiuse, per via del fumo nero e della presenza di batterie.
Quindi i detrattori avevano ragione ad essere preoccupati. Per di più il fumo era parecchio fastidioso da respirare.

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi dispiace molto per Apitronic, per fortuna non ci sono stati feriti.

Ovviamente i dettrattori si erano attivati all'instante, a dire delle grandi cavolate, e sicuramente le testate contro l'elettrico altererranno la news a loro vantaggio, tanto è pieno di creduloni online

F
Franco Cestanti 01 Jan 1970 @ 00:00

Almeno prima di dare fuoco hanno avvisato tutti.
Non si è fatto male nessuno.

F
Franco Cestanti 01 Jan 1970 @ 00:00

No quelli fanno app per Android e Windows.

m
mister x 01 Jan 1970 @ 00:00

Per essere un capannone vuoto ha fatto proprio un bel fuocherello, forse era vuoto di cose importanti ma pieno di rifiuti da dover smaltire. Riguardo le rassicurazioni sulla non presenza di sostanze tossiche posso confermare, il mio medico mi consiglia sempre di fare inalazioni di fumo nero da incendio.

F
Franco Cestanti 01 Jan 1970 @ 00:00

MatitaNera in realtà è fleximan!

F
Franco Cestanti 01 Jan 1970 @ 00:00

Si mo è venuto un robot dallo spazio coi raggi gamma... ma dai!!!
Quante scuse assurde che vi inventate.

F
Franco Cestanti 01 Jan 1970 @ 00:00

Acquistavano...

F
Franco Cestanti 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me fanno talmente poche colonnine che hanno preferito bruciare tutto e prendere i soldi dell'assicurazione.
Si fa da sempre.

c
checo79 01 Jan 1970 @ 00:00

è un complotto dei no elettrico

R
R_mzz 01 Jan 1970 @ 00:00

Poteva essere un disastro, ma fortunatamente non si registrano feriti e “Non sono state interessate le parti con produzione, ricerca e sviluppo e attività amministrative.”
Alpitronic è il più importante fornitore di colonnine ad alta potenza in Europa, un piccolo orgoglio italiano.
Enel X e BeCharge acquistano la maggioranza delle colonnine DC da Alpitronic.

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

MatitaNera faceva da palohhhh!1!!111!!!

A
Andreoid 01 Jan 1970 @ 00:00

Ha stato Actarus!!!

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Sul titolo avete scritto APItronic